Le anime morte

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.1
(2499)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 369 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Finlandese , Portoghese , Svedese , Russo , Basco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Agostino Villa ; Prefazione: Eridano Bazzarelli

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Cofanetto , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Umorismo

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Descrizione del libro
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  • 2

    Pesante come tutti i classici russi

    Libro assai pesante, soprattutto per chi non è abituato ai classici russi. E' un capolavoro perchè tratta i problemi sociali della russia dell'800 ma non mi ha entusiasmato molto il tipo di scrittura ...continua

    Libro assai pesante, soprattutto per chi non è abituato ai classici russi. E' un capolavoro perchè tratta i problemi sociali della russia dell'800 ma non mi ha entusiasmato molto il tipo di scrittura che ha il resto il narrare dell'autore molto complesso.
    Il protagonista del romanzo è impegnato in un viaggio tra le terre russe per comprare "anime morte", cioè contadini, proprietà dei padroni del terreno, che sono morti ma che ancora non sono stati censiti, di conseguenza risultano ancora vivi. Ogni personaggio che il protagonista conosce incarna un modo di essere del russo di quei tempi, sempre moralmente sbagliato e quasi inutile alla società. Il protagonista si viene così a scoprire, alla fine del libro, il più vile di tutti.

    "Voi non conoscete ancora mia figlia?" disse la governantoressa. "Esce or ora dall'istituto."
    Egli rispose che aveva avuto già la fortuna, casualmente, di farne la conoscenza; e cercò d'aggiungere ancora qualche cosa, ma questo qualche cosa non ci fu verso che venisse fuori. La governantoressa, detta qualche altra parola, si allontanò con la figlia verso l'estremità opposta del salone, presso altri invitati; e Cicikov se ne stava là immobile al posto suo, come uno che allegramente è uscito in strada per divagarsi, con gli occhi ben disposti a guardare tutto quanto gli si presenti, e di colpo si ferma, impietrito, ricordandosi di aver dimenticato qualche cosa; e allora non ci può essere al mondo nulla di più stupido di quest'uomo; in un lampo l'espressione spensierata gli svanisce dal viso; egli si sforza di farsi tornare in mente che cosa ha dimenticato; il fazzoletto, forse? ma il fazzoletto gli sta in tasca; i denari, forse? ma anche i denari gli stanno in tasca; a quanto pare ha tutto con sè: e, nello stesso tempo una voce misteriosa gli sussurra all'orecchio che ha dimenticato qualche cosa. E così se ne sta lì a guardare distratto, ottuso, il muoversi della folla dinanzi a lui, il trasvolar delle carrozze, i caschi e i fucili di un reggimento che sfila, l'insegna d'un negozio, e non distingue nulla con chiarezza. Allo stesso modo, anche Cicikov era di colpo divenuto estraneo a tutto quanto gli si svolgeva intorno. E intanto, dalle odorifere labbra delle signore scoccavano una quantità di allusioni e domande, tutte impregnate di sottigliezza e d'amabilità: "E' permesso a noi povere creature di questa terra, aver tanto ardire da domandarvi qual'è l'oggetto del vostro fantasticare? Dove si trovano quei luoghi felici in cui si libra il vostro pensiero? Si può conoscere il nome di colei che vi ha immerso in questa dolce valle di malinconia?"

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo che analizza tutte le dinamiche della corruzione della Rus' antica, ma non solo. Gogol' infatti riesce ad inserire ragionamenti e riflessioni riguardanti tutti gli aspetti dell'esistenza umana ...continua

    Romanzo che analizza tutte le dinamiche della corruzione della Rus' antica, ma non solo. Gogol' infatti riesce ad inserire ragionamenti e riflessioni riguardanti tutti gli aspetti dell'esistenza umana, generando nel lettore sentimenti che si alternano continuamente tra il riso e la commozione. Davvero un'opera interessante, a cui non do 5 stelle solo per la presenza di dialoghi e passaggi eccessivamente lunghi e completamente inutili per lo svolgimento della trama... ma insomma, si tratta pur sempre di un autore russo!

