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Le fate dell'ombra

Di

Editore: Bompiani

3.7
(96)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 213 | Formato: Altri

Isbn-10: 884529241X | Isbn-13: 9788845292415 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Spina

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Le fate popolano segretamente la Britannia, soprattutto le campagne inglesi egallesi. Sono creature minuscole, non sempre benevole. Escono dalle zolled'erba, dai cassetti di un vecchio canterano, dalla busta di una lettera cheavevamo dimenticato. Se alle fate chiediamo il nome, sono reticenti ebeffarde, poiché sanno che, se appena le ascoltiamo, rischiamo di entrare aldi là della parete invisibile, nella foresta di tanto tempo fa, sulla stradadove incontreremo l'Ombra. Forse abbiamo dinanzi la regina Mab, o un'altrafata che volteggia tra Scozia e Cornovaglia, tra Galles e Yorkshire: la fataFantasia. La incontrò Geroge MacDonald in una mattina crepuscolare, la trovòin uno scrittoio, in una stanza in penombra. Non se ne liberò più.
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  • 3

    Lento, con pochi colpi di scena e decisamente pochi eventi che possano catturare l'attenzione di grandi o piccoli. Alberi e fiori che dovrebbero essere protagonisti di una storia ma che presto ...continua

    Lento, con pochi colpi di scena e decisamente pochi eventi che possano catturare l'attenzione di grandi o piccoli. Alberi e fiori che dovrebbero essere protagonisti di una storia ma che presto scompaiono, un improbabile cavaliere e la sua altrettanto improbabile dama, un ragazzo che, inspiegabilmente, finisce nel loro mondo e cresce. Ecco, forse lo si potrebbe considerare un romanzo di formazione travestito da fantasy, ma è decisamente troppo lento.

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura utile per capire un po' di più questo libro che, letto una prima volta diversi anni or sono, mi era risultato un po' pesante, un po' arcaico, a volte di difficile comprensione. Forse ...continua

    Rilettura utile per capire un po' di più questo libro che, letto una prima volta diversi anni or sono, mi era risultato un po' pesante, un po' arcaico, a volte di difficile comprensione. Forse perché date le precedenti letture delle opere di MacDonald mi aspettavo una favola o una fiaba "classica", forse perché tratto in inganno un po' dalla traduzione italiana del titolo e un po' dall'introduzione, mi aspettavo "solo" un viaggio nel mondo del fantastico e delle fate, magari con qualche tinta un po' oscura. E questo viaggio in effetti c'è, e il mondo disegnato da MacDonald non è privo di invenzioni e personaggi interessanti. Ma l'esplorazione del mondo delle fate da parte di Anodos, il protagonista del racconto, coincide con un altro viaggio, all'interno di sé. Le avventure, i pericoli, le tristezze e le gioie che il protagonista conosce nel suo peregrinare per il mondo fantastico, coincidono con altrettante prese di conoscenza del proprio io. Le paure, le sfide, le sconfitte e le speranze si riflettono continuamente dal mondo fantastico che circonda Anodos al suo mondo interiore, e viceversa, che tante delle avventure che lo attendono nel mondo fatato sembrano prendere vita nell'animo del protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    L’aspetto forse più originale è che Le fate dell’ombra non è né un fantasy come lo si intende oggi, né una fiaba, ma qualcosa di diverso… lo si potrebbe definire come un viaggio sui ...continua

    L’aspetto forse più originale è che Le fate dell’ombra non è né un fantasy come lo si intende oggi, né una fiaba, ma qualcosa di diverso… lo si potrebbe definire come un viaggio sui generis: un viaggio fantastico di esplorazione, di introspezione, di crescita personale… I contenuti ci sono, e la bellezza della lingua anche, visto che George McDonald scrive in modo poetico ed evocativo. Ciò in cui il romanzo pecca è la capacità di coinvolgere il lettore, dal momento che spesso il libro risulta vago ed evanescente. La sensazione che lascia, o che almeno ha lasciato a me, è quella di un bel sogno di cui si è dimenticato qualche particolare importante… Ad ogni modo, un libro di valore, che potrebbe interessare sia agli appassionati del romanzo fantastico sia a coloro che cercano delle letture profonde.

    ha scritto il 

  • 4

    E' possibile incontrare la propria "Ombra"? E se così fosse quali sembianze avrebbe? Forse la regina Mab, o un'altra fata fra Scozia e Cornovaglia? E' possibile perdere l'"Ombra"?

