Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le confessioni di un italiano

Di

Editore: Garzanti Libri

4.0
(568)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 918 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8811519578 | Isbn-13: 9788811519577 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Ti piace Le confessioni di un italiano?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Perché non studiarlo a scuola?

    La differenza fra la scuola di oggi e quella di una volta? Mio padre ha studiato in un perito tecnico negli anni '60, e l'insegnante di italiano fece leggere interamente questa opera, mentre io ho frequentato il liceo classico negli anni 2000, senza che Nievo fosse mai citato nelle lezioni di let ...continua

    La differenza fra la scuola di oggi e quella di una volta? Mio padre ha studiato in un perito tecnico negli anni '60, e l'insegnante di italiano fece leggere interamente questa opera, mentre io ho frequentato il liceo classico negli anni 2000, senza che Nievo fosse mai citato nelle lezioni di letteratura, interamente saltato il capitolo a lui dedicato nel libro di italiano, cosa che ho poi riscontrato anche parlando con altri miei coetanei.
    Questo è il vero libro del risorgimento italiano, è leggendo quest'opera che si può capire realmente lo spirito che contraddistingueva i giovani dell'epoca, i sognatori che speravano in un'Italia diversa e unita!
    Come si può cancellare la lettura di questo capolavoro dai programmi scolastici? Non fosse morto misteriosamente, Nievo oggi probabilmente sarebbe valso un Manzoni, e non è detto che le Confessioni non valgano i Promessi Sposi, è solo questione di pubblicità e di caparbietà degli insegnanti.
    Peccato davvero che sia poco conosciuto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un vero capolavoro! Un'opera che è contemporaneamente un romanzo storico dell'Italia di fine '700- metà '800, un libro di avventura, una storia di passione civile e di passioni affettive. Il personaggio della Pisana, con le sue mille contraddizioni, rimane indelebile nella memoria.

    ha scritto il 

  • 4

    Confessioni di un italiano...

    Carlino Altoviti, il protagonista delle Confessioni, si può ritenere molto fortunato ma l'affresco storico in cui si muove è talmente avvincente e determinante quasi da sopraffare i dettagli e i singoli fatti. E dalla stessa sorte sembra esserne colpita pure l'opera stessa, da sempre considerata ...continua

    Carlino Altoviti, il protagonista delle Confessioni, si può ritenere molto fortunato ma l'affresco storico in cui si muove è talmente avvincente e determinante quasi da sopraffare i dettagli e i singoli fatti. E dalla stessa sorte sembra esserne colpita pure l'opera stessa, da sempre considerata una delle poche vere ricchezze narrative dell'800 italiano, ha però subìto come per incantesimo un destino strano quanto suggestivo. Ippolito Nievo nasce a Padova nel 1831 e tra gli studi e l'azione patriottica, sarà l'avventura vera e propria a sceglierlo, prima con Mazzini, poi nella campagna del 1859 con i cacciatori delle Alpi, per finire con i mille di Garibaldi fino alla Sicilia. Nell'isola ebbe per un periodo incarichi politici ed amministrativi fino a che, durante un viaggio di ritorno in mare, morì per il naufragio del vapore su cui era imbarcato. Aveva trent'anni.
    "Le confessioni di un italiano" quindi, esce postumo nel 1867 e possiamo davvero ritenerlo uno dei pochi romanzi italiani all'altezza dei "grandi" dell'800. Tra le pagine la rappresentazione di un grande evento collettivo che circonda un insieme di esperienze individuali: costruendo sul dettaglio, sulle vite marginali di ognuno anche la Storia ne resta coinvolta: un vortice di fatti, persone, sentimenti sfiorano ma non possono scalfire il dirompente e fatale passare del tempo. E
    l'essenza stessa degli ideali del giovane Nievo, saranno nelle pagine del suo romanzo dove la fine di quell'ancien regime del vecchio mondo prenderà anche la Venezia quasi fatiscente e ormai solamente riflesso di se stessa, della sua potenza di repubblica marinara ormai alla deriva.
    Ed è proprio qui che Nievo, sotto le spoglie del protagonista ottuagenario, ritrae l'emozione dell'epoca rivoluzionaria, quella napoleonica, la Restaurazione, fino ai giorni confusi drammatici ed esaltanti dei primi fermenti del processo di unità nazionale.
    E'la coscienza politica di un protagonista attivo, ma anche la poesia di chi riesce a incasellare nel racconto sia un impareggiabile quadro politico-sociale sia, attraverso il muoversi e l'organizzarsi degli individui, il formarsi delle tendenze di pensiero che daranno vita alle ideologie, concetto forse ancor troppo nuovo del quale però Nievo ne aveva constatato l'essenza. Lo scrittore arriva fino alla condanna del vecchio mondo ma però non esclude il ricordo e la nostalgia per esso, contraddizioni di un uomo che danno al romanzo anche la dimensione onirica e trascendentale che oltrepassa ogni storicizzazione offrendo scorci tra i più belli e autentici o, meglio ancora, lo stato di tensione in cui cessano le illusioni per dei nuovi modi d'esprimersi che cambieranno metodi e prospettive. UN limite di Nievo è infatti quello di non esser riuscito in pieno a lasciare quello schema romantico che i naturalisti francesi di lì a poco distruggeranno ma si scorge però ugualmente l'intuizione di una realtà complessa e nuova, anche per Carlino Altoviti. Se infatti i profili realistici risentono ancor troppo dell'io romantico, vi è la dimensione etica e politica, italiana ed europea, ad affrontare la formazione di una coscienza e i suoi punti oscuri e più veri, senza enfasi, senza inutili appendici d, magari a volte prolisso e stravagante ma dotato di un ironia particolare, in questo libro c'è tutta la vita di chi la perderà a trent'anni, ricchissima di personaggi che ne tingono la psiche e la differenziano, toccando ogni tic ed ogni mania fino ad approdare all'universo femminile con La Pisana, con la sua sfrontata sensualità, con la sua sfrontata ribellione...Nievo, padovano come me e che pensò come i suoi coetanei e guardava ad un futuro diverso... ma forse questa è un'altra storia che lui non ha mai nemmeno accennato...

