Le correzioni

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.2
(5817)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 605 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Finlandese , Portoghese , Svedese , Danese , Sloveno , Catalano , Olandese , Ceco , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806160370 | Isbn-13: 9788806160371 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: Paperback , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio di radunare per un "ultimo" Natale i tre figli che ha allevato secondo le regole rigorose e i valori dell'America del dopoguerra, attenta a "correggere" ogni deviazione dal "giusto". Ma i tre figli se ne sono andati sulla costa orientale: Gary, dirigente di banca, è vittima della depressione e di una moglie infantile e testarda; Chip ha perso il posto all'università per "comportamento sessuale scorretto"; Denise, chef di successo, conduce una vita privata molto discutibile secondo i Lambert.
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  • 4

    La famiglia Lambert siamo tutti noi: siamo il vecchio malato Alfred, con un passato frustrato di riservatezza e incorruttibilità, siamo Enid, con le sue vergogne e desideri, che non perde occasione di ...continua

    La famiglia Lambert siamo tutti noi: siamo il vecchio malato Alfred, con un passato frustrato di riservatezza e incorruttibilità, siamo Enid, con le sue vergogne e desideri, che non perde occasione di esibire i successi della famiglia e millantarne gli insuccessi; siamo Gary con le sue depressioni, versione generazionale più nuova del padre Alfred che inconsciamente ne ripercorre le dinamiche e siamo Caroline che si sottrae abilmente alla presenza dei suoceri e cerca alleanza nel rapporto coi figli; siamo Chip eterno frustrato che da ragazzo a uomo ha evoluto le sue inettitudini senza mai liberarsene completamente, siamo Denise appassionata chef, che non vuole accettare la sua vera natura. Siamo la pletora di tutti i personaggi minori e le comparse di questa dettagliata, sezionata, lucidissima disamina umana.
    E non è un caso che sia spesso citato esplicitamente e implicitamente Schopenhauer: il gioco dei corsi e ricorsi storici, delle aspettative deluse, delle frustrazioni famigliari e delle relative correzioni che si ripetono in una spirale ereditaria sono la chiave di lettura di quest'opera simbolo dei vizi e virtù umane senza tempo, collocate però in un ben definito contesto storico e sociale, la realtà americana di fine millennio.
    Un'opera monumentale, quasi prolissa, dallo stile enciclopedico e creativo, ricca di figure retoriche e intercalari suggestivi e suggestionanti.
    Una cultura poliedrica quella di Franzen (che si rivela profondo conoscitore della psicologia umana) e lo annovera non a caso tra gli scrittori protagonisti della contemporaneità.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo brutale, uno specchio crudo e crudele delle dinamiche che noi tutti attraversiamo nei rapporti quotidiani con noi stessi e le nostre famiglie.
    Notevole il racconto del progressivo ed inesor ...continua

    Un romanzo brutale, uno specchio crudo e crudele delle dinamiche che noi tutti attraversiamo nei rapporti quotidiani con noi stessi e le nostre famiglie.
    Notevole il racconto del progressivo ed inesorabile deteriorarsi di una mente afflitta da Alzheimer.

    ha scritto il 

  • 3

    Facciamola breve: cosa si, cosa no

    SI: la descrizione delle nevrosi dei personaggi e, più di ogni altra cosa, della malattia di Alfred; l'immagine viva della vera America, non quella di NY o LA; l'idolatria del successo e del danaro in ...continua

