Le confessioni di un figlio del secolo

Di

3.7
(73)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Portoghese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: 8811581583 | Isbn-13: 9788811581581 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Cofanetto

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Appassionato fino ad essere cerebrale, con un bel primo capitolo. A tratti sembra splendido, e poche righe dopo faticoso. Ed è farcito con noncuranza di eccessi melodrammatici e retorici ottocenteschi ...continua

    Appassionato fino ad essere cerebrale, con un bel primo capitolo. A tratti sembra splendido, e poche righe dopo faticoso. Ed è farcito con noncuranza di eccessi melodrammatici e retorici ottocenteschi - non c'è quasi pagina in cui un personaggio non lanci le braccia al cielo, non cada in ginocchio o non pianga calde lacrime - , che qua e là, oggi, vanno nel ridicolo (come quando, dopo un lungo pippone su vita e morte, il protagonista si riscuote e si/ci ricorda che è davanti all'amata dormiente con un coltello in mano).

    ha scritto il 

  • 5

    Lettura casuale e graditissima

    Mai una storia d'amore e disamore mi è risultata più ricca e piacevole. L'opera, a mio parere non adeguatamente considerata, attesta una profondità a tratti delicata, spesso violenta, ma che sempre ma ...continua

    Mai una storia d'amore e disamore mi è risultata più ricca e piacevole. L'opera, a mio parere non adeguatamente considerata, attesta una profondità a tratti delicata, spesso violenta, ma che sempre mantiene intrigato il lettore.

    ha scritto il 

  • 1

    Ottavio je suis ravie te de dire adieu, j'ai terminé ce livre si ennuyant (note pour moi même: eviter les auteurs romantiques) - à garder ce deux mots seulement: "(...)les chers reproches(...)" ...continua

    Ottavio je suis ravie te de dire adieu, j'ai terminé ce livre si ennuyant (note pour moi même: eviter les auteurs romantiques) - à garder ce deux mots seulement: "(...)les chers reproches(...)"

    ha scritto il 

  • 3

    "Un gradino in più o in meno è ben poca cosa su quella grande scala marcita che è l'imperfezione umana."

    Sono partita con grandi speranze, e credo che questo non sia stato totalmente un male. Primo e secondo capitolo mi hanno convinta di essere davanti ad un capolavoro, ma purtroppo non e sempre vero che ...continua

    Sono partita con grandi speranze, e credo che questo non sia stato totalmente un male. Primo e secondo capitolo mi hanno convinta di essere davanti ad un capolavoro, ma purtroppo non e sempre vero che il buongiorno si vede dal mattino, e, proseguendo, il mio entusiasmo, pur non spegnendosi del tutto, è molto calato, mentre negli ultimi capitoli è stato maltratto, oltraggiato e poi estinto a secchiate d'acqua.
    Lo stile di de Musset è fluido ed incredibilmente elegante, leggerlo è una versa delizia per la mente e per gli occhi. Cioè, lo sarebbe stato se questa edizione non fosse piena dalla prima all'ultima pagina di errori di stampa: accenti che mancano, lettere che non c'entrano niente in mezzo alle parole, congiunzioni messe lì per sbaglio, parentesi che si aprono e non si chiudono più.
    Dalai, io mi fidavo di te! Come hai potuto farmi questo?
    Tornando al romanzo. De Musset cerca di fare un ritratto di un giovane preso dalla malattia del secolo, la mancanza di certezze, l'eterna indecisione, l'angosciosa ricerca di un'identità da trovare in un presente conteso tra il passato e l'avvenire, un avvenire che i giovani non riescono a vedere altrimenti che "un'amante di marmo, e aspettano che prenda vita, che il sangue colori le sue vene".

    C'è un'altro passo bellissimo che recita così:
    "Fu come una negazione di tutte le cose del cielo e della terra, che si può chiamare delusione, o se preferite, disperazione, come se l'umanità in letargo fosse stata creduta morta da quegli stessi che le tastavano il polso."
    In un certo senso, lo trovo molto attuale. A voi le conclusioni.

    C'è invece un'ultima cosa su cui vorrei spendere giusto due paroline, ma facendo bene i conti forse non ho parlato di altro in questa recensione. Mi riferisco al protagonista, il nostro malato incurabile.
    Ora, io non so se davvero tutti i giovani dell'epoca avessero la sua mentalità, lo trovo molto difficile, ma di protagonisti così petulanti in tutto il mio percorso di lettrice ne ho incontrati davvero pochissimi. Un miscuglio di contraddizioni e contrasti, un nido d'infelicità perenne e incontrastabile. Non è neppure credibile. Ma è lo strumento indispensabile per lo scopo narrativo prefissosi da de Musset, quindi su, è perdonato.

