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Le avventure di Huckleberry Finn

Di

Editore: EDIPEM

4.1
(2641)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 282 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Ceco , Greco , Danese , Portoghese , Chi tradizionale , Svedese , Polacco

Isbn-10: A000215879 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , Cofanetto , eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    un libro per ragazzi?!....

    ..forse no!
    più che divertente, molto interessante il libro che offre, attraverso il "viaggio" sul "Fiume" uno spaccato della nuova frontiera americana di fine ottocento. Metafora di una società da ...continua

    ..forse no!
    più che divertente, molto interessante il libro che offre, attraverso il "viaggio" sul "Fiume" uno spaccato della nuova frontiera americana di fine ottocento. Metafora di una società dalla quale si vorrebbe trovare la libertà da un conformismo, moralista, sociale, religioso, a tutto tondo.
    Da leggere a qualunque età!!
    N.B. il linguaggio sgrammaticato e povero è voluto proprio per identificare meglio il/i protagonista/i... un encomio alla traduzione che, superando lo scoglio dei "dialettismi", rende perfettamente il contesto!
    Assolutamente consigliato fra i "classici" a qualunque età!..

    ha scritto il 

  • 4

    Le picaresche avventure di Huckelberry Finn e dello schiavo nero Jim, in fuga, il primo, da un padre ubriacone e violento e il secondo (ovviamente) da una condizione di schiavitù che non accetta più. ...continua

    Le picaresche avventure di Huckelberry Finn e dello schiavo nero Jim, in fuga, il primo, da un padre ubriacone e violento e il secondo (ovviamente) da una condizione di schiavitù che non accetta più. Il loro lungo viaggio (a bordo di una zattera, lungo il fiume Mississippi)pieno di incontri talvolta buffi, talvolta grotteschi è narrato in prima persona dallo stesso Huck con uno slang molto sgrammaticato che tiene conto del (bassissimo) grado di istruzione del protagonista. E’ una lettura veramente molto gradevole e, più che un seguito del precedente “Tom Sawyer” (molti personaggi sono gli stessi e la vicenda sembra svolgersi non molto dopo la conclusione del precedente romanzo), oggi si direbbe che è una sorta di “spin-off”. Due note; la prima relativa alla traduzione: capisco la difficoltà di tradurre uno slang americano ottocentesco degli Stati del Sud, ma la scelta di utilizzare una sorta di dialetto (infarcito di termini che si usano al giorno d’oggi ma non certo in quegli anni) mi è sembrato una scelta poco felice. Addirittura, ad un certo punto del romanzo (più precisamente, in una appendice al testo, in cui si riporta un lungo brano, precedentemente tagliato dallo stesso Twain dal capitolo 16) si parla di gente che ballava “quasi come se facesse la break-dance” !!!
    Una seconda annotazione personale è di carattere, per così dire, sociologico: erano altri tempi e altre culture, ma sentir parlare di “negri” schiavi e riscontrare come, nel comune pensare di tutti i personaggi bianchi del romanzo, questa sia una cosa normale, quasi scontata e di come siano spesso considerati (persino da Huck e Tom) non molto di più che animali, è cosa che fa rabbrividire e mi ha, a tratti, provocato un po’ di repulsione verso lo stesso protagonista.

    ha scritto il 

  • 5

    Un linguaggio meraviglioso, ingenuo e fanciullesco ma con una logica interna infallibile e divertente. Lo stupore e la contemplazione della vita naturale, libera da vincoli e regole ma con una sua san ...continua

    Un linguaggio meraviglioso, ingenuo e fanciullesco ma con una logica interna infallibile e divertente. Lo stupore e la contemplazione della vita naturale, libera da vincoli e regole ma con una sua sanità vitale e priva di ipocrisie. Le metafore che fanno scoprire la realtà da punti di vista inaspettati. Il tutto in una nazzazione avventurosa e divertente che fa rimpiangere di non essere vissuti là, allora.

    ha scritto il 

  • 5

    Huckelberry finn è un libro appassionante con i suoi amici Tom Sawer e Joe Harper. La storia di Huck inizia dalla fuga dal padre in zattera lungo il Mississippi con l'amico di colore Jim ,fino al rico ...continua

