Le avventure di Huckleberry Finn

2 volumi

Di

Editore: l'Unità

4.1
(2807)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Ceco , Greco , Danese , Portoghese , Chi tradizionale , Svedese , Polacco

Isbn-10: A000015581 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Roberto Pasini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , Cofanetto , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    Datemi una zattera e un fiume.

    Me ne capitano che mi calpestano il morale, alle volte, e le volte dopo sono allegro di nuovo, sebbene le cose non abbiamo smesso di calpestarmi, e non lo so se la reazione spiacevole che registro neg ...continua

    Me ne capitano che mi calpestano il morale, alle volte, e le volte dopo sono allegro di nuovo, sebbene le cose non abbiamo smesso di calpestarmi, e non lo so se la reazione spiacevole che registro negli altri, con bassa ma ricorrente frequenza, sia dovuta alle mie improvvise perdite di morale o al mio tornare allegro, immotivatamente, indecentemente allora, quasi.

    Ho iniziato “Le avventure di Huckleberry Finn” in un momento perfetto: ero triste. Ero addolorato. Mi si erano scoperchiati sotto i piedi imprevisti segreti. Mi sono sentito solo, come ti dici che, sopravvissuto alle adolescenze, non ti sentirai solo mai più. L’incipit è stato perfetto: “Voi non mi conoscete(…)” e qualche riga dopo già ridacchiavo, leggendo di Tom che aveva fatto intendere a Huck: se ci tieni a entrare nella mia banda di ladri devi comportarti bene e tornare a stare dalla vedova.

    Dovevo andarmene sul grande fiume, sulla zattera assieme al negro fuggiasco, allontanarmi da quell’ubriacone di mio padre che mi vuole male e da chi mi vuole bene e si vuole prendere cura di me e non ha colpa se io non ho voglia di farmi prendere da nessuno. Volevo sentirmi raccontare la storia del vecchio Hank Bunker morto perché aveva visto la luna e mettere un serpente nella sacca del mio compagno di viaggio come scherzetto che a momenti l’ammazzava, e fare mia la frase: “Le giornate le passavamo così, pigrottando, ascoltando il silenzio.”

    Essere gentile e selvaggio, innocente e snaturato, bugiardo e adorabile, fare un pezzo di strada con i duchi e con i re, con i ciarlatani e con i campagnoli dalla fucilata facile, con le ragazze leggiadre e con Tom Sawyer. Seguendo il filo del fiume e nessun altro filo di un ordine logico di discorso narrativo o formativo, al di là delle leggi della società e della letteratura come si deve. Inseguendo le cose che succedono.

    L’organizzazione della fuga di Jim da parte di Tom, aiutato dalla fiducia cieca di Huck, è un romanzo nel romanzo, è un Don Chisciotte in sedicesimo brillantissimo, e come ho riso leggendolo, come mi ha alleggerito, al punto che dopo aver letto Mark Twain mi sono detto: “Massì, ora posso leggermi pure Gelo di Thomas Benrhard!”.

    L’avevo pure saltato l’avviso iniziale, me ne sono accorto oggi sfogliando il romanzo di come io sia stato ligio alle direttive di Mark Twain, senza aver avuto neppure bisogno di sapere che ne avesse date:

    “AVVISO

    Chiunque tenti di trovare un fine in questa narrazione sarà perseguito dalla legge; chiunque tenti di trovare una morale sarà messo al bando; chiunque tenti di trovare una trama sarà passato per le armi.”

    ha scritto il 

  • 5

    Rolling on the river

    Per noi non c'è nessuna casa che può reggere il confronto con una zattera. Tutti gli altri posti possono sembrare stretti e opprimenti, una zattera mai. Su una zattera ci stai veramente comodo, e libe ...continua

    Per noi non c'è nessuna casa che può reggere il confronto con una zattera. Tutti gli altri posti possono sembrare stretti e opprimenti, una zattera mai. Su una zattera ci stai veramente comodo, e libero e felice.

    Se non fosse per una parte, quella del Duca e del Re, per i miei gusti tirata troppo per le lunghe, e se non fosse per gli esagerati stratagemmi finali di Tom Sawyer, il libro sarebbe perfetto.

    Ma se così fosse...non sarebbe lo stesso libro!

    Nonostante alcune parti, appunto, più ripetitive...è una scrittura che strega. Un linguaggio diretto, fresco, vitale, sgrammaticato, come i protagonisti.
    Ti inchioda al libro fino all'ultima riga e proprio non riesci a staccarti.
    E ti ritrovi anche tu sulla zattera su e giù per il fiume...e non scenderesti più!

