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Le furie

Di

Editore: Aragno

3.6
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri

Isbn-10: 888419315X | Isbn-13: 9788884193155 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 2

    Interminabile!

    E' stata davvero dura portarne a termine la lettura, non credevo proprio che fosse così...pesante, ragion per cui non riesco neppure a scrivere altro se non che è stata una vera delusione!

    ha scritto il 

  • 4

    Furie e speranze (personali)

    Passano i giorni, e poi i mesi, gli anni. Transitano le amarezze, gli errori a volte fatali, i rimorsi, i rimpianti, i presagi, le paure. Nuove debolezze sostituiscono vecchie ferocità. Si invecchia, si comincia far di calcolo in quel cazzo di paese che è sempre stato l'italia. E' materiale delic ...continua

    Passano i giorni, e poi i mesi, gli anni. Transitano le amarezze, gli errori a volte fatali, i rimorsi, i rimpianti, i presagi, le paure. Nuove debolezze sostituiscono vecchie ferocità. Si invecchia, si comincia far di calcolo in quel cazzo di paese che è sempre stato l'italia. E' materiale delicato, tocca le nostre interiora, non ha scadenza, non è controllabile dagli antidepressivi, se ne frega delle droghe, delle chimere e anche delle lucciole che vanno a scomparire. La sospensione (quando c'è) è comunque temporanea, inutile farsi illusioni. Arrivano le furie, è questione di tempo e di fortuna, arrivano in anticipo o quando oramai pensi di averla sfangata. Invece lo sai, non serve aggiungere altro. Le furie arrivano e ti colpiscono nel microcosmo dove sei cresciuto perchè lì sei completamente indifeso, nella città dei morti e delle meschinerie, che devi riattraversare palmo a palmo, come in un incubo, il peggiore, come in una fiera dove avevi pur giurato di non volerci più mettere piede. Rivedi tutto ciò che hai rimosso, tutta l'aria che hai incamerato in una vita evapora nello spazio di una camminata, di un incontro casuale, di un volto che ti sembra familiare. Così sei nudo, esposto brutalemente alle condanne postume di un campionario di varia umanità che mette i brividi. volti e parole che tornano per il gusto di presentarti finalmente il conto. E in quel campionario tra donne e uomini balordi, arresi, sepolti, dimenticati, ci sei anche tu, le tue viscere, i tuoi portici, la tua origine di uomo colto, finito a firmare i pezzi in prima pagina in via solferino e infine tornato per le strade di sempre. E poi, poi c'è il rimorso che non lascia pace, il compagno di gioventù, l'antifascista Eugenio Colorni (nel libro il partigiano Ernesto) immolato sulle colonne di piombo del Corsera, quando il regime imponeva ai senza coraggio di privilegiare la follia all'amicizia.
    La condanna che ti auto infliggi è totale (e ai miei occhi riabilita un grande intellettuale che avevo sempre scansato).
    Questo dice Ernesto all'autore: "Tu non hai una vera passione e se ci lasciassi la pelle sarebbe un capriccio, una vanità , una stupidaggine insomma. E un rimorso per me. Certo, se quando scriverai sui giornali facessi anche tu degli articoli per lustrare le scarpe a Mussolini o per esaltare la guerra, mi faresti un po' schifo. A te si domanda soltanto di non essere un porco". Naturalmente Piovene fu un porco e sul Corsera rivendicò l'arresto del giudeo Colorni.
    Ultimo, ma non per me: sono nato in una città di provincia che ho sempre detestato e che ho abbandonato appena ho potuto. Mi auguro di essere a New York quando le furie cominceranno a farmi visita. O comunque in qualsiasi altro posto, possibilmente in una zona centrale, con molte librerie e qualche buon ristorante

    ha scritto il 

  • 4

    1963 Guido Piovene. Mondadori, "Narratori Italiani", 1963

    1963 Guido Piovene. Mondadori, "I narratori italiani", collana a cura di Niccolò Gallo, seconda edizione maggio 1963. Sovrcoperta di Pietro Dorazio.
    << Il romanzo "Le Furie" è il ritorno alla narrativa di Guido Piovene dopo 16 anni. Questo ritorno avviene nell' unico modo e nella forma ...continua

    1963 Guido Piovene. Mondadori, "I narratori italiani", collana a cura di Niccolò Gallo, seconda edizione maggio 1963. Sovrcoperta di Pietro Dorazio.
    << Il romanzo "Le Furie" è il ritorno alla narrativa di Guido Piovene dopo 16 anni. Questo ritorno avviene nell' unico modo e nella forma che gli sono più congeniali. La narrativa essendo la sua vocazione più vera, Piovene ha dedicato questi anni a cercare modi e strumenti che gli sono congeniali. Per lui è stata una lunga autolezione di rigore, di richiamo alla necessità, dal cui esito dipendeva il suo << essere o non essere>> in quanto narratore, il quale esige da se stesso la convinzione interna, la sicurezza di operare nell' aria rarefatta dove l' intelligenza è più tesa, più avida di scoperta e di conoscenze, più sincera e più libera>> ( dal risvolto di copertina ).
    Delirante. "Le Furie" è un romanzo visionario, un romanzo che esalta l' interiorità<<contro un certo oggettivismo spurio >>. Sono d' accordo solo sul "visionario". Questo Piovene è detestabile e se non lo fosse lo diventerebbe leggendo questo sproloquio. Per fortuna c'è un altro Piovene, quello del romanzo "Lettere da una novizia", che aveva una sua originalità ; c'è anche il Piovene di "Viaggio in Italia" , il Piovene giornalista e giramondo ( Francia ,Ungheria, Polonia, Bulgaria, Urss ). Tre stelline per "Lettere da una novizia", che ho perso e per l' attività di giornalista.

    ha scritto il