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Le bambine dell'Avana non hanno paura di niente

Di

Editore: Il Saggiatore

3.9
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842813427 | Isbn-13: 9788842813422 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Children , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Questo libro è un ibrido tra un saggio, un romanzo biografico e una cronologia ragionata della storia di Cuba. Tre bambine cubane, di tre epoche storiche diverse, attraverso la loro biografia ...continua

    Questo libro è un ibrido tra un saggio, un romanzo biografico e una cronologia ragionata della storia di Cuba. Tre bambine cubane, di tre epoche storiche diverse, attraverso la loro biografia narrano non solo di sé, ma anche della società in cui vivevano: Mercedes de Merlin (nata nel 1789), Reneé Méndez Capote (nata nel 1901) e Soledad Cruz Guerra (nel 1952). Ogni biografia è preceduta da un breve riepilogo storico del periodo che si andrà ad incontrare, ed è poi seguita da un sunto della vita successiva all'infanzia.

    Mercedes de Merlin apparteneva alla nobiltà spagnola che governava Cuba. Visse un'infanzia dorata ma lontana dai genitori. Cresciuta dalla bisnonna Mamita, conoscerà il padre all'età di 8 anni, e la madre di 12.

    "Ricordo quanto avessi in orrore la schiavitù e, cosa che apparirà sorprendente, quanto a otto anni sentissi già che la distanza immensa tra il padrone e lo schiavo non era naturale; c'era qualcosa di violento, di forzato, di mostruoso in quel dominio."

    Reneé Méndez Capote era figlia di un indipendentista cubano. Ebbe un'infanzia travagliata, seguendo le alterne vicende politiche di Cuba e quindi del padre, tra New York e L'Avana.

    "La politica aveva attraversato la nostra infanzia come un ciclone che lascia dietro a sé una valle di lacrime, come un avvenimento inspiegabile che porta alla prigionia dei bambini, allo sradicamento, al freddo."

    Soledad Cruz Guerra, non è propriamente una "bambina dell'Avana", ci andrà a vivere da adulta. L'infanzia la trascorre nella provincia contadina di Camagüey, durante gli anni della Rivoluzione castrista.

    "A me sembrava molto bello che le donne marciassero, perché raddrizzavano la schiena e gli si cancellava ogni stanchezza dal viso. Mamma diceva che era perché cominciavano a rendersi conto che potevano fare cose diverse da quelle che avevano fatto sempre."

    Ho apprezzato questo libro, sia per la forma diversa dal solito romanzo o saggio, sia per avermi fatto conoscere meglio la storia di Cuba. La biografia che ho preferito è stata quella di Reneé: molto calda, saggia e con alcuni considerazioni ancora molto attuali, come la politica e l'educazione dei figli, che ho proprio condiviso.

    Non ho molto gradito la quarta parte, in cui la Pitzorno fa considerazioni sulla presunta superiorità di Cuba rispetto agli Usa, all'America Latina e all'Europa. Io rifuggo tutti gli -ismi, penso che la verità non l'abbia in tasca nessuno, e anche che sicuramente c'è stata molta ingerenza degli Usa nella storia di questo Paese, come in tanti altri. Ma tentare di indottrinare gli altri non è il mezzo migliore: non è tutto o bianco o nero. E non credo nemmeno che tutti i problemi di Cuba abbiano solo cause esterne. Il libro si ferma al 2006, quindi non racconta la malattia di Fidel Castro e la successione del fratello Raul.

    ha scritto il 

  • 5

    Del 2006. Inaspettato libro della Pitzorno, che ci spiega la storia di Cuba e ci parla di un mondo che potrebbe essere migliore. Delle 3 autobiografie, la prima è la più tebole (troppo compiaciuta ...continua

    Del 2006. Inaspettato libro della Pitzorno, che ci spiega la storia di Cuba e ci parla di un mondo che potrebbe essere migliore. Delle 3 autobiografie, la prima è la più tebole (troppo compiaciuta di sé stessa) e la seconda è la più bella (commuovente e spiritosa), mentre la terza è bella ma con troppi inserti di realismo magico. Infine, la cosa, potentissima, della Pitzorno.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che in realta' e' un documento. Ti apre gli occhi su molti aspetti politici e di vita vissuta. Cuba vista attraverso gli occhi di tre bambine ...percapire la Cuba di Ieri e la Cuba di ...continua

    Un libro che in realta' e' un documento. Ti apre gli occhi su molti aspetti politici e di vita vissuta. Cuba vista attraverso gli occhi di tre bambine ...percapire la Cuba di Ieri e la Cuba di oggi....il perche' di determinate scelte politiche.