    Le figure di Huckleberrry e di Jim sono bellissime, innocenza e spensieratezza e lealtà allo stato puro. La libertà felice della natura incontaminata, dentro e fuori.

    Passano i giorni e le notti, mi pare che sono due o tre, volano via tanto sono calmi, belli e sereni. Ecco come passiamo il tempo. (...) Non c'è un rumore, non c'è una foglia che si muove, soltanto pace e silenzio, come se il mondo intero se la dorme beato.

    ha scritto il 

  • 5

    Letto quasi tutto di filata

    Come già segnalato, bisogna prestare molta attenzione alla traduzione perché uno degli obiettivi del testo in lingua originale, è quello di rendere la storia ancora più coinvolgente anche nel tipo di ...continua

    Come già segnalato, bisogna prestare molta attenzione alla traduzione perché uno degli obiettivi del testo in lingua originale, è quello di rendere la storia ancora più coinvolgente anche nel tipo di scrittura utilizzato.
    Decisamente molto più avvincente la prima parte. Tutta la parte centrale perde un po' della sua essenza finendo per essere un po' troppo descrittiva e facendo venir meno quel senso di immersione nella storia.
    Si riprende nel finale e, pur essendo una lettura quasi adolescenziale, lascia comunque intendere che ci sono altri messaggi anche più maturi a svariati livelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottima la traduzione di Culicchia

    Ottima la traduzione di Culicchia, che ha messo in evidenza il vero punto di forza di questo capolavoro della letteratura: Twain ha saputo creare per la prima volta un linguaggio di strada, lontano da ...continua

    Ottima la traduzione di Culicchia, che ha messo in evidenza il vero punto di forza di questo capolavoro della letteratura: Twain ha saputo creare per la prima volta un linguaggio di strada, lontano dai canoni classici e per questo "autentico". In molti ancora oggi ci provano. Ma provate a leggere libri scritti in prima persona con protagonisti bambini/ragazzi: spesso parlano meglio di un uomo con dieci lauree. Twain, nel 1884, ha saputo essere più moderno della maggior parte degli scrittori di oggi.

    ha scritto il 

  • 4

    noi, soli lungo il fiume

    innocenza, libertà , amicizia, imbrogli, alla fine la perdita dei pregiudizi. Molto americano, Grande, ed efficace, capacità di riprodurre linguaggi diversi, Divertente anche. E poi Twain mi è sempre ...continua

    innocenza, libertà , amicizia, imbrogli, alla fine la perdita dei pregiudizi. Molto americano, Grande, ed efficace, capacità di riprodurre linguaggi diversi, Divertente anche. E poi Twain mi è sempre piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo libro su libertà ed amicizia, al di là delle convenzioni sociali :)

    Se vi va, ne parlo più a lungo qui: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2016/09/20/ilclassicodelmese-huckleberry- ...continua

    Un bellissimo libro su libertà ed amicizia, al di là delle convenzioni sociali :)

    Se vi va, ne parlo più a lungo qui: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2016/09/20/ilclassicodelmese-huckleberry-finn/

    ha scritto il 

  • 4

    Twain non ripete

    Il fiume è sempre quello: il grande Mississippi, a cui si aggiunge quel Sud rurale in cui la penna di Twain mi aveva già fatto immergere con le avventure di Tom Sawyer. Il protagonista diventa Huck, l ...continua

    Il fiume è sempre quello: il grande Mississippi, a cui si aggiunge quel Sud rurale in cui la penna di Twain mi aveva già fatto immergere con le avventure di Tom Sawyer. Il protagonista diventa Huck, l'amico di Tom.
    Con queste premesse non sembrerebbero esserci le fondamenta necessarie a vivere un'altra lettura avvincente e invece, fin dalla prima riga, ci si accorge subito di quanto l'aria sia cambiata.
    Lo stile è completamente diverso. Se Tom Sawyer è visto e descritto con gli occhi del narratore, Huck Finn si presenta e ci parla in prima persona. Le avventure sono il suo diario, scritto con le sue parole.
    Lo sguardo che si apre fa riflettere sulla situazione della schiavitù, non affrontata direttamente ma descritta per quello che era, senza alcuna retorica e per questo estremamente più efficace.
    Twain riesce a mantenere il linguaggio di Huck fino alla fine e questo toglie al libro quei momenti di scrittura "adulta", che possiamo ritrovare nelle avventure di Tom Sawyer.
    Twain non ripete, non si adagia e va oltre, rompe gli schemi dimostrando il talento non comune della sua penna.

    ha scritto il 

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