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Le anime morte

La Biblioteca di Repubblica. Ottocento, 12

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.1
(2405)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 457 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Finlandese , Portoghese , Svedese , Russo , Basco

Isbn-10: 8889145129 | Isbn-13: 9788889145128 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Nicoletta Marcialis ; Prefazione: Nicoletta Marcialis

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Humor

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Descrizione del libro
Un truffatore, un imbroglione, un ciarlatano, o magari il diavolo? Chi può dirlo? È Cˇicˇikov il protagonista di Anime morte, il cui autore fu uno dei più tormentati e maledetti geni della lettura russa di tutti i tempi. E le anime morte altro non sono che piccoli demoni che lo tormenteranno fino alla fine. Ma cosa c’è in Gogol’? La feroce ironia del ritratto di una Russia alle prese con il suo declino. E non solo: il riscatto della borghesia, dei piccoli proprietari terrieri, della plebe che arranca e si arrabatta per emergere in una terra dai confini sterminati e sempre più incerti.
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  • 3

    Ammetto che mi aspettavo di più, anzi tantissimo, per cui trovarmi di fronte ad una satira mi ha deluso. Ma non si può dire nulla: divertente ed arguto, dà un'idea della vita russa, che è uniforme e r ...continua

    Ammetto che mi aspettavo di più, anzi tantissimo, per cui trovarmi di fronte ad una satira mi ha deluso. Ma non si può dire nulla: divertente ed arguto, dà un'idea della vita russa, che è uniforme e ripetuta uguale in ogni luogo di questo immenso territorio. I personaggi sono caratteri, esponenti ognuno di un tipo umano russo ( a detta dell'autore), ma nonostante questo oscillano tra lo statico e il dinamico: ognuno è pienamente immerso nel proprio carattere, eppure vi sono momenti di emersione in cui mettono a nudo la loro singola personalità. Cicikov, il protagonista, è straordinario: mutevole, si adatta ad ogni luogo e situazione. Non riesco a condannarlo totalmente, non lo vedo spregevole, solo un uomo che cerca di vivere e ottenere qualcosa dalla vita, cogliendo al massimo ogni occasione. Il suo scopo sono i soldi? Certo, ma cosa altro fare in una società che richiede questo dai suoi membri? Fai soldi e sarai importante! Non è lo scopo che definisce Cicikov, è il suo metodo!

    ha scritto il 

  • 1

    Pessima l'edizione pubblicata dai Fratelli Melita Editori del febbraio del 1989.

    Non so se dipende da una pessima traduzione o da un editor fatto molto male, sta di fatto che la versione edita dai Fratelli Melita Editori, che ahimè ho letto a fatica, è piena zeppa di errori/orrori ...continua

    Non so se dipende da una pessima traduzione o da un editor fatto molto male, sta di fatto che la versione edita dai Fratelli Melita Editori, che ahimè ho letto a fatica, è piena zeppa di errori/orrori che hanno inficiato il piacere di leggere e capire questo romanzo. Qua e là nella trama ci sono spunti interessanti, ma poi non so se per colpa della pessima edizione in mio possesso, o se invece proprio per volere dell'autore, la trama parte in maniera interessante e poi diventa un ginepraio in cui nella seconda parte mi sono perso più e più volte. Il mio è un giudizio che come ho già detto è inficiato dalla pessima qualità dell'edizione che ho letto, mi riserverò di leggere in futuro altro di Gogol e quindi eventualmente di cambiare idea, ma per il momento un'unica stellina è il voto più alto che posso dare a questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    A metà strada tra l'inferno dantesco e la commedia umana di Balzac, "Anime morte" di Gogol è una sorta di memento della finitezza e dell'imperfezione umane. Cicikov, il protagonista, è un antieroe, i ...continua

    A metà strada tra l'inferno dantesco e la commedia umana di Balzac, "Anime morte" di Gogol è una sorta di memento della finitezza e dell'imperfezione umane. Cicikov, il protagonista, è un antieroe, intelligente, sagace ma corrotto e attratto dal vil denaro. Tuttavia, ciò che colpisce è il candore con cui mette in atto tutte le sue piccole o grandi truffe, mentendo a se stesso, credendo di inseguire il bene, il suo bene, ma in realtà non lo farà mai, neanche quando avrà l'occasione di pentirsi e di ricominciare una nuova vita. In questo libro, purtroppo per noi incompiuto, ritroviamo in embrione tutti i temi e i personaggi che i grandi autori russi, successivi a Gogol, svillupperanno, da Dostoevskij a Goncarov, da Tolstoj a Lermontov, ecc.
    Un libro divertente, esilarante e pieno di spunti di riflessione.
    "Infinite, come la sabbia del mare, sono le passioni dell'uomo,e tutte diverse l'una dall'altra, e tutte, infime e meravigliose, all'inizio si sottomettono all'uomo e poi ne diventano i suoi terribili tiranni."

    ha scritto il 

  • 5

    Non ci sarà anche in me qualcosa di Cicikov?

