Le braci

Di

Editore: CDE

4.1
(5742)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Polacco , Olandese , Portoghese , Sloveno , Ungherese , Greco

Isbn-10: A000149470 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marinella D'Alessandro

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
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  • 4

    Le braci

    Le braci sono ciò che rimane del fuoco della vita. Braci, perchè prive di forza per ardere, ma che il ricordo mantiene calde.
    Questo è il grande messaggio del romanzo, espresso attraverso una vicenda ...continua

    Le braci sono ciò che rimane del fuoco della vita. Braci, perchè prive di forza per ardere, ma che il ricordo mantiene calde.
    Questo è il grande messaggio del romanzo, espresso attraverso una vicenda di amicizia, di amore e di tradimento. Tuttavia la bellezza di quest'opera è, a mio parere, evidente da un altro elemento, ossia dalle piccole riflessioni secondarie che attraversano il racconto, come delle piccole gemme che vengono lasciate durante il cammino del lettore per non perdere la strada, al posto di briciole.
    Un romanzo senza dubbio da leggere e da amare.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono rimasta delusa da questo libro. Forse le aspettative erano troppo alte, ma ammetto che non mi ha lasciato niente. Sono andata avanti nella lettura perché speravo che avesse qualcosa in più da dir ...continua

    Sono rimasta delusa da questo libro. Forse le aspettative erano troppo alte, ma ammetto che non mi ha lasciato niente. Sono andata avanti nella lettura perché speravo che avesse qualcosa in più da dirmi, e invece sono arrivata alla fine con una punta di amarezza e l'ho messo da parte senza rimpianti.

    ha scritto il 

  • 5

    Si trascorre una vita intera preparandosi
    a qualcosa. Prima ci si sente offesi e si vuole vendetta. Poi si attende.
    Il generale non sapeva più a che punto il risentimento e la sete di vendetta si fo ...continua

