Le braci

Di

Editore: CDE

4.1
(5980)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 181 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Polacco , Olandese , Portoghese , Sloveno , Ungherese , Greco

Isbn-10: A000149470 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marinella D'Alessandro

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l'altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null'altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: "una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione". Tutto converge verso un "duello senza spade" ma ben più crudele. Tra loro, nell'ombra il fantasma di una donna.
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  • 5

    un crescendo di emozioni

    "Non è vero che il destino si introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per invitarlo ad entrare."

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo vive di un respiro narrativo condensato in recupero memorialistico e staticità narrativa. Nulla di nuovo accade se non l’evento che porta a innescare la scena e ciò basta per fa sì che tutt ...continua

    Il romanzo vive di un respiro narrativo condensato in recupero memorialistico e staticità narrativa. Nulla di nuovo accade se non l’evento che porta a innescare la scena e ciò basta per fa sì che tutto accada e che tutto si risolva dopo un’attesa di quarantun anni. Capire ciò che è stato non è affar da trattare, il focus è rappresentato non dagli eventi in sé ma dagli effetti che hanno prodotto. È come assistere ad un duello che non vede né vinto né vincitore. Una patta tremenda ma necessaria.

    Un complotto fallito di una coppia di amanti? Una fuga solitaria? Il peso dell’inganno? La volontà di preservare, per quanto ancora possibile, un’amicizia?

    Henrik e Konrad sono ormai due candele consunte: quanto la loro luce è riuscita a dare? Quanto il loro lento ardere ha prodotto? La metafora è richiamata da un titolo molto esplicito ( "bruciare le candele fino in fondo") che in traduzione si è lasciato cadere per focalizzare l’attenzione sulle braci che rappresentano il residuo delle passioni ormai sopite, il fuoco che divora una verità tanto attesa ma che non serve ormai svelare.
    Konrad aveva lasciato l’amico e sua moglie in modo improvviso, senza preavviso. La sua partenza confermava un tradimento coniugale siglando la sospensione di un’amicizia antica e consolidata, nonché la cristallizzazione del tempo. I due amici continuano la loro esistenza, Krisztina muore dopo otto anni, persi marito e amante per sempre, il mondo, implacabile, muta d’aspetto: la prima guerra mondiale cancella l’impero, modifica i confini, fa tramontare un mondo che non ha più ragione di esistere. È infine in atto la seconda guerra mondiale. La vita è trascorsa, il mondo non le è necessario, l’esistenza è in fondo il nostro universo, è la piega che le facciamo assumere. Il nostro piccolo mondo è contenuto nel cuore, nell’anima, nelle passioni, nelle inclinazioni; a noi il compito di viverle con equilibrio: il cuore segnerà il passo, ciò che rimarrà sarà il sunto della nostra esperienza di vita.
    Romanzo di facile lettura dallo stile limpido e terso, intenso nel contenuto originale e nella struttura, ha richiamato in me, in una estrema sintesi “Quel che resta del giorno” , “Il mondo di ieri” e le belle pagine di Roth .

    ha scritto il 

  • 5

    ho tenuto questo libro in libreria per anni e finalmente l'ho letto... impegnativo, profondo, passionale ... di quei libri che ti catturano e non ti lasciano più.

    ha scritto il 

  • 5

    "Tra noi due, tu sei sempre stato il più colto, il più diligente, il più virtuoso, il più dotato in ogni campo, poiché possedevi anche un talento che tenevi segreto, quello della musica. Tu eri della ...continua

    "Tra noi due, tu sei sempre stato il più colto, il più diligente, il più virtuoso, il più dotato in ogni campo, poiché possedevi anche un talento che tenevi segreto, quello della musica. Tu eri della razza di Chopin, eri cioè un essere pieno di riserbo e di orgoglio. Ma in fondo all'animo nascondevi un impulso spasmodico: il desiderio di essere diverso da quello che eri. e' il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo. Essere diversi da ciò che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano. Giacchè l'unico modo per sopportare la vita è quello di rassegnarci ad essere ciò che siamo ai nostri occhi e quelli del mondo. Dobbiamo accontentarci di essere fatti in un certo modo e sapere che, una volta accettata questa realtà, la vita non ci loderà per la nostra saggezza, nessuno ci conferirà una medaglia al merito solo perché ci siamo rassegnati ad essere vanitosi ed egoisti, o calvi e panciuti - no, in cambio di questa presa di coscienza non otterremo né premi né lodi. Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il nostro carattere, la nostra natura di fondo, con tutti i suoi difetti, il suo egoismo e la sua cupidigia, che non saranno corretti né dall'esperienza né dalla buona volontà. Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l'infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più intollerabile: la superiorità intellettuale o morale di un'altra persona..."

    Alcuni sono soltanto dei libri, altri sono miracoli - questo è un miracolo.

    ha scritto il 

  • 3

    spero che, calato il sipario su questa interminabile notte, i due compari abbiano patito una morte dolorosa lasciando nini libera di correre felice nel mondo (visto che per l'altra è ormai troppo tard ...continua

    spero che, calato il sipario su questa interminabile notte, i due compari abbiano patito una morte dolorosa lasciando nini libera di correre felice nel mondo (visto che per l'altra è ormai troppo tardi).

    ha scritto il 

  • 4

    Autopsia di un triangolo.

