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Le attrici

Di

Editore: Einaudi

2.8
(53)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 171 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806158635 | Isbn-13: 9788806158637 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
Il teatro, un provino decisivo in un'isola che nasconde un mistero, un maestroun po' sciamano, un po' imbroglione e un po' distrutto, due ragazze in gioco.La seduzione della sapienza che ha divelto il cancello che divide il bene dalmale. Personaggi inventati e rubati dalla realtà si abbracciano e si lasciano,in uno strano tango buffonesco.
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  • 3

    Inaspettato

    L'ho preso su uno scaffale del libero scambio di libri, confesso che se l'avessi dovuto scegliere e comprare in libreria forse non l'avrei mai letto.
    Ho dato fiducia ad Elena per campanilismo in quanto fiorentina, e alcune pagine mi hanno ricompensato ampiamente.
    Due stelle invece di tr ...continua

    L'ho preso su uno scaffale del libero scambio di libri, confesso che se l'avessi dovuto scegliere e comprare in libreria forse non l'avrei mai letto.
    Ho dato fiducia ad Elena per campanilismo in quanto fiorentina, e alcune pagine mi hanno ricompensato ampiamente.
    Due stelle invece di tre perché non mi ha convinto del tutto.

    ha scritto il 

  • 3

    "Altri sono bravi a vivere. Hanno quel dono lì, una specie di fiuto eccezionale. Appena nascono trovano la loro seggiolina libera e ci si vanno a sedere, composti. Io vendo rose appassite. Ma questo è ilmio destino. Perchè il talento è un destino, è come ritrovarsi con una gamba più corta dell'al ...continua

    "Altri sono bravi a vivere. Hanno quel dono lì, una specie di fiuto eccezionale. Appena nascono trovano la loro seggiolina libera e ci si vanno a sedere, composti. Io vendo rose appassite. Ma questo è ilmio destino. Perchè il talento è un destino, è come ritrovarsi con una gamba più corta dell'altra, o due dita soltanto in una mano. Bisogna arrendersi e arrangiarsi"

    "Ti devi piegare e mortificare, pagare con quello che hai, di persona"

    ha scritto il 

  • 4

    "-Che hai detto? Che stai dicendo?
    -Il mare.
    -Dove? Accidenti, è bellissimo. Guarda, una nave.
    -Non è una nave, è un aereo. Sta precipitando.
    -Ma che dici?
    -Conta. Tra un minuto esplode.
    -Non è un aereo, perché quello non è il cielo.
    -Zitta.
    -Che c’è?
    ...continua

    "-Che hai detto? Che stai dicendo?
    -Il mare.
    -Dove? Accidenti, è bellissimo. Guarda, una nave.
    -Non è una nave, è un aereo. Sta precipitando.
    -Ma che dici?
    -Conta. Tra un minuto esplode.
    -Non è un aereo, perché quello non è il cielo.
    -Zitta.
    -Che c’è?
    -Senti?
    -Cosa?
    -I passi. Si sono fermati."

    "-Il problema è la quarta parete.
    -Cosa?
    -La quarta parete, il confine. Quel muro immaginario che divide me che recito da te che guardi.
    -A teatro nessuno ti parla davvero. L’attore quando parla si rivolge a qualcuno che sei tu, ma sono anche tutti gli altri spettatori.
    -Sì, ma non è vero. Tu sei tu e basta.
    -Ma è una specie di accordo. Una finzione scenica. Come le quinte, che si sa che al di là è uguale, ci sono ancora le tavole del palcoscenico, ma per convenzione quando esci di scena e le attraversi sei fuori dal mondo.
    -Sul serio?
    -Sei via, scompari.
    -Sì, ma tu sei lì davvero. Tu spettatore.
    -Vuoi dire che fai parte dello spettacolo?
    -Voglio dire che è troppo complicato."

    ha scritto il