Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le città invisibili

Di

Editore: Mondadori

4.3
(8014)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Portoghese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Spagnolo , Ceco , Catalano , Finlandese , Giapponese , Turco , Greco

Isbn-10: 8804411112 | Isbn-13: 9788804411116 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Audiocassetta , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

Ti piace Le città invisibili?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    "Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone"

    Calvino ha composto in questo libro un "ultimo poema d'amore alle città", dividendo le sue destinazioni in base al loro rapporto con i sensi, i segni, la vita, la luce, le forme, la continuità o la discontinuità. Tutto, come un novello Decameron, incluso nella cornice orientaleggiante in cui Marc ...continua

    Calvino ha composto in questo libro un "ultimo poema d'amore alle città", dividendo le sue destinazioni in base al loro rapporto con i sensi, i segni, la vita, la luce, le forme, la continuità o la discontinuità. Tutto, come un novello Decameron, incluso nella cornice orientaleggiante in cui Marco Polo, mercante della Serenissima, racconta al Gran Kan del suo vasto impero, di come il sole si muove sulle sue terre, di cosa illumina, se i suoi sudditi sono felici o fanno finta di esserlo o se, in alcune lontane e spensierate contee, la felicità non ha nemmeno importanza. D'altronde, non esistono città felici o infelici, ma città in cui attraverso gli anni i desideri riescono ancora a prendere forme, altre in cui i desideri cancellano la città o ne sono cancellati.

    "Al soffio che portava via il fumo Marco pensava ai vapori che annebbiano la distesa del mare e le catene delle montagne e al diradarsi lasciano l'aria secca e diafano svelando città lontane. Era al di là di quello schermo d'umori volatili che il suo sguardo voleva giungere: la forma delle cose si distingue meglio in lontananza."

    "Non le labili nebbie della memoria, né l'asciutta trasparenza, ma il bruciaticcio delle vite bruciate che forma una crosta sulle città, la spugna gonfia di materia vitale che non scorre più, l'ingorgo di passato presente futuro che blocca le esistenze calcificate nel movimento: questo trovavi al termine del viaggio".

    Un libro bellissimo, ricco di immagini, da leggere, rileggere, anche imparare a memoria, oserei (almeno in alcuni passaggi).

    "L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà".

    "La città per chi passa senza entrarci è una, e un'altra per chi ne è preso e non ne esce; una è la città in cui s'arriva la prima volta, un'altra quella che si lascia per non tornare".

    Letto tutto d'un fiato in un viaggio in treno, passando da una città all'altra e credendo di scorgere fuori dal finestrino le città invisibili del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Come scritto da un ragazzo, che ha ancora tutto da immaginare.
    Come scritto da un vecchio, che ha visto tutto e sa che cosa sia davvero importante ricordare.
    Non l'ho trovato un libro facile nè scorrevole, ma affascinante.

    - Viaggi per rivivere il tuo passato? - era a questo pu ...continua

    Come scritto da un ragazzo, che ha ancora tutto da immaginare.
    Come scritto da un vecchio, che ha visto tutto e sa che cosa sia davvero importante ricordare.
    Non l'ho trovato un libro facile nè scorrevole, ma affascinante.

    - Viaggi per rivivere il tuo passato? - era a questo punto la domanda del Kan, che poteva anche essere formulata così: - Viaggi per ritrovare il tuo futuro?
    E la risposta di Marco: - L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.

    ha scritto il 

  • 0

    amo Calvino, è in assoluto lo scrittore italiano che preferisco per stile, uso della lingua e contenuti, ma, decisamente, odio i racconti!, non fanno per me. Perciò solo tre stelline e solo perché sono racconti (tra l'altro brevissimi). Credo di non averlo capito...
    Ma Calvino è sempre Calv ...continua

    amo Calvino, è in assoluto lo scrittore italiano che preferisco per stile, uso della lingua e contenuti, ma, decisamente, odio i racconti!, non fanno per me. Perciò solo tre stelline e solo perché sono racconti (tra l'altro brevissimi). Credo di non averlo capito...
    Ma Calvino è sempre Calvino e vale sempre la pena!

    ha scritto il 

  • 4

    也許,這個世界所剩只有滿是垃圾堆的荒原,以及大汗皇宮裏的高處花園。

    在心靈空間裏,我所見的每樣事物都有意義。
    像這裡一樣,那裡由寧靜統治,
    同樣的濃淡交錯的陰影,相同的樹葉沙沙聲,劃過寂靜。
    當我聚精會神凝想的時候,我總是再次發現自己置身這個花園,
    在夜晚的此刻,面對著您威嚴的容顏,
    雖然此際我未曾片刻停息...

    "對那些經過卻沒有進入的人而言,這座城市是一個樣子
    對那些深陷其中,不再離開的人,則是另一個樣子
    你第一次到達時,有一個城市
    你離開而且永遠不歸來時,又有另一個城市
    每個城市都值得一個不同的名字..."

    "有時 ...continua

    在心靈空間裏,我所見的每樣事物都有意義。
    像這裡一樣,那裡由寧靜統治,
    同樣的濃淡交錯的陰影,相同的樹葉沙沙聲,劃過寂靜。
    當我聚精會神凝想的時候,我總是再次發現自己置身這個花園,
    在夜晚的此刻,面對著您威嚴的容顏,
    雖然此際我未曾片刻停息...

    "對那些經過卻沒有進入的人而言,這座城市是一個樣子
    對那些深陷其中,不再離開的人,則是另一個樣子
    你第一次到達時,有一個城市
    你離開而且永遠不歸來時,又有另一個城市
    每個城市都值得一個不同的名字..."

