Le Ventre de Paris

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Editeur: Gallimard

4.2
(627)

Language: Français | Number of pages: 470 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Spanish

Isbn-10: 2070423581 | Isbn-13: 9782070423583 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Cooking, Food & Wine , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 5

    L'eterna lotta dei grassi contro i magri: intorno all'enorme mercato delle Halles di Parigi, va in scena un conflitto sociale che è anche, necessariamente, politico. Da un lato, Lisa Maquart, ricca sa ...continuer

    L'eterna lotta dei grassi contro i magri: intorno all'enorme mercato delle Halles di Parigi, va in scena un conflitto sociale che è anche, necessariamente, politico. Da un lato, Lisa Maquart, ricca salumiera, e tutti i commercianti che formano la piccola borghesia benestante, lieta della stabilità fornita dal Secondo Impero; dall'altro Flaurant, il sognatore repubblicano che torna dall'esilio alla Cayenna solo per precipitare di nuovo nelle aspirazioni rivoluzionarie. Ma il romanzo è popolato anche di figure secondarie splendide: i due giovani 'selvaggi' Cadine e Marjolin che si amano negli anfratti del mercato; la vecchia pettegola che spia il quartiere e fa circolare le voci; la bella pescivendola che sogna di fare la signora; i repubblicani che parlano e non agiscono. E poi la figura del pittore, Claude, che sarà protagonista de L'opera, che qui gioca invece il ruolo dello sguardo dell'autore: Zola affida a lui il duro giudizio sulla grassa borghesia, ma anche quello non meno sprezzante sui 'magri' repubblicani che si rivelano inetti e chiacchieroni. Tra i padiglioni del mercato, nell'umidità delle cantine, tra i mucchi di verdure che marciscono al sole, nelle botteghe odorose, scivolano sottili la calunnia e il tradimento, la maldicenza e la cattiveria, l'avidità e la pigrizia. Tutto il mercato ha denunciato Flaurent, dalla bella Lisa fino ai suoi supposti complici. Tutti i grassi si sono coalizzati per liberarsi dai magri. Sarà Claude a chiudere l'amara vicenda commentando: "Che mascalzoni questi uomini onesti"...

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  • 2

    "Il ventre di Parigi" mi aveva incuriosito,inizialmente, per una bellissima descrizione. Così ho deciso di leggerlo. È un'opera, forse la principale, del naturalismo francese. Ricchissima di descrizio ...continuer

    "Il ventre di Parigi" mi aveva incuriosito,inizialmente, per una bellissima descrizione. Così ho deciso di leggerlo. È un'opera, forse la principale, del naturalismo francese. Ricchissima di descrizioni che, a mio avviso, sfociano poi nell'essere pesanti e ripetitive: pagine e pagine ove si descrivono frutta e verdura in mezzo alla bolgia chiassosa dei mercati di Parigi. I personaggi sono molto molto ben caratterizzati, e si evince tutta la psicologia con i drammi, le piccole vittorie, vendette, passioni e tradimenti della Parigi popolana. Il testo mantiene una sorta di calma fin quasi all'epilogo della vicenda, che potrebbe essere in realtà riassunta in pochi capitoli. Soltanto nelle ultime pagine si susseguono azioni più che descrizioni.
    Decisamente un libro per un pubblico di nicchia.

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  • 5

    Frasi dal libro

    “Quando ogni lume fu spento all’interno, ed i mercati furono inondati dalla luce del giorno, apparvero quadrati, uniformi, come una macchina moderna e smisurata, che so, un’enorme macchina a vapore, u ...continuer

    “Quando ogni lume fu spento all’interno, ed i mercati furono inondati dalla luce del giorno, apparvero quadrati, uniformi, come una macchina moderna e smisurata, che so, un’enorme macchina a vapore, una caldaia che dovesse servire alla digestione di un popolo, un ventre gigantesco, bullonato, ribadito, fatto di legno, di vetro e di ferro, di una eleganza, di una potenza da motore meccanico azionato dal calore del combustibile, e dalla furia fremente e vertiginosa delle ruote.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2016/02/26/il-ventre-di-parigi-emile-zola/

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  • 5

    Nel cuore di Parigi

    Emile Zola non mi delude mai. Le descrizioni dettagliate permettono al lettore di immergersi benissimo nel contesto, tanto da riuscire quasi a vedere le montagne di cibo, ascoltare i rumori e sentire ...continuer

    Emile Zola non mi delude mai. Le descrizioni dettagliate permettono al lettore di immergersi benissimo nel contesto, tanto da riuscire quasi a vedere le montagne di cibo, ascoltare i rumori e sentire gli odori penetranti delle Halles. Un viaggio tra colori, odori, sapori, un percorso vivo, traboccante, grasso e tremendamente vero. Un cuore pulsante che lo scrittore chiama “ventre”, termine che si fonde con la rotondità delle donne.

