Le avventure di Huckleberry Finn

2 volumi

Di

Editore: l'Unità

4.1
(2742)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Ceco , Greco , Danese , Portoghese , Chi tradizionale , Svedese , Polacco

Isbn-10: A000015581 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Roberto Pasini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , Cofanetto , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    Twain non ripete

    Il fiume è sempre quello: il grande Mississippi, a cui si aggiunge quel Sud rurale in cui la penna di Twain mi aveva già fatto immergere con le avventure di Tom Sawyer. Il protagonista diventa Huck, l ...continua

    Il fiume è sempre quello: il grande Mississippi, a cui si aggiunge quel Sud rurale in cui la penna di Twain mi aveva già fatto immergere con le avventure di Tom Sawyer. Il protagonista diventa Huck, l'amico di Tom.
    Con queste premesse non sembrerebbero esserci le fondamenta necessarie a vivere un'altra lettura avvincente e invece, fin dalla prima riga, ci si accorge subito di quanto l'aria sia cambiata.
    Lo stile è completamente diverso. Se Tom Sawyer è visto e descritto con gli occhi del narratore, Huck Finn si presenta e ci parla in prima persona. Le avventure sono il suo diario, scritto con le sue parole.
    Lo sguardo che si apre fa riflettere sulla situazione della schiavitù, non affrontata direttamente ma descritta per quello che era, senza alcuna retorica e per questo estremamente più efficace.
    Twain riesce a mantenere il linguaggio di Huck fino alla fine e questo toglie al libro quei momenti di scrittura "adulta", che possiamo ritrovare nelle avventure di Tom Sawyer.
    Twain non ripete, non si adagia e va oltre, rompe gli schemi dimostrando il talento non comune della sua penna.

    ha scritto il 

  • 5

    E' una bellissima lettura in cui l'A. pone le basi del linguaggio letterario del romanzo americano del Novecento. In Huckleberry Finn c’è l’America con il suo fiume, la sua gente, i suoi problemi e la ...continua

    E' una bellissima lettura in cui l'A. pone le basi del linguaggio letterario del romanzo americano del Novecento. In Huckleberry Finn c’è l’America con il suo fiume, la sua gente, i suoi problemi e la sua storia, ed anche tanta, tanta letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ma succede sempre così: non ha importanza se ti comporti bene o male. La coscienza non ha buonsenso e ti si rivolta semrpe contro, in qualunque caso. [...] La coscienza si piglia più spazio di tutti ...continua

    "Ma succede sempre così: non ha importanza se ti comporti bene o male. La coscienza non ha buonsenso e ti si rivolta semrpe contro, in qualunque caso. [...] La coscienza si piglia più spazio di tutti gli organi vitali, eppure non serve a un cacchio. Lo dice pure Tom Sawyer."

    ha scritto il 

  • 4

    譯註豐富,可以看出譯者對本書的專業和用心。但我覺得有一些註解是多餘的,刪掉反而好。有時譯者很好心地提醒讀者哪裡是伏筆,甚至還提前劇透,這就不大好了,剝奪了讀者自己發現的樂趣。其實等到劇情發展到那個段落時,再透過譯註來點出前面哪個章節曾經埋過伏筆,這樣會好很多。
    再從雞蛋裡挑一跟骨頭:有些用詞太過文謅謅,根本不像哈克會說的話(讀完以後,我還是喜歡「哈克」,無法習慣「赫克」)。 ...continua

    譯註豐富,可以看出譯者對本書的專業和用心。但我覺得有一些註解是多餘的,刪掉反而好。有時譯者很好心地提醒讀者哪裡是伏筆,甚至還提前劇透,這就不大好了,剝奪了讀者自己發現的樂趣。其實等到劇情發展到那個段落時,再透過譯註來點出前面哪個章節曾經埋過伏筆,這樣會好很多。
    再從雞蛋裡挑一跟骨頭:有些用詞太過文謅謅,根本不像哈克會說的話(讀完以後,我還是喜歡「哈克」,無法習慣「赫克」)。

    ha scritto il 

  • 5

    Versione Culicchia

    Le avventure di Huckleberry Finn è un indubbio capolavoro della narrativa americana ed è anche il primo romanzo che prende le distanze dal modello anglosassone (a cui appartengono James e Warthon), pe ...continua

    Le avventure di Huckleberry Finn è un indubbio capolavoro della narrativa americana ed è anche il primo romanzo che prende le distanze dal modello anglosassone (a cui appartengono James e Warthon), perché Twain mette in scena i rappresentanti del profondo sud statunitense di metà Ottocento: i poveri, gli schiavi, i vagabondi, gli imbroglioni, nonché gli abitanti di paesi sperduti intorno alle rive del Mississippi, altro grande protagonista di questo libro. E i principali interpreti sono gli esseri marginali, individualisti, ribelli ma profondamente morali, come Huck, e gli schiavi dignitosi, animisti e profondamente morali come Jim.
    La combinazione dei due, che si avventurano in cerca di liberazione (dall'obbligo della civilizzazione) e di libertà (dalla sottomissione al modello di civiltà colonialista) produce una miscela esplosiva sul piano del racconto, ma soprattutto su quello del linguaggio, l'invenzione più straordinaria di Mark Twain, che all'epoca non doveva subire la censura del politically correct, com'è accaduto in tempi recenti.
    In questo senso è encomiabile lo sforzo di traduzione di Culicchia che, diversamente da Giachino nell'edizione Einaudi, differenzia decisamente il dialetto di Huck da quello di Jim. Ne deriva un poutpourri linguistico coinvolgente ed esilarante.
    A differenza del precedente libro dedicato a Tom Sawyer, qui abbiamo un racconto in prima persona: la voce e il punto di vista sono quelli di Huck, la visione del mondo è lo sguardo di Huck. Un personaggio meraviglioso, indimenticabile, eroe solitario accanto ai grandi eroi della letteratura mondiale, che ci mostra la realtà così com'è, lasciando a noi lettori il compito di giudicarla.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Libro divertente, scritto con un linguaggio simpatico, l'unica parte che ho trovato un pò noiosa è quando Huck e Tom devono liberare Jim alla fine del libro e quel dannato Tom Sawyer ce la mette propr ...continua