    ha scritto il 

  • 4

    Con una carrellata di personaggi grotteschi, tra il ridicolo e lo spassoso, l’autore ci regala uno sguardo satirico unico sulla provincia Russa di metà ‘800. E’ un classico per la prosa, per il modo i ...continua

    Con una carrellata di personaggi grotteschi, tra il ridicolo e lo spassoso, l’autore ci regala uno sguardo satirico unico sulla provincia Russa di metà ‘800. E’ un classico per la prosa, per il modo in cui i personaggi spuntano dalla carta e per la capacità di dare uno sguardo su un epoca. Molto interessante l'impostazione meta-linguistica dell'opera. Uniche note “negative” sono come un senso di incompiuto a fine opera e un filo moralizzatore esibito a volte eccessivamente. Un mattone (in senso buono) della letteratura dell’800. Da avere.

    ha scritto il 

  • 5

    E' sempre un piacere cimentarmi con gli autori che fecero grande la letteratura russa. D’indubbio valore, anche se incompleta, quest'opera di Gogol è caratterizzata dai tratti descrittivi dei protagon ...continua

    E' sempre un piacere cimentarmi con gli autori che fecero grande la letteratura russa. D’indubbio valore, anche se incompleta, quest'opera di Gogol è caratterizzata dai tratti descrittivi dei protagonisti, ambigui e destabilizzanti. L'A. lascia al lettore il libero arbitrio della rappresentazione chiara e limpida della grossolanità della vita e la mediocrità dell'uomo, infatti il protagonista ha il solo scopo di arricchirsi sfruttando una legge dell'epoca. Le parole e il contenuto hanno incredibilmente una forza e originalità, soprattutto le prime perché assumono svariati significati intrecciati che contribuiscono a rendere carica la lettura e spingono il lettore a profonde riflessioni.

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/09/21/anime-morte-gogol/

    “Oggigiorno da noi tutti i gradi e i ceti sono così irritabili, che qualunque cosa appaia in un libro stampato sembra loro un affronto ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/09/21/anime-morte-gogol/

    “Oggigiorno da noi tutti i gradi e i ceti sono così irritabili, che qualunque cosa appaia in un libro stampato sembra loro un affronto personale: dev’essere una tendenza che è nell’aria. Basta soltanto dire che in una città c’è un uomo stupido, e già è un affronto personale; a un tratto salterà fuori un signore dall’aria rispettabile e si metterà a urlare: , insomma, capirà al volo di che si tratta. E perciò, per evitare tutto questo, chiameremo la signora da cui era arrivata la visitatrice nel modo in cui veniva chiamata quasi unanimemente nella città di N.: e cioè una signora amabile da tutti i punti di vista. Si era guadagnata a buon diritto questo appellativo, poiché, davvero, non aveva badato a sacrifici per rendersi simpatica al massimo grado; benché, naturalmente, attraverso la simpatia trapelasse, ohi! quale pepato caratterino femminile! e benché talvolta in ogni sua parola amabile, spuntasse, ohi! quale spillone! E Dio ci scampi da ciò che le ribolliva in cuore contro colei che riusciva in qualche modo e in qualche campo a primeggiare. Ma tutto era ammantato dal più fine savoir-faire che si possa trovare in un capoluogo di governatorato. Essa eseguiva ogni movimento con gusto, amava perfino la poesia, talvolta sapeva perfino tenere il capo in atteggiamento sognante - e tutti erano d’accordo nel dire, appunto, che era una signora amabile da tutti i punti di vista. L’altra signora, invece, cioè la visitatrice, non aveva un carattere così poliedrico, e perciò la chiameremo: una signora semplicemente amabile.”
    (Nikolaj Vasil’evič Gogol’, “Anime morte”, ed. Garzanti)

