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Le Ventre de Paris

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Editeur: Gallimard

4.2
(546)

Language:Français | Number of pages: 470 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Spanish

Isbn-10: 2070423581 | Isbn-13: 9782070423583 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Cooking, Food & Wine , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 3

    Un po' (pochino) deludente

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti. Ma ...continuer

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti. Ma Zola è sempre lui quando racconta l'alba nella quale si dispongono i cesti di verdure, il disfacimento delle calde giornate estive nel puzzo dei polli, l'orrore delle carni macellate, l'untuosità avvolgente della salumeria dove lavorano fratello e cognata in un placido e schifosetto benessere borghese. In certi momenti sentivo quasi la nausea per tutto quel cibo ammassato e per quel brulicare di gente che cammina in mezzo ai liquami che le merci lasciano colare.

    Tre e mezzo, vai.

    dit le 

  • 3

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un ...continuer

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un giovane, fin troppo dal cuore tenero, finisce ingiustamente alla Cayenna - nella Francia di Napoleone III - per poi fortunosamente ritornare a Parigi, dove trova un Paese talmente ricco, obeso, grasso di lardo di ogni tipo di carne, pesce, puzzolente di ogni sorta di formaggio stagionato, così legato alle piccole beghe di ogni giorno, e piacevolmente adagiato negli affari e nel commercio che finità per espellerlo come un pericoloso microbo. Nonostante la sua totale innocuità, quest'uomo e le sue idee ingenue su una rivoluzione sociale finirà per essere oggetto dell'odio viscerale di una - solo apparentemente conflittuale - ciurma di donne-orto-frutti-pescivendole e commercianti che - terrorizzate all'idea che qualcosa possa turbare l'accumulazione di denaro e sazietà, lo 'venderanno' all'autorità con la molle accondiscendenza dei loro mariti, figli e fratelli.

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  • 4

    Il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Zola. Scritto magistralmente! Le descrizioni dei mercati e dell'opulenza del cibo e del benessere borghese mi è rimasto dentro come se l'avessi vissuto ...continuer

    Il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Zola. Scritto magistralmente! Le descrizioni dei mercati e dell'opulenza del cibo e del benessere borghese mi è rimasto dentro come se l'avessi vissuto in prima persona. Inoltre, il messaggio del libro, ovvero la gabbia dorata della società del benessere e l'assenza di scrupoli dei borghesi per mantenere i propri beni, è ancora attuale. "Che canaglia, la gente onesta!" Gran bel libro.

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  • 3

    Lettura non troppo coinvolgente, a tratti ripetitiva (è un romanzo che potrebbe benissimo essere snellito di almeno un terzo, senza essere stravolto). Un'opera più debole di altre di Zola, ...continuer

    Lettura non troppo coinvolgente, a tratti ripetitiva (è un romanzo che potrebbe benissimo essere snellito di almeno un terzo, senza essere stravolto). Un'opera più debole di altre di Zola, personalmente meno apprezzata, anche per la fittissima (e pesantissima) serie di descrizioni belliche, che non mi è stato facile seguire (sia per la specificità di certi contenuti tattico/tecnici, sia per mie mancanze mnemoniche relative alla storia della battaglia di Sedan e della Comune parigina). Nonostante questo, certi passaggi e certi episodi sono assolutamente efficaci e indimenticabili, esemplari nella loro atrocità. La prima parte, che narra l'estenuante attesa della battaglia da parte dei protagonisti e una serie di ritirate inspiegabili, mi è parsa quasi un "Deserto dei tartari" ante litteram.

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  • 3

    "Parigi masticava i bocconi dei suoi due milioni di abitanti"

    Veri protagonisti del romanzo sono i mercati parigini delle Halles che Zola descrive minuziosamente. Florent, evaso dalla Cayenne e ritornato nella sua città, segnato dalla fame e dalla magrezza, ...continuer

    Veri protagonisti del romanzo sono i mercati parigini delle Halles che Zola descrive minuziosamente. Florent, evaso dalla Cayenne e ritornato nella sua città, segnato dalla fame e dalla magrezza, non riuscirà mai a integrarsi nella "Parigi abbuffata", caratterizzata dal trionfo dei mercati e dall'abbondanza, ma resterà sempre un marginale, oppresso e schiacciato dalla città stessa. E' un personaggio debole, così come debole è il tentativo di cospirazione, che si rivelerà infatti un fallimento. La critica di Zola è rivolta ai "grassi", la borghesia in ascesa, benestante e fiorente, ma moralmente disonesta e complice del secondo arresto di Florent.

    Complessivamente, ho apprezzato molto quest'opera. La metafora del ventre e della digestione, che più volte compare nel testo, presenta Parigi come un organismo dotato di vita propria, imponente e mostruoso. Tuttavia, il gusto del catalogo e le descrizioni davvero troppo prolisse hanno un po' ridimensionato il mio entusiasmo iniziale.

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  • 3

    Dopo "La bestia umana" E "Teresa Raquin", qui Zola mi delude. Manca qualcosa: c'è poca forza passionale nei caratteri dei personaggi, l'intreccio è ai minimi storici, e alcuni passaggi sono assai ...continuer

    Dopo "La bestia umana" E "Teresa Raquin", qui Zola mi delude. Manca qualcosa: c'è poca forza passionale nei caratteri dei personaggi, l'intreccio è ai minimi storici, e alcuni passaggi sono assai ripetitivi. La descrizione dei mercati di Les Halles come "il ventre di Parigi" però è fantastica, impietosa e assolutamente espressionistica, e la pochezza morale e l'ipocrisia di alcuni caratteri sono rese con estrema abilità. Peccato perché Florent, il personaggio principale, è più che trascurato, ma del resto la vera protagonista è proprio Parigi con le sue manifestazioni di ingordigia, avarizia, pusillanimità che sembrano appartenere non solo gli uomini ma persino agli ortaggi, ai pesci e alle carni del rutilante mercato narrato nel più minimo dettaglio.

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