Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Le avventure di Augie March

By Saul Bellow

(124)

| Paperback | 9788804482536

Like Le avventure di Augie March ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

La vicenda di Augie March inizia nella Chicago anni Venti. Costretto aimargini della società, Augie si arrangia a sopravvivere passando da unmestiere all'altro. E' però con lo scoppio della Seconda guerra mondiale cheinizia la sua picaresca avventura Continue

La vicenda di Augie March inizia nella Chicago anni Venti. Costretto aimargini della società, Augie si arrangia a sopravvivere passando da unmestiere all'altro. E' però con lo scoppio della Seconda guerra mondiale cheinizia la sua picaresca avventura per il mondo; un viaggio rivelatore in cuianche le vicende belliche diventano un'occasione per scoprire le verità piùriposte dell'esistenza umana.

22 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Un “sogno americano” mai realizzato

    Se non si non si ha l'abitudine di ricorrere ad annotazioni , come faccio in casi del genere , è necessaria una memoria alla Pico della Mirandola (e una notevole concentrazione) per ricordare i nomi di tutti i personaggi che accompagnano Angie March ...(continue)

    Se non si non si ha l'abitudine di ricorrere ad annotazioni , come faccio in casi del genere , è necessaria una memoria alla Pico della Mirandola (e una notevole concentrazione) per ricordare i nomi di tutti i personaggi che accompagnano Angie March durante il suo percorso di formazione dalla fanciullezza all'età adulta .
    E sì perché essi sono davvero tanti e più o meno tutti occupano un ruolo significativo in una storia che si dipana in parte nella Chicago della grande depressione , in parte in Messico per concludersi poi nel Vecchio Continente .
    Ma personaggi a parte , e affermo subito di non aver provato una grande empatia per quello del protagonista , devo confessare di aver faticato a portare a termine questo romanzo un po' perché la sua ridondanza , oltre che di figure , anche di citazioni , di considerazioni filosofiche , di espressioni in lingua straniera non ne facilitano l'immediata comprensione , e un po' perché l'ho letto in formato digitale trovandovi però troppi refusi - e addirittura la sensazione che una parte della narrazione possa essere state mancante - e ciò non mi ha certo predisposto per il meglio .
    Quindi , anche per queste ragioni , il mio giudizio sull'opera non è quello massimo che mi sarei aspettato di attribuire ad un autore di tale portata.
    E l'abbondanza di situazioni , di scenari , oltre a quanto ho più sopra accennato , mi ha suggerito un azzardato , e sicuramente irrispettoso , paragone culinario come quello di un cuoco di successo che deciso a sbizzarrirsi nella preparazione di un piatto particolarmente fantasioso , abbia voluto utilizzare troppi ingredienti dai sapori diversi rendendolo così , se non totalmente indigesto , almeno troppo elaborato e , a conti fatti , un tantino pesante.

    Is this helpful?

    Jimmy said on Sep 8, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'America che cerca se stessa

    Augie March è il simbolo degli USA: giovane, bello e ansioso di piacere agli altri in ogni modo, fino al punto di non sapere più chi è nè cosa vuole. In un mondo di truffatori, egocentrici e arrivisti - tutti i mille personaggi lottano e sgomitano pe ...(continue)

    Augie March è il simbolo degli USA: giovane, bello e ansioso di piacere agli altri in ogni modo, fino al punto di non sapere più chi è nè cosa vuole. In un mondo di truffatori, egocentrici e arrivisti - tutti i mille personaggi lottano e sgomitano per se stessi - Augie è una banderuola afferrata e sventolata dal primo (o prima venuta) e finisce in mille eventi che non sceglie, ma che gli altri scelgono per lui. Ladro, vagabondo, mantenuto da ricche ereditiere, ammaestratore di aquile, assistente di ricchi disabili viene sballottato da una parte all'altra del mondo senza esercitare la seppur minima volontà.
    Sono mille pagine che scorrono su un sottofondo classico, con continui richiami al mondo greco e romano, mentre l'eredità ebrea emerge solo in poche parole che ritornano da una infanzia ricordata con poco piacere.
    In questo libro la capacità narrativa di Bellow è già chiara, anche il livello dei suoi capolavori Herzog e Il dono di Humboldt non è ancora raggiunto...

    Is this helpful?

    Habemus_Apicellam said on Aug 22, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Forse il capolavoro di Bellow, anche se io continuo a preferigli Il pianeta di Mr Sammler. Augie è tra le migliori creazioni dall'autore. La prima parte del romanzo, però, ambientata a Chicago, mi sembra più riuscita della seconda.

    Is this helpful?

    VittorioC said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dentro le mura dell'essere

    “Sono americano, nato a Chicago-Chicago quella tetra città-affronto le cose come ho imparato a fare, senza peli sulla lingua, e racconterò la storia a modo mio: primo a bussare, primo a entrare: a volte un colpo innocente, a volte non tanto. Ma il de ...(continue)

    “Sono americano, nato a Chicago-Chicago quella tetra città-affronto le cose come ho imparato a fare, senza peli sulla lingua, e racconterò la storia a modo mio: primo a bussare, primo a entrare: a volte un colpo innocente, a volte non tanto. Ma il destino di un uomo è il suo carattere, dice Eraclito, e tutto sommato non è possibile dissimulare la natura dei colpi foderando la porta di materiale isolante o rivestendo di guanti le nocche.”