    Come premessa alle mie impressioni dopo la rilettura di “Anime morte”, devo dire che preferisco il Gogol’ dei racconti più brevi, ad esempio quelli su cui ho scritto qualche tempo fa. Nel romanzo, la sua freschezza ironica, in alcuni punti, cede il passo a qualche descrizione che rallenta il ritmo. Ciò detto, “Anime morte” resta, a mio parere, una gran bel romanzo, che si fa leggere in virtù della scrittura eccentrica, amaramente ironica, frammentaria, densa di comicità e tesa a enfatizzare, fino al grottesco, la gretta mediocrità dei personaggi. Nell’ottima introduzione, Serena Vitale rileva che Gogol’ fu percepito, all’epoca, come il padre del realismo sociale, ma come, in realtà, egli desse corpo soprattutto agli incubi della sua fervida immaginazione, spingendo la narrazione ai limiti dell’assurdo. In questo senso, certi passaggi sulla burocrazia, che sono presenti nella storia, mi hanno fatto pensare a ciò che poi Kafka avrebbe magistralmente descritto.
    Il protagonista di “Anime morte” è Čičikov, un arrivista, che viaggia in cerca di proprietari terrieri, dai quali vuole acquistare, per un suo subdolo piano di arricchimento, le anime morte, cioè i contadini morti ma che, ai fini del censimento statale, ancora risultano vivi. Il suo peregrinare è piuttosto episodico e Gogol’, maestro nel ritrarre i tipi umani più disparati, si serve di questo pretesto per presentarci quelle che risultano essere, ai nostri occhi, le reali anime morte del romanzo, cioè i bizzarri, degradanti, squallidi personaggi che Čičikov, di per sé emblema del vuoto, incontra e scontra sul suo percorso.
    In chiusura, va detto che nell’edizione Garzanti che ho letto, è presente anche la seconda parte, che Gogol’ non terminò. La parola, ora, passa nuovamente all’autore, colui che meglio può presentare le sue creature.

    “- Devo presentare una domanda.
    - E che cos’ha comprato?
    - Vorrei prima sapere dov’è la scrivania dei contratti, qui o altrove?
    - Ma dica prima che cosa ha comprato e a quale prezzo, e allora noi le diremo dove, altrimenti non si può sapere.
    Čičikov vide subito che gli impiegati erano semplicemente curiosi, come tutti i giovani impiegati, e volevano dare maggiore peso e importanza a sé e alle loro occupazioni.
    - Ascoltate, carini, - disse - so benissimo che tutte le pratiche per i contratti, indipendentemente dal prezzo, si inoltrano in un unico posto, e perciò vi chiedo di indicarci la scrivania, e se non sapete che cosa succede nel vostro ufficio, allora chiederemo ad altri.
    Gli impiegati non risposero nulla, solo uno di loro mostrò col dito un angolo della stanza, dove a una scrivania sedeva un vecchio che annotava certe carte. Čičikov e Manilov passando fra i tavoli si diressero verso di lui. Il vecchio era tutto concentrato sul suo lavoro.
    - Potrebbe dirmi, per favore, - domandò Čičikov con un inchino - se si sbrigano qui le pratiche per i contratti?
    Il vecchio sollevò gli occhi e disse dopo una pausa:
    - Le pratiche per i contratti non si sbrigano qui.
    - E dove allora?
    - Al settore contratti.
    - E dov’è il settore contratti?
    - Da Ivan Antonovič.
    - E dov’è Ivan Antonovič?
    Il vecchio mostrò col dito un altro angolo della stanza.
    Čičikov e Manilov si diressero da Ivan Antonovič. Ivan Antonovič aveva già girato indietro un occhio e li aveva squadrati di traverso, ma subito si era sprofondato con attenzione ancor maggiore nella scrittura.
    - Potrebbe dirmi per favore, - chiese Čičikov con un inchino - se è questa la scrivania dei contratti?
    Ivan Antonovič pareva non aver sentito e si immerse tutto nelle carte, senza rispondere nulla. Si vedeva subito che era ormai un uomo di età giudiziosa, e non un giovane chiacchierone e farfallino. Ivan Antonovič, a quanto pare, aveva già passato da un pezzo i quaranta; aveva i capelli neri, folti; tutto il centro della faccia gli sporgeva in avanti e si protendeva verso il naso - in una parola era una di quelle facce che comunemente si chiamano ‘musi di brocca’.”

