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Le guerre jugoslave

1991-1999

By Joze Pirjevec

(21)

| Boxset

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Book Description

Collana "I classici della storia", vol. 55

Su licenza Einaudi (2001, 2002)

29 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    abbandonato a pag 176....non metto le stelline perchè il libro di per sè è valido ma è un susseguirsi di nomi, date, avvenimenti dettagliati che rendono la lettura difficoltosa e adatta a chi studia storia...probabilmente ho sbagliato io a voler tent ...(continue)

    abbandonato a pag 176....non metto le stelline perchè il libro di per sè è valido ma è un susseguirsi di nomi, date, avvenimenti dettagliati che rendono la lettura difficoltosa e adatta a chi studia storia...probabilmente ho sbagliato io a voler tentare questa lettura piuttosto difficile.

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    Andrea.Ostoni said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Frasi dal libro

    “…a partire dal Seicento, avevano insediato coloni di origine serba e di fede ortodossa, che erano stati esentati dalla servitù della gleba, ma dovevano in cambio prestare servizio militare ogni qualvolta ce ne fosse bisogno. Si formò così una popola ...(continue)

    “…a partire dal Seicento, avevano insediato coloni di origine serba e di fede ortodossa, che erano stati esentati dalla servitù della gleba, ma dovevano in cambio prestare servizio militare ogni qualvolta ce ne fosse bisogno. Si formò così una popolazione guerriera…”

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2014/04/09/le-guerre…

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    Frasi arzianti said on Apr 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dopo "Maschere per un massacro" di Ruiz, era quasi obbligatorio approfondire, da un punto di vista prettamente storico, le guerre jugoslave.
    Come in ogni opera del genere, il punto di vista non è mai neutro al 100% e ciò che scrive Pirjevec innesta u ...(continue)

    Dopo "Maschere per un massacro" di Ruiz, era quasi obbligatorio approfondire, da un punto di vista prettamente storico, le guerre jugoslave.
    Come in ogni opera del genere, il punto di vista non è mai neutro al 100% e ciò che scrive Pirjevec innesta un certo risentimento verso i serbi facendoti quasi tifare per un intervento militare Usa.
    Ma certamente dalla nuda sequenza dei fatti emerge la debolezza che l'Europa racchiudeva sin dagli anni Novanta: impotente, rancorosa, vendicativa, vecchia.

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    Silvestro said on Mar 3, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto dettagliato, molto preciso sui cosa - ma, a mio avviso, poco sui "perché". probabilmente per rimanere il più possibile aderente ai fatti.

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    Norbert Spina said on Feb 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ricostruzione storica molto rigorosa e documentata. Testo di difficile lettura. Apparato cartografico insoddisfacente

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    creosoto said on Nov 30, 2013 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    "Let slip the dogs of war"

    Opera recensita come la più completa, quantomeno dal punto di vista del dettaglio nella ricostruzione fattuale, “Le guerre jugoslave” è un libro dai molti pregi, pur non essendo esente da difetti. La lettura non è molto scorrevole, dato l'enorme nume ...(continue)

    Opera recensita come la più completa, quantomeno dal punto di vista del dettaglio nella ricostruzione fattuale, “Le guerre jugoslave” è un libro dai molti pregi, pur non essendo esente da difetti. La lettura non è molto scorrevole, dato l'enorme numero di nomi (di persone, di luoghi), fatti e date. Un lettore non avvezzo a questa pubblicistica si troverà poco a suo agio, temo. D'altra parte, si tratta di un libro di storia specialistico, non divulgativo.
    La tesi del libro è quella generalmente accreditata dagli studiosi (e che fa giustizia di bizzarre teorie complottistiche).
    Quelle della ex Jugoslavia solo apparentemente sono state guerre etniche. In realtà, nascono dal tentativo di un blocco politico-militare di mantenere il potere di fronte al collasso dell'economia di stato, da una parte, e all'affermarsi di movimenti d'opinione riformisti e democratici (sul tipo di Solidarnosc o Charta 77).
    Il rischio era ovviamente più elevato nelle due repubbliche più progredite ed emancipate, Slovenia e Croazia, nelle quali sin dagli anni settanta si erano manifestate richieste di riforme, non prive di connotati nazionalisti (specie in Croazia).

