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Le confessioni

By Agostino d'Ippona (santo)

(212)

| Paperback | 9788817009690

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Book Description

Questa è l'autobiografia sanguinante di uno scrittore geniale, di un pensatore profetico, di un uomo che si espone senza sconti al giudizio della storia, ma soprattutto di un'anima che testimonia la necessità della relazione con Dio. Chi può non rico Continue

Questa è l'autobiografia sanguinante di uno scrittore geniale, di un pensatore profetico, di un uomo che si espone senza sconti al giudizio della storia, ma soprattutto di un'anima che testimonia la necessità della relazione con Dio. Chi può non riconoscere in Sant'Agostino un suo fratello intimissimo? Chi non condivide con lui il desiderio essenziale di conoscere il mistero della creazione e il bisogno assoluto di essere amati?" (Christian Raimo)

121 Reviews

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    La cecità degli uomini

    è così grande, che persino della propria cecità si gloriano.

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    Claudette said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Andai a Cartagine, e subito prese a rumoreggiarmi intorno da ogni parte la sarabanda degli amori illeciti. Non amavo ancora, ma amavo l'amore, ed ero tanto povero interiormente da detestarmi per non esserlo abbastanza!
    Partii alla ricerca di un'occa ...(continue)

    Andai a Cartagine, e subito prese a rumoreggiarmi intorno da ogni parte la sarabanda degli amori illeciti. Non amavo ancora, ma amavo l'amore, ed ero tanto povero interiormente da detestarmi per non esserlo abbastanza!
    Partii alla ricerca di un'occasione di innamorarmi tanto ero innamorato dell'idea dell'amore, mentre rifuggivo dalle situazioni tranquille e prive di sorprese. Non provavo dentro di me fame di cibo interiore, cioè di te, mio Dio, tale fame non mi toccava. Ero senza alcun desiderio di alimenti incorruttibili, non già perchè ne fossi sazio, ma anzi, quanto più ne ero digiuno tanto più ne sentivo la nausea.
    L'anima mia era dunque malata, coperta di piaghe, avida di avvilenti contatti con corpi materiali che pure nessuno amerebbe se non avessero un'anima.
    Trovavo molto più dolce amare ed essere amato se potevo godere anche del corpo della persona amata. Così inquinavo le sorgenti dell'amicizia nella sordidezza della concupiscenza e ne offuscavo la luminosità con infernali libidini; ero dunque laido e volgare, e tuttavia mi atteggiavo vanitosamente a persona elegante e raffinata. Mi buttai fra le braccia dell'amore dal quale desideravo essere capito.
    Dio mio, mia misericordia, quanto sei stato buono nel cospargere di abbondante fiele quei mieri piaceri! Fui amato e arrivai, per vie tortuose, a godere, tutto soddisfatto, delle catene che mi avvincevano con legami tormentosi, per essere poi sferzato dai colpi infuocati della gelosia, del sospetto, del timore, della collera, delle contese.

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    Paolo Nova said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

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    L'avevo rubato a un amico di preti, l'ho dovuto riportare per amore del Signore. Chi me lo regala?

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    Henry Lee said on Oct 30, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Conversio et poenitentia

    l'essenza dell'uomo Agostino. Intelligere Deum mediate, askesis, esercizio metafisico che dall'agathon platonico e dall'Uno di Plotino svelle il volto impersonale della Conoscenza e lo riveste del sembiante personale del nostro Dio. Nelle parole di G ...(continue)

    l'essenza dell'uomo Agostino. Intelligere Deum mediate, askesis, esercizio metafisico che dall'agathon platonico e dall'Uno di Plotino svelle il volto impersonale della Conoscenza e lo riveste del sembiante personale del nostro Dio. Nelle parole di Giovanni (Via, Verità, Vita - 14:6) il protagonista rilegge il suo disordine iniziale (prerogativa 'iniziatica' alla conversio), il suo Amor Inordinatus (bollori cartaginesi giovanili, pagine di memoria in cui egli stesso dice di aver 'dimenticato' chi non lo ha mai dimenticato -Amor Dei- ) e i suoi studi di retorica (l'unico legame residuo della dottrina platonica sempre più abbandonata all'atarassia di una 'finta' beatitudo). Le Confessioni rappresentano una pietra miliare del genere introspettivo ben prima che un posteriore e 'cerebrale' scavo sulle quaestiones di tempo e memoria possa far dimenticare in tre ultimi libri finali l'homo duplex che interroga, chiede, cerca e soffre per i 13 libri che compongono l'itinerario mentis in Deum. Ricchissima di citazioni, passi paolini e scritturali intessuti in un contesto interiore spiegato con le vele della maestria verbale di un pur maestro di retorica, l'opera del Nostro è 'diario di un'anima', dagli albori della fede materna alle fallacità giovanili e fino alla dissoluzione delle dissolutezze nel battesimo e nella conversione di un 'homo viator' tutt'altro che giunto. Quasi un romanzo al vocativo: narrazione di Sè ad un altro Lui prima che si ritrovino nell'Io 'pangea' delle ipostasi vaganti. Perverso sarebbe voler giudicare con qualche stella in più o in meno la ricerca alla 'contemplazione del Bene', leggendo la quale probabilmente non sfugge l'albagia di chi, uscendo dalle pagine di un occidente nihilista (o più propriamente "assente") dice con tutta la tranquillità di questo mondo, che è una cosa che "ma figurati mai.."(CIT.caius genericus). Buon Natale : )

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    Stefano Pagliuca said on Aug 12, 2013 | Add your feedback

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