Le affinità elettive

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici)

3.9
(6397)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 291 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8804486074 | Isbn-13: 9788804486077 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ada Vigliani ; Contributi: Thomas Mann ; Postfazione: Hans-Georg Gadamer

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Il romanzo più famoso e più discusso di Goethe che disegna, attraverso l'intreccio di due storie d'amore nate dallo sfaldarsi di un legame matrimoniale, l'immagine di una società ambiguamente sospesa fra la salvaguardia della propria stabilità e la consapevolezza del proprio tramonto.
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  • 4

    non proprio un romanzo..

    L'impianto narrativo in alcuni momenti è abbastanza traballante, specialmente nella parte finale, d'altronde il genere romanzo trova la sua forma più compiuta, quella che ci è familiare, solo nel pie ...continua

    L'impianto narrativo in alcuni momenti è abbastanza traballante, specialmente nella parte finale, d'altronde il genere romanzo trova la sua forma più compiuta, quella che ci è familiare, solo nel pieno XIX secolo. Goethe è nato nel Settecento. Le affinità elettive è tante altre cose, però. E' un saggio sull'amore, è una raccolta di aforismi, è la documentazione di un esperimento in cui entano in gioco elementi e campi di forze, è poesia e rappresentazione perfetta di condizioni emotive.
    Ottilia, la figura pù romantica (... già romantica ), è una sorta di specchio in cui Edoardo si riflette. E'un amore che forse si potrebbe definire narcisistico e che non trova sviluppo se non su un piano estremo.

    ha scritto il 

  • 0

    Un'affinità chimica e sentimentale

    Quando ho cominciato a leggerlo, avevo preso sotto gamba il nesso con il procedimento chimico che dà titolo al testo, poi proseguendo nella lettura ho saputo distinguere i personaggi annettendoli agli ...continua

    Quando ho cominciato a leggerlo, avevo preso sotto gamba il nesso con il procedimento chimico che dà titolo al testo, poi proseguendo nella lettura ho saputo distinguere i personaggi annettendoli agli elementi chimici. Che dire, mi è piaciuto molto lo stile e le vicende sebbene non nascondo che a tratti l'ho trovato stoppaccioso forse per l'impossibilità di immedesimazione, Lo straconsiglio.

    ha scritto il 

  • 2

    Affinità indigeribili

    Solitamente adoro leggere romanzi con termini ricercati e voli pindarici stilistici, ma questa volta mi arrendo di fronte alle parole ampollose che usa Goethe. Sarà stata la traduzione, sarà stato il ...continua

    Solitamente adoro leggere romanzi con termini ricercati e voli pindarici stilistici, ma questa volta mi arrendo di fronte alle parole ampollose che usa Goethe. Sarà stata la traduzione, sarà stato il periodo in cui l'ho letto o la predisposizione d'animo, non lo so...ma devo ammettere che è stato davvero un tour de force terminarlo. Per non parlare della trama: scambi di coppie ed ambiguità à gogò. Qual è il senso di tutto ciò? Sono io poco sofisticata per comprendere le relazioni amorose degli umani? Sarà che questa sera mi sento di dare giudizi al vetriolo? La prossima volta che mi ricapiterà tra le mani un libro simile, mi andrò a fare una passeggiata.

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon romanzo sentimentale, non un capolavoro

    Francamente, ho apprezzato più la prima parte; il che non va a favore del libro, visto che "succede tutto" nella seconda. Quest'ultima, tuttavia, risulta per diversi tratti pomposa; i brani tratti dal ...continua

    Francamente, ho apprezzato più la prima parte; il che non va a favore del libro, visto che "succede tutto" nella seconda. Quest'ultima, tuttavia, risulta per diversi tratti pomposa; i brani tratti dal diario di Ottilie, poi, sono di un'insulsaggine apoftegmica alquanto marcata.
    Azzeccata l'idea di accostare le affinità tra elementi chimici a quelle tra esseri umani; peccato che il tema sia solo accennato nella prima parte e poco approfondito nel prosieguo, con la conseguenza che ne esce un romanzo sentimentale sicuramente ben scritto ma, forse, non poi così speciale.

    ha scritto il 

  • 3

    troppo pesante!

