Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie-Attraverso lo specchio

Di

Editore: Mondadori

4.2
(6819)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Russo , Finlandese , Portoghese , Olandese

Isbn-10: 880416042X | Isbn-13: 9788804160427 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Alice è una bambina che, per seguire un coniglio bianco, cade in un pozzoprofondissimo sul fondo del quale si aprono le porte di un mondo fantastico.Personaggi irreali e avventure incredibili le fanno trascorrere momenti felici fino all'immancabile risveglio. Il volume contiene, oltre alla più nota"Alice nel paese delle Meraviglie", anche il seguito delle avventure dellabambina, intitolato "Attraverso lo specchio".
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  • 3

    Avventurarsi nella Lingua

    Alice è una bimbetta odiosa come poche, irritante ed irritabile. Smorfiosa e senza talenti se non quello, largamente esibito, di rompere le balle a tutti. Fauna e flora comprese.

    Sta appollaiata come ...continua

    Alice è una bimbetta odiosa come poche, irritante ed irritabile. Smorfiosa e senza talenti se non quello, largamente esibito, di rompere le balle a tutti. Fauna e flora comprese.

    Sta appollaiata come un cormorano mentre sua sorella legge un libro. Peccato che non contenga figure, e la nostra eroina si annoia fortemente.
    La sua attenzione viene attratta da un coniglio bianco con panciotto e orologio da taschino che si scapicolla di gran fretta da qualche parte.
    Lei decide di seguirlo... e così comincia una storia piacevolissima di avventure, assurdità, personaggi bizzarri, scenari surreali, dialoghi incredibilmente geniali. Insomma... un gioiellino di intrecci e creatività, stimolantissimi da più punti di vista.

    Se non fosse che la protagonista è LEI. La raccapricciante bimbetta che avrei sempre avuto voglia di picchiare forte, sul muso, col cucchiaio per girare la polenta con la salsiccia.
    Colpa anche dell'adattamento italiano al film della Disney, che le diede QUESTA detestabilissima vocetta.

    Il Secondo Libro ce la fa ritrovare sei mesi dopo il suo primo "viaggio". La incontriamo a sonnecchiare su una poltrona a casa sua, intenta a chiedersi cosa mai ci potrebbe essere dall'altra parte dello specchio.
    E così ricominciamo a vagare in scenari allucinati, nel pieno territorio dell'inconscio insieme a personaggi ancora più bizzarri e crudeli. E tra questi c'è il meraviglioso personaggio della Regina Rossa, splendidamente caratterizzata.
    Le illustrazioni sono qualcosa di clamorosamente bello. A mio gusto, almeno.
    Io non amo gli orpelli e i dettagli iper realistici. Se voglio la realtà, scelgo una foto.
    In un disegno non mi importa della tecnica... mi piacciono i dettagli appena accennati, che mi lasciano la libertà di inventare. Immaginare. Spaziare.

    E soprattutto con un libro come questo, direi che è essenziale farlo.

    I messaggi racchiusi in questo libro sono tantissimi: c'è la visione del bambino che trova illogico il mondo delle regole adulte. La morale. Il buonsenso.
    L'infanzia è il luogo d'eccellenza per agire "di pancia", senza accendere il cervello.
    Forse per questo Alice mi irrita tanto... sarà che son dovuta crescere in fretta e lo spazio per non accettare ruoli, regole e necessità è venuto a mancare.

    Nota dolente: leggere in lingua è bellissimo. Cogli tutte le sfumature possibili e puoi dire che il libro lo hai letto DAVVERO. Ma con THROUGH THE LOOKING-GLASS è stata una vera impresa. Tradurre alcuni giochi di parole è stata un'impresa fallimentare. Sicché mi sa che dovrò cercarmi una traduzione decente di qualche edizione italiana per questo secondo testo (in italiano, possiedo solo il LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, della Feltrinelli).

    Concludo dando a questa lettura TRE STELLETTE SU CINQUE, ovvero BELLO MA...

    ha scritto il 

  • 2

    Ho letto per la terza volta alice nel paese delle meraviglie e ogni volta ci scopro qualcosa di bello o di nuovo che mi colpisce. In questo romanzo la protagonista vive avventura molto particolare ins ...continua

    Ho letto per la terza volta alice nel paese delle meraviglie e ogni volta ci scopro qualcosa di bello o di nuovo che mi colpisce. In questo romanzo la protagonista vive avventura molto particolare insieme a dei personaggi magnifici ( il mio preferito in assoluto resta lo Stregatto). Cosi ho deciso di leggere anche il secondo e ahimè che amara, amarissima delusione!!!

