Le dernier jour d'un condamné

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Editeur: Editions du Seuil

4.0
(1520)

Language: Français | Number of pages: 239 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian

Isbn-10: 2020190419 | Isbn-13: 9782020190411 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Audio CD , Paperback , eBook , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Description du livre
Condamné à mort! Voilà cinq semaines que j'habite avec cette pensée, toujours seul avec elle, toujours glacé de sa présence, toujours courbé sous son poids!
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  • 3

    L'ultimo giorno di un condannato a morte

    Un giovane V. Hugo, contrario alla pena di morte, indipendentemente dal delitto commesso, racconta le sensazioni e gli umori di questo uomo, a cui, non si sa per quale delitto è stata segnata la sua f ...continuer

    Un giovane V. Hugo, contrario alla pena di morte, indipendentemente dal delitto commesso, racconta le sensazioni e gli umori di questo uomo, a cui, non si sa per quale delitto è stata segnata la sua fine. Il romanzo è ambientato in Francia nel primi dell'ottocento. E' un romanzo breve e scorrevole. Viene raccontata l'attesa di un prigioniero che per settimane aspetta la sua decapitazione con la ghigliottina, vengono raccontati solo i pensieri, l'attaccamento alla vita ed i tormenti delle sue ultime ore.
    Voto: 3 stelle

    dit le 

  • 3

    Tic tac

    Semplicemente una profonda riflessione quando mancano poche ore alla propria morte e un estremo attaccamento al dolore pur di continuare a vivere.

    dit le 

  • 4

    Un libro che arriva dritto al punto senza aver paura delle conseguenze.

    Hugo voleva scrivere qualcosa frutto della immaginazione ma, allo stesso tempo, possibilmente coerente con gli ipotetici pensieri e gesti nell'ultimo giorno di un condannato a morte.
    All'inizio della ...continuer

    Hugo voleva scrivere qualcosa frutto della immaginazione ma, allo stesso tempo, possibilmente coerente con gli ipotetici pensieri e gesti nell'ultimo giorno di un condannato a morte.
    All'inizio della prefazione che scrive Hugo stesso rivolgendosi in terza persona, scrive: Vi sono due modi per rendersi conto della natura di questo libro. O è realmente esistito in un fascio di fogli gialli e diseguali su cui son stati rinvenuti, apposti uno a uno, gli ultimi pensieri d'uno sventurato; oppure è capitato che un uomo, un sognatore occupato ad osservare la natura a profitto dell'arte, un filosofo, chissà?, o un poeta, abbia avuto la fantasia di quell'idea, che l'ha preso o meglio s'è lasciato prendere da lei, finché per sbarazzarsene non ha potuto far altro che metterla in un libro. Delle due spiegazioni, il lettore sceglierà quella che vuole.

    Tutto questo per dire che, essendo arrivata alla fine del libro, so quale di queste spiegazioni attribuire al romanzo ma l'altra spiegazione è altrettanto reale e vera che si mescolano assieme creando un'opera dura, reale, a tratti quasi terrificante per le descrizioni scritte da Hugo. Ma allo stesso tempo è una testimonianza nuda e cruda della Francia dell'Ottocento, delle sorti di vita messe in mano ad un sol uomo e di come si poteva morire se si era un criminale.
    Poche pagine sembrano una passeggiata da leggere ma in queste sono totalmente il contrario.

    Infine, consiglio vivamente questa lettura anche se come me, non avete ancora avuto l'occasione di leggere le opere più rinomate di Victor Hugo.

    dit le 

  • 3

    "Forse questa lettura renderà la loro mano meno frettolosa, quando capiterà qualche altra volta di gettare una testa che pensa, una testa di uomo, in ciò che essi chiamano la bilancia della giustizia ...continuer

    "Forse questa lettura renderà la loro mano meno frettolosa, quando capiterà qualche altra volta di gettare una testa che pensa, una testa di uomo, in ciò che essi chiamano la bilancia della giustizia? Forse non hanno mai riflettuto, questi poveretti, su questa lenta successione di torture racchiusa nella sbrigativa formula di una sentenza di morte? Si sono mai soltanto soffermati sulla straziante idea che nell'uomo che sopprimono c'è un'intelligenza; un'intelligenza che aveva contato sulla vita, un'anima che non si è preparata alla morte? No. In tutto questo non vedono altro che la caduta verticale di una lama triangolare, e probabilmente pensano che per il condannato non esista nulla, né prima né dopo."

