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Le avventure di Gordon Pym

Edizione integrale

Di

Editore: Newton Compton (I classici superten; 5)

3.8
(2044)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8879831526 | Isbn-13: 9788879831529 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Enzo Giachino ; Prefazione: Tommaso Pisanti ; Postfazione: Edgar Allan Poe

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Arthur Gordon Pym, giovane amante dell'avventura, figlio di un commerciante di beni marittimi di Nantucket, si imbarca un giorno, di nascosto dalla sua famiglia, sulla baleniera Grampus. Il brigantino parte nella metà del giugno del 1827, al comando del capitano Barnard, padre del più caro amico di Pym, Augustus Barnard, il quale si occupa dell'organizzazione della permanenza clandestina del giovane a bordo. Nell'intenzione dei due amici, infatti, Arthur sarebbe dovuto restare nascosto nella stiva per un numero di giorni sufficiente a rendere impossibile, per il capitano, lo sbarco del giovane. All'inizio, tutto sembra andare bene: il rifugio nella stiva è ristretto ma comodo, Augustus porta regolarmente da mangiare al compagno, il quale non soffre neppure di solitudine grazie alla compagnia del suo cane, il fedele Tiger. Ma la situazione precipita velocemente: l'amico smette di farsi vivo; l'arsura e l'oscurità attanagliano il giovane Arthur, bloccato nel suo rifugio-prigione; il cane di Arthur, reso idrofobo dalla sete, lo attacca con ferocia; un biglietto fattogli recapitare da Augustus e scritto con il sangue lo avverte di un pericolo terribile a bordo. Quando finalmente i due amici riescono a riunirsi, Arthur scopre che l'intera nave è caduta preda di un ammutinamento: Poe costruisce sapientemente la tensione descrivendo la ferocia di un massiccio cuoco nero che fa ammazzare a colpi d'ascia decine di marinai. La rivolta verrà sedata dall'intelligente intervento di Arthur, Augustus e Dirk Peters, uno dei marinai coinvolti nell'ammutinamento. Ma l'angoscia non termina qui: un'immensa tempesta spazza via l'intero equipaggio, e segna l'inizio di una serie terribile di avvenimenti per i sopravvissuti. L'incalzante descrizione psicologica di Poe mostra in tutta la sua crudeltà la decisione orribile di cibarsi di uno di loro, affinché gli altri possano soddisfare la fame (da notare che l' autore non si sofferma sui particolari della vicenda); l'avvistamento di una nave li riempie di speranza, ma solo perché la disperazione possa colpirli più violentemente alla scoperta della morte del suo intero equipaggio; la tempesta imperversa ancora, conducendo i sopravvissuti inesorabilmente verso Sud. Vengono poi finalmente salvati da una nave esploratrice, diretta verso territori sconosciuti dei mari del Sud: raggiungono un'isola, abitata da una misteriosa popolazione di indigeni tutti neri, dai denti neri, terrorizzati da qualsiasi oggetto di colore bianco. Sembrano pacifici, ma Arthur scoprirà a proprie spese che sono in realtà capaci di spaventose crudeltà.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Non salire su quella nave Arthur!

    Avevo il desiderio di leggere qualcosa di Poe, uno scrittore la cui fama è giunta fino a noi in quanto inventore dell'horror psicologico e esponente di spicco del romanzo gotico. Di suo avevo letto solo qualche breve racconto horror a scuola e mi sono decisa per questo romanzo, l'unico che abbia ...continua

    Avevo il desiderio di leggere qualcosa di Poe, uno scrittore la cui fama è giunta fino a noi in quanto inventore dell'horror psicologico e esponente di spicco del romanzo gotico. Di suo avevo letto solo qualche breve racconto horror a scuola e mi sono decisa per questo romanzo, l'unico che abbia scritto in vita sua. L'avessi mai fatto! Un'avventura in cui si succedono solo avvenimenti terribili in un crescendo continuo: Arthur che rischia di morire di sete nascosto nella nave, l'ammutinamento e la ferocia degli ammutinati, il naufragio, il cannibalismo, la morte dell'amico Augustus, i diabolici indigeni... La storia si conclude bruscamente: un abile escamotage per evitare di inventare ulteriori fandonie sul Polo Sud, una terra allora inesplorata e sul cui conto circolavano le peggiori fantasticherie. Tuttavia ciò che ho trovato più urticante di tutto è stato il linguaggio marinaresco adoperato, pagine e pagine di incomprensibili parole tecniche che mi spingevano a concludere al più presto la lettura, per lasciarmela alle spalle insieme al Polo Sud.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico dell'Ottocento