    Libro divertente, scritto con un linguaggio simpatico, l'unica parte che ho trovato un pò noiosa è quando Huck e Tom devono liberare Jim alla fine del libro e quel dannato Tom Sawyer ce la mette proprio tutta per complicare la vita ad Huck e Jim, dopo un pò l'ho trovato davvero irritante.

    ha scritto il 

  • 3

    Mentre lo leggevo mi è sembrato davvero di esser lì con Huck e Jim sulla zattera, alla deriva sul Mississippi, mentre tutto il mondo intorno scorreva lento con i suoi colori e i suoi segreti, immagini ...continua

    Mentre lo leggevo mi è sembrato davvero di esser lì con Huck e Jim sulla zattera, alla deriva sul Mississippi, mentre tutto il mondo intorno scorreva lento con i suoi colori e i suoi segreti, immagini di fiumi e foreste e villaggi. Grazie a questo libro ho scoperto un po’ di quell’America quasi selvaggia e primitiva, descritta con vivacità e un pizzico di comicità. Il linguaggio fresco, ingenuo e anche un po’ sgrammaticato (per ritrarre la parlata dei personaggi) ha reso la lettura ancora più divertente e, se devo dire la verità, in alcuni punti ha suscitato in me una certa tenerezza, quasi compassione. Ciò che mi è piaciuto di più del libro è ovviamente l’amicizia autentica e sincera fra Huck e Jim, come anche gli imprevedibili nobil gesti del protagonista, che a volte non mi sarei davvero aspettata e che mi hanno intimamente commossa. Gran romanzo, anche se probabilmente avrebbe reso di più se letto qualche anno fa.

    ha scritto il 

  • 4

    “Tutta la letteratura moderna americana deriva da un libro di Mark Twain intitolato Huckleberry Finn. La scrittura americana arriva da lì. Non c’era mai stato niente del genere prima. E non c’è più st ...continua

    “Tutta la letteratura moderna americana deriva da un libro di Mark Twain intitolato Huckleberry Finn. La scrittura americana arriva da lì. Non c’era mai stato niente del genere prima. E non c’è più stato più nulla di altrettanto valido da lì in poi”. (Ernest Hemingway). Ora, io non so se posso prendermi o no la libertà di dire al Signor Hemingway che non sono completamente d’accordo con lui (nel senso che nemmeno lui potrà mai farmi dire che il capolavoro assoluto della letteratura d’Oltreoceano non sia la doppietta Furore/Valle dell’Eden di Steinbeck), però su una cosa non ci sono dubbi: la letteratura americana deriva tutta da Twain, perchè non c’era mai stato niente di simile ai suoi libri prima di allora. Partiamo subito col dire che Huckleberry Finn NON è un libro per bambini. Anche se parla di un bambino. Anche se ci hanno fatto sopra dei cartoni animati. Huckleberry Finn è un libro sulla libertà. Altro che Kerouac, appunto. E’ un libro sul viaggio come vita. Sullo scegliere di andare contro tutto quello che secondo la società dovremmo fare, dovremmo pensare, dovremmo essere. Huck è un ragazzino senza mamma, con un padre vagabondo, violento e alcolizzato. Huck non ha paura di (quasi) niente, fuma, dice le parolacce, è un fannullone che fa solo quello che gli va. Huck è anche un ragazzino ricchissimo, perchè insieme al suo migliore amico Tom Sawyer ha scoperto un tesoro. Questo tesoro però, proprio se hai un padre vagabondo, violento e alcolizzato, può diventare un grosso guaio. Allora conviene sbarazzarsene, scappare dalla casa della vedova Douglas, che ti ha preso sotto la sua ala protettrice e vuole “civilizzarti” mandandoti a scuola e insegnandoti la Bibbia, fingerti morto ammazzato e sparire dal mondo degli adulti. Navigare lungo il Mississippi con Jim, uno schiavo in fuga dalla padrona che vuole venderlo, e vivere insieme mille avventure. Tom Sawyer è un monello, Huckleberry Finn un eroe picaresco: rifiuta la società, se ne allontana volontariamente, sceglie fino all’ultima riga di essere al comando della sua vita e della sua coscienza, lontano dalle convinzioni ottuse degli adulti della città. I “grandi” in Huckleberry Finn sono sempre personaggi negativi: bigotti o debosciati, avidi o fannulloni, pedanti o irresponsabili, noiosi o inaffidabili. L’unica eccezione, ed è qui la grandezza del libro, è Jim. Lo schiavo, il negro, quello che la società cristiana bianca e benpensante non considera un essere umano, è l’unico vero Uomo del romanzo. Il solo di cui Huck si possa fidare, che possa chiamare amico.
    Huck e Jim, un orfano vagabondo e uno schiavo in fuga, due scarti della società che ancora oggi ci insegnano cosa voglia dire essere uomini liberi.

    ha scritto il 

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