    << Spiegami ...continua

    E' possibile incontrare la propria "Ombra"? E se così fosse quali sembianze avrebbe? Forse la regina Mab, o un'altra fata fra Scozia e Cornovaglia? E' possibile perdere l'"Ombra"?

    << Spiegami piuttosto come può la Dama Bianca essere tanto bella e senza cuore da non averne neanche un briciolo nel petto!>> pg 54

    Splendido libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Un percorso...

    Eccolo, uno dei miei libri preferiti, uno dei pochi libri che ho avuto voglia di rileggere! Come hanno scritto in tanti il linguaggio è un po' "arcaico", ma lo trovo abbastanza prevedibile per un ...continua

    Eccolo, uno dei miei libri preferiti, uno dei pochi libri che ho avuto voglia di rileggere! Come hanno scritto in tanti il linguaggio è un po' "arcaico", ma lo trovo abbastanza prevedibile per un testo che risale al XIX secolo. Anzi, pur amando questo libro mi sento di dire che alle volte è pure piuttosto lento! Sbaglia chi crede di trovare tra queste pagine azione e avventure nel senso tradizionale del termine; Anodos, il protagonista, affronta sì un viaggio (che è anche un percorso personale di crescita) ma tutto, dagli eventi più piacevoli a quelli più inquietanti, avviene con un ritmo a volte trattenuto, a volte costante e inevitabile. Non c'è particolare movimento, ma il testo prosegue come lo scorrere di un fiume... Alcune immagini, alcuni passi, alcuni epidosi sono a mio avviso illuminanti allegorie della vita, della "piccolezza" o dei sogni di ognuno di noi. Per come la vedo io, il viaggio è dentro di noi, e le "Fate dell'ombra" sono quegli esserini che si nascondono all'oscuro della nostra psiche, della nostra coscienza. Sono quella parte di noi che ignoriamo, di cui non abbiamo chiara consapevolezza, sebbene spesso essa si manifesti tra le nostre parole o azioni. Il racconto di un viaggio nel Paese Fatato si trasforma spesso in un viaggio di formazione attraverso la fantasia e l'inconscio dell'essere umano.

    ha scritto il 

  • 2

    Lasciato da parte il linguaggio piuttosto arcaico cui, passati i primi capitoli, si fa una certa abitudine e non disturba più di tanto, il libro potrebe raggiungere la sufficienza se preso come ...continua

    Lasciato da parte il linguaggio piuttosto arcaico cui, passati i primi capitoli, si fa una certa abitudine e non disturba più di tanto, il libro potrebe raggiungere la sufficienza se preso come racconto di crescita personale in chiave onirica. Aspettandomi però un viaggio alla scoperta e conoscenza di creature fantastiche e leggendarie, delle loro caratteristiche, abitudini e segreti, e ritrovando questi aspetti solo poco più che accennati per dare spazio a quello che è il percorso iniziatico di un ragazzino piuttosto presuntuoso che deve fare i conti col proprio io, non ho potuto fare a meno di restare delusa. Capito che non avrei trovato niente di quel che cercavo, ho faticato a proseguire, ed ho completato la lettura solo per la brevità dell'opera. Gli elementi che ho maggiormente apprezzato sono le citazioni all'inizio di ogni capitolo!

    Voto: 4

    ha scritto il 

  • 4

    Preludio ottocentesco alla letteratura fantasy, nonché fonte di ispirazione per molti scrittori famosi, questo breve romanzo racconta di un viaggio in un mondo di fate e creature che vivono in ...continua

    Preludio ottocentesco alla letteratura fantasy, nonché fonte di ispirazione per molti scrittori famosi, questo breve romanzo racconta di un viaggio in un mondo di fate e creature che vivono in stretto contatto con la natura. Un piacevole intreccio fra tradizione celtica e folclore anglosassone. Se amate il genere e in particolare la produzione letteraria di J.R.R. Tolkien ve ne consiglio la lettura.

    ha scritto il