    Un classico della letteratura americana dell’Ottocento. Inoltre uno degli architesti della letteratura di viaggio e avventura. Poe mostra un’assoluta padronanza dei meccanismi narrativi del genere che contribuisce a fondare. Ciò che colpisce ancora è la competenza mostrata dall’autore nei campi d ...continua

    Un classico della letteratura americana dell’Ottocento. Inoltre uno degli architesti della letteratura di viaggio e avventura. Poe mostra un’assoluta padronanza dei meccanismi narrativi del genere che contribuisce a fondare. Ciò che colpisce ancora è la competenza mostrata dall’autore nei campi della navigazione, della marineria, della geografia, dell’etnografia, della fauna e della flora, e così via. Il fatto è che il libro dove combinare l’impianto narrativo con un’inappuntabile conoscenza dei luoghi e delle situazioni che evocava. Questo ingrossamento didascalico potrebbe allontanare il lettore di oggi, più smaliziato e più impaziente. Ma Poe chiude ex abrupto la narrazione: il narratore, sopravvissuto alle sue avventure, decede prima di aver completato il suo resoconto. E così il non finale aggiunge mistero all’esito della sua straordinaria avventura.

    ha scritto il 

  • 4

    Cronaca di un viaggio ai limiti dell'incredibile

    Apparentemente simile alle tante cronache di viaggi del primo Ottocento, e lontano dalle narrazioni oniriche e allucinate tipiche dell'autore, l'avventura di Gordon Pym è costantemente in bilico tra l'assurdità più sfrenata e la più minuziosa foga giornalistica e documentativa: il merito di Poe è ...continua

    Apparentemente simile alle tante cronache di viaggi del primo Ottocento, e lontano dalle narrazioni oniriche e allucinate tipiche dell'autore, l'avventura di Gordon Pym è costantemente in bilico tra l'assurdità più sfrenata e la più minuziosa foga giornalistica e documentativa: il merito di Poe è quello di rendere l'assurdo perfettamente credibile con lucide spiegazioni tecnico-scientifiche dei fenomeni e senza il minimo ricorso ad artifici soprannaturali. Le tante sventure nel viaggio di Gordon Pym sono date da semplici accidenti verificatisi per una casuale combinazione tra cause avverse. D'accordo, sarà un'opera incompleta (e si nota), mancherà l'equilibrio tra le parti (inizio lento, tirato per le lunghe - finale precipitoso), ma è comunque una lettura che, tralasciando i presupposti, mi ha coinvolto parecchio. E come sempre, non posso fare a meno di voler bene al vecchio signor Poe.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro di Poe, come del resto tutti i suoi scritti, questo romanzo mi ha molto incuriosito sin dall'inizio perchè ne avevo precedentemente letto uno di Verne, che svelava il seguito delle avventure di Mr. Pym. Sono stato colpito dalla capacità di Poe di far immedesimare completamente il letto ...continua

    Capolavoro di Poe, come del resto tutti i suoi scritti, questo romanzo mi ha molto incuriosito sin dall'inizio perchè ne avevo precedentemente letto uno di Verne, che svelava il seguito delle avventure di Mr. Pym. Sono stato colpito dalla capacità di Poe di far immedesimare completamente il lettore nella narrazione e sorpreso ancor di più dal finale, che consente di immaginare il seguito senza alcun ostacolo alla fantasia.

    ha scritto il 

  • 3

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/05/01556-narracion-de-arthur-gordon-pym-edgar-allan-poe.html


    La atracción por el mar y las historias de naufragios y tormentas devastadoras, embarcarse como polizón en un ballenero y los días escondido bajo cubierta, la oscuridad absoluta y ...continua