    La storia si apre inquadrando, da una prospettiva Dickensiana, una famiglia povera ma unita, tre figli di cui uno ritardato, una madre troppo buona per affrontare il mondo, niente padre e una nonna con gli attributi che tira avanti la baracca facendo vivere tutti di carità ma senza darlo a vedere con enorme dignità e compostezza. La famiglia vive in un quartiere povero di Chicago. In questo paradiso terrestre (come su tutti quelli che verranno descritti in seguito) dove regnano amore e solidarietà si insinua il serpente: il serpente è sempre il bisogno di potere, il desiderio di dominare l’altro per affermare se stesso. La nonna che è stata all’inizio una figura ammirevole fa internare George in un istituto per ritardati. Da questo peccato originale ne deriveranno molti altri: qualcosa si è incrinato nella famiglia povera ma felice e la nonna di lì a poco farà la stessa fine di George e così di seguito la mamma ormai diventata cieca. Tra i fratelli si insinua qualcosa di poco sano nel rapporto che ne incrina l’affetto. Un rapporto in cui l’uno cerca di imporre all’altro uno stile di vita e di dimostrare di valere di più.
    Come diceva Eraclito, probabilmente il problema di Augie è il suo carattere. E’ una persona a primo impatto arrendevole, fin troppo, pronto a inseguire chiunque, a dichiararsi innamorato al primo schioccare di dita della pretendente (purchè d’aspetto gradevole) e nel corso delle quasi 800 pagine il lettore ne saprà qualcosa. Ma appena nel rapporto con l’altro si insinua il tentativo di dominare la sua vita, Augie molla. Quando l’innamorata smette di essere uno specchio che riflette la sua immagine iniziano i guai. Esemplificativo di questo rapporto di forza è la relazione con Thea che trascina Augie a caccia di serpenti e ad ammaestrare aquile, mai contenta del dominio che riesce a esercitare sugli altri. Del resto Augie scappa anche dagli uomini che cercano di imporgli uno stile di vita, dal fratello e dalla famiglia che vorrebbe adottarlo. In un certo senso ripudia una vita spesa per il piacere terreno, sia esso rappresentato dai soldi o dall’amore carnale come quello tra suo fratello e la prima fidanzata. Augie cerca qualcosa di più elevato.
    Ma nel rapporto con le donne forse il suo nemico è proprio il pensiero, la pura speculazione verso la quale si sente attratto. Verso la fine del libro c’è l’episodio di Augie naufrago solo sulla barca alla deriva con un marinaio pazzo, che vorrebbe dedicarsi alla ricerca delle origini della vita arruolandolo come suo assistente. Il dialogo tra i due mi ha ricordato un po’ il delirio di Ivan Karamazov. Anche se il marinaio è un’altra persona propone a Augie di dedicarsi alla pura speculazione lasciando la moglie. Ma Augie rifiuta la tentazione perché è innamorato di sua moglie e ha bisogno di lei. Eppure anche quella felicità è più sogno e illusione che realtà.
    Beh, nessuno dei personaggi sembra trovare la ricetta della felicità. Ognuno riesce a recitare una parte. I rapporti con le donne sono sempre sbagliati. Gli unici rapporti che fanno eccezione sono quelli di disinteressata amicizia dove nessuno cerca di impossessarsi di qualcosa dell’altro ma si limita a vivergli accanto.
    Il libro da un punto di vista stilistico è eccezionale, veramente bellissimo. Da un punto di vista della storia c’è una piccola stonatura data dal fatto che Augie analizza in modo approfondito se stesso ma senza scavare in profondità come Dosto. Cioè il lettore assiste per 800 pagine a una vita che non fa un solo passo avanti, a un uomo che riperpetua le stesse illusioni e gli stessi errori con incrollabile ingenuità. Basta pensare alle infinite volte che Augue confiderà al lettore di essere innamorato tanto che alla fine il lettore finirà per non credergli. Augie sembra davvero più adatto alla speculazione che ai rapporti con le persone e se ne rende ben conto.
    Perchè devi pensare che ciò che ti uccide è ciò che rappresenti? Perchè sei tu l'autore della tua morte. Qual'è l'arma? I chiodi e il martello del tuo carattere.Qual'è la croce? Proprio le tue ossa sulle quali ti indebolisci via via.E il marito o la moglie incarica l'altro dell'azione.

    Is this helpful?

    Mario Inisi said on Nov 16, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Grigliata pantagruelica

    Tantissima carne al fuoco: pezzi prelibati misti a bocconi poco digeribili, puzza di fumo e profumo di spezie, dita attaccaticce e occhi lucidi. Un'esperienza unica nel suo genere, grazie Augie e scusa la metafora.

    Is this helpful?

    S said on Jul 23, 2013 | 12 feedbacks

Book Details

Improve_data of this book