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Le confessioni

Di

Editore: Rizzoli (Superclassici)

4.0
(1207)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 432 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8817151459 | Isbn-13: 9788817151450 | Data di pubblicazione:  | Edizione 10

Traduttore: Carlo Vitali

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri , Cofanetto , eBook

Genere: Biography , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 5

    Non si può recensire un classico; si può solo recensire noi stessi, in quanto leggenti (accorgendosi, al confronto, di venir più che altro "letti". Quelli di morte, purtroppo: ché un classico è eterno, e mai è, mentre noi duriamo il battito d'ala di una farfalla, e mai siamo).

    ha scritto il 

  • 4

    Sono arrivata a S. Agostino dopo un percorso spirituale molto particolare, guidata e seguita paternamente dal mio amico Don, e ad un certo punto ho sentito di dovermi confrontare con lui. Ho sentito che dovevo sentire ciò che Agostino aveva da dire. Questa sua eredità è un'eredità eterna, la stor ...continua

    Sono arrivata a S. Agostino dopo un percorso spirituale molto particolare, guidata e seguita paternamente dal mio amico Don, e ad un certo punto ho sentito di dovermi confrontare con lui. Ho sentito che dovevo sentire ciò che Agostino aveva da dire. Questa sua eredità è un'eredità eterna, la storia della sua vita, soffermandosi più sui momenti di fatica, di difficoltà, di sconforto, questa sua fede conquistata passettino dopo passettino, questa illuminazione arrivata alla fine di un percorso lungo, faticoso e doloroso è quello di ognuno di noi. Chi di noi non ha avuto dubbi, chi di noi ha fatto fatica a fidarsi, chi di noi ha sostenuto l'esatto contrario di ciò che dice il Vangelo? Ebbene, S. Agostino è uno di noi, uno che ha dubitato, uno che non ha avuto fede, uno che non si è fatto prendere dal primo entusiasmo ma che ha voluto andare a fondo, ha voluto capire e ha capito solo al momento in cui si è arreso, in cui ha smesso di capire con la testa e ha iniziato a capire col cuore. Il mio amico Don dice che questo è un libro da leggere quando si è a metà percorso, quando hai commesso abbastanza errori, quindi da non leggere in giovane età. Con la mia esperienza posso dire che è proprio così.

    ha scritto il 

  • 0

    Andai a Cartagine, e subito prese a rumoreggiarmi intorno da ogni parte la sarabanda degli amori illeciti. Non amavo ancora, ma amavo l'amore, ed ero tanto povero interiormente da detestarmi per non esserlo abbastanza!
    Partii alla ricerca di un'occasione di innamorarmi tanto ero innamorato dell' ...continua

    Andai a Cartagine, e subito prese a rumoreggiarmi intorno da ogni parte la sarabanda degli amori illeciti. Non amavo ancora, ma amavo l'amore, ed ero tanto povero interiormente da detestarmi per non esserlo abbastanza! Partii alla ricerca di un'occasione di innamorarmi tanto ero innamorato dell'idea dell'amore, mentre rifuggivo dalle situazioni tranquille e prive di sorprese. Non provavo dentro di me fame di cibo interiore, cioè di te, mio Dio, tale fame non mi toccava. Ero senza alcun desiderio di alimenti incorruttibili, non già perchè ne fossi sazio, ma anzi, quanto più ne ero digiuno tanto più ne sentivo la nausea. L'anima mia era dunque malata, coperta di piaghe, avida di avvilenti contatti con corpi materiali che pure nessuno amerebbe se non avessero un'anima. Trovavo molto più dolce amare ed essere amato se potevo godere anche del corpo della persona amata. Così inquinavo le sorgenti dell'amicizia nella sordidezza della concupiscenza e ne offuscavo la luminosità con infernali libidini; ero dunque laido e volgare, e tuttavia mi atteggiavo vanitosamente a persona elegante e raffinata. Mi buttai fra le braccia dell'amore dal quale desideravo essere capito. Dio mio, mia misericordia, quanto sei stato buono nel cospargere di abbondante fiele quei mieri piaceri! Fui amato e arrivai, per vie tortuose, a godere, tutto soddisfatto, delle catene che mi avvincevano con legami tormentosi, per essere poi sferzato dai colpi infuocati della gelosia, del sospetto, del timore, della collera, delle contese.

