"Le avventure di Guizzardi" è il secondo romanzo di Gianni Celati, bolognese, nato nel 1937, critico e traduttore, fra gli altri, di Céline. Premio Bagutta 1974, racconta le peripezie di un «senza famiglia» in un mondo popolato da donne temibili, indovini, giganti irascibili, vecchi laidi e taccagniContinue
"Le avventure di Guizzardi" è il secondo romanzo di Gianni Celati, bolognese, nato nel 1937, critico e traduttore, fra gli altri, di Céline. Premio Bagutta 1974, racconta le peripezie di un «senza famiglia» in un mondo popolato da donne temibili, indovini, giganti irascibili, vecchi laidi e taccagni, fantasmi scorbutici e violinisti matti. Ecco alcuni dei giudizi della critica che lo accolsero al suo apparire (1973).
«Guizzardi è un "Pierrot lunaire" ingenuo, innocente, completamente fuori da una realtà che lo terrifica e lo distrugge... La visione stravagante del Celati si colloca, agevolmente e agilmente, tra la compagnia della "ligèra" e la variopinta "troupe" di Mack Sennett».
─ Pietro Bianchi
«Celati è il frutto più saporito di quella che meglio si chiamerebbe la " controcultura " degli Anni Sessanta».
─ Walter Pedullà
«Già critico eccezionale, Gianni Celati, con Le avventure di Guizzardi, si afferma eccezionale scrittore».
─ Paolo Milano
«Guizzardi è un sottoproletario, parla come un deficiente emarginato dalla società e dalla scuola, si muove con gli stessi automatismi difensivi dei comici dei film: Charlot, Buster Keaton, Harry Langdon. È una vittima inconsapevole, anzi crede di essere il forgiatore del proprio destino. In realtà è una marionetta mossa dai fili di una volontà sociale che lo sovrasta incommensurabilmente».
─ Giuseppe Bonura
«Il linguaggio di Guizzardi è il linguaggio di un'assoluta corporalità: non solo perché, sebbene spesso composto di spezzoni malintesi e deformati di linguaggi "nobili", rifiuta ogni appoggio interpretativo su schemi intellettuali o psicologici, ma soprattutto perché la sua articolazione sintattica, nell'estrema goffaggine, assurdità, protervia che ostenta, "comunica" immediatamente come potrebbe fare una smorfia, un gesto, un lazzo».
─ Giuliano Gramigna