Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay

Di

Editore: MondoLibri

4.2
(1025)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 821 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Ceco , Portoghese , Chi tradizionale , Greco , Coreano

Isbn-10: A000092426 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luciana Crepax , Margherita Crepax

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    4,5 BELLISSIMO

    Romanzo molto lungo, a cui avrebbe giovato un bel taglio (soprattutto la parte della guerra, ma anche nella parte centrale). Scrittura ricca di metafore, abbondante in tutti i sensi, ma mai noiosa e f ...continua

    Romanzo molto lungo, a cui avrebbe giovato un bel taglio (soprattutto la parte della guerra, ma anche nella parte centrale). Scrittura ricca di metafore, abbondante in tutti i sensi, ma mai noiosa e fine a se stessa. I personaggi sono approfonditi, sia come psicologia che dal punto di vista emotivo. Al contrario di altri scrittori di quella generazione, Chabon racconta una storia al lettore e un'evoluzione dei personaggi. Il libro può essere maggiormente apprezzato da chi conosce il mondo dei fumetti e della lettura pulp di quegli anni. Gustosi gli incontri e gli accenni a persone reali. Sfruttato (anzi, non sfruttato affatto) molto male l'elemento mitologico del golem. Sarebbe risultata interessante una sua interazione coi nazisti! Anche più capitoli dedicati all'escapista e alternati a quelli dei protagonisti sarebbero stati interessanti (magari in alternativa a certe lungaggini a cui accennavo all'inizio). Comunque grande romanzo, chapeau, autore da approfondire assolutamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Ovvero, l'elogio dell'arte della fuga.

    Fuggire non è necessariamente un'azione passiva e vigliacca, una resa, un abdicare.
    Fuggire può essere l'atto di liberarsi dalle pastoie di una società che costringe, limita, soffoca...
    Oppure, la fug ...continua

    Fuggire non è necessariamente un'azione passiva e vigliacca, una resa, un abdicare.
    Fuggire può essere l'atto di liberarsi dalle pastoie di una società che costringe, limita, soffoca...
    Oppure, la fuga, può realizzarsi nel prendere le distanze dai propri sogni dal momento in cui diventano dolorose sensazioni d'impotenza.
    Sam Klay e Joe Kavalier sono cugini che nascono e crescono in due continenti lontani. Il loro incontro è dovuto alla fuga di Joe dalla follia nazista che ammorba il vecchio continente.
    La dimensione che li unirà per la vita è quella del mondo dei fumetti dove trasferiranno speranze e paure. L'evasione dalla realtà in un mondo di strisce colorate diventa così una fantastica avventura in quello spazio dove tutto è possibile...anche che Adolf Hitler sia preso a pugni dall'eroico Escapista: ""io credo nel poter della mia immaginazione"

    Un romanzo che tiene incatenati per più di 800 pagine.
    Amore, sesso, amicizia, paternità, maternità...tante emozioni nel microcosmo di due ragazzi che diventano uomini entrando a far parte della Storia.

    "Dimentica da dove stai fuggendo. Riserva la tua ansia al luogo verso il quale fuggi."

    ha scritto il 

  • 4

    Una narrazione vorticosa che inizia mirabilmente, ma si impantana dopo le prime 150 pagine e ritrova solo qua e là qualche spunto narrativo esemplato sui fumetti, delle cui origini il romanzo vorrebbe ...continua

    Una narrazione vorticosa che inizia mirabilmente, ma si impantana dopo le prime 150 pagine e ritrova solo qua e là qualche spunto narrativo esemplato sui fumetti, delle cui origini il romanzo vorrebbe essere la immaginosa ricostruzione. Divertente e interessante, ma anche, a tratti, noioso e con troppe pretese.

    ha scritto il 

  • 5

    Emozionante

    L'avventura, la vita, le peripezie, i drammi, le gioie di chi diviene Uomo in terra straniera, con esperienze fuori dal comune per i tempi d'oggi, dove trova comunque modo di divenire Artista, una pia ...continua

    L'avventura, la vita, le peripezie, i drammi, le gioie di chi diviene Uomo in terra straniera, con esperienze fuori dal comune per i tempi d'oggi, dove trova comunque modo di divenire Artista, una piacevole storia (vera) sopratutto per gli appassionati e cultori del fumetto; Appassionante.

    ha scritto il 

  • 5

    ...e fu così che scoprii che nella letteratura americana contemporanea c'è ancora qualcuno che ha da raccontare *storie*, e non solo i propri crucci interiori!
    e sono storie ironiche e drammatiche, di ...continua

