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Le braci !! SCHEDA DOPPIA !!

By Sándor Márai

(127)

| Paperback

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Book Description

Scheda DOPPIA, da non aggiungere nella propria libreria.

Le schede corrette, dotate di codice ISBN, delle edizioni Adelphi si trovano qui:

Collana Biblioteca Adelphi:

http://www.anobii.com/books/Le_braci/9788845913730/01ee…

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Scheda DOPPIA, da non aggiungere nella propria libreria.

Le schede corrette, dotate di codice ISBN, delle edizioni Adelphi si trovano qui:

Collana Biblioteca Adelphi:

http://www.anobii.com/books/Le_braci/9788845913730/01ee…

Collana Gli Adelphi:

http://www.anobii.com/books/Le_braci/9788845922572/01a2…

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  • 2 people find this helpful

    Le braci che ci caratterizzano.

    Ancora una volta mi trovo a scrivere un commento entusiasta.

    Che dire, ancora una volta un romanzo veramente bellissimo e di grandissimo spessore.

    Di che parla?

    Apparentemente è la storia di un incontro/scontro chiarificatore tra due amici che d ...(continue)

    Ancora una volta mi trovo a scrivere un commento entusiasta.

    Che dire, ancora una volta un romanzo veramente bellissimo e di grandissimo spessore.

    Di che parla?

    Apparentemente è la storia di un incontro/scontro chiarificatore tra due amici che dovrebbe essere rivelatore di come andarono i fatti relativamente ad un evento che, in qualche modo, mise fine al rapporto nato tra loro nella preadolescenza.

    In realtà il romanzo si compone e si sostanzia attraverso un lungo monologo (dovrebbe essere un dialogo, ma il protagonista il suo amico Konrad proprio non lo lascia parlare :D) in cui ciò che esce è il senso della vita secondo la lucida e profonda visione dell'autore.

    Del lungo monologo cito alcuni passaggi, ma merita di essere letto e "assorbito" nella sua interezza.

    L'attrazione forte che viene esercitata su noi dal diverso da noi... Che crea spesso questa sofferenza, questa tensione ma questa impossibilità di convergenza causando inevitabilmente tormento e insoddisafazione.
    "Il fatto è che noi amiamo sempre i diversi da noi, e continuiamo a cercarli in tutte le circostanze. Ed è questo uno dei misteri della nostra vita. [...] Quanta disperazione, quante speranze inutili si celano dietro questa alternanza"

    Il nostro essere dominati dalla "stima di sè", dall'amor proprio, direi io in maniera più banale, se veniamo colpiti nell'amor proprio il perdono diventa difficile e spesso il sentimento di umiliazione arriva a rovinarci la vita facendo ardere le "braci" che ci caratterizzano con sentimenti di rivalsa e di vendendetta ["cosa abbiamo guadagnato con il nostro orgoglio e la nostra presunzione?"]

    "Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte?... La passione è veramente cosi profonda, così malvagia, così grandiosa, così inumana? Non può essere che non si rivolga affatto a una persona precisa, ma soltanto al desiderio in sè?"

    Ma il messaggio più importante che passa, è che ciascuno di noi ha dentro di sè la grande necessità di essere ascoltato, più che di avere risposte alle domande che pone.

    L'unico mio cruccio (molto femminile, lo ammetto) è non aver potuto dare neanche una sbirciatina al diario giallo di Krisztina (moglie del generale e presumibilmente amante di Konrad)!

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    Grazia Fortunati said on Jul 19, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Forse la storia di quell'amicizia fu soltanto un pretesto narrativo.

    E' probabile che, dietro la narrazione minuziosa di una lunga amicizia, sviscerata in ogni suo più recondito aspetto e di un lunghissimo amore tradito e silenzioso, ci sia ben altro. Scritto in piena opera cinica e distruttiva della seconda guerra mo ...(continue)

    E' probabile che, dietro la narrazione minuziosa di una lunga amicizia, sviscerata in ogni suo più recondito aspetto e di un lunghissimo amore tradito e silenzioso, ci sia ben altro. Scritto in piena opera cinica e distruttiva della seconda guerra mondiale, l'autore, a mio umilissimo parere, nascose dentro una grande metafora di vita e dei suoi aspetti legati ai sentimenti degli uomini, tutta la sua avversità verso quell'immondo conflitto e alle sue ripugnanti figure a servizio di una follia senza ritorno. La natura umana sotto accusa, ancora una volta. I soliti esseri imperfetti: tanto capaci di creare meraviglie assolute, quanto della più cieca indifferenza verso l'altissimo contributo di vite spezzate e del loro sangue sparso sulla nuda terra contesa.
    Peccato per quella parte di scrittura a tratti appesantita e reiterante, quasi ossesiva nel riproporre certi concetti e passaggi.
    I viaggi dentro la natura umana, così come dentro se stessi, sono sempre i più difficili da percorrere.
    Si tolse la vita con un colpo di pistola, come altri grandi. Forse, anche in questo ci fu una sorta di rifiuto. L'estrema ribellione consapevole.