    Eccola qui l'essenza dell'intero libro, il messaggio, la motivazione e il pensiero dell'autore. Questo romanzo, seppur breve, rappresenta la testimonianza di un Hugo che a suo modo si è battuto per la causa, è la maniera che ha scelto per affermare il suo dissenso e contrastare la pena di morte.
    I pregi di questo piccolo libro sono innanzitutto la tematica delicata purtroppo sempre attuale ma soprattutto il modo in cui viene raccontata, ho apprezzato che l'autore non abbia usato né buonismi né moralismi. Del condannato infatti non sapremo né il nome né quali crimini abbia commesso, ascolteremo invece le sue emozioni, le sue pene, i suoi ripensamenti e alcuni scorci di vita; il ritmo aumenta nelle ultime venti pagine, quelle che ho apprezzato maggiormente, e mano a mano che ci avvicineremo alla fine lo vedremo cadere sempre più in preda alla paura e allo sconforto, l'attesa e l'ultimo incontro con la figlioletta che ormai non riconosce più il caro papà saranno strazianti.
    Ho apprezzato questo libro, mi è piaciuto il coraggio che Hugo ha dimostrato nel trattare una tematica così importante oggi come nel suo ottocento ma il voto tiepido è dato dal fatto che purtroppo il trasporto l'ho percepito solo verso la fine.

    Lasciando da parte tutte le opinioni personali una domanda mi sorge spontanea....che ci dà il diritto di decidere della la vita di un altro essere umano?

    dit le 

  • 4

    Breve romanzo che racconta l'angosciosa attesa di un prigioniero che per sei settimane aspetta la sua esecuzione tramite ghigliottina, siamo infatti nella Francia dei primi dell'ottocento.
    Niente sapp ...continuer

    Breve romanzo che racconta l'angosciosa attesa di un prigioniero che per sei settimane aspetta la sua esecuzione tramite ghigliottina, siamo infatti nella Francia dei primi dell'ottocento.
    Niente sappiamo del crimine per il quale quest'uomo è stato condannato, non si sà nemmeno il suo nome, non c'è un giudizio su di lui o sulla sua vita;
    Ci sono solo i pensieri e i tormenti delle sue ultime ore di vita, mentre attende di essere condotto al patibolo.

    Hugo infatti è contrario alla pena di morte in generale, indipendentemento dal delitto commesso, o da qualche caso specifico.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Victor Hugo non cesserà mai di stupirmi: Da quando ho letto Novantatré mi sono innamorata del suo stile così ironico e pungente, semplice e al tempo stesso raffinato, capace di catturare anche solo co ...continuer

    Victor Hugo non cesserà mai di stupirmi: Da quando ho letto Novantatré mi sono innamorata del suo stile così ironico e pungente, semplice e al tempo stesso raffinato, capace di catturare anche solo con poche righe. Obbliga a seguire, a partecipare alle sofferenze del protagonista, a commuoversi con lui.
    Ho trovato a questo proposito particolarmente bella e toccante la parte del dialogo con la figlioletta di due o tre anni che nemmeno riconosce il Carcerato (del quale non si esplicitano né il nome né il delitto - forse per dare maggiore rilievo alla tesi di fondo dell'opera: quanto sia disumana e ingiusta la pena di morte).

    Una cosa è certa: io, da grande, non farò il boia!

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  • 0

    Nonostante la prigione e la città siano esplicitamente tratteggiate, il protagonista di questa storia potrebbe essere un uomo qualunque. Poco sappiamo del suo crimine e della sua storia, giusto ciò ch ...continuer

    Nonostante la prigione e la città siano esplicitamente tratteggiate, il protagonista di questa storia potrebbe essere un uomo qualunque. Poco sappiamo del suo crimine e della sua storia, giusto ciò che è necessario per ricordarci che anch'egli è uomano e non dovremmo avere il potere di strappargli la sua umanità.
    Più si avvicina l'ora della condanna più aumenta l'ansia del protagonista e del lettore. Infatti l'ultima parte per me è stata la più bella da leggere.

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  • 4

    Scritto da un giovane Hugo (27 anni), L’ultimo giorno di un condannato a morte è un toccante romanzo, seppur breve, che segue le ultime penose ore di un condannato alla ghigliottina. Il lettore segue ...continuer

    Scritto da un giovane Hugo (27 anni), L’ultimo giorno di un condannato a morte è un toccante romanzo, seppur breve, che segue le ultime penose ore di un condannato alla ghigliottina. Il lettore segue impotente le parole di questo uomo indefinito, di cui non si specifica il reato commesso, e i suoi pensieri drammatici durante il suo periodo di isolamento dopo la sentenza di morte. E’ stato un libro coraggioso per il tema trattato soprattutto nel periodo in cui è stato pubblicato, ma che tuttavia non strizza l’occhio ad alcun buonismo o moralismo, Hugo porta all’attenzione del lettore solamente l’esperienza della condanna da parte di un uomo, un padre, un marito, e la torturante attesa del giorno della sua morte. Attraverso questo romanzo Hugo si pone contro la pena di morte e il sistema giudiziario a prescindere dal reato commesso. Questo romanzo potrebbe aprire un’interessante discussione su ciò che rappresenta, oggi, la pena di morte…al di là delle mie personali idee due domande continuano a ripetersi nella mia mente: chi siamo noi per decidere della vita di un altro essere umano? Togliere la vita ad un uomo rappresenta realmente un monito per non commettere altri reati? Le argomentazioni sarebbero numerose e non voglio tediare nessuno, per cui terminerò questo mio piccolo pensiero su questo piccolo romanzo, consigliandone la lettura a tutti.

    dit le 

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