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Le Vicomte pourfendu

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Editeur: LGF - Livre de Poche

4.0
(9891)

Language:Français | Number of pages: 122 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Spanish , Italian , Finnish , Portuguese , Polish

Isbn-10: 2253029858 | Isbn-13: 9782253029854 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 3

    Il mio secondo approccio con Calvino, dopo Marcovaldo quando ero piccola, e mi stupisce sempre più; possiede uno stile e una capacità di giocare con il lettore che è davvero unica. La storia è carina ...continuer

    Il mio secondo approccio con Calvino, dopo Marcovaldo quando ero piccola, e mi stupisce sempre più; possiede uno stile e una capacità di giocare con il lettore che è davvero unica. La storia è carina e divertente (apprezzerete molto il personaggio di Pamela) e al contempo portante una morale nascosta.

    dit le 

  • 4

    Il visconte dimezzato

    Il visconte dimezzato. Il primo libro della trilogia araldica di Calvino, Il visconte dimezzato, segna l'esordio dello scrittore nella narrativa fantastica. Ma l'aggancio con la realtà è molto forte: ...continuer

    Il visconte dimezzato. Il primo libro della trilogia araldica di Calvino, Il visconte dimezzato, segna l'esordio dello scrittore nella narrativa fantastica. Ma l'aggancio con la realtà è molto forte: il tema del ritorno a casa di un reduce è molto diffuso nella letteratura dell'immediato secondo dopoguerra, mentre la violenza del protagonista dimezzato sul paese di Terralba rispecchia la condizione di un'Italia lacerata nel clima della guerra fredda e della caduta delle speranze restistenziali.

    dit le 

  • 4

    Naturalmente anche questo libro di Calvino mi è piaciuto molto grazie alla particolarità dei suoi racconti surreali e intriganti e sempre pieni di significato.
    La sua scrittura è scorrevole e fa si ch ...continuer

    Naturalmente anche questo libro di Calvino mi è piaciuto molto grazie alla particolarità dei suoi racconti surreali e intriganti e sempre pieni di significato.
    La sua scrittura è scorrevole e fa si che questo testo lo si possa leggere anche in una giornata.
    Mi ha fatto riflettere molto e devo ammettere che la frase "A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane." e "in questo mondo pieno di responsabilità e di fuochi fatui" riecheggiano nella mia mente quasi fossero i punti chiave della storia.
    Calvino ha scritto questa storia "new age" per iniziarci allo Yin e Yang dove non esiste bene senza male e viceversa.
    Motivo per cui l'umano è portato a soffrire ed essere un'anima in pena finchè non accetterà anche gli opposti del carattere che ama tanto.
    Credo volesse dare questo messaggio in cui esaltando un lato di noi non ci può essere equilibrio, oltre al fatto che se non ci affidiamo a noi in primis rimarremo per sempre delusi perchè le persone vanno e vengono come fuochi fatui.
    Una bella storia da leggere.

    dit le 

  • 5

    Ironico e surreale a tratti crudo e graffiante, il visconte dimezzato è un libro divertente, quasi scherzoso che nasconde una morale (comune nei testi di Calvino): abbiamo tutti un lato oscuro con cui ...continuer

    Ironico e surreale a tratti crudo e graffiante, il visconte dimezzato è un libro divertente, quasi scherzoso che nasconde una morale (comune nei testi di Calvino): abbiamo tutti un lato oscuro con cui per forza dobbiamo convivere. L'eterna diatriba tra bene e male, alla fine per sopravvivere ci servono entrambi.

    dit le 

  • 5

    Da dove cominciare? Il visconte dimezzato è ormai un "grande classico" e al tempo stesso rimane un libro alla mano, metaforico senza dubbio ma semplice e immediato come solo le fiabe sanno fare. Qui i ...continuer

    Da dove cominciare? Il visconte dimezzato è ormai un "grande classico" e al tempo stesso rimane un libro alla mano, metaforico senza dubbio ma semplice e immediato come solo le fiabe sanno fare. Qui il principe azzurro è in verità un visconte che, per non farci mancare nulla, è mezzo buono e mezzo cattivo, diviso in due metà speculari e contrapposte. Che rabbia che fa il visconte cattivo! Ogni buon lettore auspica che arrivi la metà buona prima o poi ed è proprio ciò che accade. Calvino ce lo serve su un piatto d'argento. Però che delusione. Anche ad essere troppo buoni è una noia mortale e non si cava un ragno dal buco. Nel frattempo il mondo va avanti e i personaggi che a vario titolo ruotano intorno alle due metà del visconte si organizzano come possono. C'è chi lo evita, chi non può farlo e ne rimane vittima, chi ne trae profitto, chi resta con la testa tra le nuvole, intento nei suoi esperimenti e chi invece non demorde e alla fine ottiene quello che vuole. E alla fine vissero tutti felici e contenti. C'era da aspettarselo, no?