    Se ne primo ero riuscita ad apprezzare i personaggi in questo non ne ho trovato nessuno , il fatto poi di non sapere giocare a scacchi mi ha penalizzata e le note in fondo non mi hanno aiutato a capire questa avventura. Il cambio di nomi che hanno subito poi alcuni personaggi ( che sono riuscita a riconoscere solo per le immagini) mi ha confuso ancora di più.

    Lo stile di Carroll nel modo di scrivere l ho apprezzato di più nel paese delle meraviglie piuttosto che in attraverso lo specchio che ho trovato lento, statico e discontinuo, nel senso che certo personaggi compaiono e scompaiono in modo troppo repentino che ti lasciano spiazzato.

    ha scritto il 

  • 2

    Perdoname Carroll por mi vida (poco) loca

    Premetto che non ho letto una versione annotata (Shame!) quindi mi sono persa tutti i giochi di parole della versione inglese. E questa è colpa mia. Ma non è questo il punto. Non credo di avere proble ...continua

    Premetto che non ho letto una versione annotata (Shame!) quindi mi sono persa tutti i giochi di parole della versione inglese. E questa è colpa mia. Ma non è questo il punto. Non credo di avere problemi con il non-realismo visto che leggo senza problemi fantasy o romanzi del realismo magico, ma a me Alice nel paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio mi sono sembrati solo nonsense. Non li ho capiti. Non mi hanno suscitato interesse o emozioni. Non mi hanno divertito. Ancora ancora, Alice nel paese delle meraviglie aveva qualche situazione carina, ma da piccola devo aver visto il cartone animato, quindi tutto sapeva un po’ di già visto.

    ha scritto il 

  • 0

    -> Prima lettura -------------------------------------------------------------------
    Ho affrontato il compito a casa di ottobre del Gruppo di Lettura con il dovuto entusiasmo e con la prospettiva di u ...continua

    -> Prima lettura -------------------------------------------------------------------
    Ho affrontato il compito a casa di ottobre del Gruppo di Lettura con il dovuto entusiasmo e con la prospettiva di una strada di "solo" 120 pagine. Man mano che mi addentravo tra gli insoliti incontri della signorina Alice Liddell arrancavo sempre più perplesso ed affannato.
    Sensazioni? NIENTE. NOTHING. NADA. NICHT.
    Nel senso che questo racconto, tanto noto e di successo, non mi diceva nulla, non muoveva il benché minimo interesse, scivolava via senza increspature in un lago di perplesso disinteresse..
    C'è un coniglio molto indaffarato! E allora? Ha un panciotto ed un orologio! I couldn't care less. Ma l'orologio segna solo i mesi! Vabbè, nu' c'aveva fretta.

    Mi è venuto in mente un autore italiano dall'immaginazione altrettanto onirica ed estrema: Jacovitti. "Jac" è stato un fumettista che ha creato Cocco Bill, un cow-boy che si tagliava le unghie dei piedi a revolverate e si accompagnava a Trottalemme, un cavallo che nelle pause sorbiva con equina compostezza tazze di camomilla. Dal cui pennarello è scaturito un personaggio del calibro del Pirata Gambadiquaglia, cui un'infame palla spagnola aveva amputato una gamba sostiutita poi non dalla consueta gamba di legno ma da una, più esotica, zampa di quaglia (... e la quaglia?). Eroe improponibile di mille caraibiche avventure, in cui gli scontri con i feroci spagnoli si risolvevano a cannonate non a ferre palle incatenate ma a cocomeri, i cui semi venivano poi sputazzati a mitraglia. Qui devo notare che per un ragazzino di otto anni degli anni cinquanta lo sputazzamento dei semi di melone equivale, per livello di godimento trasgressivo, al quattordicesimo shottino di un quindicenne odierno e ad un'orgia con transessuali brasiliani di un trentacinquenne.
    Fatto sta che ancora oggi i rileggo Jacovitti sorridendo.

    Ma questo lascia la questione aperta: perché Jac si e Carroll no?