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/05/01556-narracion-de-arthur-gordon-pym-edgar-allan-poe.html

    La atracción por el mar y las historias de naufragios y tormentas devastadoras, embarcarse como polizón en un ballenero y los días escondido bajo cubierta, la oscuridad absoluta y el miedo a morir asfixiado, los sueños y pesadillas del encierro y un motín que muestra la crueldad de algunos hombres, la lucha por la supervivencia y el ballenero a la deriva contra galernas y el mar embravecido, un barco fantasmal y vivir las historias soñadas atado a un mástil para no ahogarse en el mar, la búsqueda de islas misteriosas, una expedición al Polo, la blancura del hielo y un final abrupto ante una imagen extraña.

    Narración de Arthur Gordon Pym empieza como una novela de aventuras, el sueño de un muchacho por embarcarse y vivir en el mar aquellas aventuras que excitan su mente, y deriva (rumbea) hacia el misterio y el terror. Y entre ese cambio de la aventura al horror, las digresiones sobre barcos, expediciones marítimas, tipos de aves y moluscos. Gordon Pym embarca como polizón en un ballenero dispuesto a encontrar una vida en el mar. Se esconde en la bodega, la oscuridad y el aire viciado, el tiempo que pasa sin distinguir entre día y noche, el miedo a morir ahogado y enterrado en la bodega, el hambre, las visiones extrañas de Gordon Pym y su mente desvariada, los ruidos en cubierta y el sonido del mar (esta parte me recuerda a los cuentos de Poe sobre el miedo a ser enterrado en vida).

    La aventura da paso a imágenes extrañas y tensas, un motín en el barco, el asesinato de la mayor parte de la tripulación, los bandos enfrentados de los amotinados, la decisión de hacerse con el barco, los muertos que parecen volver a la vida, el barco que se derrumba poco a poco con las tormentas, Gordon Pym y sus compañeros que intentan sobrevivir atados en cubierta mientras el mar entra en el barco. Hay imágenes poderosas en el inicio de esta narración, los hombres que esperan la muerte, que caen en el canibalismo, que se cruzan con un buque a la deriva y la cubierta llena de cadáveres, la muerte que ronda a Gordon Pym, a los supervivientes del motín.

    La segunda parte de la narración se centra en una expedición al Polo Sur. Poe mezcla informes y diarios para hablar de las primeras expediciones al Polo, los mitos y las realidades, los campos blancos de hielo y las islas, el mar abierto y cierta bonanza en el clima. Hay momentos aburridos y densos en la sucesión de latitudes y longitudes. La expedición llega a una tierra inexplorada en el sur habitada por salvajes temerosos de todo lo blanco. El final es abrupto, inesperado, un mar y una cortina blancos en el horizonte, ceniza que cae del cielo, el figura extraña, un final alucinado, abierto, bordear un abismo y sucumbir ante él.

    Narración de Arthur Gordon Pym me lleva por momentos a los mejores cuentos de Poe y me aburre en sus digresiones, alterna la aventura con el horror, la crueldad con la supervivencia, tiene momentos intensos e inquietantes y otros donde la historia se adensa y parece detenerse, un libro que va a trompicones. Me quedo con las imágenes de barcos fantasmas, la expedición entre el hielo, la tensión y la inquietud en el encierro en una bodega, el mar como un lugar inhóspito.

    Mis conversaciones con Augustus se hicieron cada vez más y más frecuentes, y cada vez tenían para mí mayor interés. Mi amigo relataba sus aventuras marinas (de las cuales creo hoy que buena parte no eran más que invenciones puras) de manera tal que coincidían exactamente con mi temperamento lleno de entusiasmo y mi imaginación exacerbada, aunque un tanto melancólica. Es extraño, en efecto, que mi mayor atracción por la vida de los marinos se derivara de aquello relatos en que Augustus describía terribles momentos de sufrimiento y desesperación. Poco me interesaba el lado brillante de sus relatos. Mis visiones eran siempre de naufragio y hambre, de muerte o cautiverio entre pueblos bárbaros, de toda una vida transcurrida entre penas y lágrimas en algún islote gris y desolado, perdido en un océano infranqueable y desconocido. Semejantes visiones y deseos -pues llegaban a ser deseos- son propios, según me han asegurado, de esa numerosa especie humana constituida por los melancólicos; pero en la época de que hablo sólo los consideraba atisbos proféticos de un destino que en cierta medida me sentía obligado a cumplir. Edgar Allan Poe Narración de Arthur Gordon Pym (traducción de Julio Cortázar. Alianza editorial)

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle scarse.....

