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Le avventure di Huckleberry Finn

By Mark Twain

(1560)

| Others | 9788807821776

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Book Description

"'Le avventure di Huckleberry Finn' era una delle letture preferite diHemingway, "che citava sempre Mark Twain tra i suoi autori fondamentali: e nona caso, naturalmente, visto che fin dai suoi esordi anche l'autore di 'Fiesta'lavorò molto duramente per riuscire a ricreare sulla pagiContinue

"'Le avventure di Huckleberry Finn' era una delle letture preferite diHemingway, "che citava sempre Mark Twain tra i suoi autori fondamentali: e nona caso, naturalmente, visto che fin dai suoi esordi anche l'autore di 'Fiesta'lavorò molto duramente per riuscire a ricreare sulla pagina la lingua dellastrada, cosa per cui venne assai criticato. Molti, tra cui Joyce Carol Oates,considerano 'Le avventure di Huckleberry Finn' 'Il Grande Romanzo Americano”.Altri, come Thomas Stearns Eliot, lo considerano l'unico vero capolavoro diMark Twain. Di sicuro 'Le avventure di Huckleberry Finn' è un romanzo-mondo,scritto superbamente, e divertentissimo." (dall'introduzione di GiuseppeCulicchia)

9 Reviews

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  • 8 people find this helpful

    Chi cerchi di trovare uno scopo in questa narrazione sarà perseguito a termini di legge

    Huckleberry e’ la parola inglese/americana attribuita al mirtillo, un arbusto selvatico che cresce nelle macchie fitte dei boschi, e che ben si coniuga al carattere “selvatico” del personaggio descritto da Twain, in una storia che descrive un’America “on the road”, anzi “on the river”. Un omaggio al ... (continue)

    Huckleberry e’ la parola inglese/americana attribuita al mirtillo, un arbusto selvatico che cresce nelle macchie fitte dei boschi, e che ben si coniuga al carattere “selvatico” del personaggio descritto da Twain, in una storia che descrive un’America “on the road”, anzi “on the river”. Un omaggio alla ricerca della libertà intesa come fuga da ogni tipo di schiavitú, quella dai canoni civilizzati cosí come quella dalla schiavitú, in un periodo in cui le relazioni tra bianchi e neri erano ben lontane dal risolversi. Ed il messaggio e’ ancor piú forte perché Huckleberry Finn non viene da una famiglia moderna, ma é figlio di un padre ubriacone che lo picchia e di una madre di cui non si hanno notizie. Twain fa fare ad Huck quello che nessun ragazzino avrebbe potuto fare, aiuta Jim a liberarsi della schiavitù prima ancora che l’America si sia accorta di avere milioni di persone tenute in schiavitù e prima ancora di sentire l’esigenza di liberarle per finalmente considerarle persone degne della libertà. Mark Twain ha descritto senza incertezze un Jim buono, profondamente amato, amante della libertà e della vita. Accanto a lui Huck vive un conflitto morale tra i valori ricevuti dalla società in cui vive e la personale amicizia ed ammirazione. Una doppia profondità di lettura, che mantiene da un lato la vivacità delle avventure tragicomiche, ma dall’altro espone le dure condizioni di vita di schiavi e appartenenti ai ceti meno abbienti, che sul finire dell’ottocento sembrano uno strano mondo popolato unicamente da pregiudizi, credenze, facilonerie, truffe e stregonerie di ogni genere.
    Giro l’ultima pagina e sapere Huck tornato a casa mi allieta e dispiace al contempo, perché un ragazzo come lui, vagabondo di natura, sempre in cerca di guai ed avventure, non può avere una fissa dimora. Ma Twain scrive la parola fine a queste vicende senza concluderle realmente, lasciando una porta aperta alla fantasia.
    «Chi cerchi di trovare uno scopo in questa narrazione sarà perseguito a termini di legge; chi cerchi di trovare una morale verrà bandito;chi di trovare un intreccio fucilato» Questo é Mark Twain, un autore che si permetteva dell'ironia anche in merito alle origini cristiane degli Stati Uniti dicendo «Anche l'Inferno ha origini cristiane».

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    Valerio said on Feb 11, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    La scusa è stata quella di leggerlo ai miei figli. In realtà sono ancora troppo piccoli per apprezzare pienamente. E quindi me lo sono letto solo per me, ancora una volta, con un gran piacere e in uno stato di grazia.
    Un grande Twain in forma strepitosa.

    " (...) La vita sulla zattera è bellissim ... (continue)

    La scusa è stata quella di leggerlo ai miei figli. In realtà sono ancora troppo piccoli per apprezzare pienamente. E quindi me lo sono letto solo per me, ancora una volta, con un gran piacere e in uno stato di grazia.
    Un grande Twain in forma strepitosa.