    ha scritto il 

  • 5

    Conversio et poenitentia

    l'essenza dell'uomo Agostino. Intelligere Deum mediate, askesis, esercizio metafisico che dall'agathon platonico e dall'Uno di Plotino svelle il volto impersonale della Conoscenza e lo riveste del sembiante personale del nostro Dio. Nelle parole di Giovanni (Via, Verità, Vita - 14:6) il protagoni ...continua

    l'essenza dell'uomo Agostino. Intelligere Deum mediate, askesis, esercizio metafisico che dall'agathon platonico e dall'Uno di Plotino svelle il volto impersonale della Conoscenza e lo riveste del sembiante personale del nostro Dio. Nelle parole di Giovanni (Via, Verità, Vita - 14:6) il protagonista rilegge il suo disordine iniziale (prerogativa 'iniziatica' alla conversio), il suo Amor Inordinatus (bollori cartaginesi giovanili, pagine di memoria in cui egli stesso dice di aver 'dimenticato' chi non lo ha mai dimenticato -Amor Dei- ) e i suoi studi di retorica (l'unico legame residuo della dottrina platonica sempre più abbandonata all'atarassia di una 'finta' beatitudo). Le Confessioni rappresentano una pietra miliare del genere introspettivo ben prima che un posteriore e 'cerebrale' scavo sulle quaestiones di tempo e memoria possa far dimenticare in tre ultimi libri finali l'homo duplex che interroga, chiede, cerca e soffre per i 13 libri che compongono l'itinerario mentis in Deum. Ricchissima di citazioni, passi paolini e scritturali intessuti in un contesto interiore spiegato con le vele della maestria verbale di un pur maestro di retorica, l'opera del Nostro è 'diario di un'anima', dagli albori della fede materna alle fallacità giovanili e fino alla dissoluzione delle dissolutezze nel battesimo e nella conversione di un 'homo viator' tutt'altro che giunto. Quasi un romanzo al vocativo: narrazione di Sè ad un altro Lui prima che si ritrovino nell'Io 'pangea' delle ipostasi vaganti. Perverso sarebbe voler giudicare con qualche stella in più o in meno la ricerca alla 'contemplazione del Bene', leggendo la quale probabilmente non sfugge l'albagia di chi, uscendo dalle pagine di un occidente nihilista (o più propriamente "assente") dice con tutta la tranquillità di questo mondo, che è una cosa che "ma figurati mai.."(CIT.caius genericus). Buon Natale : )

    ha scritto il 

  • 2

    che dire, è pesantuccia come lettura, ha dei momenti belli con aneddoti interessanti, e riflessioni filosofiche e religiose a volte molto chiare e lucide e logiche, per quanto gli argomenti lo consentano!


    la parte migliore è notare quanto la natura umana sia uguale a se stessa da sempre, s ...continua

    che dire, è pesantuccia come lettura, ha dei momenti belli con aneddoti interessanti, e riflessioni filosofiche e religiose a volte molto chiare e lucide e logiche, per quanto gli argomenti lo consentano!

    la parte migliore è notare quanto la natura umana sia uguale a se stessa da sempre, stessi difetti, stessi ragionamenti...come ebbi modo di scrivere qualche giorno fa, se un libro che descrive l'essere umano è ancora attuale dopo 1600 anni, questo non è un pregio del libro, ma un difetto dell'umanità.

    Lo sconsiglio, dunque, a chi lo leggerebbe per pura curiosità. Io però lo volevo tanto leggere perchè cercavo delle risposte. Queste risposte, ovviamente, non ci sono, ma se c'è uno che le ha cercate davvero a fondo, questo è Sant'Agostino, e per questo la sua ricerca fa da lezione per tutti noi da secoli e secoli.

    ha scritto il 

  • 0

    uno secondo me prima di scrivere un romanzo
    dovrebbe leggere alcune righe di un libro così,
    e chiedersi ma come faccio io, ultimo degli ultimi
    analfabeta degli analfabeti, principe degli incolti
    pretendere di scrivere quando non sono capace nemmeno di
    copiarlo uno così, eh come faccio?


    i ...continua

    uno secondo me prima di scrivere un romanzo dovrebbe leggere alcune righe di un libro così, e chiedersi ma come faccio io, ultimo degli ultimi analfabeta degli analfabeti, principe degli incolti pretendere di scrivere quando non sono capace nemmeno di copiarlo uno così, eh come faccio?

    infatti, come direbbe Angelica, infatti.

    ha scritto il 

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