    ...e fu così che scoprii che nella letteratura americana contemporanea c'è ancora qualcuno che ha da raccontare *storie*, e non solo i propri crucci interiori!
    e sono storie ironiche e drammatiche, di supereroi, di golem e fughe, ebrei ed escapisti, di discriminazioni, di avventure nell'antartico e di guerra, d'amore, di fumetti, di figli, nazisti, di poliziotti crudeli e scrittori.
    una meraviglia, e una gioia!

    ha scritto il 

  • 5

    un'ode al potere dei fumetti, un tuffo in un'america anni 40/50 (ma con brevi soste in cecoslovacchia e tra i ghiacci) diversa dal solito, una favolosa storia di amicizia: 800 pagine che finisci per c ...continua

    un'ode al potere dei fumetti, un tuffo in un'america anni 40/50 (ma con brevi soste in cecoslovacchia e tra i ghiacci) diversa dal solito, una favolosa storia di amicizia: 800 pagine che finisci per centellinarti perchè vorresti non finissero mai, e quando arrivi alla fine ti dispiace davvero, vorresti che la storia si prolungasse all'infinito.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando eravamo re

    Devo confessare che non sono riuscito ad essere completamente assorbito dall'entusiasmo per questa prova di Chabon: l'impressione è che se il lettore non condivide l'amore personale per il mondo dei c ...continua

    Devo confessare che non sono riuscito ad essere completamente assorbito dall'entusiasmo per questa prova di Chabon: l'impressione è che se il lettore non condivide l'amore personale per il mondo dei comics finisce per perdersi buona parte del fascino e del coinvolgimento nella lettura e finisce per trovarsi in mano un materiale intriso di nostalgia per un tempo e un mondo fantastico a cui non ha partecipato….insomma come godere di uno spettacolo magico solo attraverso una narrazione un po' malinconia di un caro e divertente zio che ti racconta il suo mondo che ora non c'è più: per intendersi, un racconto di grandissimo livello e molto godibile, ma che non è riuscito a catturarmi pienamente il cuore.

    Ho trovato come parte migliore i passaggi in cui il mondo fantastico e avventuroso dei fumetti si sovrappone con le vicende narrate, creando una commistione tra immaginazione e realtà di grande fascino, ma forse non portato fino alle estreme conseguenze: invece troppo "scritte", troppo mielose le parti dedicate alle vicende sentimentali di Kavalier & Clay - in particolare Rosa mi è sembrato un personaggio un po' piatto…
    Ottima anche la resa della motivazione e della spinta del giovane duo di fumettari: fare soldi - vivaddio, un po' di onestà nel rappresentare il push del capitalismo!

    ha scritto il 

  • 4

    divertentissimo

    che bello! era tanto che non mi capitava di rimanere incollata alle pagine di un libro d'avventura! ho apprezzato tantissimo tutte le 800 pagine (davvero sono così tante?) è un romanzo bellissimo, un ...continua

    che bello! era tanto che non mi capitava di rimanere incollata alle pagine di un libro d'avventura! ho apprezzato tantissimo tutte le 800 pagine (davvero sono così tante?) è un romanzo bellissimo, un omaggio alla nobile arte del fumetto, un romanzo di formazione, un romanzo comico, una storia d'amore, una storia di ebrei e di fuga, è tantissime cose, tutte godibilissime tutte messe giù con uno stile interessantissimo. Bravo, bene, bis. Adesso mi leggo Il sindacato...

    ha scritto il 

  • 3

    Finno-americana - 01 mag 15

    Un libro interessante, che potrebbe anche aspirare a qualche cosa in più, tra valutazioni e segnalazioni, ma che soffre di qualche pecca poco sanabile. Prima di tutto, la lunghezza che seguire per 800 ...continua