    La mia ipotesi è che la differenza la faccia la "storia", o meglio la sua presenza nell'italiano contemporaneo e la sua totale assenza nell'inglese vittoriano.
    Perché la comicità di Jac è costruita sul contrasto tra una storia di "normale" avventura punteggiata da fatti astrusi, personaggi improbabili ed oggettì che nemmeno Dalì avrebbe avuto il coraggio di inventare. Il gioco è ben chiaro: la storia sostiene l'interesse, la follia delle invenzioni sorprende ed il contrasto tra le due crea l'effetto comico.
    In Carroll non esiste storia ma tutto si rivolve in una caleidroscopica sequenza di personaggi onirici e di giochi di parole. Certamente, considerato il successo del libro, avranno fatto scompisciare dalle risate le ragazzine vittoriane (... nel modo compostissimo in cui era loro consentito scompisciarsi, beninteso!) ma lasciano del tutto indifferente un ex-ingegnere ultra sessantenne di oggi. Ed a questo si aggiunge la difficoltà del gustare appieno i funambolismi verbali cablatissimi sulla lingua inglese e su poesie e storielline dell'epoca.

    Da leggere?
    Che dire!? Sono perplesso nel rispondere. Probabilmente si, nel caso siate curiosi di un'opera tanto famosa o vi chiediate come ridevano le ragazzine vittoriane.

    -> Seconda lettura -------------------------------------------------------------
    Dopo la prima lettura ho scorso i numerosi commenti, ho letto cenni biografici sull'A. e ho visto alcune delle foto con soggetto la "signorina Liddell" ed alcune sensazioni alle quali non avevo dato alcun peso hanno cominciato a delinearsi con maggiore evidenza e a non essere più facilmente accantonabili.

    La prima, evidente, costatazione è che i lettori si dividono in due gruppi ben distinti: gli entusiasti ed i "tiepidi". Questo è un racconto che non lascia indifferenti: ho lo ami o lo eviti, così interpreto la posizione dei secondi: di fronte a quello che viene universalmente definito un capolavoro non è prudente una stroncatura ma è più prudente una garbata indifferenza.

    La seconda costatazione, rilevato l'attaccamento di Carroll per le bambine e visionate le pose in cui le ritraeva (vedere quello che Google tira fuori con la ricerca: "lewis carroll fotografo"), è che Carroll avesse una personalità perturbata, per non dire morbosa. Non voglio sostenere che fosse un pedofilo, lascio questo giudizio a chi di distubi mentali è più esperto, ma che i suoi comportamenti lo pongono agli estremi della normalità. E questa impressione è rafforzata dalle sue creazioni: personaggi ed avvenimenti non sono solo "buffi" ma attaccano le basi della comune costruzione della realtà, spazio e tempo si dilatano e rimpiccoliscono a caso od a piacimento, i nessi logici sono spesso ignorati ed il flusso del discorso devia sistematicamente dalla consequenzialità logica. E c'è un forte ricorso alla magia, infatti la ragazzina domina l'imprevedibile mutamento delle propie dimensioni solo attraverso un rito (sbocconcellando un fungo).
    Tutto ciò rende "Alice..." non un racconto fantasioso: è ben al di là della favola, è la trascrizione di un sogno... e di quelli brutti pure, una specie di "incubo gentile".

    A questo punto molte delle precedenti impressioni "tornano":
    * l'effetto sul lettore è fortemente influenzato dal rapporto con il proprio inconscio: può essere di profonda indifferenza, di ripulsa e di acceso interese, MAI di blanda accettazione;
    * i bambini, il cui senso della realtà lotta ancora per imporsi sulla fantasia od a trovare un qualche equilibrio con questa, lo adorano;
    * infine, è evidente che questo racconto, nato destinato ai bambini, è impastato di psiche adulta.

    Ed il richiamo a Jacovitti? Svela molto chiaramente che tpo di lettore sono: le creazioni di Jac sono spudoratamente fantasiose e comiche ma solo blandamente oniriche.

    ha scritto il 

  • 2

    In genere si dava degli ottimi consigli, benché poi li seguisse molto di rado.

    Che io e questo romanzo eravamo sul piede di guerra già prima di incontrarci, probabilmente lo sapevate già. Forse il mio errore è stato quello di leggerlo perché ne sentivo l'obbligo, non so voi ma c ...continua

