Le double

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Editeur: Actes Sud

3.8
(1800)

Language: Français | Number of pages: 288 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish

Isbn-10: 2742718982 | Isbn-13: 9782742718986 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Description du livre
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  • 3

    «Qualche demonio ha fatto il giro. Oggi sembra proprio che tutti abbiano qualcosa di strano. Che il diavolo mi porti, che razza di tortura è questa!»

    "Erano quasi le otto del mattino quando il consigliere titolare Jàkov Petròvič Goljàdkin si svegliò dopo un lungo sonno, sbadigliò, si stiracchiò e infine aprì del tutto gli occhi. Per un paio di minu ...continuer

    "Erano quasi le otto del mattino quando il consigliere titolare Jàkov Petròvič Goljàdkin si svegliò dopo un lungo sonno, sbadigliò, si stiracchiò e infine aprì del tutto gli occhi. Per un paio di minuti rimase però a giacere immobile nel letto come uno che non è ben sicuro se è desto o dorme ancora, se tutto ciò che gli succede intorno è veglia e realtà o non piuttosto la continuazione delle disordinate visioni del sogno"

    Questo l'incipit de "Il sosia", secondo romanzo di D. (1846). Incipit che annuncia quell'atmosfera in precario bilico tra ragione e follia che pervade tutta la storia.
    Il protagonista Goljàdkin trascina il lettore nel lento e graduale declino della psiche. Un monologo interiore che mette al centro il disordine interiore dell'uomo annunciando quello che sarà un procedimento principe nelle grandi opere dell'autore russo.
    Discorsi farneticanti, allucinazioni, manie di persecuzione: una grande confusione mentale.
    Una lettura che risulta faticosa per lo sforzo di tenere il passo con quella che sembra essere sempre più palesemente una grande sofferenza. Un "topos" letterario di grande fascino, ossia, quello dello sdoppiamento. E' interessante, tuttavia, notare che il sosia di Goljàdkin non scimmiotta il suo originale ma dimostra un'arroganza sfacciata come fosse una parte del sè a lungo repressa e soffocata. Nel giorno in cui la misura è colma Goljàdkin junior – così verrà battezzato- prende le redini.
    In un mondo fatto di maschere dove arrivismo e falsità sono imperanti non si può che diventar matti...

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  • 1

    la lettura inizia con le migliori aspettative
    'questo ha anticipato Camus e Moravia di quasi un secolo!'
    pensavo fosse un'antesignana novella sull'astrazione del sé
    e invece è solo un giovanile tentat ...continuer

    la lettura inizia con le migliori aspettative
    'questo ha anticipato Camus e Moravia di quasi un secolo!'
    pensavo fosse un'antesignana novella sull'astrazione del sé
    e invece è solo un giovanile tentativo odiosamente pirandelliano
    sul tema dell'identità
    e onestamente ne ho piene le balle

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  • 3

    di difficile trasporto per il lettore....tuttavia è una grande analisi introspettiva del personaggio,in pieno stile Dostoevskij...O PIACE O NON PIACE.

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  • 1

    Lettura da non doppiare

    Questo primo infelice incontro con Dostoevskij è stato capace di tenermi lontano dall'autore per non so quanti anni. Non che adesso deliqui per lui, ma non è perché lo confronto al Idiota o a Delitto ...continuer

    Questo primo infelice incontro con Dostoevskij è stato capace di tenermi lontano dall'autore per non so quanti anni. Non che adesso deliqui per lui, ma non è perché lo confronto al Idiota o a Delitto e Castigo che questo libriccino ne esce svalutato.
    Fa schifo a prescindere.
    Non so se il problema sia nella versione originale o nella traduzione, ma ho trovato il testo confusionario, antiquato, ripetitivo. La vaghezza diffusa in tutto il testo rende difficile, alle volte impossibile, capire cosa stia accadendo in termini pratici.
    I dialoghi poi (quei morbosi "è così, è così"!) sono astrusi, convulsi, senza capo né coda.

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  • 1

    Un nonsense

    Libro insensato. Non si capisce nulla, non dice nulla, il protagonista balbetta tutto il tempo senza quasi spiccicare una frase di senso compiuto, sviene di continuo, si passa da una situazione all'al ...continuer

    Libro insensato. Non si capisce nulla, non dice nulla, il protagonista balbetta tutto il tempo senza quasi spiccicare una frase di senso compiuto, sviene di continuo, si passa da una situazione all'altra con una tale facilità che dopo poco diventa surreale. Fa venire il nervoso, mette angoscia leggere, leggere e non capire nulla di nulla. Attendevo almeno un finale rivelatore ma nulla anche lì.

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  • 4

    "L'abisso lo attrae ed egli finalmente vi si slancia, affrettando egli stesso il momento della sua rovina."

    Secondo romanzo di Dostoevskij, "Il Sosia" è un libro complesso, che andrebbe letto e riletto per comprenderlo a fondo. E' un viaggio nella vita e nella mente di Goljadkin, "il nostro eroe", come vien ...continuer

    Secondo romanzo di Dostoevskij, "Il Sosia" è un libro complesso, che andrebbe letto e riletto per comprenderlo a fondo. E' un viaggio nella vita e nella mente di Goljadkin, "il nostro eroe", come viene ironicamente chiamato dal narratore durante tutto il romanzo. Lo sdoppiamento di personalità, inizialmente soltanto accennato, per poi prendere completamente il sopravvento, è quasi una forma di autodifesa da parte di Goljadkin per sfuggire ad una vita banale e miserevole. Ed è tanto affascinante quanto inquietante scivolare lentamente insieme a lui nella follia. La scena in cui il protagonista incontra per la prima il proprio sosia, ambientata in una gelida notte invernale, poi è assolutamente memorabile! Fedor non deludi mai.

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  • 3

    in questa opera è ben raccontata l'angoscia dell'animo umano di un singolo individuo.Una individualità fragile che si pone domande, di un uomo comune e dei suoi dubbi. Pur essendo scorrevole, in largh ...continuer

    in questa opera è ben raccontata l'angoscia dell'animo umano di un singolo individuo.Una individualità fragile che si pone domande, di un uomo comune e dei suoi dubbi. Pur essendo scorrevole, in larghi tratti e soprattutto nei dialoghi la narrazione si fa densa e ridondante. Aspetto di leggere una sua opera maggiore prima di dare un giudizio più accurato sul buon Fedor

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