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  • 4

    << I nostri sentimenti si facevano incolori e ottusi, poiché ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane.>>

    Mi è piaciuto, non come "il barone rampante" ma Calvino non delude mai. Apprezzo il linguaggio metaforico e fiabesco col quale l'autore fa passare grandi messaggi. Nessun essere umano è totalmente buo ...continuer

    Mi è piaciuto, non come "il barone rampante" ma Calvino non delude mai. Apprezzo il linguaggio metaforico e fiabesco col quale l'autore fa passare grandi messaggi. Nessun essere umano è totalmente buono o totalmente cattivo ma le due parti coesistono armonicamente nel formare una persona completa, che riesce così a trovare il proprio posto nel mondo e a integrarsi con i propri simili.
    Sia la metà cattiva e sia la metà buona del visconte non hanno fatto altro che portar danni a Terralba, in modi diversi. Solo l'interezza e la completezza sono riusciti a ristabilire un certo equilibrio anche se, scrive Calvino, <<Forse ci s'aspettava che, tornato intero il visconte, s'aprisse un'epoca di felicità meravigliosa; ma è chiaro che non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo.>>

    dit le 

  • 4

    La ricerca dell'interiore perduto...

    "A me interessava il problema dell'uomo contemporaneo(dell'intellettuale per esser più precisi)dimezzato, cioè incompleto, "alienato". Era il febbraio del 1952, e la scomparsa del padre come quella di ...continuer

    "A me interessava il problema dell'uomo contemporaneo(dell'intellettuale per esser più precisi)dimezzato, cioè incompleto, "alienato". Era il febbraio del 1952, e la scomparsa del padre come quella di Elio Vittorini è forse uno dei tanti sentieri che Calvino imboccò nella sua creatività.
    Quest'opera quindi, nasce da molti scontri-incontri e da inaspettati quanto curiosi intermezzi. Calvino infatti, per darsi una pausa ad un lavoro fortemente drammatico e realistico, che in fine non completò mai e scelse invece una storia che gli sarebbe piaciuta sia scriverla ma soprattutto leggerla. Così prende forma "Il visconte dimezzato" una vicenda narrata da un ragazzino il quale, in una guerra contro i turchi nell'Europa centrale, si vede ritornare dalla battaglia lo zio Medardo colpito e tagliato a metà da una palla di cannone:. Ripresosi miracolosamente dalle ferite si ritrova però tranciato a metà, con una mezza parte del corpo e un cambiamento devastante del suo carattere. Comincia così nel suo feudo tra le terre del Genovese, una spietata crudeltà, con esecuzioni invenzioni di terribili macchie si tortura e di morte...deluso dalle nuove circostanze il nipote si allontanerà dal castello, permettendo a Calvino di arricchire la fabula sia nella descrizione dell'ambiente che di quella delle genti; il romanzo infatti è una continua relazione tra due parti, un dualismo che si ritroverà nei dieci capitoli e che ognuno racconterà un episodio preciso dell'intreccio...sembra a volte di entrare in uno spettacolo di marionette, con sequenze dal tono brioso in cui non sempre quel che ci sembra è così determinante tanto che tra le interpretazioni quella del confronto tra bene e male è solo un diversivo, un particolare che Calvino utilizza per indicarlo come causa o effetto di una situazione più vasta e complessa. Nelle sequenze ad ampio respiro ad esempio si vedranno le antinomie che in uno stile indiretto prenderanno sempre di più valore: gli Ugonotti cupi ed austeri si oppongono al comportamento spensierato e festaiolo dei lebbrosi; oppure l'indifferenza affaristica e senza scrupoli di mastro Pietrochiodo di fronte a un sapere astratto e metafisico, nutrimento per l'anima del dottor Trelawenay con le sue ricerche sui fuochi fatui. Restano però due aspetti del romanzo di un livello forse diverso ma sicuramente suggestivo: la sofferenza di Medardo, che si trasforma nel dualismo interiore tra l'impulso al "riessere" e quei cicloni autodistruttivi del perdersi, e ancora forse non discostano dalla vicenda di Pavese tra brevi entusiasmi e cupi ed infiniti sconforti. L'altro punto invece riguarda la narrativa calviniana in sé, spesso creatasi da figure, disegni, ispirazioni visuali o visioni vere e proprie. E se il bellissimo "Sentiero dei nidi di ragno" riporta il simbolo e la tragedia visti dal piccolo Pin è proprio una dolce sorpresa nel sentir il nipote del Visconte legato a un filo rosso al piccolo partigiano...orfani, ancora bambini, smaliziati dalla guerra ma ancora meravigliati dal magico gioco dell'infanzia, l'ordine narrativo, così simile alla lezione di Stevenson sempre pronto ad intrecciare realtà e fabula. Di certo il personaggio narrante ha un ruolo determinante ma abilmente mimetizzato nel seguire le gesta del Buono e del Gramo ed insieme a quest'ultimo raccoglierà le prime esperienze al di fuori del suo essere bambino. Intenso anche il dissertare tra le due parti del Visconte, dove uno vede la dura spietatezza della vita, l'altro richiama all'altruismo e alla compassione...in mezzo l'amata Pamela, ricevente da ognuno quel che ognuno nella sua indole può dargli. Pur nella sua narrazione precisa, colpiscono quei particolari di Calvino forse legati ai richiami del Surrealismo: egli descrive un mondo che a starci attenti può ricordare quei dettagli dei trittici di Bosch che una volta individuati ci chiediamo com'è non averli visti. Pamela invece, Il personaggio femminile, darà il via alla costante di donne superiori agli uomini. Anche se il Visconte ha un doppio finale è davvero alto quello del nostro giovane narratore. rimasto solo per la partenza del suo migliore amico vede dissolversi i pensieri fantastici e come per incantesimo sente un peso nell'anima, come fosse divisa tra luce ed ombra, come non riuscisse a scindersi per continuare " in questo nostro mondo pieno di responsabilità e fuochi fatui"

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