    Che io e questo romanzo eravamo sul piede di guerra già prima di incontrarci, probabilmente lo sapevate già. Forse il mio errore è stato quello di leggerlo perché ne sentivo l'obbligo, non so voi ma ci sono dei lavori - classici e non - che sono nella mia lista di libri da leggere principalmente perché mi sembra di essere l'unica persona a non averlo ancora fatto... e Alice era tra questi. In generale devo dire di esserne rimasta piuttosto delusa, nonostante avessi aspettative basse, avendo sempre detestato il cartone Disney e le varie rivisitazioni approdate al cinema e in libreria nel corso degli anni. Il primo volume, Alice nel Paese delle Meraviglie, mi ha preso poco nella prima parte della storia e ancora meno nella seconda, ma come voto singolo gli avrei assegnato 2,5 stelle probabilmente, in alcune scene è riuscito a farmi sorridere e di per sé non l'ho trovata una lettura terribile. Non posso dire lo stesso di Attraverso lo Specchio, ancora più breve e confuso, le pagine saranno anche poche ma ho faticato davvero a terminarlo e non ne ho proprio capito lo scopo e l'utilità. Se già il primo di senso non ne aveva, il secondo sfocia nella follia e non so, a me non detto né insegnato proprio nulla. Non mi ha colpito la trama, sempre se di trama si può parlare, né i personaggi o le loro avventure... non ho nemmeno trovato delle citazioni che mi piacessero particolarmente e, non odiatemi, le illustrazioni avranno anche uno stile particolare, ma non fanno per me. Bocciate anche - e soprattutto - le canzoni e le filastrocche! Non so se in lingua originale siano più comprensibili, ma almeno nell'edizione che ho letto io (Einaudi 1978) sono assolutamente insensate, a distanza di giorni mi sto ancora chiedendo cosa caspita ci fosse scritto.
    Ragionandoci, e ammettendo senza problemi di non essere una grande fan dei romanzi onirici e confusi, dei sogni e dei flashback, sono arrivata alla conclusione che, semplicemente, non è nelle mie corde apprezzare una storia che ai miei occhi non ha neanche un minimo di logica. Ci sarà una qualche morale che io evidentemente non ho colto, fatto sta che oltre alla confusione questo classico tanto amato a me non ha lasciato nulla. Per me che non leggo tra le righe il fantastico viaggio di Alice è pura follia, un racconto visionario che sarà pure originale, ma per me non vuol dire niente. Immagino che la volontà di Carroll fosse proprio quella di far prevalere la creatività e questo lo apprezzo, ma strutturata in questa maniera a me la storia non è proprio arrivata, peccato! Insomma, ci ho provato e ne sono felice, posso spuntare un altro titolo dei famosi "libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita", ma resto dell'idea che quella di Alice sia una storia molto sopravvalutata. Chissà, se l'avessi affrontata da bambina magari me ne sarebbe rimasto un bel ricordo, ma da adulta l'ho trovato tremendamente inutile.

    ha scritto il 

  • 3

    Un meraviglioso mondo d'inquietudine

    Io non so perché ma, fin da bambina, sia sottoforma di libro che di film/cartone, Alice e il suo paese delle Meraviglie mi ha sempre lasciato un senso di vuoto, inquietudine e stranezza. Carroll di c ...continua

    Io non so perché ma, fin da bambina, sia sottoforma di libro che di film/cartone, Alice e il suo paese delle Meraviglie mi ha sempre lasciato un senso di vuoto, inquietudine e stranezza. Carroll di certo a fantasia era messo bene ma dubito che una storia del genere possa essere pensata senza qualche sottospecie di sostanza allucinogena. Detto questo, i bambini sicuramente ne gioveranno e, soprattutto, la loro fantasia. Tre stelle solo perché devo superare questo trauma..

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico che ho preferito rileggere in lingua originale. Carroll e la matematica camminano a braccetto, ho optato per l'Inglese proprio per riuscire a cogliere quelle sfumature che inevitabilmente ...continua

    Un classico che ho preferito rileggere in lingua originale. Carroll e la matematica camminano a braccetto, ho optato per l'Inglese proprio per riuscire a cogliere quelle sfumature che inevitabilmente si perdono nel corso di una traduzione.

    Ho preso questa edizione anche perchè c'è "and Through the Looking Glass", ovvero il seguito delle avventure di Alice, che peraltro non ha nulla da invidiare al suo predecessore. Anche in questo caso logica a go go

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro è ricco di giochi di parole, omofonie e riferimenti a storie, filastrocche e canzoncine della cultura anglosassone che possono essere apprezzati solamente conoscendo bene la lingua inglese e ...continua

    Il libro è ricco di giochi di parole, omofonie e riferimenti a storie, filastrocche e canzoncine della cultura anglosassone che possono essere apprezzati solamente conoscendo bene la lingua inglese e leggendo la versione originale. Tradotto perde un po' la sua anima e diventa semplicemente una bella storia fantastica e "assurda" che tutti ormai conoscono.
    Mi è piaciuta l'edizione ricca di note di traduzionè e riferimenti che aiutano nella lettura e nella comprensione della trama.

    ha scritto il 

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