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  • 4

    Il ventre di Parigi è il gigantesco mercato de Les Halles, abbellito dai padiglioni di acciaio e vetro, antesignani dei moderni centri commerciali di tutto il mondo. E per la verità, Les Halles molto ...continuer

    Il ventre di Parigi è il gigantesco mercato de Les Halles, abbellito dai padiglioni di acciaio e vetro, antesignani dei moderni centri commerciali di tutto il mondo. E per la verità, Les Halles molto somigliano al Paese di Bengodi; e utto il romanzo insiste, analizza, si dilunga all'infinito sulle prelibate leccornie di tutti i tipi, dal burro alla frutta, dal pesce ai salumi, alla carne, al pane, ai cartocci di patate fritte, ai polli fumanti, ai dolciumi. Ma queste leccornie non sono per tutti, naturalmente; solo che qui ogni ansia di giustizia sociale, ogni ideale viene schiacciato da una valanga di cibo, nascosto tra un sanguinaccio e una lingua in salmì, messo sottovetro dall'aspic e dalle galantine, nascosto insomma sotto il grembiule perfettamente candido e inamiadto della grossa, grassa e soddisfatta ipocrisia borghese, che dopo aver letteralmente spaccato la testa ad un povero demente nei fetidi sotterranei del mercato non esita poi ad andare a fare un giro a testa alta nella vicina chiesa di Saint-Eustache, ornata come dal migliore dei gioielli della propria specchiata reputazione di persona onesta.

    https://costellazioniletterarie.wordpress.com/2015/08/04/ceci-tuera-cela-notre-dame-e-saint-eustache/

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  • 5

    Terzo libro dei Rougon-Macquart, segna un nettissimo scarto in avanti rispetto ai precedenti. La storia narra di Florent, populista dall'animo buono, rientrato in segreto a Parigi dopo otto anni di in ...continuer

    Terzo libro dei Rougon-Macquart, segna un nettissimo scarto in avanti rispetto ai precedenti. La storia narra di Florent, populista dall'animo buono, rientrato in segreto a Parigi dopo otto anni di ingiusto esilio alla Caienna tra fame, zanzare, fame, sole, fame, e del ripudio che costui, magro, indolente, senza alcun interesse per la pecunia, induce nel popolino frenetico e laborioso del grande mercato alimentare di Parigi. Lo stile di Emile si sposa stupendamente con il senso del romanzo: pagine e pagine di frutta, verdura, formaggi, carni, pesci, davanti agli occhi dello scheletrico fuggiasco che tenta una pur misera rivincita nei confronti di chi, dopo avergli sottratto anni e speranze, si addormenta grasso e felice nella propria flaccida opulenza. Ovviamente finirà male: l'elefante lascia che la mosca gli ronzi davanti alla faccia per un po', ma poi, quando questa si fa eccessivamente insistente, basta un colpetto e saluti a tutti. Da leggere e rileggere le pagine del racconto di Florent alla nipote della sua prigionia, al caldo della salumeria del fratello, mentre intorno si preparano cotechini, salami, sanguinacci.

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  • 3

    Un po' (pochino) deludente

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola ...continuer

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola è sempre lui quando racconta l'alba nella quale si dispongono i cesti di verdure, il disfacimento delle calde giornate estive nel puzzo dei polli, l'orrore delle carni macellate, l'untuosità avvolgente della salumeria dove lavorano fratello e cognata in un placido e schifosetto benessere borghese.
    In certi momenti sentivo quasi la nausea per tutto quel cibo ammassato e per quel brulicare di gente che cammina in mezzo ai liquami che le merci lasciano colare.

    Tre e mezzo, vai.

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