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Le frecce di Valdemar

Di

Editore: Sperling Paperback

3.9
(116)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8878244600 | Isbn-13: 9788878244603 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Guarnieri

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
L’apprendistato della giovane Talia, protagonista di Un araldo per Valdemar, è ormai concluso. Divenuta una "Freccia" a tutti gli effetti, la giovane è pronta a partire per la sua prima missione, in sella al proprio magico cavallo e in compagnia del vecchio amico Kriss. Tra foreste millenarie, villaggi isolati e distese di neve, le due Frecce viaggiano attraverso il regno per portare la giustizia della sovrana di Valdemar... ma grandi insidie e innumerevoli avventure li attendono sul loro cammino.

Secondo romanzo della Trilogia di Valdemar
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  • 4

    Continuano le avventure di Talia, che qui è alle prese con il suo viaggio di apprendistato insieme all'affascinante Kris.
    Da un lato, quello psicologico, accade molto, dall'altro, quello "avventuroso", molto poco.
    Eppure l'autrice riesce a non annoiare, le pagine volano via che è un p ...continua

    Continuano le avventure di Talia, che qui è alle prese con il suo viaggio di apprendistato insieme all'affascinante Kris.
    Da un lato, quello psicologico, accade molto, dall'altro, quello "avventuroso", molto poco.
    Eppure l'autrice riesce a non annoiare, le pagine volano via che è un piacere tra un fiocco di neve e l'altro.
    Sono molto curiosa di vedere dove la vicenda andrà a parare.

    ha scritto il 

  • 0

    Quando avevo visto le copertine, avrei dovuto immaginare qualcosa del genere.

    Mi vengono in mente diverse motivazioni.

    1) Il fantasy degli anni '80 era trash (non tutto, ma buona parte);
    2) Mercedes Lackey era un'amiketta di Marion Zimmer Bradley;
    3) Abbiamo pessimi tra ...continua

    Quando avevo visto le copertine, avrei dovuto immaginare qualcosa del genere.

    Mi vengono in mente diverse motivazioni.

    1) Il fantasy degli anni '80 era trash (non tutto, ma buona parte);
    2) Mercedes Lackey era un'amiketta di Marion Zimmer Bradley;
    3) Abbiamo pessimi traduttori.

    Bene, per quanto la terza opzione sia in certi casi determinante, io credo che certe "svolte" (ooooohhh, parolona. Svolta. O___o) narrative, la trama (ehm... volevo dire, la sequenzialità d'eventi), i dialoghi (sorvoliamo), etc... non dovrebbero essere così intaccati da una pessima traduzione.

    O no?

    In ogni caso, il libro parla esclusivamente dell'apprendistato di Taila, di Kris e Talia che a intervalli regolari trombano, cercano di uccidersi a vicenda e, ogni tanto, fanno il loro lavoro, di Talia che sembra affetta da tutte le turbe di questo mondo, di rammendi, giumente in calore, taaaanta neve. Bianco. Bianco e ancora più bianco.
    No, non è spoiler. Cosa dovrei spoilerare se non succede niente?

    Per dovere di completezza leggerò anche il terzo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Ennesima Trilogia che l’Editrice Nord ha pubblicato negli ormai lontani anni ottanta, risente (nel mio personale giudizio) pesantemente della sua età.
    Trattasi della melensa e noiosissima storia di Talia, bambina nata e cresciuta nella regione settentrionale di Valdemar dove, a differenza c ...continua