    "有時候,我覺得你的聲音是從遙遠的地方向我逼近
    而我是俗麗且難以居留的現前的一名囚徒
    這時,一切形式的人類社會,都已經到達其循環的極致
    再也無法想像社會可以有什麼新鮮的形式
    而我從你的聲音裡,聽到了使城市存活的看不見的理由
    也許,透過這些理由,已經死去的城市,將會復活"

    "也許,一切事物都存在於知道該說什麼話,
    該做什麼動作,以及按照什麼秩序和韻律
    要不然,某個人的眼神.回答或姿勢就足夠了
    某個人僅僅是為了做某件事好玩而去做
    而且僅僅是為了他的愉悅,會成為別人的愉悅,那就夠了...
    在那個時刻,所有的空間都變了
    一切高度.距離都變了;這座城市變了形貌..."

    "生命的地獄,不是一個即將來臨的地方
    如果真有一個地獄,它已經在這兒存在了
    那是我們每天生活其間的地獄
    是我們聚在一起而形成的地獄;
    有兩種方法可以逃離,不再受苦痛折磨
    對大多數人而言,第一種方法比較容易:
    接受地獄,成為它的一部份,直到你再也看不到它;
    第二種方法比較危險,而且需要時時戒慎憂慮:
    在地獄裡頭,尋找並學習辨認什麼人,以及什麼東西不是地獄
    然後,讓它們繼續存活,給它們空間"

    簡潔好看,果然經典
    ~4.5顆星

    ha scritto il 

  • 4

    Pag.132. " La citta` per chi vi passa senza entrarci e` una, e un'altra per chi ne e` perso e non ne esce; una e` la citta`in cui si arriva la prima volta, un' altra quella che si lascia per non tornare"


    Pag. 167 " nel seme della citta` dei giusti sta nascosta a sua volta una semenza malig ...continua

    Pag.132. " La citta` per chi vi passa senza entrarci e` una, e un'altra per chi ne e` perso e non ne esce; una e` la citta`in cui si arriva la prima volta, un' altra quella che si lascia per non tornare"

    Pag. 167 " nel seme della citta` dei giusti sta nascosta a sua volta una semenza maligna; la certezza e l'orgoglio di essere nel giusto - e di esserlo piu` di tanti altri che si dicono giusti piu` del giusto - fermentano in rancori rivalita` ripicchi, e il naturale desiderio di rivalsa sugli ingiusti si tinge della smania d' essere al loro posto a far lo stesso di loro."
    Pag. 170 "L'inferno dei viventi non e' qualcosa che sara'; se ce n'e' uno, e' quello che e' gia' qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piu'. Il secondo e' rischioso ed esige attenzioni e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non e' inferno, e farlo durare e dargli spazio."

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=5302&action=edit&message=1


    “A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=5302&action=edit&message=1

    “A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.
    Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato sulla spalla, e anche un poco il tondo delle anche. Passa una donna nerovestita che dimostra tutti i suoi anni, con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti. Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi; una nana; due gemelle vestite di corallo. Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee che collegano una figura all’altra e disegnano frecce, stelle, triangoli, finché tutte le combinazioni in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla catena, una cortigiana col ventaglio di piume di struzzo, un efebo, una donna-cannone. Così tra chi per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge, senza che ci si scambi una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
    Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia d’inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d’urti, di oppressioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe.”
    (Italo Calvino, “Le città invisibili”)

    P.s.: forse quattro stelle sono "troppe", ma tre mi sarebbero parse ingenerose; facciamo tre e mezza, con tendenza a tre e tre/quarti (tenendo sempre presente che le stelle contano tutte zero).

    ha scritto il 

  • 3

    Quando si adopera un taglio simile si rischia di sgocciolare sempre di più in quella prosa poetica non sempre ben accetta, questo per definizione. Tuttavia, il linguaggio secco e privo di fronzoli di sorta rende ogni città energica e caratteristica. L'immensa fantasia dimostrata da Calvino, poi, ...continua

    Quando si adopera un taglio simile si rischia di sgocciolare sempre di più in quella prosa poetica non sempre ben accetta, questo per definizione. Tuttavia, il linguaggio secco e privo di fronzoli di sorta rende ogni città energica e caratteristica. L'immensa fantasia dimostrata da Calvino, poi, conferisce ad ogni paragrafo un barlume di sacralità. Calvino non sta narrando, sta dipingendo con le parole. Detto questo è inutile nascondersi sotto il peso del nome dell'autore, se solo avesse avuto un po' di pazienza in più sarebbe stato un romanzo immenso, nessuno di voi potrebbe dire "mi è piaciuta quella città piuttosto che un'altra". Così, invece di essere IL romanzo, resta "semplicemente" un ottimo lavoro. Anche se con potenzialità infinite.

    ha scritto il 

  • 5

    A primo impatto sono rimasta alquanto perplessa.
    Poi è arrivata Tamara e da lì un mondo di bellissime sensazioni: penso proprio che dovrò riscoprirlo con calma ancora tante altre volte, per dare importanza a quelle città che per ora non hanno avuto spazio e importanza.
    A volte avevo b ...continua

    A primo impatto sono rimasta alquanto perplessa.
    Poi è arrivata Tamara e da lì un mondo di bellissime sensazioni: penso proprio che dovrò riscoprirlo con calma ancora tante altre volte, per dare importanza a quelle città che per ora non hanno avuto spazio e importanza.
    A volte avevo bisogno di un po' di tempo per assorbire l'impatto di una particolare città. E quasi mi veniva da piangere, un po' per l'emozione, un po' per il dispetto.

    ha scritto il 

Ordina per