    Si trascorre una vita intera preparandosi
    a qualcosa. Prima ci si sente offesi e si vuole vendetta. Poi si attende.
    Il generale non sapeva più a che punto il risentimento e la sete di vendetta si fossero trasformati in attesa. Nel corso del tempo tutto si conserva, ma si scolorisce come quelle fotografie di un passato ormai lontano fissate su una lastra di metallo. La luce e il tempo sfumano i tratti più nitidi e spiccati, che a poco a poco scompaiono dalla lastra. Bisogna rigirare l'immagine perché la luce cada da una certa angolazione, per poter individuare, su quella superficie confusa, la persona i cui lineamenti erano riflessi un tempo dal suo specchio.
    Così sbiadiscono nel corso degli anni tutti i ricordi umani. Poi un bel giorno un raggio di luce piove da qualche parte, e allora ritroviamo d'improvviso un volto.
    Il volto dell'amico di una vita: Konrad, l'amico di Henrik, il generale. Krisztina, moglie di Henrik e amante di Konrad.
    Il generale e Konrad furono educati insieme.
    Vennero iscritti al collegio militare dove vivevano come fossero fratelli, ma a volte Henrik, figlio dell'ufficiale della guardia, intuiva con disagio che l'amico gli nascondeva un segreto.
    Konrad era "un uomo diverso" e non era possibile avvicinarsi al suo segreto ponendogli delle domande. Amava la musica e nella musica si rifugiava. Lui era della razza di Chopin, era un essere pieno di riserbo e di orgoglio.
    Ma in fondo all'animo nascondeva un impulso spasmodico: il desiderio di essere diverso da quello che era. E' il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo.
    Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui.
    Ma per Konrad fare il soldato era un mestiere, per Henrik era una vocazione. Quella che per Konrad era una maschera, per lui era il destino. Quindi Henrik non si meravigliò quando Konrad decise di gettar via la maschera.
    Quarantun anni trascorsi senza vedersi, sebbene ogni giorno, ogni istante, ognuno dei due fosse ben consapevole dell'esistenza dell'altro.
    Era stata l'attesa a dare loro la forza di vivere nei decenni trascorsi. Come accade a coloro che passano una vita intera a prepararsi per un unico compito e di colpo arrivano al momento di agire. Konrad sapeva che un giorno sarebbe tornato in quel luogo, nel castello dell'amico e il generale sapeva che un giorno sarebbe giunto quel momento.
    A volte i dettagli hanno grande importanza. In un certo senso fungono da adesivo, fissano la materia essenziale dei ricordi.
    Loro due erano diversi eppure uniti, si completavano a vicenda, erano legati da un'alleanza, da un'intesa, un fatto molto raro tra gli esseri umani.
    Konrad aveva però ucciso qualcosa dentro Henrik, rovinando la sua vita, eppure era rimasto ancora suo amico. E la sera del loro incontro lo stesso Henrik avrebbe ucciso qualcosa dentro di lui, eppure sarebbe rimasto sempre suo amico. Non dimentichiamo che l'amicizia non è soltanto uno stato d'animo ideale, ma una legge umana inflessibile. L'amico può essere ucciso, ma neanche la morte può cancellare l'amicizia nata durante l'infanzia: il suo ricordo continua a vivere nella coscienza degli uomini come quello di un muto atto eroico.
    Sapevano entrambi che si sarebbero incontrati ancora una volta, e che poi sarebbe stata la fine della vita e naturalmente di tutto ciò che le aveva dato un senso, mantenendola in tensione fino a quel momento. Perché un segreto come quello che esisteva fra loro due possedeva una forza singolare.
    Tutto ritorna, le cose e le parole girano in cerchio, talvolta fanno il giro del mondo, poi un bel giorno si incontrano, si riuniscono e il cerchio si chiude.
    Perché le cose non ci accadono così, per caso.
    Gli uomini contribuiscono al loro destino, a determinare certi eventi.
    Il fato non è un evento fortuito né un incidente, ma la conseguenza naturale di circostanze imprevedibili e difficilmente comprensibili.
    Una forza che brucia il tessuto della vita ed il suo segreto, come una brace si arroventa con bagliori foschi, accoglie la sua vittima e la risucchia pian piano, mentre dalla cenere si levano minuscole fiammelle.
    Presto non rimane che un mucchietto di braci lucide e nere.
    Come una radiazione maligna, ma che al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione. Ti costringe a vivere.
    E loro due erano sopravissuti solo, per vivere quel momento. Il momento della verità.
    Tale è la forza della natura umana: essa deve assolutamente ottenere una risposta alla domanda che ha individuato come la più importante. Per questo Konrad era tornato,
    e per questo Henrik lo aveva aspettato. Alla fine tutto diventa così semplice - ciò che è stato e ciò che sarebbe potuto essere. Quelli che un tempo erano dei fatti finiscono per diventare più inconsistenti della polvere e della cenere.
    A poco a poco il dolore si attenua, e anche la collera con gli anni svanisce. Alla fine tutto passa, come passa la vita.
    Poi, un giorno, la verità non sembra più tremendamente importante come durante i decenni di attesa.
    L'uomo comprende il mondo un po' alla volta e poi muore. Scopre le cause nascoste dei fenomeni e delle azioni umane.
    E l'unica cosa che possiamo capire è la realtà. e quando giunge il momento della vendetta e l'attesa è finita, ci si accorge con stupore di quanto sia squallido e inconsistente tutto ciò che possiamo ancora apprendere l'uno dall'altro, confessando o mentendo.
    Il fuoco purificatore del tempo elimina dalla
    memoria ogni traccia di collera.

    ha scritto il 

  • 4

    " Devo conoscere la ragione di quanto accaduto,scoprire cos'è che scava un abisso tra due uomini e dove ha inizio il tradimento.Ecco che cosa mi resta da sapere.E anche quale colpa abbia io in tutto c ...continua

    " Devo conoscere la ragione di quanto accaduto,scoprire cos'è che scava un abisso tra due uomini e dove ha inizio il tradimento.Ecco che cosa mi resta da sapere.E anche quale colpa abbia io in tutto ciò...".