    ha scritto il 

  • 4

    una bianca cubana

    una pitzorno sconosciuta in versione di storica quasi militante. le parti in cui parla in prima persona riassumendo i fatti sono molto incisive. le tre autobiografie sono piacevoli narrazioni che si ...continua

    una pitzorno sconosciuta in versione di storica quasi militante. le parti in cui parla in prima persona riassumendo i fatti sono molto incisive. le tre autobiografie sono piacevoli narrazioni che si apprezzano meglio se si conosce il luogo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa grande autrice di narrativa per l’infanzia ha curato un libro semplice e ambizioso, che vuole narrare gli ultimi 200 anni della storia di Cuba attraverso i ricordi d’infanzia delle sue ...continua

    Questa grande autrice di narrativa per l’infanzia ha curato un libro semplice e ambizioso, che vuole narrare gli ultimi 200 anni della storia di Cuba attraverso i ricordi d’infanzia delle sue bambine, le cubanitas. Bianca Pitzorno cuce insieme tre memoriali di altrettante donne cubane vissute tra il '700 e il '900, le interviste da lei stessa fatte a una classe di bambine dei giorni nostri, e stralci veri e propri di storia come cornice dei diari. Non essendo una storica, quello che ne esce ha un piacevole taglio giornalistico, sobrio, asciutto ma appassionato, non esente da una profonda partecipazione personale che travolge il lettore, coinvolgendolo profondamente. "Le bambine dell'Avana" risulta essere più profondo, più piacevole e più sincero di un libro di storia; è anche un omaggio pieno di amore ad una terra bellissima e ad un popolo incompreso; e disvela alcune realtà che in Italia e nell'Occidente in generale ci si ostina a non voler vedere...

    ha scritto il 

  • 3

    a tratti scorre un po' lento e faticoso. Comunque ben scritto e molto, molto interessante anche se piuttosto di parte. Fa venire voglia di andare a Cuba!!

    ha scritto il 

  • 3

    Un importante documento, anche se pesante

    Questo di Bianca Pitzorno non è uno dei deliziosi romanzi a cui siamo abituati, bensì un saggio sulla storia di Cuba vista attraverso gli occhi di bambine cubane di diversi periodi. Queste bambine ...continua

    Questo di Bianca Pitzorno non è uno dei deliziosi romanzi a cui siamo abituati, bensì un saggio sulla storia di Cuba vista attraverso gli occhi di bambine cubane di diversi periodi. Queste bambine diventeranno poi donne importanti nella storia del Paese.

    Trovo questo libro un documento importante per chi da Cuba è ben lontano ed ne ignora la storia raccontata non dai media ma dagli stessi abitanti.

    Come tutti i saggi è pesante, sembra che non finisca mai.

    Consiglio la lettura di questo libro abbinata ai film sulla rivoluzione cubana che in questo periodo fanno al cinema - rendono il tutto un po' più chiaro e stimolante.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di tre autobiografie femminili che si concentrano sul periodo dell'infanzia e vengono utilizzate come tramite per ricostruire la vita politica e sociale di Cuba durante il XVIII e XIX ...continua

    Raccolta di tre autobiografie femminili che si concentrano sul periodo dell'infanzia e vengono utilizzate come tramite per ricostruire la vita politica e sociale di Cuba durante il XVIII e XIX secolo. Curiosità: una delle tre autrici, Mercedes de Merlin, viene inserita da Bianca Pitzorno nel suo romanzo "La bambinaia francese", nel quale il personaggio rispetta il passato e il carattere della persona realmente esistita.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro che tutti i detrattori della linea politica castrista a Cuba dovrebbero leggere.
    Bianca Pitzorno, che ho avuto la fortuna di conoscere di persona, mi ha trasmesso tutto il suo amore per ...continua

    Il libro che tutti i detrattori della linea politica castrista a Cuba dovrebbero leggere.
    Bianca Pitzorno, che ho avuto la fortuna di conoscere di persona, mi ha trasmesso tutto il suo amore per questa terra colpita ingiustamente dall'arroganza dei soliti...
    ...oltre a tanta voglia di visitarla al più presto!

    ha scritto il 

  • 5

    "Sono sulla strada per Varadero, diretti alla meravigliosa spiaggia dalle ventuno leghe di bianca sabbia finissima, a quel mare cangiante da cui non si riesce a uscire, quasi si fosse trattenuti da ...continua

    "Sono sulla strada per Varadero, diretti alla meravigliosa spiaggia dalle ventuno leghe di bianca sabbia finissima, a quel mare cangiante da cui non si riesce a uscire, quasi si fosse trattenuti da un sortilegio, avvolti dalla magia del primo amore."
    Lo adoro perchè leggendolo ho capito meglio vari aspetti della cultura cubana con cui sono entrata in contatto nel mio viaggio a Cuba, (Havana e Varadero).....ed è vero....quel mare sembra trattenerti con un sortilegio legato al suo colore cangiante....ah....CUBA!!!!

    ha scritto il