Le bambine dell'Avana non hanno paura di niente

Di

Editore: Il Saggiatore

3.9
(70)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842813427 | Isbn-13: 9788842813422 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 2

    Era una vita che volevo leggere questo libro e finalmente l'ho fatto, prendendo come "scusa" la mia recente vacanza a Cuba.
    All'inizio l'ho trovato senza infamia e senza lode, con alcune informazioni ...continua

    Era una vita che volevo leggere questo libro e finalmente l'ho fatto, prendendo come "scusa" la mia recente vacanza a Cuba.
    All'inizio l'ho trovato senza infamia e senza lode, con alcune informazioni interessanti ma con biografie a volte anche noiose e confuse (la seconda in particolar modo...).
    Sul finire però si è fatto insopportabilmente ed esageratamente filocastrista e antistatunitense. E, intendiamoci, non che io sia a prescindere a favore degli Stati Uniti o che ce l'abbia a morte con Castro (che, anzi, per il poco che ne so mi sta pure simpatico...) ma quando per difendere l'uno e condannare gli altri si fanno ragionamenti a cavolo e si giunge ad appoggiare qualsiasi diceria e teoria complottista che si è sentita in giro... no, mi dispiace ma no. E ho trovato la cosa tanto più grave in quanto Bianca Pitzorno è una scrittrice per l'infanzia, ed è verosimile pensare che una buona parte dei lettori di questo libro possano essere preadolescenti e adolescenti, categorie più influenzabili e "manipolabili".
    Insomma, una grandissima delusione da uno dei miti assoluti della mia infanzia.

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero una bella sorpresa: mi son ritrovata in mano questo libro per caso e l'ho letto in un periodo in cui Cuba e in generale i Paesi dell'America centro-meridionale erano l'ultimo dei miei interess ...continua

    Davvero una bella sorpresa: mi son ritrovata in mano questo libro per caso e l'ho letto in un periodo in cui Cuba e in generale i Paesi dell'America centro-meridionale erano l'ultimo dei miei interessi, eppure mi ha catturata subito e l'ho divorato nel giro di pochi giorni. Interessantissime le tre biografie (le ultime due anche molto divertenti) e ben scritti, appassionati e ben documentati i capitoli di collegamento della Pitzorno. Mi resta ora un gran desiderio di visitare quest'isola meravigliosa piena di bambini coraggiosi!

    ha scritto il 

  • 4

    Saggio, documento, pagine di poesia, narrazione: tutto in questo bellissimo libro della Pitzorno che riesce a restituire l'andamento di una Cuba che è costantemente risorta dalle proprie ceneri ...continua

    Saggio, documento, pagine di poesia, narrazione: tutto in questo bellissimo libro della Pitzorno che riesce a restituire l'andamento di una Cuba che è costantemente risorta dalle proprie ceneri

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Questo libro è un ibrido tra un saggio, un romanzo biografico e una cronologia ragionata della storia di Cuba. Tre bambine cubane, di tre epoche storiche diverse, attraverso la loro biografia narrano ...continua

    Questo libro è un ibrido tra un saggio, un romanzo biografico e una cronologia ragionata della storia di Cuba. Tre bambine cubane, di tre epoche storiche diverse, attraverso la loro biografia narrano non solo di sé, ma anche della società in cui vivevano: Mercedes de Merlin (nata nel 1789), Reneé Méndez Capote (nata nel 1901) e Soledad Cruz Guerra (nel 1952).
    Ogni biografia è preceduta da un breve riepilogo storico del periodo che si andrà ad incontrare, ed è poi seguita da un sunto della vita successiva all'infanzia.

    Mercedes de Merlin apparteneva alla nobiltà spagnola che governava Cuba. Visse un'infanzia dorata ma lontana dai genitori. Cresciuta dalla bisnonna Mamita, conoscerà il padre all'età di 8 anni, e la madre di 12.

    "Ricordo quanto avessi in orrore la schiavitù e, cosa che apparirà sorprendente, quanto a otto anni sentissi già che la distanza immensa tra il padrone e lo schiavo non era naturale; c'era qualcosa di violento, di forzato, di mostruoso in quel dominio."

    Reneé Méndez Capote era figlia di un indipendentista cubano. Ebbe un'infanzia travagliata, seguendo le alterne vicende politiche di Cuba e quindi del padre, tra New York e L'Avana.

    "La politica aveva attraversato la nostra infanzia come un ciclone che lascia dietro a sé una valle di lacrime, come un avvenimento inspiegabile che porta alla prigionia dei bambini, allo sradicamento, al freddo."

    Soledad Cruz Guerra, non è propriamente una "bambina dell'Avana", ci andrà a vivere da adulta. L'infanzia la trascorre nella provincia contadina di Camagüey, durante gli anni della Rivoluzione castrista.

    "A me sembrava molto bello che le donne marciassero, perché raddrizzavano la schiena e gli si cancellava ogni stanchezza dal viso. Mamma diceva che era perché cominciavano a rendersi conto che potevano fare cose diverse da quelle che avevano fatto sempre."