    ha scritto il 

  • 5

    IL COMMENTO DI UN OTTUAGENARIO: sorprendente.

    Ho ostinatamente evitato questo libro per 70 anni, pensando che fosse un polpettone filosofico di un vegliardo annoiato. Invece NO!!
    Il libro è stato scritto da un ventisettenne ed è avventuroso, romantico, storico, accuratamente descrittivo di usi e costumi risorgimentali ed infine didatti ...continua

    Ho ostinatamente evitato questo libro per 70 anni, pensando che fosse un polpettone filosofico di un vegliardo annoiato. Invece NO!!
    Il libro è stato scritto da un ventisettenne ed è avventuroso, romantico, storico, accuratamente descrittivo di usi e costumi risorgimentali ed infine didatticamente deamicisiano. Si può muovere ad esso più di una critica e sentenziare: l'autore avrebbe dovuto rivederlo e ripulirlo prima di darlo alle stampe.
    NON CI STO ( alla Scalfaro ): il giovanotto ha scritto il librone (1100 pagine) in 8 mesi nel 1858; nel 1859 ha combattuto con Garibaldi come Cacciatore delle Alpi; nel 1860 è stato uno dei MILLE ed a Marzo del 1861 è morto.A trenta anni. Be'?

    ha scritto il 

  • 5

    Viva Nievo!!!

    È stata una lettura a tratti molto impegnativa per le mie capacità ma, nello stesso tempo estremamente appassionante ed emozionante. Un testo che, scritto quindici anni dopo “I promessi sposi” di Manzoni, mi è parso fottutamente moderno con personaggi cazzuti e rivoluzionari e una storia coinvolg ...continua

    È stata una lettura a tratti molto impegnativa per le mie capacità ma, nello stesso tempo estremamente appassionante ed emozionante. Un testo che, scritto quindici anni dopo “I promessi sposi” di Manzoni, mi è parso fottutamente moderno con personaggi cazzuti e rivoluzionari e una storia coinvolgente che si svolge in un’Italia in grande subbuglio, dalla seconda metà del ‘700 alla prima dell’800. Mi stupisco che alle superiori non si studi quest’opera e che, dirò un’eresia da perfetto ignorante, non sostituisca il “sacro” testo manzoniano.

