Le avventure di Huckleberry Finn

Classici dell'avventura, 12

Di

Editore: RCS Quotidiani - Corriere della sera

4.1
(2782)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Tedesco , Francese , Ceco , Greco , Danese , Portoghese , Chi tradizionale , Svedese , Polacco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emily Cook ; Postfazione: Antonio Faeti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio , Cofanetto , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
La vedova Douglas ci prova in tutti i modi a insegnargli le buone maniere, ma Huck non ci sta a diventare un damerino. Perché dovrebbe, se può scegliere di vivere a bordo di una casa galleggiante in compagnia del suo amico Jim?
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  • 5

    Letto quasi tutto di filata

    Come già segnalato, bisogna prestare molta attenzione alla traduzione perché uno degli obiettivi del testo in lingua originale, è quello di rendere la storia ancora più coinvolgente anche nel tipo di ...continua

    Come già segnalato, bisogna prestare molta attenzione alla traduzione perché uno degli obiettivi del testo in lingua originale, è quello di rendere la storia ancora più coinvolgente anche nel tipo di scrittura utilizzato.
    Decisamente molto più avvincente la prima parte. Tutta la parte centrale perde un po' della sua essenza finendo per essere un po' troppo descrittiva e facendo venir meno quel senso di immersione nella storia.
    Si riprende nel finale e, pur essendo una lettura quasi adolescenziale, lascia comunque intendere che ci sono altri messaggi anche più maturi a svariati livelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottima la traduzione di Culicchia

    Ottima la traduzione di Culicchia, che ha messo in evidenza il vero punto di forza di questo capolavoro della letteratura: Twain ha saputo creare per la prima volta un linguaggio di strada, lontano da ...continua

    Ottima la traduzione di Culicchia, che ha messo in evidenza il vero punto di forza di questo capolavoro della letteratura: Twain ha saputo creare per la prima volta un linguaggio di strada, lontano dai canoni classici e per questo "autentico". In molti ancora oggi ci provano. Ma provate a leggere libri scritti in prima persona con protagonisti bambini/ragazzi: spesso parlano meglio di un uomo con dieci lauree. Twain, nel 1884, ha saputo essere più moderno della maggior parte degli scrittori di oggi.

    ha scritto il 

  • 4

    noi, soli lungo il fiume

    innocenza, libertà , amicizia, imbrogli, alla fine la perdita dei pregiudizi. Molto americano, Grande, ed efficace, capacità di riprodurre linguaggi diversi, Divertente anche. E poi Twain mi è sempre ...continua

    innocenza, libertà , amicizia, imbrogli, alla fine la perdita dei pregiudizi. Molto americano, Grande, ed efficace, capacità di riprodurre linguaggi diversi, Divertente anche. E poi Twain mi è sempre piaciuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo libro su libertà ed amicizia, al di là delle convenzioni sociali :)

    Se vi va, ne parlo più a lungo qui: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2016/09/20/ilclassicodelmese-huckleberry- ...continua

    Un bellissimo libro su libertà ed amicizia, al di là delle convenzioni sociali :)

    Se vi va, ne parlo più a lungo qui: https://perseinunbuonlibro.wordpress.com/2016/09/20/ilclassicodelmese-huckleberry-finn/

    ha scritto il 

  • 4

    Twain non ripete

    Il fiume è sempre quello: il grande Mississippi, a cui si aggiunge quel Sud rurale in cui la penna di Twain mi aveva già fatto immergere con le avventure di Tom Sawyer. Il protagonista diventa Huck, l ...continua

    Il fiume è sempre quello: il grande Mississippi, a cui si aggiunge quel Sud rurale in cui la penna di Twain mi aveva già fatto immergere con le avventure di Tom Sawyer. Il protagonista diventa Huck, l'amico di Tom.
    Con queste premesse non sembrerebbero esserci le fondamenta necessarie a vivere un'altra lettura avvincente e invece, fin dalla prima riga, ci si accorge subito di quanto l'aria sia cambiata.
    Lo stile è completamente diverso. Se Tom Sawyer è visto e descritto con gli occhi del narratore, Huck Finn si presenta e ci parla in prima persona. Le avventure sono il suo diario, scritto con le sue parole.
    Lo sguardo che si apre fa riflettere sulla situazione della schiavitù, non affrontata direttamente ma descritta per quello che era, senza alcuna retorica e per questo estremamente più efficace.
    Twain riesce a mantenere il linguaggio di Huck fino alla fine e questo toglie al libro quei momenti di scrittura "adulta", che possiamo ritrovare nelle avventure di Tom Sawyer.
    Twain non ripete, non si adagia e va oltre, rompe gli schemi dimostrando il talento non comune della sua penna.

    ha scritto il 

  • 5

    E' una bellissima lettura in cui l'A. pone le basi del linguaggio letterario del romanzo americano del Novecento. In Huckleberry Finn c’è l’America con il suo fiume, la sua gente, i suoi problemi e la ...continua

    E' una bellissima lettura in cui l'A. pone le basi del linguaggio letterario del romanzo americano del Novecento. In Huckleberry Finn c’è l’America con il suo fiume, la sua gente, i suoi problemi e la sua storia, ed anche tanta, tanta letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ma succede sempre così: non ha importanza se ti comporti bene o male. La coscienza non ha buonsenso e ti si rivolta semrpe contro, in qualunque caso. [...] La coscienza si piglia più spazio di tutti ...continua

    "Ma succede sempre così: non ha importanza se ti comporti bene o male. La coscienza non ha buonsenso e ti si rivolta semrpe contro, in qualunque caso. [...] La coscienza si piglia più spazio di tutti gli organi vitali, eppure non serve a un cacchio. Lo dice pure Tom Sawyer."

    ha scritto il 

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