    Lettura intensa e malinconica, da gustare lentamente per assimilare bene ogni riflessione.

    ha scritto il 

  • 4

    Avvincente

    Lettura interessante, coinvolgente ed abbastanza scorrevole. Non mi sento di dare la quinta stella perchè l'ho ritenuto eccessivamente prolisso. In sostanza, credo che almeno il 25% delle pagine potre ...continua

    Lettura interessante, coinvolgente ed abbastanza scorrevole. Non mi sento di dare la quinta stella perchè l'ho ritenuto eccessivamente prolisso. In sostanza, credo che almeno il 25% delle pagine potrebbero essere eliminate. Il monologo del generale è stato rivoltato più volte esprimendo sempre lo stesso concetto in maniera ossessiva. Probabilmente era appunto questa l'intenzione dell'autore del libro e cioè quella di farci percepire attraverso la lettura l'ossessione del protagonista. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    La notte del cuore.

    Un romanzo sul lato oscuro dell’animo umano e sulle passioni che vi si annidano: passioni “ legate al sogno, al desiderio, alla vanità, all’egoismo, alla furia erotica del maschio, alla gelosia, alla ...continua

    Un romanzo sul lato oscuro dell’animo umano e sulle passioni che vi si annidano: passioni “ legate al sogno, al desiderio, alla vanità, all’egoismo, alla furia erotica del maschio, alla gelosia, alla vendetta ”; passioni che per anni si tenta di educare ed addomesticare, ma invano.

    Dunque un romanzo “tormentante” – ma probabilmente la parola più giusta anche in questo caso sarebbe stata “haunting” – perché ci costringe ad interrogarci sul nostro lato oscuro, sulle nostre passioni indomabili e sulla nostra verità, “quella verità diversa che viene occultata dai ruoli, dalle maschere, dalle circostanze della vita”.

    P.S.: è completamente diverso nello stile, ma per certi aspetti – la prevalenza dei pensieri sui fatti, i temi trattati – mi ha ricordato Javier Marìas.

    ha scritto il 

  • 5

    “Non è vero che il destino s'introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per farlo entrare.”

    Questa lettura mi ha riportato alla mente quando ero bambina e mia zia aveva una casa in un paese di montagna limitrofo a dove vivo e trascorrevo da lei le festività di Natale seduta davanti al camino ...continua

    Questa lettura mi ha riportato alla mente quando ero bambina e mia zia aveva una casa in un paese di montagna limitrofo a dove vivo e trascorrevo da lei le festività di Natale seduta davanti al camino a osservare le ultime fiamme spegnersi lentamente.
    Quel fuoco che arde violentemente, che lentamente si consuma e lascia alla fine degli strascichi di fumo è simile alla vita di Henrick, una vita la sua in attesa di una vendetta contro il suo miglior amico Konrad che le ha rubato l’amore di sua moglie Krisztina.
    L’attesa, il desiderio di rivalsa, l’orgoglio ferito, il perdono sono i temi principali, affrontati sotto forma di lungo e lento monologo interiore.
    Le parole di Marai sono raffinate e bellissime, così come bellissima è l’ambientazione, un antico e austero castello avvolto e protetto da un fitto bosco che quasi lo soffoca allo stesso modo in cui la rabbia e il risentimento soffocano il cuore di Heinrick.
    Nel confronto finale tra i due, che mi ha ricordato quello tra i duellanti di Conrad, non c’è un vincitore, solo un’unica certezza: solo i sentimenti danno un senso alla nostra esistenza.
    Un bellissimo gioiello. Ringrazio di cuore Teofano per avermelo fatto conoscere.

    “Sai, si sacrifica volentieri agli dei una parte di felicità, perché' essi sono invidiosi, e se regalano a un comune mortale un anno di felicità, si può essere certi che prenderanno immediatamente nota di quel debito per poi esigere la restituzione alla fine della vita, praticando tassi da usurai.”

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che non mi ha convinto del tutto, avrei voluto votare così: 5 stelle per la scrittura, 2 stelle per la trama.
    Scrittura scorrevole, che permette di leggere in modo agevole pagine e pagine di ...continua

    Un libro che non mi ha convinto del tutto, avrei voluto votare così: 5 stelle per la scrittura, 2 stelle per la trama.
    Scrittura scorrevole, che permette di leggere in modo agevole pagine e pagine di puro monologo. Ma la trama l'ho trovata stantia, ripiegata su stessa e forzatamente malinconica, che tende alla migliore letteratura russa del XIX secolo senza mai purtroppo raggiungerla.
    Peccato.

    ha scritto il 

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