    Ho apprezzato questo libro, sia per la forma diversa dal solito romanzo o saggio, sia per avermi fatto conoscere meglio la storia di Cuba.
    La biografia che ho preferito è stata quella di Reneé: molto calda, saggia e con alcuni considerazioni ancora molto attuali, come la politica e l'educazione dei figli, che ho proprio condiviso.

    Non ho molto gradito la quarta parte, in cui la Pitzorno fa considerazioni sulla presunta superiorità di Cuba rispetto agli Usa, all'America Latina e all'Europa. Io rifuggo tutti gli -ismi, penso che la verità non l'abbia in tasca nessuno, e anche che sicuramente c'è stata molta ingerenza degli Usa nella storia di questo Paese, come in tanti altri. Ma tentare di indottrinare gli altri non è il mezzo migliore: non è tutto o bianco o nero. E non credo nemmeno che tutti i problemi di Cuba abbiano solo cause esterne.
    Il libro si ferma al 2006, quindi non racconta la malattia di Fidel Castro e la successione del fratello Raul.

    ha scritto il 

  • 5

    Del 2006.
    Inaspettato libro della Pitzorno, che ci spiega la storia di Cuba e ci parla di un mondo che potrebbe essere migliore. Delle 3 autobiografie, la prima è la più tebole (troppo compiaciuta di ...continua

    Del 2006.
    Inaspettato libro della Pitzorno, che ci spiega la storia di Cuba e ci parla di un mondo che potrebbe essere migliore. Delle 3 autobiografie, la prima è la più tebole (troppo compiaciuta di sé stessa) e la seconda è la più bella (commuovente e spiritosa), mentre la terza è bella ma con troppi inserti di realismo magico. Infine, la cosa, potentissima, della Pitzorno.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che in realta' e' un documento. Ti apre gli occhi su molti aspetti politici e di vita vissuta. Cuba vista attraverso gli occhi di tre bambine ...percapire la Cuba di Ieri e la Cuba di oggi... ...continua

    Un libro che in realta' e' un documento. Ti apre gli occhi su molti aspetti politici e di vita vissuta. Cuba vista attraverso gli occhi di tre bambine ...percapire la Cuba di Ieri e la Cuba di oggi....il perche' di determinate scelte politiche.

    ha scritto il 

  • 4

    una bianca cubana

    una pitzorno sconosciuta in versione di storica quasi militante. le parti in cui parla in prima persona riassumendo i fatti sono molto incisive. le tre autobiografie sono piacevoli narrazioni che si ...continua

    una pitzorno sconosciuta in versione di storica quasi militante. le parti in cui parla in prima persona riassumendo i fatti sono molto incisive. le tre autobiografie sono piacevoli narrazioni che si apprezzano meglio se si conosce il luogo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa grande autrice di narrativa per l’infanzia ha curato un libro semplice e ambizioso, che vuole narrare gli ultimi 200 anni della storia di Cuba attraverso i ricordi d’infanzia delle sue bambine, ...continua

    Questa grande autrice di narrativa per l’infanzia ha curato un libro semplice e ambizioso, che vuole narrare gli ultimi 200 anni della storia di Cuba attraverso i ricordi d’infanzia delle sue bambine, le cubanitas. Bianca Pitzorno cuce insieme tre memoriali di altrettante donne cubane vissute tra il '700 e il '900, le interviste da lei stessa fatte a una classe di bambine dei giorni nostri, e stralci veri e propri di storia come cornice dei diari. Non essendo una storica, quello che ne esce ha un piacevole taglio giornalistico, sobrio, asciutto ma appassionato, non esente da una profonda partecipazione personale che travolge il lettore, coinvolgendolo profondamente.
    "Le bambine dell'Avana" risulta essere più profondo, più piacevole e più sincero di un libro di storia; è anche un omaggio pieno di amore ad una terra bellissima e ad un popolo incompreso; e disvela alcune realtà che in Italia e nell'Occidente in generale ci si ostina a non voler vedere...

    ha scritto il 

  • 3

    a tratti scorre un po' lento e faticoso. Comunque ben scritto e molto, molto interessante anche se piuttosto di parte. Fa venire voglia di andare a Cuba!!

    ha scritto il 

  • 3

    Un importante documento, anche se pesante

    Questo di Bianca Pitzorno non è uno dei deliziosi romanzi a cui siamo abituati, bensì un saggio sulla storia di Cuba vista attraverso gli occhi di bambine cubane di diversi periodi. Queste bambine di ...continua

    Questo di Bianca Pitzorno non è uno dei deliziosi romanzi a cui siamo abituati, bensì un saggio sulla storia di Cuba vista attraverso gli occhi di bambine cubane di diversi periodi. Queste bambine diventeranno poi donne importanti nella storia del Paese.

    Trovo questo libro un documento importante per chi da Cuba è ben lontano ed ne ignora la storia raccontata non dai media ma dagli stessi abitanti.

    Come tutti i saggi è pesante, sembra che non finisca mai.

    Consiglio la lettura di questo libro abbinata ai film sulla rivoluzione cubana che in questo periodo fanno al cinema - rendono il tutto un po' più chiaro e stimolante.

    ha scritto il 

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