    Ennesima Trilogia che l’Editrice Nord ha pubblicato negli ormai lontani anni ottanta, risente (nel mio personale giudizio) pesantemente della sua età.
    Trattasi della melensa e noiosissima storia di Talia, bambina nata e cresciuta nella regione settentrionale di Valdemar dove, a differenza che nelle altre parti del Regno, alle donne è vietato leggere o imparare attività che non riguardino l’educazione dei figli ed il divenire mogli brave ed ubbidienti. La sorte di Talia, dodicenne sensibile che ama leggere di nascosto storie romantiche di eroi ed eroine, sembrerebbe segnata ad un matrimonio indesiderato e precoce; sennonché, inaspettato ed imprevisto, ecco giungere Rolan, uno dei bianchi Cavalli Magici normalmente cavalcati dagli Araldi di Valdemar. Questi destrieri sono dotati di intelligenza praticamente umana, grande bontà ed infallibile capacità di scegliere il loro “giusto” padrone, ovvero qualcuno veramente degno di cavalcarlo (in quanto buono, saggio e giusto) al servizio dei Sovrani di Valdemar. Il legame fra cavallo e cavaliere e la comunicazione mentale diviene indissolubile: un rapporto di assoluta amicizia, che può essere distrutto solo dalla morte di uno dei due; naturalmente la scelta di Rolan cade su Talia, e nonostante l’opposizione dei suoi genitori, la ragazzina entra di colpo a far parte di diritto della schiera degli Araldi, catapultata dalla sua triste e grigia provincia alla Corte della Regina Selenay.
    Qui i colori distinguono le quattro classi di principali servitori del Regno: mentre i Guaritori indossano il verde, le Guardie l’azzurro ed i Bardi il rosso, gli Araldi vestono di bianco, hanno poteri mentali che vanno dalla pirocinesi all’empatia alla telecinesi. Essi fungono da occhi per la Regina, ed anche da giudici per dirimere ogni questione, perché sono in grado di lanciare un potente incantesimo capace di obbligare chiunque a dire la verità, per quanto scomoda essa sia. Gli Araldi sono quindi un po’ come i Texas Rangers: girano in coppia per tutto il regno, dando la caccia ai briganti, smascherando i colpevoli di ogni crimine, dirimendo anche le semplici liti fra contadini per i confini dei campi. Uno di loro, in particolare, è anche il Consigliere personale della Regina, ed indovinate un po’? Alla morte del suo Anziano predecessore, sarà proprio la giovane Talia a divenire Consigliere, ed anche educatrice della viziatissima monella figlia della Regina Selenay, Elspeth. Prima di entrare in servizio, però, Talia dovrà affrontare un duro addestramento, che per certi versi ricorda stranamente quello di Harry Potter ad Hogsworth; rispetto ai capolavori di J.K. Rowling però, qui la cosa è meno approfondita e sviluppata ed in generale i personaggi sono appena accennati e molto, troppo stereotipati, alquanto superficiali. Non ci sono comprimari interessanti, o cattivi carismatici ed in generale i personaggi mancano di quelle caratteristiche che favoriscono l’immedesimazione: risulta difficile simpatizzare per loro, o curarsi o preoccuparsi della loro sorte. In più, la storia, nonostante sia Fantasy, manca dell’afflato Epico tipico del genere, ed è assai poco “Heroic”; il secondo libro in particolare, nonostante la bella copertina, è veramente noioso: succede poco o niente, e ci sono interi capitoli dedicati a Talia e Kris (il classico bellone desiderio di ogni donna) intrappolati in una capanna in mezzo alla neve, dove i due si cambiano d’abito e fanno il bucato in maniera poco plausibile… Ve lo immaginate? Rischi di morire di freddo e di fame, e ti preoccupi di avere i vestiti sporchi; l’unica cosa logica, è che alla fine per scaldarsi i due sono “costretti” a copulare.
    La noiosissima “saga” si conclude nel terzo capitolo, con l’Araldo Talia impegnata a salvare la sua protetta Elspeth (che nel frattempo ha trasformato in una Principessa Modello) da un matrimonio indesiderato col Cattivo principe di turno, apparentemente affascinate ma segretamente malvagio… Una noia mortale.
    La cosa migliore della Trilogia degli Araldi è l’idea alla base, cioè il rapporto simbiotico fra cavallo e cavaliere, che ricorda da vicino quello fra il Paladino e la sua Monta nel D&D; un po’ poco per rendere questa “saga” memorabile.
    Tutto in generale è stucchevole, prevedibile, noioso; la battaglia finale col cattivo Re vicino è ridotto ad un trafiletto di un solo capitolo, non è preparato con pathos, ed il desiderio di scorrere le pagine velocemente è legato solo al desiderio di finire presto e di passare ad altro.
    Concludo dicendo che probabilmente la severità del mio giudizio è legato alla mia sensibilità maschile: la Trilogia degli Araldi è stata scritta da una donna, probabilmente per delle donne, ed immagino che una ragazza, leggendo gli stessi libri, potrebbe trovare degli spunti interessanti; la sconsiglio vivamente invece a chi, come me, ama il cupo realismo di George Martin, o l’epica eroica di David Gemmell e Robert E. Howard.

    ha scritto il 

  • 2

    Due e mezzo, va'

    Pregi: a differenza del primo, i personaggi risultano più "umani". molto di più, con tutti i difetti e i problemi che questo comporta.


    Difetti: succede poco e succede dilatato in una maniera tale che quasi si crolla dalla noia. Ci sono stati capitoli assolutamente inutili, secondo me, che ...continua

    Pregi: a differenza del primo, i personaggi risultano più "umani". molto di più, con tutti i difetti e i problemi che questo comporta.

    Difetti: succede poco e succede dilatato in una maniera tale che quasi si crolla dalla noia. Ci sono stati capitoli assolutamente inutili, secondo me, che tolgono l'altrimenti piacevolezza del libro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Secondo capitolo della trilogia di Valdemar. Dopo un lungo periodo di formazione, costellato di avventure e rischi, Talia è finalmente pronta per affrontare il suo anno di apprendistato. In compagnia di un araldo anziano dovrà sperimentare per un anno la vita da araldo, per poi essere pronta ad ...continua

    Secondo capitolo della trilogia di Valdemar. Dopo un lungo periodo di formazione, costellato di avventure e rischi, Talia è finalmente pronta per affrontare il suo anno di apprendistato. In compagnia di un araldo anziano dovrà sperimentare per un anno la vita da araldo, per poi essere pronta ad affrontare da sola il suo incarico. Talia parte allora in compagnia del bel Kris e si prepara a vivere un anno ricco di avventure...

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo romanzo del ciclo di Valdemar.
    Ovvaimente, ho coninuato ad apprezzare anche in questo volume l'originalità dell'ambientazione ("compagno", abilità e motto degli araldi di Valdemar).
    In questo secondo libro, Talia comincia a venire addestrata seriamente a diventare araldo, quindi ...continua

    Secondo romanzo del ciclo di Valdemar.
    Ovvaimente, ho coninuato ad apprezzare anche in questo volume l'originalità dell'ambientazione ("compagno", abilità e motto degli araldi di Valdemar).
    In questo secondo libro, Talia comincia a venire addestrata seriamente a diventare araldo, quindi, ancora una volta, poca azione e molto "background", ma ciò non mi è pesato.
    Come personaggi Talia continua a afre la parte del leone; gli altri, secondo me, avrebbero potuto essere anche meglio approfonditi.
    È stato un ciclo che, con la sua serenità, ho letto di seguito, dal primo libro al terzo, quasi senza accorgermene.

    ha scritto il