    Un libro interessante, che potrebbe anche aspirare a qualche cosa in più, tra valutazioni e segnalazioni, ma che soffre di qualche pecca poco sanabile. Prima di tutto, la lunghezza che seguire per 800 pagine le straordinarie, fantastiche avventure dei due cugini è impresa non da poco. E secondo, mi domando con che criterio e con quali motivazioni questo libro sia stato premiato con il Pulitzer nel 2001. E terzo, ma in un certo qual modo collegato al primo, Chabon mette molta carne al fuoco, riempiendo il romanzo di molti spunti a loro volta degni di trattazione propria. Non parlo comunque degli “intarsi” (così li definisco io) in cui le storie pensate dai nostri irrompono e si mescolano sulla scena. Il libro, visto nella sua globalità, e nello spirito del premio ricevuto, è una saga del modo di vivere americano, ed un omaggio ad un settore produttivo, quello dei “comics” che proprio dell’americanità è stato un campione ed un esempio. Ho di proposito usato il termine americano, piuttosto che il nostro “fumetti”, che induce una visione riduttiva del fenomeno e della diffusione che l’utilizzo del disegno e della scrittura combinati hanno avuto in America, ed hanno poi diffuso in tutto il mondo. Certo, potremmo dire che un po’ ovunque, in Italia come in Giappone o soprattutto in Francia, hanno avuto vita propria ed un loro percorso anche differente. Qui Chabon, prende lo spunto nel narrare la vita di due cugini dediti appunto ai fumetti, per parlarci, con capacità, di uno spaccato americano che potremmo individuare dal ’39 al ’54. Quindi anni di fuoco, per quella che venne etichettata come “L’età d’oro dei supereroi”. Che nasce nel ’38 con l’irruzione sulla scena di Superman e finisce con le tristi audizioni della commissione McCarthy per le attività anti-americane. La storia è seguita attraverso le vicende di due cugini: Sam Clay e Joe Kavalier. Il primo vive da anni in America, diciamo vivacchia, barcamenandosi tra piccoli lavoretti e idee grandiose. Joe invece sta a Praga. Qui seguiamo tutta la prima storia: Joe è ebreo, c’è l’invasione della Cecoslovacchia, tutte le repressioni che iniziano verso gli ebrei, Joe che ha il mito di Houdini, ha un maestro che gli insegna vita e prestigitazione, tenta di emigrare legalmente, ed inutilmente, poi fugge dentro una finta bara che dovrebbe contenere il mitico “Golem” di Praga. E questa del Golem è tutta una storia a sé, che percorre inizio e fine del romanzo, forse funzionale per il ricongiungimento con le radici ebraiche e con i miti del Vecchio Mondo, ma che a me personalmente ha lasciato decisamente freddino. Joe arriva alla fine a New York, e Sam scopre le sue doti sia di mago che di disegnatore. Sam invece ha una testa piena di storie, e Chabon ce ne racconta brani, ogni volta immergendoci in situazioni di avventure, di intrecci ed altro. I due allora tentano (e con successo) di proporre le loro idee ad un editore di giornali popolari. Nasce così “L’Escapista”, un supereroe che, sfruttando le sue doti alla Houdini, comincia a lottare contro le forze del male. Qui c’è la parte migliore del libro, dedicata alla vita bohèmienne in minore dei grafici degli anni Quaranta. Lì a disegnare, a ripassare a china, a proporre ed a vendere e con successo le loro storie. La vita dei due cugini scorre così in parallelo, con Sam che, pur non accettandola fino in fondo, scopre la sua omosessualità. E Joe che fa di tutto per aiutare i parenti in patria, per farli emigrare, prendendo a pugni tutti i tedeschi che vivono a New York. Non è facile seguire tutte le vicende che si intersecano a questo punto. I fatti salienti, mentre prosegue la vicenda della scrittura dei comics, sono l’incontro di Joe con Rosa, ed il loro amore, il tentativo, abortito, di Sam di vivere la sua sessualità, la ricerca di far espatriare il fratello di Joe, su di una nave che i tedeschi affondano, la crisi di Joe che decide di arruolarsi e combattere, non dando più sue notizie per anni, la nascita del figlio di Rosa e Joe (ma Joe non lo sa), la vita di Joe nelle basi polari, la sua guerra privata, il matrimonio di facciata tra Sam e Rosa, il piccolo Tommy che cresce. Nella parte finale, assistiamo alla crisi del mondo dei fumetti nel dopoguerra, al tentativo di reinventarli, alla vita quotidiana di Rosa, Sam e Tommy, al ritorno sulla scena, dopo dieci anni, di Joe. Ed alle agnizioni finali. Nonché alla chiusura di alcune riviste perché “contrarie allo spirito americano”. C’è tutto il tempo per vedere come cresce Tom, come si riavvicinano Tom e Joe, prima, e poi Joe e Rosa, e come Sam fa delle scelte, e via discorrendo per tutte le lunghe pagine del romanzo. Quello che esce fuori è un inno d’amore verso i “comics”, al quale, per la mia storia personale di lettore non posso che associarmi alla grandissima, uno spaccato sulla vita degli ebrei americani, dai rapporti tra loro a quelli con i genitori (e mi viene sempre in mente la mamma ebrea dei film di Woody Allen), la nascita dei sogni americani (se sai fare, sfonderai nella vita, la villetta a schiera dei benestanti, i neri che non sono ancora non dico integrati ma neanche considerati). Insomma un libro complesso nella sua struttura, gradevole e stimolante nelle sue idee, leggermente prolisso per una riuscita vincente su tutta la linea. Seppur letto con fatica nelle notti settembrine, prendetelo anche voi in considerazione, magari per un’estate sotto l’ombrellone. Piccola notazione per le traduttrici: se si parla dei Dodgers di Brooklyn stiamo parlando di football non di calcio!!
    “Di solito evitavano di porsi domande come: È normale comportarsi come facciamo noi? Oppure: Che senso hanno le nostre vite?” (727)

    ha scritto il 

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