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro tutto morale e distintivo

    Pavel Ivanovic Cicikov, funzionario statale di sesto livello con un passato oscuro alle spalle, decide di investire in un nuovo "business" - l'acquisto delle anime morte, i servi della gleba (contadin ...continua

    Pavel Ivanovic Cicikov, funzionario statale di sesto livello con un passato oscuro alle spalle, decide di investire in un nuovo "business" - l'acquisto delle anime morte, i servi della gleba (contadini soprattutto) defunti ma ancora formalmente registrati all'anagrafe. Il "nostro eroe" si offre di sobbarcarsi la spesa delle tasse per un profitto ignoto, e a tale scopo prova a ingraziarsi in tutti i modi i funzionari di una cittadina di provincia per rastrellare quante più anime morte è possibile prima di partire per la prossima tappa del suo viaggio.

    La storia vorrebbe essere "anche" un trattato morale sulla perversione dello spirito russo nel diciannovesimo secolo, anestetizzato da piacevoli passatempi e idiomi europei mentre gli uomini e le donne di Pietroburgo, di Mosca e della sconfinata provincia pre-industriale coltivano il peggio di loro stessi sognando di fare la bella vita o di ubriacarsi nella bettola locale di ordinanza.

    Il problema è che alla fine di "storia" ce n'è poca, e a parte qualche bella pagina di letteratura, qualche scorcio di paesaggio rurale e poco altro la morale diventa l'unico scopo della narrazione e la sola cosa che sembri interessare all'autore, che ogni due per tre si perde nei suoi gran pipponi sul brutto e sul bello dimenticandosi semplicemente dei personaggi.

    A dir poco oscena la seconda parte, apparentemente ricostruita a partire dagli appunti scampati alla furia distruttrice di Gogol' e ripiena di tanti di quei buchi nella trama da far venire il mal di testa per la confusione. "Le anime morte" sarebbe dovuta essere una trilogia, fortunatamente l'autore si è fermato prima con le sue pippe morali.

    ha scritto il 

  • 5

    Occorre ancora dire che le signore della città di N. si distinguevano, come molte dame pietroburghesi, per l'insolita cautela e decenza dell'eloquio e dell'espressioni. Non capitava mai che dicessero: ...continua

    Occorre ancora dire che le signore della città di N. si distinguevano, come molte dame pietroburghesi, per l'insolita cautela e decenza dell'eloquio e dell'espressioni. Non capitava mai che dicessero: "Mi sono soffiata il naso, ho sudato, ho sputato", bensí dicevano: "Mi sono alleggerita il naso, mi sono servita del fazzoletto". In nessun caso sarebbe stato possibile dire: "Questo bicchiere o questo piatto puzzano". Né sarebbe stato possibile solo dire alcunché potesse anche solo alludervi, mentre invece dicevano: "Questo bicchiere non si comporta come si deve".

    ha scritto il 

  • 4

    Intrigante il sapore “agrodolce” che scaturisce dal sentimento ambivalente di amore e disprezzo per il popolo russo, ritratto con spietata ironia in tutta la sua miseria morale.

    ha scritto il 

  • 2

    Così così ... ero curioso di leggere un libro di Gogol ma le aspettative erano sicuramente di ben altro livello ... La trama può anche essere interessante... praticamente buona parte del libro ti chie ...continua

    Così così ... ero curioso di leggere un libro di Gogol ma le aspettative erano sicuramente di ben altro livello ... La trama può anche essere interessante... praticamente buona parte del libro ti chiedi quale sia il fine delle azioni messe in atto da Chichikov, ti incuriosisce e tutto sommato si fa leggere ... la frase stessa è lo specchio del mio pensiero ..
    Il secondo libro di cui si compone il romanzo lo leggi solo perchè compreso nel tomo ...

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante

    A parte catapultarti mentalmente nella Russia di quell'epoca, questo libro solletica tutte le corde dei sentimenti umani. Il protagonista viene continuamente definito "il nostro eroe" ma è privo delle ...continua

    A parte catapultarti mentalmente nella Russia di quell'epoca, questo libro solletica tutte le corde dei sentimenti umani. Il protagonista viene continuamente definito "il nostro eroe" ma è privo delle più basilari moralità, è solo facciata e Gogol ce lo fa scoprire strato su strato.. peccato sia un romanzo inconcluso!

    ha scritto il 

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