    SI: la descrizione delle nevrosi dei personaggi e, più di ogni altra cosa, della malattia di Alfred; l'immagine viva della vera America, non quella di NY o LA; l'idolatria del successo e del danaro in una società che di lì ad una ventina/trentina d'anni avrebbe prodotto Trump; l'etica del lavoro come ipocrita rifugio per non affrontare le carenze affettive e, allo stesso tempo, le anaffettività; la narrazione impietosa dell'infelicità coniugale e delle sue mille dinamiche; in definitiva: lo stile (il buon Franzen sa scrivere, come ha detto qualcuno prima di me).
    NO: troppe digressioni compiaciute, troppi dettagli insistiti, troppi virtuosismi, troppi cali di ritmo: tutta roba (anche questa non è frase mia) che impedisce a questo libro di entrare nel cuore.
    Vale però la pena leggerlo: anche se non è il libro di una vita, in certi passaggi ti fa capire cose che riguardano te e la tua famiglia in modo del tutto inaspettato.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli eBook a 15 giorni della biblioteca virtuale mi fanno trottare. Anche perché non c'è' niente di peggio di essere in mezzo al niente, bellissimo e interessantissimo niente per carità, col tomo virtu ...continua

    Gli eBook a 15 giorni della biblioteca virtuale mi fanno trottare. Anche perché non c'è' niente di peggio di essere in mezzo al niente, bellissimo e interessantissimo niente per carità, col tomo virtuale che non si fa più leggere alla scadenza del prestito e ti lascia con l'ansia della storia interrotta.
    Questo libro poi si beve a lunghi sorsi, malgrado alcune digressioni un po' da nerd so tutto io. Mi ha ricordato Roth (ma Roth e' irraggiungibile) ma anche Lodge dell'adolescenza (ma Lodge e' molto piu' bristish). Da consigliare? Forse si. Il lavorio sui personaggi e' bello e Alfred e Einid sono due ritratti molto ben fatti, che toccano leve intime del rapporto genitoriale. E poi il dolce amaro del non risolto e del resistere alla vita che ti assale. E la famiglia che è il luogo del conflitto, come diceva Galimberti in un bell'articolo di qua anno fa.

    ha scritto il 

  • 4

    A libro appena iniziato, sale subito l'entusiasmo di avere per le mani finalmente un libro di ottimo livello.
    Entusiasmo che regge decisamente bene, per una notevole percentuale di pagine, per poi ini ...continua

    A libro appena iniziato, sale subito l'entusiasmo di avere per le mani finalmente un libro di ottimo livello.
    Entusiasmo che regge decisamente bene, per una notevole percentuale di pagine, per poi iniziare a seguire un andamento a picchi e valli, con numerosi cali e riprese.
    Le varie lunghe digressioni, generano una deludente discontinuità nel livello di qualità della narrazione.
    E' un vero vero peccato che l'autore l'abbia tirata così per le lunghe perchè, con qualche taglio qua e là, 5 stelle non gliele levava nessuno.

    ha scritto il 

  • 4

    E' impossibile terminare di leggere questo romanzo senza avere bisogno di un forte abbraccio da mamma e papà. L'imperfezione dei personaggi, l'imperfezione delle loro vite, l'imperfezione dei loro rap ...continua

    E' impossibile terminare di leggere questo romanzo senza avere bisogno di un forte abbraccio da mamma e papà. L'imperfezione dei personaggi, l'imperfezione delle loro vite, l'imperfezione dei loro rapporti, è in effetti un'imperfezione universale, che crea un caos di tipo comunicativo e affettivo al quale si tenta di sfuggire apportando correzioni, ma che e' insito nella nostra contemporanea quotidianità.

    I personaggi sono descritti in tutte le loro debolezze e stranezze, nei loro segreti e nelle loro vergogne, nei loro limiti e nella loro umanità, costretti in ruoli intrisi di vittimismo, falsa fiducia, soffocata ribellione e bugie. Impossibile giudicare le loro scelte sbagliate, le loro ossessioni e le loro mancanze: loro siamo noi.

    ha scritto il 

  • 3

    e la domanda era:

    Senza alcun dubbio: "Come uscire da quella prigione?". E' si, perché di odio rancoroso parla questo romanzo scritto - e tradotto! - con notevole maestria. Un rancore di oltre mezzo secolo di "braccine ...continua

