Le correzioni !! SCHEDA INCOMPLETA !!

Di

Editore: Einaudi

4.2
(5794)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Finlandese , Portoghese , Svedese , Danese , Sloveno , Catalano , Olandese , Ceco , Chi tradizionale

Isbn-10: A000044024 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Scheda INCOMPLETA, da non aggiungere in libreria.

Le schede corrette delle edizioni Einaudi, dotate di codice ISBN, si trovano qui:

http://www.anobii.com/books/0190284ff887c81d93/

http://www.anobii.com/books/01f7e296b0c264012b/

http://www.anobii.com/books/01af13b4cca600fe1c/

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  • 3

    e la domanda era:

    Senza alcun dubbio: "Come uscire da quella prigione?". E' si, perché di odio rancoroso parla questo romanzo scritto - e tradotto! - con notevole maestria. Un rancore di oltre mezzo secolo di "braccine ...continua

    Senza alcun dubbio: "Come uscire da quella prigione?". E' si, perché di odio rancoroso parla questo romanzo scritto - e tradotto! - con notevole maestria. Un rancore di oltre mezzo secolo di "braccine corte" Enid verso il povero Alfred, la cui tutto sommato normalità (le tare caratteriali sono comunque piuttosto limitate se confrontate con il resto della galleria dei personaggi del romanzo) deve essere scontata in un progressivo degrado mentale e fisico. I tre figli poi sono la quintessenza di un cupio dissolvi del romanziere... per un breve periodo sembra salvarsi la figura di Denise, ma anche quella poverella viene massacrata in una serie infinita di punizioni che neanche nel libro di Giobbe!
    Combattuto dal piacere di leggere un libro ben scritto e la furiosa rabbia di immedesimarsi in tanta negatività, per buona parte della lettura m'è montata una progressiva ma irrefrenabile tendenza ad imbufalirmi che alla fine si è precipitosamente acquietata quando il quadro mi si è chiarito nella mente con l'incidente in crociera di Alfred e nel contrasto tra l'istinto di sopravvivenza e la volontà di autodistruzione, contrasto che porterà crudelmente a far soffrire per altri svariati anni in quella "prigione" da cui sarebbe voluto uscire tanto lui quanto, per aspetti e livelli diversi il resto della famiglia Lambert. Certo che il livello di disprezzo del romanziere per quell'ambiente è tale che il sadismo con cui fa' soffrire i suoi personaggi ha un che di malsano. Decisamente malato invece è il suo odio per il mondo femminile e il disprezzo per i femminismi che vengono dileggiati con un sarcasmo rancoroso talmente smaccato da indurre ad una certa commiserazione verso il pur abilissimo romanziere.

    ha scritto il 

  • 4

    O tempora o mores

    Sa scrivere Franzen, su questo non c'è discussione. A mio parere arriva a livelli raggiungibili da pochi autori contemporanei quando descrive l'indiscrivibile smarrimento di Alfred nel perdere la salu ...continua

    Sa scrivere Franzen, su questo non c'è discussione. A mio parere arriva a livelli raggiungibili da pochi autori contemporanei quando descrive l'indiscrivibile smarrimento di Alfred nel perdere la salute, la realtà opprimente dei suoi deliri, lo sgomento disperato del sapersi finito. Il suo stile è lavorato, raffinato ed efficace nel comunicare una atmosfera, nel fare nascere nel lettore le sensazioni volute: vedasi l'uso abile dei dialoghi frammentati e scomposti per introdurci nella dimensione inquieta, orrifica e deforme in cui il farmaco scaglia Enid. Oppure la capacità di fare partecipare oggetti all'ansia che pervade gli umani, in cui un foglio di giornale si avvolge "con erotica disperazione" e i paraspruzzi "rabbrividiscono", in una disperazione esistenziale di un intero universo dove anche le cose si rattrappiscono sconsolati e sgomenti come Alfred.
    E allora cosa non mi ha convinto del tutto? In parole povere, che questo valido talento è messo al servizio del cinico e disilluso lamento del nostalgico intellettuale di sinistra che confessa di aver perso la chiave di interpretazione della realtà. Che si parli della "way of life" dei giovani metrosexual (la parte dedicata a Denise è la meno riuscita, il personaggio troppo piatto e le vicende alla fine noiose nella loro letterarietà) o degli avidi fini multinazionali del farmaco o della rovina di una nazione baltica orfana del comunismo e distrutta dal mercato selvaggio o della moderna famiglia USA disfunzionale arena di battaglie devastanti, a volte il fine di Franzen mi sembra troppo evidente ed ingombrante. Il rischio che la condanna globale della intera famiglia Lambert (e quindi di una società intera, vecchi e nuove generazioni) finisca per sciogliere il libro in una pesante e rancorosa invettiva fine a sè stessa.
    Alla fine dei conti qui Jonathan si salva, grazie alla grande capacità di scrittura che dona una splendida parte finale e ad un personaggio come Albert dalle molte dimensioni e intorno al quale ruota l'opera dall'inizio alla fine….

    ha scritto il 

  • 0

    Uno di quei casi in cui le 5 stelle non mi basterebbero. Franzen è come sempre un incantatore, racconta storie di vita che mi catturano, mi spezzano il cuore e mi mancano appena finite.

    ha scritto il 

  • 5

    Sulla celebrazione dell'errore, ovvero sul rapporto tra psicologia e tradizione letteraria russa.