    Domanda Gogol al lettore. Beh, in certe situazioni mi piacerebbe esserlo.
    Lui sa sempre come comportarsi, sa farsi accettare in qualsiasi ambiente (anche grazie al suo famoso grazioso inchino quasi mi ...continua

    Domanda Gogol al lettore. Beh, in certe situazioni mi piacerebbe esserlo.
    Lui sa sempre come comportarsi, sa farsi accettare in qualsiasi ambiente (anche grazie al suo famoso grazioso inchino quasi militare) e soprattutto sa sparire al momento giusto.
    E poi è un grande viaggiatore come Gogol, ha i grandi spazi nell'anima.
    Fermarsi per lui è sempre una possibilità secondaria.
    Ma soprattutto è capace di tagliare in quattro i tipi umani, ha sempre una strategia pronta prima che la vittima abbia la minima idea di chi gli sta davanti.
    Ma non è veramente arido.
    Nella sua Spoon River ante litteram c'è anche posto per la compassione, come quando immagina le vite e le morti dei suoi contadini virtuali.
    O quando tra le scatolette chiuse, i noiosi all'osso, gli inopportuni totali, compare un raggio di sole:
    "Latte e sangue, bella come una bella giornata"

    ha scritto il 

  • 0

    La gogna di ogni grande letterato russo in esilio (più o meno volontariamente): esaltato per l'ironia sarcastica (il modo migliore di ridere per non piangere) con cui pungola il suo stolto e infame po ...continua

    La gogna di ogni grande letterato russo in esilio (più o meno volontariamente): esaltato per l'ironia sarcastica (il modo migliore di ridere per non piangere) con cui pungola il suo stolto e infame popolo; ammirato per gli squarci febbrili, appassionati, idilliaci sulla Grande Madre Russia, terra immensa, indomita, meravigliosa e misteriosa (il mistero è: come fa una terra del genere a produrre un popolo inetto?). Forse uno dei primi, forse lo stereotipo di grandi scrittori par suo, di cui la critica si bea nel riproporre sempre i soliti commenti.
    "Vivacità e vitalità che sono lo straordinario stile, la poesia, l'ironia sottile e profonda, la gioia del narrare. Non c'è una parola di troppo o che non sia viva e vitale: e oggi come ieri, lo si legge tutto d'un fiato."
    Un grande libro, purché si inizi a leggerlo saltando a pie' pari ogni parte saggistica.

    ha scritto il 

  • 4

    Miserie nella Russia zarista

    Nicolaj Gogol si può considerare il padre della letteratura russa che ebbe il suo apice nell’800; il romanzo “Le anime morte” è uno dei suoi capolavori.

    Nella Russia zarista della prima metà dell’800, ...continua

    Nicolaj Gogol si può considerare il padre della letteratura russa che ebbe il suo apice nell’800; il romanzo “Le anime morte” è uno dei suoi capolavori.

    Nella Russia zarista della prima metà dell’800, quando ancora vigeva la figura giuridica del servo della gleba, i contadini ridotti in schiavitù erano censiti da coloro da cui dipendevano; le anime morte erano, quindi, quei contadini deceduti tra un censimento e l’altro per i quali il proprietario (sic) continuava a pagare alle casse della burocrazia zarista una tassa governativa fino al censimento successivo.

    Protagonista della vicenda narrata è un certo Pavel Cicikov il cui obiettivo è viaggiare attraverso tutta la Russia e comperare per pochi rubli, appunto, queste anime morte; l’azione è truffaldina perché da una parte sgrava l’ex proprietario dal pagamento della tassa dovuta e dall’altra vi è l’intento di ottenere l’assegnazione di terre in relazione al numero di servitori fittizi che risultano di sua proprietà; in tale maniera, e con il passare del tempo, riesce ad arricchirsi. Ma gli accadimenti successivi mettono in luce la fraudolenta questione e il protagonista, per evitare il carcere, è costretto a fuggire.

    Il fine del romanzo è evidenziare gli aspetti grotteschi e patetici dell’enorme apparato burocratico zarista il cui potere organizzativo e di controllo lascia molto a desiderare a causa dell’inadeguatezza, mediocrità e pigrizia dei suoi funzionari e degli impiegati; i personaggi descritti abbracciano una nutrita varietà di caratteristiche dell’animo umano; un coacervo di atteggiamenti e situazioni che offrono uno spaccato reale della vita di quel periodo.

    Originariamente Gogol era intenzionato a scrivere un’opera suddivisa in tre parti sulla falsa riga del poema dantesco; ma a pochi giorni dalla sua morte il romanziere, forse in preda a una crisi mistica, distrusse gran parte del suo manoscritto e di conseguenza il romanzo compiuto è inerente alla prima parte in cui viene, appunto, descritta la condizione morale e umana di un immenso impero in decadimento.

    ha scritto il 

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