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Le dernier jour d'un condamné

By Victor Hugo

(1)

| Mass Market Paperback | 9782020190411

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Book Description

Condamné à mort!
Voilà cinq semaines que j'habite avec cette pensée, toujours seul avec elle, toujours glacé de sa présence, toujours courbé sous son poids!

163 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Prendendo spunto da un fatto reale, è sempre difficile esprimere concetti generali senza che le dinamiche particolari possano intervenire a condizionarne la digressione e il suo ragionamento logico. Spesso siamo colpiti dalle particolari vicende dei ...(continue)

    Prendendo spunto da un fatto reale, è sempre difficile esprimere concetti generali senza che le dinamiche particolari possano intervenire a condizionarne la digressione e il suo ragionamento logico. Spesso siamo colpiti dalle particolari vicende dei protagonisti, e facilmente condizionati ad esprimere giudizi favorevoli o meno verso una certa tesi (innocentisti vs colpevolisti). Hugo riesce a spogliare la vicenda, in cui il crimine non è il protagonista, per arrivare al nocciolo della questione: nessun uomo ha la facoltà di decidere della vita di un altro essere umano. A difesa del diritto alla vita, nella convinzione che punire un assassino con un assassinio rende ugualmente assassini, la digressione per un tema quale quello del libro non è mai fine a se stessa ma è una questione su cui si è doverosamente invitati a riflettere.

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    Saraa said on Oct 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Toccante, coinvolgente, inquietante (il sogno durante l'ultimo sonno è puro noir); e quanto avanti sui tempi! Esempio eclatante di letteratura che indica la strada al mondo.
    Francese molto scorrevole e comprensibile.

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    Chelidon said on Oct 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Intenso!

    Breve ma molto intenso questo scritto, narrante le ultime ore di vita e gli ultimi pensieri di un condannato a morte.

    L'autore prova, dal canto suo, a non puntare il dito solo ed esclusivamente sul condannato, ma a renderne un ritratto più umano, al ...(continue)

    Breve ma molto intenso questo scritto, narrante le ultime ore di vita e gli ultimi pensieri di un condannato a morte.

    L'autore prova, dal canto suo, a non puntare il dito solo ed esclusivamente sul condannato, ma a renderne un ritratto più umano, al fine di portare avanti la sua tesi contro la pena di morte.

    Molto delicato e talvolta quasi struggente, sicuramente da leggere.

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    Sabrina said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Sicuramente assomiglia più ad un trattato che ad un romanzo! Ciò non toglie che è ben scritto, scorre rapidamente ed è estremamente interessante. L'autore ha immaginato che un reo condannato a morte scrivesse in un diario le sue sensazioni ed emozion ...(continue)

    Sicuramente assomiglia più ad un trattato che ad un romanzo! Ciò non toglie che è ben scritto, scorre rapidamente ed è estremamente interessante. L'autore ha immaginato che un reo condannato a morte scrivesse in un diario le sue sensazioni ed emozioni fino a pochi minuti prima della ghigliottina.
    Degno di nota è il punto in cui il condannato scrive che ormai non si pente nemmeno più del suo delitto; il pentimento ci sarebbe stato in caso di pena detentiva (e quindi tanto tempo per pensare e redimersi). La morte imminente, invece, gli consente di pensare unicamente alla ghigliottina e ad assaporare gli ultimi momenti di vita.
    Poche pagine che offrono molti punti di riflessione!

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    Moniquebbbaaa said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Non sono preparato, ma sono pronto"

    Giacché, lo ammetto, speravo ancora. Ora, grazie a Dio, non spero più.

    Finalmente ho letto il brevissimo romanzo contro la pena di morte che tantò amò ed ispirò Dostoevskij. L'ultima pagina fa ghiacciare il sangue nelle vene, nonostante fin ...(continue)

    Giacché, lo ammetto, speravo ancora. Ora, grazie a Dio, non spero più.

    Finalmente ho letto il brevissimo romanzo contro la pena di morte che tantò amò ed ispirò Dostoevskij. L'ultima pagina fa ghiacciare il sangue nelle vene, nonostante fin dall'inizio si sappia la sentenza di morte tramite ghigliottina che pende sopra al protagonista.
    Quel silenzio, improvviso. Le quattro del mattino. E una pagina bianca.

    Ahimè, che cosa fa la morte della nostra anima? quale natura le lascia? che cosa può prenderle o darle? dove la mette? le presta talvolta occhi di carne per guardare sulla terra e piangere?

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    Catullina said on Sep 24, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sebbene questo breve racconto della prima metà del XIX secolo non sia il primo attacco alla morte statalizzata (così come riconosciuto da Hugo stesso che cita Beccaria) risulta nondimeno fondamentale per la storia del prefato filone di pensiero. A li ...(continue)

    Sebbene questo breve racconto della prima metà del XIX secolo non sia il primo attacco alla morte statalizzata (così come riconosciuto da Hugo stesso che cita Beccaria) risulta nondimeno fondamentale per la storia del prefato filone di pensiero. A livello artistico credo che Hugo abbia avuto un ottimo spunto facendo stendere al condannato le proprie memorie in modo tale da far sincronizzare il tempo di costui col tempo del lettore, cosa che si declina ancor più nel finale, quando lo scritto e l'azione divengono totalmente sincroni. Ho trovato una certa affinità col racconto "Il muro" di Sartre, scritto cent'anni dopo. Hugo, che utilizza la Prefazione di un'edizione successiva per spiegare cosa intendesse dire con quella storia, risulta quindi diverso da Sartre, che sublima la propria visione politica anti-fascista nel racconto stesso. Inoltre la particolare nebbia di apatia che si può osservare in Sartre non è presente in "L'ultimo giorno", il quale fin dai primi istanti tende al dramma.
    Che il lettore abbia sentimenti pro o contro la pena di morte è irrilevante dacché per entrambe le opere si tratta di giudicare l'aspetto letterario.

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    Pan said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

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