    " (...) La vita sulla zattera è bellissima. Sopra di noi ci avevamo il cielo tutto pieno di stelle, e ci mettevamo sdraiati sulla schiena a guardarle, e discutevamo se erano state fatte o erano venute fuori da sole - e Jim diceva che erano state fatte, ma per me erano venute fuori da sole, perchè erano così tante che chissà da quanto tempo ci voleva a farle tutte. Jim diceva che poteva averle deposte la luna, come fa una gallina colle uova; beh, questo mi è sembrato ragionevole, e non ho detto niente perchè una volta ho visto una rana deporre tante di quelle uova che naturalmente poteva essere possibile anche per le stelle. Guardavamo anche le stelle cadenti, e le seguivamo quando cascavano giù. Jim diceva che quelle non erano più buone e le avevano buttate fuori dalla covata. "

    Grazie Huckleberry Finn per oggi e per sempre.

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    Augustina said on Feb 3, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    remember remember my name...Fame!

    Mi ha fatto venire in mente una vecchia puntata di saranno famosi(su, chi non ha mai visto Fame?!) nella quale l’insegnante decide di mettere in scena un musical ispirato a Huckleberry Finn. Immediata la reazione degli studenti blacks più radical, contrari per via dell’immagine dequalificante dei ne ... (continue)

    Mi ha fatto venire in mente una vecchia puntata di saranno famosi(su, chi non ha mai visto Fame?!) nella quale l’insegnante decide di mettere in scena un musical ispirato a Huckleberry Finn. Immediata la reazione degli studenti blacks più radical, contrari per via dell’immagine dequalificante dei neri che trasmette il personaggio di Jim, zio tom bonario e stupidotto. Il povero Leroy si trova diviso tra l’appartenenza di classe e il richiamo dell’arte.
    Alla fine la prof fa capire alle teste matte che la prospettiva di eliminare tutti i testi che anche soltanto urtano la nostra sensibilità, porterebbe a un gran bel falò! Insomma basta usare un po’ di buon senso, come quello che non manca a Huck.

    Impossibile non fare un confronto tra quest’ultimo e il suo sodale Tom sawyer.
    Entrambi monnellacci, ma mentre il secondo ha sulle spalle una solida formazione borghese, che rifugge nel presente ma che lo tiene al sicuro per l’avvenire, il secondo è un vero hipster randagio.

    I tentativi fatti per civilizzarlo, sia in questo libro che nel primo, con lui non hanno funzionato, e rimane uccel di bosco. Ma nonostante la mancanza di educazione e di punti di riferimento, malgrado i pregiudizi che assorbe dall’ambiente che lo circonda, questo buon selvaggio riesce sempre a fare la scelta giusta.

    Come quando decide di aiutare Jim a fuggire dagli stati confederati, nonostante sappia che liberare uno schiavo significa commettere un atto contro la legge e contro dio (secondo l’ottica sudista!). Le sue decisioni più importanti sono frutto esclusivamente di sentimenti spontanei e del suo buon senso autodidatta (o come lo chiama lui ‘farsi una bella pensata’).Come a dire che possiamo essere di costituzione migliore di come veniamo descritti!

    P.S per far bella figura in società:ogni introduzione non manca di sottolineare quanto il linguaggio e lo stile usato in questo libro abbiano influenzato la letteratura USA a seguire eccecc . !

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    Edoardo Frigidaire said on Jan 12, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Scrittura magistrale, originalissimo (per l'epoca), ma la parte centrale mi ha un poco annoiata e nell'insieme ho un po' faticato a finirlo. Comunque sono molto contenta di averlo letto, a circa 40 anni di distanza da "Tom Sawer", che mi aveva incantata.

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    *_Neverland_* said on Feb 8, 2012 about the Hardcover edition | Add your feedback

  • Avrei dovuto leggerlo molto tempo prima! Di gran lunga migliore delle avventure di Tom Sawyer a mio modesto parere. Ora scusatemi, ma mi è venuta voglia di prendere il largo con una zattera.

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    Acquamarine said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

  • Decisi che me ne sarei andato per i boschi con il fucile e delle lenze, senza fissarmi in nessun posto, ma vagabondando per il paese, principalmente di notte e cacciando o pescando per vivere, fino ad arrivare tanto lontano che ne il babbo ne la vedova...

    mi potessero più trovare."
    Libro divertentissimo, uno scorcio di un'america molto lontana in cui era ancora in auge la pratica della schiavitù.
    Huck Finn e le sue avventure sono un romanzo riuscito e splendido.
    Si legge velocemente e volentieri.
    Buona lettura!

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    K. Jac. said on Jan 19, 2012 | Add your feedback

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