Le cronache di Narnia

3 voll. in cofanetto

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar grandi classici)

3.7
(6711)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1167 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8804552891 | Isbn-13: 9788804552895 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Belliti , F. Dei

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
Lewis scrisse i sette volumi del Ciclo di Narnia - qui pubblicati in un cofanetto in tre volumi - con la dichiarata intenzione di rivolgersi a lettori bambini, ma non soltanto a loro. Era sua opinione che "un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta" e questi romanzi fantastici sono davvero "libri per tutti". I bambini vi troveranno il ritmo incalzante dell'avventura e una incredibile girandola di personaggi, mentre gli adulti scopriranno un "mondo secondario", creato da uno scrittore che attinge alla grande tradizione della letteratura dell'infanzia, ma anche alle allegorie dantesche.
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  • 3

    Letto. Finalmente ci sono riuscita anche io, erano anni che mi dicevo che dovevo leggerlo - generalmente dopo aver visto il primo film- e alla fine ci sono riuscita. E ho letto il mattone - metaforico ...continua

    Letto. Finalmente ci sono riuscita anche io, erano anni che mi dicevo che dovevo leggerlo - generalmente dopo aver visto il primo film- e alla fine ci sono riuscita. E ho letto il mattone - metaforico- un racconto dietro l'altro.
    In generale ha un suo perchè, anche se ci sono stati dei momenti in cui "perchè?!" me lo sono chiesta io, soprattutto quando avrebbe potuto approfondire certi aspetti (narrativamente più importanti) invece che infilarci dentro storie di personaggi nuovi e poi mai più considerati - vedi il ragazzo e il cavallo.
    In linea generale rimane una lettura carina, anche se "infantile" per certi aspetti, che mi ha fatto correre a casa per leggere il capitolo successivo molte più volte di quelle in cui ho pensato di saltarne uno.
    Per quanto riguarda il richiamo religioso, molto sottolineato da alcuni lettori, non l'ho trovato poi così invadente, sebbene palese.

    Le sue 3 stelline se le merita tutte.

    ha scritto il 

  • 4

    Come libro per ragazzi posso dire che sia magnifico, quando l'ho letto iversi anni fa l'avevo trovato scorrevole, avvincente e per nulla banale. Il ciclo 7 forse è la parte migliore. Come libro per ad ...continua

    Come libro per ragazzi posso dire che sia magnifico, quando l'ho letto iversi anni fa l'avevo trovato scorrevole, avvincente e per nulla banale. Il ciclo 7 forse è la parte migliore. Come libro per adulti a dir il vero non saprei, forse dovrei rileggerlo.

    ha scritto il 

  • 1

    1 Apr 2016: sono a pagina 900.. ma che noia che barba che barba che noia ... che noia che barba che barba che noia .. Solo per lettori imberbi (ma forse neanche).. magari cambio idea (dubito)... resta ...continua

    1 Apr 2016: sono a pagina 900.. ma che noia che barba che barba che noia ... che noia che barba che barba che noia .. Solo per lettori imberbi (ma forse neanche).. magari cambio idea (dubito)... restano solo 250 pagine... ma non sono sicuro di arrivare al traguardo..

    18 Apr 2016: spossato ed esausto sono arrivato in fondo dopo 100 giorni di sofferenza ....e non bastano 10 pagine finali su 1167 per cambiare opinione... certo traspare l'allegoria e certi messaggi sono chiari, ma lasciamo perdere e dedichiamoci ad altre letture per carità (JRR Tolkien oppure meglio ancora la trilogia di Philip Pullman se vogliamo restare in tema fantasy).

    ha scritto il 

  • 2

    Buonanotte a tutti!