    Senza alcun dubbio: "Come uscire da quella prigione?". E' si, perché di odio rancoroso parla questo romanzo scritto - e tradotto! - con notevole maestria. Un rancore di oltre mezzo secolo di "braccine corte" Enid verso il povero Alfred, la cui tutto sommato normalità (le tare caratteriali sono comunque piuttosto limitate se confrontate con il resto della galleria dei personaggi del romanzo) deve essere scontata in un progressivo degrado mentale e fisico. I tre figli poi sono la quintessenza di un cupio dissolvi del romanziere... per un breve periodo sembra salvarsi la figura di Denise, ma anche quella poverella viene massacrata in una serie infinita di punizioni che neanche nel libro di Giobbe!
    Combattuto dal piacere di leggere un libro ben scritto e la furiosa rabbia di immedesimarsi in tanta negatività, per buona parte della lettura m'è montata una progressiva ma irrefrenabile tendenza ad imbufalirmi che alla fine si è precipitosamente acquietata quando il quadro mi si è chiarito nella mente con l'incidente in crociera di Alfred e nel contrasto tra l'istinto di sopravvivenza e la volontà di autodistruzione, contrasto che porterà crudelmente a far soffrire per altri svariati anni in quella "prigione" da cui sarebbe voluto uscire tanto lui quanto, per aspetti e livelli diversi il resto della famiglia Lambert. Certo che il livello di disprezzo del romanziere per quell'ambiente è tale che il sadismo con cui fa' soffrire i suoi personaggi ha un che di malsano. Decisamente malato invece è il suo odio per il mondo femminile e il disprezzo per i femminismi che vengono dileggiati con un sarcasmo rancoroso talmente smaccato da indurre ad una certa commiserazione verso il pur abilissimo romanziere.

    ha scritto il 

  • 4

    O tempora o mores

    Sa scrivere Franzen, su questo non c'è discussione. A mio parere arriva a livelli raggiungibili da pochi autori contemporanei quando descrive l'indiscrivibile smarrimento di Alfred nel perdere la salu ...continua

    Sa scrivere Franzen, su questo non c'è discussione. A mio parere arriva a livelli raggiungibili da pochi autori contemporanei quando descrive l'indiscrivibile smarrimento di Alfred nel perdere la salute, la realtà opprimente dei suoi deliri, lo sgomento disperato del sapersi finito. Il suo stile è lavorato, raffinato ed efficace nel comunicare una atmosfera, nel fare nascere nel lettore le sensazioni volute: vedasi l'uso abile dei dialoghi frammentati e scomposti per introdurci nella dimensione inquieta, orrifica e deforme in cui il farmaco scaglia Enid. Oppure la capacità di fare partecipare oggetti all'ansia che pervade gli umani, in cui un foglio di giornale si avvolge "con erotica disperazione" e i paraspruzzi "rabbrividiscono", in una disperazione esistenziale di un intero universo dove anche le cose si rattrappiscono sconsolati e sgomenti come Alfred.
    E allora cosa non mi ha convinto del tutto? In parole povere, che questo valido talento è messo al servizio del cinico e disilluso lamento del nostalgico intellettuale di sinistra che confessa di aver perso la chiave di interpretazione della realtà. Che si parli della "way of life" dei giovani metrosexual (la parte dedicata a Denise è la meno riuscita, il personaggio troppo piatto e le vicende alla fine noiose nella loro letterarietà) o degli avidi fini multinazionali del farmaco o della rovina di una nazione baltica orfana del comunismo e distrutta dal mercato selvaggio o della moderna famiglia USA disfunzionale arena di battaglie devastanti, a volte il fine di Franzen mi sembra troppo evidente ed ingombrante. Il rischio che la condanna globale della intera famiglia Lambert (e quindi di una società intera, vecchi e nuove generazioni) finisca per sciogliere il libro in una pesante e rancorosa invettiva fine a sè stessa.
    Alla fine dei conti qui Jonathan si salva, grazie alla grande capacità di scrittura che dona una splendida parte finale e ad un personaggio come Albert dalle molte dimensioni e intorno al quale ruota l'opera dall'inizio alla fine….

    ha scritto il 

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