Le chiavi del regno

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar)

3.9
(398)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000021618 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 3

    “… perché a un uomo non era permesso di essere come voleva? […] Come una lama conficcata nella sua vita si sentì prendere da uno spavento, un fremito di ribellione per quella parola “religione”, un g ...continua

    “… perché a un uomo non era permesso di essere come voleva? […] Come una lama conficcata nella sua vita si sentì prendere da uno spavento, un fremito di ribellione per quella parola “religione”, un gelido smarrimento perché gli uomini erano capaci di detestarsi per il solo fatto di adorare lo stesso dio con parole diverse”.

    Questa domanda e questo gelo che avvolgono Francis ancora bambino, alle soglia di un evento destinato a mutare drasticamente il corso della sua vita, continueranno ad accompagnare padre Chisholm in ogni tappa della sua esistenza, mostrandogli costantemente l’abisso incolmabile che separa spiritualità e mera dottrina. Che si tratti di cattolici contro anglicani, protestanti contro dissidenti, cattolici contro buddisti e metodisti, la realtà e l’insensatezza dello scontro per Francis è sempre la stessa.
    Spinto al sacerdozio dalle circostanze più che da una scelta personale, Francis si dimostra da subito un parroco migliore di tanti altri che gli sono superiori per gerarchia ed esperienza. Forse è perché in lui la bontà d’animo supera quasi la fede, o forse è perché quello scontro di posizioni ideologiche che ha segnato la sua infanzia gli si è interiorizzato al punto da permettergli di vedere le cose in una prospettiva più autentica e vera, pur nella sua semplicità. Di certo non può esserci posto per lui tra le fila di porporati che tendono a confondere le mura di una cattedrale con l’insieme di persone dietro cui si cela il vero significato della parola “chiesa”. Sembra non esserci posto per padre Chisholm neppure alla fine del mondo, dove l’attitudine di un bravo missionario si misura, secondo le regole della curia, in base al numero di cinesi battezzati, poco importa se sotto l’ombra di un possibile tornaconto economico.
    Eppure padre Chisholm non devia mai dalla via che ritiene più giusta per arrivare al cuore delle persone. Combatte la diffidenza con l’esempio, incassa la sconfitta partendo ogni volta da zero, affronta guerre, carestie e pestilenze non come l’eroe (che è suo malgrado), ma cercando semplicemente di salvare una persona alla volta.
    Non è una lettura facile e leggera, c’è tanta sofferenza ed amarezza per come vanno le cose e per come potrebbero andare, ma c’è anche tanta umanità che fa di Francis una persona, più che un personaggio, che è valso la pena di conoscere.

    ha scritto il 

  • 3

    Intrigante anche x un ateo

    Padre Chisholm è un prete scozzese anticonformista e ribelle, che ha scelto il sacerdozio più x sfuggire ai tragici avvenimenti della sua infanzia e adolescenza che x vocazione. Prova una grande pietà ...continua

    Padre Chisholm è un prete scozzese anticonformista e ribelle, che ha scelto il sacerdozio più x sfuggire ai tragici avvenimenti della sua infanzia e adolescenza che x vocazione. Prova una grande pietà e comprensione x gli umili, i poveri, i diseredati; detesta il moralismo intransigente, i rigidi principi e l’arrogante atteggiamento di superiorità di alcuni prelati, l’esibizione di ori e ricchezze nelle chiese. Il suo posto è vicino alla gente, x aiutare e confortare anche chi è lontano dalla religione, chi x disperazione o debolezza commette dei reati e vive fuori dalle convenzioni sociali. Non vuole riempire la sua chiesa di fedeli ipocriti e interessati, ma raggiungere il cuore delle persone, anche se non condividono il suo credo. Francesco, nella sua professione di povertà, insofferenza x le regole, tolleranza e comprensione x i derelitti, nella sua amicizia con l’ateo dottor Tulloch, inevitabilmente finisce x scontrarsi con i superiori ed è inviato missionario in Cina. Nella solitudine di un paese lontano e ostile, attraverso guerre, carestie, pestilenze, padre Chisholm riesce a creare un rapporto di fiducia e stima con la popolazione locale. Il racconto si dipana, tra la fine dell’’800 e l’inizio del ‘900, lungo tutto l’arco della vita di Francesco, dall’infanzia alla vecchiaia. In genere non amo i racconti che si svolgono in un lungo periodo, perché necessariamente molte cose sono omesse, ma questo romanzo è intrigante. Anche x un ateo nichilista come me la semplicità e la tolleranza del protagonista sono affascinanti. Il linguaggio è antiquato e retorico, eppure scorrevole; la vicenda è melodrammatica e moralistica ma avvincente. Riuscire a coinvolgere il lettore anche su un tema che non condivide, è la dote di un ottimo scrittore. In molti suoi romanzi Cronin inserisce elementi autobiografici e si mostra sensibile ai temi sociali che si andavano sviluppando in Europa negli anni ’30.

    ha scritto il 

  • 4

    Come narratore,Cronin,è bravissimo!!In questo libro ci racconta la storia di Franceso, prete missionario in Cina, delle sue difficoltà a costruire la Missione e i rapporti umani.La figura di Francesco ...continua

    Come narratore,Cronin,è bravissimo!!In questo libro ci racconta la storia di Franceso, prete missionario in Cina, delle sue difficoltà a costruire la Missione e i rapporti umani.La figura di Francesco prete atipico, ti fa riconciliare con la Chiesa e con Dio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Stanotte mi sono dimenticato del cielo"