    Lo ammetto, mi sono avvicinata a questo libro solo per l’uscita del film (che poi, vista la delusione della lettura, mi sono rifiutata di vedere).
    E mi sono pure vergognata perché C. S. Lewis è uno de ...continua

    Lo ammetto, mi sono avvicinata a questo libro solo per l’uscita del film (che poi, vista la delusione della lettura, mi sono rifiutata di vedere).
    E mi sono pure vergognata perché C. S. Lewis è uno dei padri del fantasy e io l’avevo sempre ignorato! Che dire? Avrei fatto meglio a seguire il mio istinto!
    Questo libro è banale, pesante, lento e no, non è riuscito a conquistarmi, per niente! Protagonisti odiosi, narrazzione troppo semplice, invece di incantarmi mi ha solo irritato!
    Adatto, forse e neanche tanto, ad un pubblico giovanissimo.
    Unico lato positivo: concilia perfettamente il sonno!
    XD

    ha scritto il 

  • 4

    A tempo debito

    Penso sia giusto ricollocarlo tra la letteratura per bambini e ragazzi dove è stato pensato. Il confronto con Tolkien è sleale: nei loro mondi cercavano e costruivano cose e valori completamente diver ...continua

    Penso sia giusto ricollocarlo tra la letteratura per bambini e ragazzi dove è stato pensato. Il confronto con Tolkien è sleale: nei loro mondi cercavano e costruivano cose e valori completamente diversi. Qui non c'è tensione epica ma un mondo di fiaba dove basta comportarsi bene ed essere leali; i protagonisti sono ragazzini che crescono, non guerrieri scelti dal destino.
    L'intento catechistico è evidente e non mi sembra un prezzo eccessivo per sognare un mondo dove parlare con gli animali, dove si aggirano creature fantastiche e gentili e si può sempre ricorrere all'aiuto dall'alto, dove si può scivolare all'improvviso per avere una doppia vita fatta di avventure all'aria aperta che misteriosamente non toglie nulla alla vita reale.

    ha scritto il 

  • 1

    Volendo mantenersi fedeli pure se nella trasposizione, poi, come tra gli uomini Gesù è stato un falegname, nel mondo di Narnia e paraggi avrebbe dovuto essere se non un paludrone almeno un castoro se non un randagio con le pulci.

    Il leone coi poteri fa troppo Sacerdote Imperatore.

    Lette le Cronache – me l’ha prestate un’amica, amante del fantasy e dei manga, ci ha fatto su la tesi di laurea per la facoltà di pedagogia, mi ha ...continua

    Il leone coi poteri fa troppo Sacerdote Imperatore.

    Lette le Cronache – me l’ha prestate un’amica, amante del fantasy e dei manga, ci ha fatto su la tesi di laurea per la facoltà di pedagogia, mi ha avvisato: ci sono rintocchi di cristianesimo; io mi aspettavo una lettura con le sue belle sfide sincretiche e no; ho tenuto le Cronache in ostaggio per un anno, posponendolo alla lettura dell’intera saga della Rowling: prevedevo qualcosa a mezzo tra il professor Tolkien e mamma Rowling, invece c’ho trovato qualcosa al di sotto dell’accettabilità per chiuque abbia più di cinque anni, anzi, considerato il precoce processo di invecchiamento contemporaneo, ne sbufferebbe scocciato chiunque abbia appena sputato via cinicamente il ciuccio, oltre che chi una prima infarinatura sul genere se l’è fatta con gli Howard e non con i Geronimo Stilton; sono di un lezioso poi che mi rende immediatamente insopportabile qualsiasi bambino tra i due e i duecento anni a cui dovessero piacere delle fiabe così lofie, e non c’è niente di sottile nei suoi riferimenti cristianologici: Aslan è vistosamente un Gesù a quattro zampe e con la criniera, ogni volta che diceva “figlio di Adamo” o “figlio di Eva” lo trovavo di uno stucchevole imperdonabile, i mocciosi protagonisti delle storie più che in un mondo incantato sembra vadano all’ora di catechismo, insomma: che eresia, per il fantasy! Che quanto a tradizione e seriosità e aspettative e presunzione di intoccabilità non è meno brontolone e ideologicamente discriminante di una qualasiasi altra religione che sappia mescolare con il giusto pathos tragedia e folletti, sacrifici e simsalabim, resurrezioni e armadi magici – ho letto la biografia di Clive Staples(Staples? Graffetta?) Lewis e l’ho trovata centinaia di volte più godibile e emozionante da leggere nella sua versione Wikipedia, nonostante ultimamente, ritrovatomi a correggerne una voce, stia scoprendo che quartierino di isterici frustrati sia anche Wikipedia e il suo stuolo di kafkiani impiegatucci che lavoreranno pure a gratis ma per certi psicolabili l’impressione di un potere censorio non ha prezzo: la conoscenza non è mai gratutita e è giusto che sia così: sai solo quello che hai dovuto faticare per saperlo, altrimenti non sai nulla e non sai di nulla quanto a sapore.