    In quanti modi si può descrivere questo romanzo senza rivelarne la trama al lettore?
    -Storia di Amore, Amicizia e Morte.
    -Romanzo cupo e romantico che si svolge in una notte, dopo un’incubazione di qu ...continua

    In quanti modi si può descrivere questo romanzo senza rivelarne la trama al lettore?
    -Storia di Amore, Amicizia e Morte.
    -Romanzo cupo e romantico che si svolge in una notte, dopo un’incubazione di quarantuno anni.
    -Triangolo di antiche passioni che si nutrono di debolezza, egoismo e presunzione.
    -Monologo in puro stile Thomas Bernhard dove viene ribadita fino allo sfinimento l’amorale storia.
    -Autobiografia di Sàndor Màrai che decretò la sua tesi suicidandosi: l’uomo comprende il mondo un po’ per volta e poi muore.
    E mo’ mi risollevo il morale fischiettando “Una ragazza in due” dei Giganti. Anno 1965. Io c’ero. Dannazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Verso la fine della propria vita due amici, Konrad “l’artista” e il generale Heinrik, si ritrovano dopo una pausa di quarantuno anni. Nella stessa stanza di fonte ad un camino, ultimo luogo in cui si ...continua

    Verso la fine della propria vita due amici, Konrad “l’artista” e il generale Heinrik, si ritrovano dopo una pausa di quarantuno anni. Nella stessa stanza di fonte ad un camino, ultimo luogo in cui si erano visti, ripercorreranno assieme i momenti salienti della loro esistenza, dall’infanzia nel collegio militare fino al giorno fatidico che ha fatto crollare inesorabilmente tutte le loro certezze. A parlare è per lo più Heinrik, creando un lungo monologo sull’amicizia, le passioni, che ti tiene incollato fino all’ultima pagina in un clima di crescente tensione e curiosità. Cosa è accaduto quel fatidico giorno? E qual è stato il ruolo di Kristina, la moglie del generale, in tutto questo?
    “Le braci” è uno di quei romanzi da leggere almeno una volta nella vita. Trasmette messaggi che in quest’epoca non dovrebbero più essere ignorati, come invece accade sempre maggiormente. È un libro che mi porterò dentro per un bel po, come le braci che rimangono calde e tengono vivido il ricordo.

    ha scritto il 

  • 5

    Possiamo comprendere l’essenziale solo partendo dai particolari

    Le Braci è un romanzo dell’autore ungherese Sàndor Màrai. La prima edizione ungherese è del 1942, in Italia il romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1998 ed è edito Adelphi.
    Dopo quarantuno ...continua

    Le Braci è un romanzo dell’autore ungherese Sàndor Màrai. La prima edizione ungherese è del 1942, in Italia il romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1998 ed è edito Adelphi.
    Dopo quarantuno anni due uomini, amici di vecchia data, si ritrovano in un castello ai piedi dei Carpazi, per svelare il segreto che li lega con una strana potenza. Durante una notte verranno ripercorse due vite, che all’inizio sembreranno una sola linea ma che ben presto diverranno due rette parallele ed estranee.
    Ho provato più volte a riassumere la trama senza tralasciare nulla e senza dire troppo, ma il risultato è stato sempre deludente. Mi sono accorta, però, che non c’è altro modo di riassumere brevemente questo libro e bisogna trattarlo quasi come se fosse un quadro: descrivere a grandi linee l’immagine e il contenuto che si vedono ad un primo colpo d’occhio e soffermarsi solo successivamente, sulla grande quantità di dettagli insiti in esso.
    Le Braci si presente come un romanzo sull’amicizia ma pian piano diventa un volume sull’attesa, sull’infedeltà, sulla verità dei fatti, sul coraggio, sull’odio e sull’amore e sul confine che esiste tra i due, insomma sulla vita in ogni suo aspetto.
    I due protagonisti del romanzo sono due uomini che seppur conosciutisi nello stesso ambiente (nell’adolescenza frequentavano un collegio militare) appaiono molto diversi tra di loro. Henrik proviene da una famiglia ricca e agiata, è un ragazzo disinvolto con un profondo senso di dovere nei confronti dello Stato e con una predisposizione alla vita militare. Konrad, al contrario, ha alle spalle una famiglia di funzionari poveri e, seppur frequentate un collegio militare, ha un grande temperamento artistico e musicale. Due opposti che si attraggono e divengono amici, vivendo, gran parte della loro vita quasi come se fossero fratelli gemelli. Inoltre i due, sembrano vivere tempi diversi: Henrik legato al passato e alle tradizioni, Konrad, al contrario, scappa dal presente per vivere in un futuro senza preoccupazioni.
    Il romanzo è molto breve, conta circa centosettanta pagine, e una volta superati i primi due o tre capitoli che, a mio parere, risultano essere molto lenti, la narrazione diviene scorrevole. Una lettura che diviene sempre più intensa e colma di tensione: i dubbi, gli interrogativi di Henrik echeggeranno non solo tra le righe ma anche nella mente del lettore.
    A fine lettura mi è stato difficile, e lo è tuttora, trovare qualcosa che mi abbia colpito maggiormente. I protagonisti, la trama, l’espediente narrativo, le varie emozioni descritte, per me rientrano tutte in un grande insieme, inscindibile, che ha reso questo romanzo una tra le più belle letture fatte.
    La riflessione finale, però, è caduta su un tema a me molto caro: il tempo. In questo romanzo, secondo me, il tempo è tutto. Ma non si deve pensare al tempo dell’orologio, bensì a quello del cuore e dell’animo. Quel tempo che non è mai lo stesso, sincronizzato soltanto al battito del nostro cuore. Un tempo inteso, azzardando, alla maniera di Proust: “un’ora, non è solo un’ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi”.

    ha scritto il 

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