“… Mi sono risolto a ricevere questa donna, ma son certo che, come un pugnale che mi trafigge le carni, ne riceverò, insieme alla soddisfazione della mia curiosità, un dolore immenso perché rivivrò, nell’incontrare il suo sguardo, la gelosia che provavo guardando gli occhi chiari di suo fratello, e,Continue
“… Mi sono risolto a ricevere questa donna, ma son certo che, come un pugnale che mi trafigge le carni, ne riceverò, insieme alla soddisfazione della mia curiosità, un dolore immenso perché rivivrò, nell’incontrare il suo sguardo, la gelosia che provavo guardando gli occhi chiari di suo fratello, e, forse, nei suoi capelli ritroverò il ricordo di quei riccioli di Salaì che il mio maestro amava tanto e che non smetteva mai di accarezzare.”
Francesco Melzi, il discepolo devoto e nobile di Leonardo che ne custodisce e trascrive premurosamente gli scritti, e il fantasma di Salaì, l’allievo scapestrato che il genio di Vinci amava nonostante lo definisse “ladro, bugiardo, ostinato, ghiotto”. La storia di un antagonismo, di misteri e scoperte fantastiche, di opere e documenti preziosi che si rivelano e si perdono tra le ombre della storia.
L’esordio narrativo di un grande storico dell’arte che, proprio come Melzi e Salaì, a Leonardo ha dedicato tutta la vita.
Pietro C. Marani è Professore Ordinario di Storia dell’arte moderna e Museologia al Politecnico di Milano. È stato direttore della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Milano e vicedirettore della Pinacoteca di Brera. Condirettore del restauro del Cenacolo e coautore dei cataloghi delle mostre su Leonardo tenutesi nel 2003 al Louvre e al Metropolitan Museum, ha curato importanti mostre in Italia e all’estero su Leonardo, Michelangelo e sugli artisti lombardi.
Questo è il suo primo romanzo.