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto nella sua imperfezione, completo con le sue mancanze. Nievo ha lasciato, postumo, quello che troppo spesso è ricordato come un "semplice" romanzo patriottico. No: le "Confessioni" sono molto di più, e relegarle al solo ambito della "letteratura risorgimentale" sarebbe troppo riduttivo. I ...continua

    Perfetto nella sua imperfezione, completo con le sue mancanze. Nievo ha lasciato, postumo, quello che troppo spesso è ricordato come un "semplice" romanzo patriottico. No: le "Confessioni" sono molto di più, e relegarle al solo ambito della "letteratura risorgimentale" sarebbe troppo riduttivo. Il Romanzo del giovane garibaldino può far ottima figura là, a fianco dei "Promessi Sposi", sullo scaffale più alto della Letteratura Italiana. Ma cosa sono le "Confessioni", se non un poema sinfonico sulla Storia italiana, diretto da un'irresistibile stella polare: la Pisana! Così, andandole dietro, finiamo tutti travolti, inevitabilmente, dalla prosa ritmica di quest'ottantenne di ventisette anni.

    ha scritto il 

  • 4

    Spaccato di vita di un uomo che ha vissuto più Rivoluzioni tra ideali disillusi, ma forti e onesti, tra amori contrastati, ma costanti, in una società piena di cambiamenti politici e sociali. A volte prolisso, a volte moralista, ma spesso divertente ed efficace nella narrazione. A me è piaciuto u ...continua

    Spaccato di vita di un uomo che ha vissuto più Rivoluzioni tra ideali disillusi, ma forti e onesti, tra amori contrastati, ma costanti, in una società piena di cambiamenti politici e sociali. A volte prolisso, a volte moralista, ma spesso divertente ed efficace nella narrazione. A me è piaciuto un sacco, ecco.

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo risorgimentale nazionale: Le confessioni d'un Italiano

    Le confessioni d'un Italiano non è un romanzo risorgimentale, bensì IL romanzo risorgimentale nazionale. Scritto fra il 1857 e il 1858 e articolato in ventritré densissimi capitoli, il romanzo ci conduce per l'Italia e per l'Europa (ma anche, nelle ultime pagine, oltreoceano), illus ...continua

    Le confessioni d'un Italiano non è un romanzo risorgimentale, bensì IL romanzo risorgimentale nazionale. Scritto fra il 1857 e il 1858 e articolato in ventritré densissimi capitoli, il romanzo ci conduce per l'Italia e per l'Europa (ma anche, nelle ultime pagine, oltreoceano), illustrandoci le prime, fondamentali tappe del percorso verso l'unità della nostra nazione. Seguendo la crescita e l'invecchiare di Carlo Altoviti, appartenente ad una nobile famiglia di Fratta avviata ormai alla decadenza, assistiamo alla discesa in Italia di Napoleone e alla fondazione delle Repubbliche giacobine, alla caduta della Serenissima, alla lotta per l'indipendenza Greca e a tante altre vicende che compongono l'affresco del Risorgimento italiano ed europeo.
    Alle vicende storiche si intrecciano le vite dei protagonisti, gli intrighi fra i nobili di Fratta, le concorrenze economiche e sociali, stupefacenti agnizioni tra fratelli, vicende di profonda religiosità, macchinazioni di tutori, seduzioni di nobildonne, momenti di grande miseria e fame e altri di prosperità, famiglie che si accrescono, pietose morti e azioni eroiche compiute da Venezia a Genova, da Bologna a Napoli. Su tutte queste piccole e grandi storie, però, si eleva quella del controverso ma totalizzante amore di Carlo per la Pisana, un affetto nato durante i giochi dell'infanzia e maturato nelle più pericolose avversità delle lotte per l'indipendenza. Divisi da due caratteri completamente differenti, dai continui capricci della Pisana e da ostacoli sociali incalzanti, i due amanti sono però uniti da un profondo amor di patria, che finisce per farli ritrovare anche nelle fortezze sperdute del meridione.

    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2013/08/le-confessioni-dun-italiano-nievo.html

    ha scritto il 

  • 5

    Da rivalutare

    Un grande classico della letteratura, sicuramente piuttosto intricato e complesso, ma anche molto godibile per la capacità di intrecciare i rivolgimenti della Storia con le vicende personali dei personaggi, molto ben delineati. Mi è rimasto nel cuore.

    ha scritto il 

Ordina per