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    Roberto Anzaldi said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un'intimità pacata, dai toni quasi morbidi.
    Troppo morbidi per chi è abituato ai chiassosi cuori russi o sudamericani, o agli strani, quasi grotteschi ma tanto sublimi, spiriti italiani.
    Non c'è vertigine, non c'è abisso, non trema niente.
    E' una que ...(continue)

    Un'intimità pacata, dai toni quasi morbidi.
    Troppo morbidi per chi è abituato ai chiassosi cuori russi o sudamericani, o agli strani, quasi grotteschi ma tanto sublimi, spiriti italiani.
    Non c'è vertigine, non c'è abisso, non trema niente.
    E' una questione di gusti, indubbiamente, ma la linearità mi lascia decisamente indifferente.

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    Barone di M. said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un generale ed un suo improbabile compagno d'armi, più avvezzo alla tastiera del pianoforte che alla spada. Una donna che si lascia morire per la fuga vigliacca dell'uno e l'immatura è ostinata permalosità dell'altro. Una vendetta aspettata quarant'a ...(continue)

    Un generale ed un suo improbabile compagno d'armi, più avvezzo alla tastiera del pianoforte che alla spada. Una donna che si lascia morire per la fuga vigliacca dell'uno e l'immatura è ostinata permalosità dell'altro. Una vendetta aspettata quarant'anni, che in una lunghissima notte che si protrae fino all'albeggiare si dimostra pateticamente inutile. ".... un bacio uno strano bacio un po' goffo: se qualcuno li vedesse non potrebbe fare a meno di sorridere. Ma come tutti i baci umani anche questo, alla sua maniera tenera e grottesca, è la risposta a una domanda che non é possibile affidare alle parole". Lettori e lettrici, nessun colpo di scena, è il bacio dell'ultra novantenne balia al vecchio Generale, che solo su di lei, da sempre, può o vuole contare

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    Lauro said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finalmente un libro che fa riflettere.

    Un gran bel libro. Una grande sorpresa (non conoscevo affatto Marai, anche se ne avevo sentito molto parlare e soprattutto di questo libro). Un testo intenso, che solleva un dibattito profondo, mai datato circa le relazioni umane, sul loro valore, su ...(continue)

    Un gran bel libro. Una grande sorpresa (non conoscevo affatto Marai, anche se ne avevo sentito molto parlare e soprattutto di questo libro). Un testo intenso, che solleva un dibattito profondo, mai datato circa le relazioni umane, sul loro valore, sulla loro verità. Un po' deludente, ma coerente con l'autore, forse il finale, che onestamente sfugge. L'autore porta il suo lettore attraverso un percorso di approfondimento del dibattito e poi non lo risolve. Personalmente penso che questa scelta da parte di Marai sia allineata col suo modo di pensare, già sfiduciato nell'umanità, così come penso che se avesse osato rispondere, avrebbe fatto (sia Marai stesso così come avrebbe portato il suo lettore) un salto di maturità e avrebbe aperto nuovi possibili scenari di pensiero. Sicuramente però leggerò altro di questo autore che mi è piaciuto molto perchè mi ha dato molto.

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    Clara Mazzi said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “In mattinata il generale si soffermò a lungo nella cantina del vigneto. Vi si era recato all’alba insieme al vignaiolo perché due botti del suo vino avevano cominciato a fermentare.”

    Cosa sono le braci? Un fuoco che cova pronto ad ardere; gli stra ...(continue)

    “In mattinata il generale si soffermò a lungo nella cantina del vigneto. Vi si era recato all’alba insieme al vignaiolo perché due botti del suo vino avevano cominciato a fermentare.”

    Cosa sono le braci? Un fuoco che cova pronto ad ardere; gli strascichi di un fuoco che si smorza dopo aver bruciato sé stesso; un fuoco soffocato, alla cui anima non si vuole dare spazio; un fuoco eterno, sordo calore perenne; metafora di tanti umani sentimenti e pure di tante esistenze.
    Lentamente come la brace è bruciata la vita di Henrik nell’attesa del ritorno di Konrad. Henrik ha lasciato passare quaranta anni aspettando un incontro per conoscere la verità, per avere spiegazioni ed ha finito per scoprire che era inutile. Le cose accadono e basta. Le spiegazioni non cambiano i fatti. L’attesa e il desiderio di rivalsa e vendetta che erano stati motivo di vita si rivelano vani, come l’orgoglio. La vita è ricca di contraddizioni o più semplicemente di contrasti ed opposti la cui differenza sfuma piano piano. La vendetta si confonde con il perdono, l’amicizia con il suo contrario, i torti con le ragioni, le parole con il silenzio. E tutto coesiste. La vita è questo, né bianca né nera, bensì un’ampia sfumatura di tutti i colori. La vita non può essere ricondotta ad una definizione. Così il silenzio di Konrad è una risposta molto più eloquente di tante parole perché la verità che scopre Henrik è che le risposte che contano possiamo trovarle solo in noi stessi e sono proprio quelle risposte ad essere decisive.
    Le parole di Marai sono belle, raffinate, capaci di rivelare con sapienza una storia come tante e di dare tensione vitale ad un lungo, introspettivo e denso monologo.
    Bella e importante anche l’ambientazione: un antico e severo castello, avvolto e protetto e, forse, addirittura “soffocato” dalle forze della natura, quelle stesse che, per caso?, prorompono e accompagnano l’ultimo, decisivo e risolutivo incontro.

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    Annarita said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

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