    Non fosse per il fatto che questo romanzo ha ispirato uno dei capolavori di Lovecraft (alle montagne della follia)avrei probabilmente dato due stelle...


    La trama sarebbe anche carina ma in troppi passaggi si avverte il fatto che ci troviamo di fronte ad un'opera incompleta...che non da tut ...continua

    Non fosse per il fatto che questo romanzo ha ispirato uno dei capolavori di Lovecraft (alle montagne della follia)avrei probabilmente dato due stelle...

    La trama sarebbe anche carina ma in troppi passaggi si avverte il fatto che ci troviamo di fronte ad un'opera incompleta...che non da tutto quello che avrebbe potuto dare....positivo il fatto di miscelare normali elementi (uragani, tempeste, attacchi da parte di selvaggi) a eventi frutto di pura fantasia (tutta la parte finale e la scoperta dello strano animale sull'isola degli indigeni)

    La parte più suggestiva è senz'altro quella finale ma, a mio modo di vedere, ci troviamo di fronte ad un romanzo un po sopravvalutato..

    P.S.: il grido "Tekeleli, Tekeleli" degli indigeni viene ripreso pari pari dall'immenso Lovecraft nel suo "Alle montagne della follia".

    ha scritto il 

  • 3

    in calando

    Prima avvincente, horrorifico ed entusiasmante. Centralmente noioso, lento e troppo tecnico. In finale surreale e ancora tecnico al limite del poco comprensibile. Prima mi disintossico poi passo ai racconti, magari :)

    ha scritto il 

  • 5

    Tutto parte da questo autore e forse anche da questo libro: tutte le schifezze da cui la maggior parte delle librerie domestiche sono infestate e vengono solennemente definite "capolavori" in realtà non fanno che scopiazzare e rubacchiare da Poe.
    Soprattutto i vostri giallisti italiani preferiti. ...continua

    Tutto parte da questo autore e forse anche da questo libro: tutte le schifezze da cui la maggior parte delle librerie domestiche sono infestate e vengono solennemente definite "capolavori" in realtà non fanno che scopiazzare e rubacchiare da Poe. Soprattutto i vostri giallisti italiani preferiti. Comunque, veniamo alle cose importanti: Poe fa cacare sotto anche quando non sfrutta esplicitamente l'horror. Sa rendere avvincente anche una fabula apparentemente inerte. Per esempio, "Moby Dick" tutto è fuorché avvincente: se uno lo legge, lo fa perché ci trova echi e suggestioni infinite, non per sapere se alla fine Achab o la balena muoiono... Ecco, la stessa storia è invece narrata da Poe con un crescente senso di spaesamento e suspense: non a caso Melville lesse e rilesse il "gordon Pym" prima di scrivere il suo capolavoro. Perciò buttate nel cesso le vostre copie di Coelho, Hosseini o come si chiama e anche Mazzantini eccetera e leggete questo. Poi fatemi sapere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ovviamente immenso, così pieno di pathos e di fremiti di orrore che persino le esplorazioni dell'Antartico, oggi largamente grottesche e quasi ridicole, comunque provocano fremiti di paura, brividi e timori.
    Decisamente Poe è "le porte della modernità" come pochi altri scrittori dell'ottocento.< ...continua

    Ovviamente immenso, così pieno di pathos e di fremiti di orrore che persino le esplorazioni dell'Antartico, oggi largamente grottesche e quasi ridicole, comunque provocano fremiti di paura, brividi e timori. Decisamente Poe è "le porte della modernità" come pochi altri scrittori dell'ottocento.

    ha scritto il 

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