    "La tolleranza è la più alta virtù. Viene quindi l'umiltà."
    Una vita, un esempio. Azioni che valgono più di parole vuote e comuni ai nostri orecchi. E' Francesco, padre Francesco, il romanzo. Sì, un r ...continua

    "La tolleranza è la più alta virtù. Viene quindi l'umiltà."
    Una vita, un esempio. Azioni che valgono più di parole vuote e comuni ai nostri orecchi. E' Francesco, padre Francesco, il romanzo. Sì, un romanzo, un poema, una poesia. Versi che accarezzano come un balsamo il cuore di chi legge di lui e di quel che ha fatto nella sua povera e umile vita. Una vita vissuta non per convertire a tutti i costi chicchessia (rimarrà sempre l'ultimo nelle statistiche delle missioni per numero di convertiti), ma per indegnamente ripercorrere le orme di Gesù, diventando il più umile dei servitori, lontano dalle pomposità del Clero dominante. E' una storia di tolleranza, una delle virtù più dimenticate e meno incensate di oggi. Sapere che la Verità è patrimonio di chiunque vive in un certo modo e per gli altri e di nessuno in particolare. La strada non è unica per arrivare alla Meta. La missione in Cina sublima questa propensione di Francesco, sebbene messa ripetutamente a dura prova.
    "Siamo, noi, come formicole in un abisso insonsabile, un abisso coperto da milioni di strati di cotone; e così ci sforziamo...ci sforziamo di vedere il cielo."
    Piuttosto che guardare all'insù, piuttosto che predicare, Francesco ama fare, ama annullarsi nell'aiuto, prodigarsi per sfamare i malnuntriti, guarire gli ammalati, salvare la sua gente. E con lui quante figure memorabili, piccole api operarie, la reverenda Madre, il dottor Tulloch, il signor Cià, Giuseppe, la zia Polly, i coniugi Fiske.
    Francesco AMA. Un novello san Franscesco, lo si direbbe. Ha anche lui un passato, triste come nello stile di Cronin. In esso Nora e la fine che le è toccata rimane sempre un cruccio, che lo spinge tuttavia a dare tutto se stesso per il bene, per tutti, nemici e criminali compresi, ben sapendo di non ricevere nulla per sè in vita (se non gioia e riconoscenza, talora) e che alla fine trova pace in quel paterno "si allontanarono tenendosi per mano", con cui Francesco guida alla pesca della vita il piccolo Andrea.

    ha scritto il 

  • 4

    Vidi il film con un indimenticabile Gregory Peck, tanti anni fa, forse il 1969, e portavo ancora i pantaloni corti. Mi piacque molto e devo dire che faceva giustizia al libro che ho letto solo molti a ...continua

    Vidi il film con un indimenticabile Gregory Peck, tanti anni fa, forse il 1969, e portavo ancora i pantaloni corti. Mi piacque molto e devo dire che faceva giustizia al libro che ho letto solo molti anni dopo, occasionalmente capitatomi in mano. Di grande respiro, profondamente spirituale e umano, il libro andrebbe letto e meditato anche e forse proprio nel nostro tempo: " non pensate che il paradiso sia nel cielo, è nel cavo della vostra mano, è dovunque e non importa dove..."

    ha scritto il 

  • 5

    L'Amore oltre ogni cosa

    Ecco. Un libro che cercavo da tempo. Un libro sano, forte, commovente, a tratti anche atroce. Il personaggio principale è di una virtù così semplice seppur raffinata da diventare presto una vera legge ...continua

    Ecco. Un libro che cercavo da tempo. Un libro sano, forte, commovente, a tratti anche atroce. Il personaggio principale è di una virtù così semplice seppur raffinata da diventare presto una vera leggenda. C'è una tenace pietà in ogni suo gesto, in ogni suo silenzio, in ogni sua insicurezza, un'umanità strappalacrime mai priva di un eleganza morale indefessa. La sua figura finisce per spiccare solenne nel marasma di baciapile e prelatucci moralmente svilenti che rappresntano la media delle figure del clero nel mondo. Un esempio di coraggio, d'amore, di tolleranza, di passione, un libro che non rende più buoni, questo no, ma ci invita quantomeno a pensare se esser migliori.
    Un gioiello.

    ha scritto il 

  • 3

    Eccolo,un altro libro strappalacrime! Commovente,pieno di sani e buoni principi,condanna verso l'ipocrisia,il falso moralismo,l'avidità,l'intolleranza,il razzismo e il fanatismo.Esaltazione del valore ...continua

    Eccolo,un altro libro strappalacrime! Commovente,pieno di sani e buoni principi,condanna verso l'ipocrisia,il falso moralismo,l'avidità,l'intolleranza,il razzismo e il fanatismo.Esaltazione del valore sublime dello spirito umano e consapevolezza della sua fragilità.E sopra a tutto la sconfinata fiducia nella inesauribile forza dell'essere umano e l'incrollabile ottimismo in un lieto fine che consola e ripaga la bontà e l'onestà.
    Beh,che c'è di male in questo? Nei vecchi romanzi non ci si vergognava ad insegnare il valore dei vecchi e sani principi. Ora siamo poco avvezzi a queste sviolinate un poco sentimentali e datate,che comunque non fanno che ribadire concetti universali di civiltà e umanità che attualmente sembrano mancare a molti.

    ha scritto il