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Le donne dei dittatori

By Diane Ducret

(86)

| Others | 9788811682097

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    come al solito, le donne al fianco dei dittatori, o sono delle poverette o sono peggio di chi affiancano. ma si sa, le donne sanno essere molto peggio degli uomini quando vogliono: madame Mao ed Elena Ceausescu erano donne che sapevano quello che vol ...(continue)

    come al solito, le donne al fianco dei dittatori, o sono delle poverette o sono peggio di chi affiancano. ma si sa, le donne sanno essere molto peggio degli uomini quando vogliono: madame Mao ed Elena Ceausescu erano donne che sapevano quello che volevano e abbattevano tutti gli ostacoli senza nemmeno battere ciglio; una Eva Braun o una Caterina Bokassa invece erano due ragazze sfortunate finite a fianco di psicopatici; una fantastica Magda Goebbels, con un carattere micidiale: una donna da pelle d'oca come poche.
    un bel libro, che dà una visione diversa del secolo appena trascorso.

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    Jade said on Dec 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una delle pochissime volte in cui ho lasciato un libro a meno di metà,inutile noioso e scritto (o tradotto, o entrambe le cose) piuttosto male

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    Bradipin Poeta said on Jul 27, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    pensavo fosse più spettegoloso non si può neanche dire però che sia pesantemente storico però insomma speravo in una cosa di più sfiziosa, la presentazione inganna un pò.

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    La dani said on Jul 20, 2012 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Rachele Guidi, Clara Petacci e Eva Braun: le donnine. Ossia quelle che potrebbero indurre a pensare che il ruolo di inferiorità in cui da sempre è stata relegata la donna sia il più appropriato al genere femminile. Queste donnine senza cervello e pro ...(continue)

    Rachele Guidi, Clara Petacci e Eva Braun: le donnine. Ossia quelle che potrebbero indurre a pensare che il ruolo di inferiorità in cui da sempre è stata relegata la donna sia il più appropriato al genere femminile. Queste donnine senza cervello e pronte ad abdicare a sé stesse per un uomo che fuori dal letto neppure le ricorda avevano la dignità di un’ameba. Sono state tutte e tre sinceramente innamorate dell’uomo con cui hanno condiviso la vita ma l’amore, per restare tale e non sfociare in un’offerta sacrificale, non dovrebbe mai essere cieco.
    Margherita Sarfatti e Angelica Balabanov: l’enigma. Perché neppure questo saggio è riuscito a chiarire com’è possibile che delle donne intelligenti, colte, ricche, socialmente e politicamente impegnate, libere da pregiudizi piccolo-borghesi e di mondo abbiano potuto sprecare buona parte della loro esistenza dietro a un uomo mediocre come Mussolini.
    Nadja Krupskaja e Inessa Armand : le equilibrate. La prima è stata la moglie legittima di Lenin, la seconda (sposata a un altro e sostenitrice dell’amore libero) ne è stata l’amante e per anni hanno condiviso, oltre all’uomo, anche la casa. E per quanto possa sembrare assurdo, almeno in una società come quella occidentale nella quale sembra che l’unica felicità possibile debba derivare da una coppia sposata e fedele a sé stessa, questo ménage à trois, accettato da tutti i suoi componenti, è talmente sereno da risultare tutto tranne che scandaloso. In realtà è l’unica immagine di vita familiare serena che si rintracci in questo libro di amori di despoti.
    Ekaterina Svanidze e Nadja Alliluleva: gli agnelli nella tana del lupo. La prima moglie di Stalin è stata in qualche modo risparmiata dalla crudeltà maritale a causa della morte prematura. La seconda, ha avuto modo di sperimentarla tutta, anche nella morte: ha tentato di reagire ma “reagire” nell’era staliniana, non era obiettivamente possibile.
    Le donne di Salazar: molte per un ex seminarista, qualcuna più innamorata di altre ma nessuna tanto importante o incisiva da essere più di una meteora nella vita del dittatore portoghese che probabilmente è stato molte cose ma, occorre riconoscerlo, non un carnefice sentimentale.
    Catherine Denguiade: la sposa liberata. Moglie forzata e favorita di Bokassa è riuscita, nel suo piccolo, ad emanciparsi dal marito almeno nella fase terminale della parabola del consorte. Non è cosa da poco, considerando che era sposata a un uomo che aveva potere di vita e soprattutto di morte su ogni essere vivente che avesse la disgrazia di vivere nel Paese su cui spadroneggiava.
    Elena Petrescu e Jiang Qing: le olgettine al potere. Entrambe sono la dimostrazione di come anche le donne, quando arrivano al potere senza avere nessun altro merito oltre a quello di averla data all’uomo giusto, possano incarnare il male assoluto e talvolta possano superare il consorte in malvagità e perfidia.
    Magda Goebbles: la valchiria. Follemente innamorata di sé stessa e della propria ascesa sociale più che di qualunque altra persona abbia concorso ad affollare la sua vita (mariti, amanti, figli e Hitler compreso) non aveva bisogno di cercare l’amore perché si voleva già molto bene da sola.