    Libro decisamente impegnativo, letto in un periodo non molto sereno che certamente non ha contribuito molto, ho fatto molta fatica a finirlo, mi distraevo molto facilmente, in molte occasioni, dovevo ...continua

    Libro decisamente impegnativo, letto in un periodo non molto sereno che certamente non ha contribuito molto, ho fatto molta fatica a finirlo, mi distraevo molto facilmente, in molte occasioni, dovevo rileggere la stessa frase per capire cosa volesse dire, Goethe caro mio non fai per me! troppe riflessioni, troppe teorie decantate che sembrano non avere mai una fine!
    sarà un capolavoro della letteratura conteneti parole di altri tempi che nessun'altro potrebbe mai proferire, la storia sarà anche bella, ma se si fa fatica a leggere ti passa la voglia di leggere, l'ho trovato davvero pesante, le sue teorie e riflessioni non hanno catturato il mio interesse, anzi mi annoiavano, mi avrebbe entusiasmato di più se avesse parlato di guerra davvero!

    ha scritto il 

  • 4

    Solo a un tedesco poteva venire in mente di applicare la chimica ai sentimenti umani in un romanzo che ha lo stesso titolo di un trattato scientifico riuscendo nel contempo così bene nel suo intento d ...continua

    Solo a un tedesco poteva venire in mente di applicare la chimica ai sentimenti umani in un romanzo che ha lo stesso titolo di un trattato scientifico riuscendo nel contempo così bene nel suo intento da farne un pilastro della letteratura di ogni tempo: Goethe credeva talmente tanto nel progetto da sciverne l’ossatura e la prima parte di getto per poi tornarvi sopra limando e integrando fino a dare all’opera la sua forma definitiva. Il libro è figlio dell’età matura del suo autore, lontano dagli ardori, ma anche dalla feroce critica sociale del Werther: quest’ulltima non manca, ma è più sottotraccia nella descrizione di un piccolo notabilato di provincia che non ha nulla di meglio da fare che contemplarsi l’ombelico. L’attenzione è comunque tutta dedicata ai personaggi e alle relazioni che vanno sviluppandosi fra gli stessi: Edoardo e Carlotta si sono rincorsi per anni e l’unione infine raggiunta in piena maturità pare il coronamento delle loro esistenze, ma la convivenza nella residenza di campagna con un amico di lui, il capitano in seguito promosso maggiore, e la nipote di lei Ottilia spariglia le carte. Edoardo si innamora ricambiato della ragazza, mentre un’attrazione più discreta è quella che nasce tra la moglie, meno irruenta del consorte, e l’ospite tanto versato in quei campi di cui lei si occupa in maniera dilettantesca, come la sistemazione della vasta tenuta circostante: una mutazione di legami analoga alla teoria scientifica spiegata dal padrone di casa in uno dei primi capitoli. Quando la situazione si fa insostenibile, Edoardo decide di partire: ha inizio da qui una seconda parte non altrettanto compatta, con il lungo episodio della fastidiosa rampolla di primo letto di Carlotta e le assai più efficaci pagine dedicate al giovane architetto innamorato, in segreto e senza speranza, di Ottilia. Il raccordo è nel piccolo Ottone, nato da una notte d’amore fra i coniugi entrambi con l’immaginazione altrove, che farà da catalizzatore alla tragedia finale che scoppia nel momento in cui Edoardo stabilisce di tornare: un’accelerazione di gusto romantico che porta i due innamorati a essere finalmente vicini nella cappella fatta decorare con cura da Carlotta mentre ai vivi non resta altro che la solitudine. Ispirato parzialmente dalla passione dello scrittore per la figlia poco più che adolescente di un conoscente, il romanzo è un’opera stratificata che sa unire il racconto delle passioni umane con un’osservazione fredda come quella del ricercatore scientifico e una sovente sarcastica tipica di chi indaga una società che non ama: il primo sa toccare le corde della commozione (laddove non esagera come nei capitoli conclusivi) venendo poi temperato dai momenti più riflessivi che Goethe esprime in proprio o, più avanti, affida al diario di Ottilia. Come anticipato, avvicinandosi la fine il tono muta stridendo con il resto del volume quando al bell’epilogo si poteva arrivare per vie che non richiedessero eccessive forzature, ma non ne viene intaccata la qualità di un libro che necessita di più letture per essere apprezzato in tutte le sue sfumature.