    Huckelberry finn è un libro appassionante con i suoi amici Tom Sawer e Joe Harper. La storia di Huck inizia dalla fuga dal padre in zattera lungo il Mississippi con l'amico di colore Jim ,fino al ricongiungimento con Tom,suo vecchio amico attraverso numerose avventure.leggendo questo libro ho anche imparato ,attraverso il personaggio di Jim,un po' della orribile situazione delle persone di colore ritenute schiavi e sottomessi alla volontà dei signori bianchi. ALESSANDRO GIUSSANI

    ha scritto il 

  • 5

    "Sulla zattera ti senti libero, tranquillo e felice"

    "Ci siamo detti che non c'era una casa migliore della zattera, dopo tutto. Tutti gli altri posti sono così stretti e chiusi, ma la zattera no. Sulla zattera ti senti libero, tranquillo e felice."
    Bell ...continua

    "Ci siamo detti che non c'era una casa migliore della zattera, dopo tutto. Tutti gli altri posti sono così stretti e chiusi, ma la zattera no. Sulla zattera ti senti libero, tranquillo e felice."
    Bellissima favola di Mark Twain che prosegue, migliorandola, la storia narrata nelle "Avventure di Tom Sawyer".
    Il grande protagonista dell'opera è il Mississippi, leggendario fiume (in certi punti largo più di un miglio e mezzo) in cui la zattera di Huck e Jim scorre libera e felice, rendendo simpatici anche i farabutti che i nostri incontrano lungo il viaggio.
    Un tuffo nel sud degli Stati Uniti al tempo dello schiavismo, trattato come un fatto normale, ma lasciando trasparire anche un senso di umanità illuminata che forse servirebbe anche oggi.
    Libero, tranquillo e felice: così si sente anche il lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain

    LIBRO DEL MESE DI MAGGIO 2014

    SINOSSI
    "Tutta la letteratura americana moderna viene da un libro di Mark Twain che si intitola "Huckleberry Finn". È il miglior libro che possediamo. Non c'era niente pr ...continua

    LIBRO DEL MESE DI MAGGIO 2014

    SINOSSI
    "Tutta la letteratura americana moderna viene da un libro di Mark Twain che si intitola "Huckleberry Finn". È il miglior libro che possediamo. Non c'era niente prima. E non c'è stato niente di altrettanto buono, dopo". Tale la perentoria, concisa affermazione di Ernest Hemingway, che riconosce allo scrittore il merito di segnare con estrema forza e chiarezza - proprio attraverso la straordinaria logorrea gergale del protagonista di questo romanzo sarcastico, irriverente e tenero al tempo stesso - il passaggio dalla cultura semi-coloniale della Nuova Inghilterra a una nuova, autonoma cultura americana, influenzando intere generazioni di scrittori. Questa nuova traduzione del capolavoro di Twain ricrea in italiano il linguaggio affabulatorio e coloritissimo, irto di espressioni gergali del protagonista. Accuratamente integrale, è stata condotta sull'edizione americana del romanzo e non su quella inglese (apparsa un anno prima), monca di alcuni episodi, fra cui quello, magistrale, del barile fantasma che galleggia sul Mississippi.

    RECENSIONE
    Nonostante gli sforzi di Miss Watson e della vedova Douglas, Huck Finn non riesce proprio ad abituarsi all'idea di andare a scuola e di diventare un ragazzo civile, istruito e ben educato. Inoltre, l'improvviso ritorno del padre, sempre ubriaco e violento, lo spinge a prendere una decisione definitiva: inscenare la propria morte e fuggire, su una zattera, lungo il corso del fiume Mississippi. Tuttavia, questo estremo tentativo di tornare ad una vita spensierata, a contatto con la natura, priva di qualunque regola e vincolo sociale o affettivo, si rivelerà un lungo percorso d'iniziazione per il giovane Huck, il quale imparerà a distinguere il bene e il male; e arriverà a comprendere, pur tra mille difficoltà, valori quali la solidarietà e l'uguaglianza tra gli uomini. Il protagonista silenzioso di questo romanzo è il grande fiume Mississippi. Navigarne le acque assomiglia ad ascoltare il battito della terra, a volte lento, profondo, placido, altre impetuoso e sconvolgente. Dal fiume sembra dipendere l'esistenza di ogni essere, compreso l'uomo. Il fiume diventa il punto d'origine e la fine di ogni cosa: dona la vita e governa le giornate dei villaggi che si adagiano sulle sue rive, dall’altra parte porta con sé la salma del padre di Huck e quella del giovane Buck. Le avventure di Huckleberry Finn è considerato il seguito anomalo di "Le avventure di Tom Sawyer", precedente di una decina di anni. Twain però fa qualcosa di più. Va oltre il semplice racconto delle marachelle di un gruppo di giovani monelli: dipinge un’era, tratteggia un popolo. L'America selvaggia dei pionieri sta volgendo al termine, si sta formando una nazione nuova, che ha reciso definitivamente il cordone ombelicale dalla "mamma Europa". La storia degli Stati Uniti muove da qui, da questi due pilastri: sul piano politico, economico e sociale la definitiva soppressione della schiavitù, cui Twain sembra far riferimento attraverso la vicenda del vecchio Jim; sul piano culturale "Le avventure di Huckleberry Finn", nel quale Twain propone una lingua scorbutica, imprescindibile per tutti coloro che verranno dopo.