    Avviene così la saldatura tra la potente Armata Popolare e una fazione del PC serbo che, sia per convinzione, sia per cinico calcolo di opportunità, cominciò a rinfocolare il nazionalismo (e la mitologia correlata, molto diffusa, specie nelle zone rurali e isolate della Serbia e delle zone serbe di altre repubbliche).

    Le date-chiave sono due. Nel 1986, un famoso documento dell'Accademia delle arti e delle scienze di Belgrado prefigura la “necessità” di “ripristinare” la piena sovranità su tutto il popolo serbo (in sostanza, giungendo a negare l'autonomia delle due provincie etnicamente più complesse, la Vojvodina e il Kosovo). Il testo diviene il programma ufficiale della nuova classe dirigente serba che di lì a breve prende il potere ai vertici federali, sia politici che militari, capeggiata dall'allora oscuro tecnocrate Slobodan Milosevic.
    Nel 1989 l'Armata (già intervenuta con durezza nel 1981 e ormai ampiamente “serbizzata”) reprime con violenza spropositata i disordini della maggioranza albanese nel Kosovo, peraltro provocati dalla polizia segreta jugoslava. L'autonomia di Vojvodina e Kosovo viene revocata con un atto incostituzionale e nella provincia meridionale viene dichiarato lo stato di assedio.
    Il messaggio inviato a tutte le altre repubbliche è inequivocabile: il precario equilibrio titoista, ottenuto con una mescola complicatissima di concessioni e repressioni , è stato cancellato.

    Vorrei sottolineare un punto essenziale (che Pirjevec chiarisce bene), che in molta pubblicistica si è fatto via via sempre più sfumato, sino a scolorire in banali equivalenze.
    Nella vicenda jugoslava è esistito un aggressore, il blocco di potere "conservatore" (identificabile nel PC serbo, anche se non nell'intero popolo serbo), e degli aggrediti.
    Le vittime dell'aggressione hanno poi, nel corso di guerre sanguinarie (il cui tono, per così dire, era stato dato dalle milizie serbe, altro fatto indiscutibile), mutuato i metodi degli aggressori, ma questo non consente alcuna equivalenza tra le due posizioni, a cominciare dalla macabra conta degli effetti materiali di queste violenze, la cui comparazione numerica è del tutto implausibile.

    Sul banco degli imputati, un posto di rilievo lo occupa la diplomazia internazionale, caratterizzatasi per una totale incapacità di capire ciò che stava accadendo. Gli stati europei ripetevano inutili balletti da cancellerie ottocentesche. Gli americani si sono prima chiamati fuori, per poi assumere un ruolo più attivo, ma senza chiari obiettivi. I russi, preoccupati della loro situazione interna, oscillavano tra la solidarietà ai "fratelli ortodossi" e la necessità di non compromettere i rapporti internazionali.
    Di questi minuetti, superbo approfittatore è stato Milosevic, unico politico veramente esperto nella contesa di fronte al grottesco e pericoloso Tudjman (suo autentico alter ego) e al bosniaco Izetbegovic, vaso di coccio tra i due contendenti.

    La ricostruzione è, a mio parere, corretta e coerente con quanto è finora noto e con le altre letture che ho fatto sul tema. E' ampiamente argomentata, anche se ovviamente un lettore non specialista si deve limitare a una verifica di coerenza logica, restando molto difficile una verifica puntuale delle fonti (che richiederebbe ovviamente un impegno di altro genere). In ogni caso, non ho riscontrato critiche al libro sotto questo profilo.

    E' una lettura che mi è costata molta fatica, non lo nascondo, ma ritengo ne sia valsa la pena. E' curioso che vi sia arrivato (pur conoscendo piuttosto bene la vicenda) dopo la lettura di un romanzo, "La figlia" di Clara Usòn. Mi sento di raccomandare entrambi i libri.

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    Rosenkavalier70 (Goodreading) said on Nov 11, 2013 | 10 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (21)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Boxset 748 Pages
  • Publisher: Mondadori (I Classici della Storia, 55)
  • Publish date: 2011-09-01
  • Also available as: Others
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