    Errare è umano, dice l'andante popolare, e la correzione è per definizione il tentativo di risolvere l'errore. In questo romanzo, il primo che abbia affrontato di questo autore monumentale, si raccont ...continua

    Errare è umano, dice l'andante popolare, e la correzione è per definizione il tentativo di risolvere l'errore. In questo romanzo, il primo che abbia affrontato di questo autore monumentale, si raccontano le cinque storie dei cinque componenti di una famiglia, di come si siano trovati di fronte al loro errore e di come abbiano tentato di correggerlo.
    Non è un romanzo scorrevole, non è un romanzo coeso. Eppure esiste qualcosa che mi ha attaccato alle pagine in maniera morbosa: superata una prima grossa delusione quando si è abbandonata la storia del primo membro della famiglia - di gran lunga la più fantasiosa e interessante per me - per seguire qualcosa di meno entusiasmante e digerita quindi la consapevolezza che l'interesse del lettore sarebbe stato anche in momenti successivi sottomesso dalla struttura o sostituito dalla funzione, ho legato empaticamente in modo molto forte e rapido con almeno quattro dei protagonisti e l'unico desiderio nato in me era che la vecchia madre riuscisse davvero a ottenere il suo natale in famiglia e che tutto filasse liscio.

    Tre quinti dei personaggi sono dei nevrotici cronici degni della New York alienata di Woody Allen - o del realismo postmoderno e della sua componente isterica in generale - i restanti ricalcano piuttosto bene lo stereotipo degli americani del midwest che abbiamo anche qui in Italia, la dinamica famigliare è contenuta e comune, vorrei dire condivisa, e l'aria generale del romanzo - anche se affatto innovativa o particolarmente brillante - funziona dalla prima all'ultima pagina. Sommiamo i due o tre temi psico-sociali del momento a una scrittura potente e in grado di torcere letteralmente le budella al lettore ed ecco che è nato un nuovo classico.

    C'è una frase, buttata lì nel marasma delle seicento pagine che compongono il romanzo, che da sola mi pare essere recensione, interpretazione, sunto e messaggio di tutto il libro: La paura dell'umiliazione e il desiderio d'umiliazione sono strettamente collegati: lo sanno sia gli psicologi che i romanzieri russi. Ecco, questa cosa è Le Correzioni.

    ha scritto il 

  • 1

    una pizza pazzesca! un film americano stravisto, con nevrosi che vorrebbero essere alla Allen ma te lo fanno venire a te il giramento, retorico, prolisso e con una scrittura davvero indigesta. Mi è st ...continua

    una pizza pazzesca! un film americano stravisto, con nevrosi che vorrebbero essere alla Allen ma te lo fanno venire a te il giramento, retorico, prolisso e con una scrittura davvero indigesta. Mi è stato regalato da un amico caro e ho pensato "Non l'avrà letto" e invece lo ha letto e a lui è piaciuto! Due pagine per descrivere un tavolo...naaaa, insopportabile!

    ha scritto il 

  • 0

    "Le correzioni"... Da correggere

    sulla quarta di copertina c'è scritto..."un grande romanzo che si legge d'un fiato", non è stato il mio caso. L'ho trovato farraginoso,prolisso e soltanto in alcuni punti interessante, soprattutto nel ...continua

    sulla quarta di copertina c'è scritto..."un grande romanzo che si legge d'un fiato", non è stato il mio caso. L'ho trovato farraginoso,prolisso e soltanto in alcuni punti interessante, soprattutto nelle descrizioni ambientali esterne ed interne. I caratteri dei personaggi rispecchiano veramente i nostri,di uomini occidentali,che stanno invecchiando, ma l'autore l'ha portata veramente troppo per le lunghe

    ha scritto il 

  • 4

    E' stap il mio primo Franzen, e nonostante ci abbia messo un pochino a terminarlo l'ho trovato bellissimo. E logorante. E già mi manca. E nulla, leggetelo, ne vale la pena. Una scrittura ricca, in cui ...continua

    E' stap il mio primo Franzen, e nonostante ci abbia messo un pochino a terminarlo l'ho trovato bellissimo. E logorante. E già mi manca. E nulla, leggetelo, ne vale la pena. Una scrittura ricca, in cui si inciampa, si corre, ci si strugge. Tante, tantissime informazioni. Descrizione dei personaggi così accurata che quasi quasi mi sembrava di doverci andare a prendere un caffè l'indomani. Talento.

    ha scritto il 

  • 2

    Letto subito dopo "Eccomi" di Foer, rispetto al quale tratta argomenti simili anche se non sovrapponibili. E a dimostrazione di questo stato di cose, mentre provo ancora nostalgia per i protagonisti d ...continua

    Letto subito dopo "Eccomi" di Foer, rispetto al quale tratta argomenti simili anche se non sovrapponibili. E a dimostrazione di questo stato di cose, mentre provo ancora nostalgia per i protagonisti del precedente romanzo, ho invece odiato TUTTI i personaggi descritti in queste settecento e passa pagine: non sono riuscito a provare simpatia per nessuno tremando solo all'idea di avere come vicino di casa un membro di questa famigliola del midwest. A parte il (legittimo) nervoso, attraverso le ambiguità, le nevrosi e le ipocrisie di quella parte di america, ben si capisce come il trumpismo abbia potuto affondare le proprie radici.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, ma gli manca qualcosa per entrare nel cuore. Oltretutto, il personaggio di Gary ha una storyline abbastanza insignificante rispetto agli altri, ai quali comunque ne succedono troppe, quasi ai l ...continua

    Bello, ma gli manca qualcosa per entrare nel cuore. Oltretutto, il personaggio di Gary ha una storyline abbastanza insignificante rispetto agli altri, ai quali comunque ne succedono troppe, quasi ai limiti dell'inverosimile. Letto d'un fiato, avrebbe forse giovato di leggeri tagli qua e là; il voto rimane alto in ogni caso.

    ha scritto il 

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