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    Penelope alla guerra said on Mar 28, 2012 | 3 feedbacks

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    Certe donne

    Clara da bambina decorava torte appena sfornate con la scritta Dux, la sua dedizione e la sua perizia con lo zucchero a velo non avevano eguali. Nadja attraverseà i ghiacci per il suo Vlad. Una sua omonima morirà con indosso un inconsueto abito ricam ...(continue)

    Clara da bambina decorava torte appena sfornate con la scritta Dux, la sua dedizione e la sua perizia con lo zucchero a velo non avevano eguali. Nadja attraverseà i ghiacci per il suo Vlad. Una sua omonima morirà con indosso un inconsueto abito ricamato, l’ha messo apposta per Iosif che non se n’è neanche accorto.

    Felismina resterà nell’ombra, saprà accontentarsi del suo ruolo di amica, mentre Antonio si lascia ammaliare da un’astrologa ballerina con tanto di pitone al seguito. Il cadavere di Kaihui sussulta, suo marito sta “riciclando” poesie scritte per lei, solo per incantare un’attricetta imperialista. Catherine è una ragazzina, dal suo volto non trapela più nessuna emozione, si è rassegnata ad essere una delle tante per Jean Bedel. Elena era la reginetta del ballo, rozza, ignorante e anche bruttina. Priva di fascino, ghigna di soddisfazione, curva le sue labbra sottili mentre pensa che ce l’ha fatta a sposare Nicolae e a diventare nientepopò di meno che una grande scienziata.
    Eva non capisce perchè deve esser solo l’amante, è triste e depressa, vuole di più.

    Donne. Semplici donne potrebbero essere quelle raccontate dalla storica Diane Ducret se non fosse per un particolare. Sul cuscino accanto al loro (spesso intonso), al loro tavolo da pranzo, hanno dormito e mangiato uomini dall’imponente patronimico. Mussolini, Lenin, Stalin, Salazar, Bokassa, Ceausescu, Mao, Hitler. Uomini. Seduttori fagocitanti che non hanno saputo fare a meno di una corte di folli ammiratrici. Dittatori consigliati da mentori fanatiche, donne, amanti scellerate. Idolatre, folli erinni, devote fino alla morte, ammaliatrici, vendicative, insulse o calcolatrici.

    Donne e uomini che Diane Ducret sa vedere dalla giusta angolazione, da quel buco della serratura in cui per anni è stato proibito guardare. Privo di voyerismo, questo saggio edito da Garzanti, sa svelare intrighi e segreti amorosi in maniera leggera ma senza scadere nel pettegolezzo coiffeuristico.

    Mogli e amanti in diatriba continua. Uomini all’apparenza inossidabili ed irreprensibili pronti a sbavazzare dietro la prima gonnella che scopre gambe ben tornite. E così, scopriamo che Stalin impazziva per le attricette dall’acconciatura vistosa, che Lenin divideva la sua vita austera in un mènage à trois tutto rosso. Dal serio al faceto, dal gossip all’infinito epistolario hitleriano, dalle quattro mogli di Mao alle angherie subite dalla tracagnotta donna Rachele.

    Nei tempi hard-senili delle olgettine, quando al posto dello spioncino ci sono le intercettazioni, e all’algido voi si è sostituito il tu e il turpiloquio, il saggio di Diane Ducret non può che ispirare sconfortate riflessioni, che chissà perchè hanno molto di gattopardesco.

    Diane Ducret, “Le donne dei dittatori”, Garzanti 2011
    Giudizio: 3.5 / 5 – Godibile

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    Macondo Città Dei Libri said on Nov 21, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • ISBN-10: 8811682096
  • ISBN-13: 9788811682097
  • Publish date: 2011-10-01
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