    In definitiva, per certi versi mi aspettavo di meglio, per altri non avrei potuto chiedere di meglio. E' un romanzo che a mio parere andrebbe letto, ma non è da definire immancabile nella libreria di ogni lettore. Credo che sì, lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 4

    E l'universo sparì.

    Ottavio, diciannovenne figlio dell'indolenza dell'Impero, inoccupato dopo le gloriose gesta di Napoleone, si ritrova a passare una una relazione all'altra con donne assuefatte al libertinaggio, alla s ...continua

    Ottavio, diciannovenne figlio dell'indolenza dell'Impero, inoccupato dopo le gloriose gesta di Napoleone, si ritrova a passare una una relazione all'altra con donne assuefatte al libertinaggio, alla simulazione del sentimento, al lato carnale e convenzionale della liaison. Tradito da un'amante e dall'amico, approda all'amore per Brigitte tra la tensione lirica del sentimento, purissimo e vibrante, e la spirale egotica di un giovane inesperto di sé e dell'altrui interiorità.
    Se da una parte l'intensità del sentire apre squarci emotivamente molto affascinanti, propri della gioventù che presume di saper tutto senza aver provato che poco, dall'altra la malattia del secolo che affligge Ottavio è, secondo Ottavio stesso, l'unica responsabile della vocazione al male che il protagonista stesso ravvisa in sé: questo discioglimento della responsabilità personale è l'elemento che più mi ha lasciato perplesso, perché, se è vero che nessuno può sentirsi svincolato dal proprio tempo, altrettanto reale è la scelta tra le opzioni possibili. L'energia di Ottavio, ispirata agli amori clandestini, direttamente generata dalla relazione di de Musset con George Sand, mi ha ricordato la passione dell'Ortis, la medesima cecità orgogliosa ed egotica tipica dei giovani che si ritengono titani e che dimenticano di avere i piedi d'argilla.
    Romanzo notevolissimo, à mon avis troppo sottovalutato.
    P.s.: trovare quest'edizione Garzanti è stata un'impresa.

    This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License

    ha scritto il 

  • 4

    "Il mio cuore soffriva in modo che c'era quasi costantemente in me un uomo che rideva e un altro che piangeva".

    Non posso che unirmi a chi ha citato questa frase bellissima...
    "I dolori passeggeri bestemmiano e accusano il cielo; i grandi dolori non accusano nè bestemmiano. Ascoltano."

    Non me lo aspettavo così ...continua

    Non posso che unirmi a chi ha citato questa frase bellissima...
    "I dolori passeggeri bestemmiano e accusano il cielo; i grandi dolori non accusano nè bestemmiano. Ascoltano."

    Non me lo aspettavo così bello e attuale... un insegnamento su cosa è e cosa non è l'amore, su come a causa dell'amore ci si può dannare e si può condannare una persona e su come l'Amore può redimere e insegnare davvero qualcosa di speciale per la propria anima.
    Consigliato!

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro imperfetto

    Su questo romanzo faccio un'eccezione e mi sparo 5 stelle anche se obiettivamente non le meriterebbe. A volte è stucchevole, datato, strutturalmente non all'altezza di grandi autori della sua epoca..p ...continua

    Su questo romanzo faccio un'eccezione e mi sparo 5 stelle anche se obiettivamente non le meriterebbe. A volte è stucchevole, datato, strutturalmente non all'altezza di grandi autori della sua epoca..però è talmente vivo, passionale, sincero, romantico, - nel senso bello del termine - , che non ho resistito e ho calato le braghe..Ogni tanto tutti abbiamo un debole per qualche libro minore per ragioni solo nostre e di nessun altro. E' questa per me una di quelle volte.

    ha scritto il 

  • 5

    "I dolori passeggeri bestemmiano e accusano il cielo; i grandi dolori non accusano nè bestemmiano. Ascoltano"

    Leggendo questo romanzo francese, non potevo fare a meno di pensare: come può un romanzo composto nell'epoca post-napoleonica essere scritto in uno stile così accattivante e contemporaneo ai giorni no ...continua

    Leggendo questo romanzo francese, non potevo fare a meno di pensare: come può un romanzo composto nell'epoca post-napoleonica essere scritto in uno stile così accattivante e contemporaneo ai giorni nostri? Come può catturare in un modo così forte e trasmettere attraverso la penna dell'autore pensieri così profondi e veritieri?
    Mi duole pensare che è un libro introvabile, così poco valutato ai giorni nostri, nonostante sia un libro intriso di valori, valori pronti a cogliere il lettore in un vorticare di emozioni senza fine.
    Anche quando lo si è terminato, l'impronta che lascia dentro il lettore è talmente profonda che lo spinge a gettare irresistibilmente uno sguardo verso lo scaffale dove lo si ripone. Sempre. Incondizionatamente.

    La perfezione non esiste, capirla è il trionfo dell'intelligenza umana, desiderarla per possederla è la più pericolosa delle follie.

    ha scritto il