    ha scritto il 

  • 4

    affinità

    Non scrivo mai a mano, per santa pigrizia e per una forma di impaziente frettolosità che metto in quasi tutte le cose che faccio; uso la penna solo per appunti veloci in ufficio, lista della spesa, b ...continua

    Non scrivo mai a mano, per santa pigrizia e per una forma di impaziente frettolosità che metto in quasi tutte le cose che faccio; uso la penna solo per appunti veloci in ufficio, lista della spesa, biglietti d'auguri e qualche comunicazione di servizio ai miei figli. Ma qualche giorno fa, ho dovuto trascrivere a mano una lettera scritta da mia madre, una cosa impossibile da scansionare o riprodurre in altro modo. Ho cominciato lentamente a scrivere, un po’ a fatica in verità, cercando di mantenere le lettere stabili sulle righe, per ricreare il testo in una grafia un minimo decente. Mentre scrivevo, concentrata nello sforzo di eseguire un buon lavoro, e le parole prendevano inesorabilmente forma, ho cominciato a sentire i brividi: stavo riproducendo la stessa scrittura del documento, la stessa m, la stessa g, la B e la F maiuscole. La mia scrittura, la sua scrittura, la scrittura di mia madre nella mia, solo più incerta e meno fluida.
    Ho pensato subito ad Ottilia, l'introversa e romantica protagonista delle Affinità Elettive, quando, trascrivendo gli appunti di Edoardo, da un iniziale andamento, diligente ed impersonale, riesce a riprodurre l’identica scrittura dell’amato. Un mezzo usato da Goethe per rivelare al lettore la profonda sintonia tra i due personaggi e la nascita di un amore che ha le sue radici in affinità e in combinazioni chimiche inaspettate di due elementi in irrimediabile attrazione.
    Oggi mi ritrovo a dire le stesse frasi che lei diceva e i proverbi che lei ci recitava oppure ad usare gli stessi toni della voce e la sua identica gestualità. Ma ho scoperto anche di scrivere come lei scriveva.
    Forse eravamo più affini di quanto pensassi e se lei non fosse morta, ora avremmo potuto confrontare le nostre diversità alla luce delle nostre affinità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Forse un po' troppo pretenzioso...

    Se dovessi dare un giudizio al libro dal punto di vista emotivo, gli darei cinque stelline, più per quello che rappresenta per me, da chi mi è stato regalato e quello che voleva comunicarmi, che per c ...continua

    Se dovessi dare un giudizio al libro dal punto di vista emotivo, gli darei cinque stelline, più per quello che rappresenta per me, da chi mi è stato regalato e quello che voleva comunicarmi, che per ciò che è.

    Invece qui giudico solamente il lato letterario.
    La prima parte della storia mi è piaciuta. Ho apprezzato tutti e quattro i personaggi principali largamente. Tutti con le loro caratteristiche psicologiche e soprattutto tutti con un loro ideale: chi segue la ragione, l'onestà e vuole salvare le apparenze nella società e chi invece segue (o meglio vorrebbe seguire) unicamente il cuore, la passione e l'amore.

    Ma la seconda parte mi è rimasta indigesta. Ho detestato il personaggio inutile, impiccione e vanitoso di Luciane. Una vera disgrazia averla incontrata tra queste pagine. Mi irrita un sacco. Un'apparizione altrettanto irritante è quella del pastore Mittler, inzuppato di perbenismo e non in grado di farsi gli affari suoi, tanto che con le sue parole spinge al folle gesto l'ingenua Ottilie. E dov'è il suo pentimento in questo? Non si rende conto che la sua follia, il suo atto per salvare un matrimonio di non più amore, condanna un'innocente ragazza? Personaggio disgusto e odioso, fa quasi la figura di colui che sa, un faro da seguire, ma il cui unico obbiettivo finale e di far arrivare colui che lo segue in una laguna di lacrime.

    ha scritto il 

  • 3

    Un classico senza tempo

    Un classico senza tempo che risulta una lettura impegnativa, soprattutto se confrontata con i romanzi moderni, ma assolutamente affascinante e che merita di essere letto...

    ha scritto il 

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