    RECENSIONE A CURA DI PORTHOSEARAMIS

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Se la rilettura di Tom Sawyer non mi aveva riservato grandi sorprese rispetto a quello che ricordavo delle letture da bambina, questo Huckleberry Finn è davvero una miniera preziosa.
    Intanto Huck è pi ...continua

    Se la rilettura di Tom Sawyer non mi aveva riservato grandi sorprese rispetto a quello che ricordavo delle letture da bambina, questo Huckleberry Finn è davvero una miniera preziosa.
    Intanto Huck è più simpatico di Tom e non perché in fondo Tom è un uomo ( un ragazzo?) d'ordine mentre Huck è davvero fuori dalle convenzioni, un perfetto dropout felice della sua condizione.
    Huck è più simpatico perché è più curioso della realtà e anche dalla sua condizione di reietto della società è capace di giudicare lucidamente gli imbroglioni e gli inaffidabili, i meritevoli di pietà e quelli a cui fare tutt'al più uno sberleffo.
    Decide di salvare il nero Jim ed aiutarlo ad affrancarsi dalla schiavitù anche se sa di compiere una " cattiva azione " ( " Che ti ha fatto di male la povera signorina Watson, che tu vedi il suo nero che scappa sotto i tuoi occhi e non dici una parola?") ; decide di stare al gioco e sopportare quello strano duo di fanfaroni che sono il re e il duca perché in fondo lo divertono e rendono la fuga lungo il fiume con Jim più emozionante, ma quando li scopre capaci di rubare l'eredità a tre ragazze orfane, si indigna e non esita ad abbandonarli al loro destino.

    Nel tratteggiare il personaggio di Tom, Twain qualche volta inciampa; gli attribuisce un eccesso di pedanteria nel seguire le regole, fossero anche quelle dei libri di avventure che ha letto, e poi non sa decidersi su che età abbia. Tom perde i denti davanti - quindi ha circa 6 anni ?- però è poi capace di pensieri romantici riguardo a Becky e dimostra una conoscenza del mondo - anche se per lo più libresca o riferita - che va ben oltre i 6 anni.
    Con Huck invece la mano di Twain è felicissima e questo misto di candore e capacità di arrangiarsi, di bugie fantasiose accanto ad una etica e un senso dell'onore tutti personali ne fanno un personaggio indimenticabile.
    Come già ha detto qualcuno, il giovane Holden viene da lì.

    Ps Una ulteriore nota di merito per la bella traduzione di un testo decisamente non facile, ricco come è di codici linguistici diversi (i diversi dialetti che i personaggi usano). Un esempio fra tutti la parlata del nero Jim che rappresentava una bella sfida e che Culicchia ha scelto di rendere senza appoggiarsi ad un dialetto già esistente ma costruendone uno nuovo, ricco di vivacità e di humour e perfettamente credibile.

    ha scritto il 

  • 2

    Ok, forse il fatto di non essere più una bambina influisce sul mio giudizio. Sinceramente come romanzo poteva anche andare, finché non è comparso Tom Sawyer. Irritante come solo un bambino stupido e s ...continua

    Ok, forse il fatto di non essere più una bambina influisce sul mio giudizio. Sinceramente come romanzo poteva anche andare, finché non è comparso Tom Sawyer. Irritante come solo un bambino stupido e saccente sa essere.

    ha scritto il 

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