    “Sorpreso dalla gioia” è il prossimo libro che voglio leggere del biograficamente sapido Clive Graffetta Lewis, dopodiché toccherà a “Le lettere di Berlicche”. Il saggio finale in appendice a tutte le cronachette espressamente scritte per il bambino che Lewis ancora è è sicuramente meglio scritto, linguisticamente e formalmente, di tutto quello che lo precede, perciò mi aspetto che la qualità dello stile di Lewis dica la sua nelle altre sue opere, spero con la odiosa reticenza sibillina e frustrante di cui sono capaci solo i migliori.

    Concludendo le sue piatte storielle mooolto didascaliche e senza nessun nerbo né narrativo né stilistico – e che inutile vandalismo il mondadoriano riordinarle ‘secondo la cronologia interna’ e non secondo l’ordine di scrittura di Lewis, unico artifizio che avrebbe dato un po’ di movimento al tutto senza condannarlo a un infantilismo non ammesso neppure nei Topolino – mi sono chiesto che facce dovesse fare il suo amico Tolkien, quel maniacale ricreatore di un mondo alternativo fin nei suoi dettagli genealogici e fonetici, quando Lewis gli mandava da leggere i raccontini di Narnia: avrà provato l’imbarazzo del ragazzino a cui cadono le brache in classe, soprattutto perché avrà dovuto ammettere a se stesso che, fatta la tara alla maniera epicheggiante e mondeggiante dell’uno di fronte a quello nonninesco e sempliciotto dell’altro, di fondo lui e Lewis parlavano della stessa cosa: del non sentirsi a proprio agio nel mondo e del bisogno di mettersi drasticamente alla prova, per non farsi sopraffare dall’oscurità che ci si porta dentro.

    ha scritto il 

  • 0

    preso sull'onda del primo film uscito che mi era piaciuto, sono rimasta parecchio delusa. Il libro è davvero molto infantile e di una povertà lessicale. Le storie sono carine. Probabilmente adatto a u ...continua

    preso sull'onda del primo film uscito che mi era piaciuto, sono rimasta parecchio delusa. Il libro è davvero molto infantile e di una povertà lessicale. Le storie sono carine. Probabilmente adatto a un pubblico di media tra i 7 e i 10 anni.

    ha scritto il 

  • 4

    I racconti del Ciclo sono 7, ma, a mio parere, solo quelli scritti per primi sono più belli, altri sono solo riempitivi, ed infine l'ultimo, L'ultima battaglia, è stato scritto solo per concludere il ...continua

    I racconti del Ciclo sono 7, ma, a mio parere, solo quelli scritti per primi sono più belli, altri sono solo riempitivi, ed infine l'ultimo, L'ultima battaglia, è stato scritto solo per concludere il ciclo con un'accentuata visione morale da giudizio universale; è bene leggerli comunque in sequenza di avvenimenti, così le storie saranno più chiare. Il mio livello di gradimento è comunque questo:
    1) Il Principe Caspian
    2) Il leone, la strega e l'armadio - Il viaggio del veliero
    3) Il nipote del mago - Il cavallo e il ragazzo - La sedia d'argento
    4) L'ultima battaglia

    Per quanto riguarda la relazione con i film, Il leone, la strega e l'armadio segue il libro molto bene ed anzi aggiunge qualche nota simpatica;, Il principe Caspian è meno bello del libro; Il viaggio del veliero lo ricordo poco, devo rivederlo.

    ha scritto il 

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