Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le intermittenze della Morte

Di

Editore: Mondolibri s.p.a

4.0
(3160)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Inglese , Catalano , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000015506 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Le intermittenze della Morte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
In un non meglio identificato Paese, allo scoccare della mezzanotte di un 31dicembre, s'instaura l'eternità, perché nessuno muore più. L'avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e, soprattutto, nella chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa...Dopo sette mesi di " tregua unilaterale", con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo "sciopero" e di riprendere il proprio impegno con l'umanità.
Ordina per
  • 2

    L'idea alla base del romanzo è molto affascinante. L'opera in sé è però francamente deludente. Nelle pagine del libro non si ritrova la magia che Saramago è stato capace di evocare in altri racconti: ...continua

    L'idea alla base del romanzo è molto affascinante. L'opera in sé è però francamente deludente. Nelle pagine del libro non si ritrova la magia che Saramago è stato capace di evocare in altri racconti: la scrittura appare stanca e di conseguenza la lettura finisce per appesantirsi. Le ultime pagine le ho voltate a fatica, distratto e senza interesse o curiosità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    A parte per il collegamento tra l'inizio e la fine, sembra di leggere due libri diversi: da un lato le conseguenze all'interno di un Paese in cui si smette di morire, dall'altra le conseguenze per la ...continua

    A parte per il collegamento tra l'inizio e la fine, sembra di leggere due libri diversi: da un lato le conseguenze all'interno di un Paese in cui si smette di morire, dall'altra le conseguenze per la morte in persona che non riesce a uccidere un musicista; da un lato un caso generale e pieno di ironia, dall'altro un caso particolare che oltre a incuriosire riesce a emozionare.
    Forse è per il brusco cambiamento di storia che non sono riuscito ad apprezzarlo quanto Il Vangelo secondo Gesù Cristo, ma anche così è stato bello seguire le premesse e lo stile di Saramago.

    (Impossibile non pensare a Death Becomes Her, per il titolo e non per il film in sé, e a Mort di Pratchett, dove — anche se per circostanze diverse — si crea una situazione analoga).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    …così è la vita, con una mano dà finché arriva il giorno in cui toglie tutto con l’altra….

    Tempo fa:
    La morte un bel giorno si fa capricciosa e decide di smettere di fare il suo dovere, non fa morire più nessuno per alcuni mesi, creando un caos terribile, nel paese di non si sa dove. E qu ...continua

    Tempo fa:
    La morte un bel giorno si fa capricciosa e decide di smettere di fare il suo dovere, non fa morire più nessuno per alcuni mesi, creando un caos terribile, nel paese di non si sa dove. E quando la morte - rigorosamente con la lettera minuscola, perché la Morte con la lettera maiuscola,” è una cosa che a voi non può passare neanche lontanamente cosa sia ……” - decide di ritornare, si fa anche compassionevole, notificando, con una lettera di colore viola, la data dell’imminente dipartita, concedendo quindi ai destinatari il tempo di fare testamento, di riconciliarsi coi familiari e gli amici e di chiedere perdono a Dio dei propri peccati. Ma sul finale accade l’imprevedibile. L’incontro con il virtuoso violoncellista rende la morte vulnerabile ai sentimenti , all’amore, trasformandola in una donna affascinante, misteriosa e desiderabile. Bellissimo il finale, con l’ultima frase uguale alla prima : “il giorno seguente non morì nessuno”, a chiudere il cerchio, a testimoniare come tutto si ripete e si rinnova, perché non può esserci vita senza la morte, poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare. (Kahlil Gibran)

    http://youtu.be/baZGdj0xLYg

    ha scritto il 

  • 4

    E dire che l'analisi del periodo a scuola mi faceva sudare.

    Avevo dimenticato lo stile di Saramago, con questi periodi lunghissimi che costringono a una lettura lenta e a frequenti fermate per ritornare sui propri passi, per rileggere e capire e riprendere il ...continua

    Avevo dimenticato lo stile di Saramago, con questi periodi lunghissimi che costringono a una lettura lenta e a frequenti fermate per ritornare sui propri passi, per rileggere e capire e riprendere il filo della lettura che continua a rompersi. L'avevo dimenticato ma mi piace, anche se è faticoso, con il discorso indiretto che diventa discorso diretto in cui l'alternanza di frasi si deve intuire grazie alle maiuscole, mi piace perché in fondo ci riporta a un modo di usare il linguaggio che è anche un modo di usare il cervello, e anche se la chiarezza nell'esprimersi è un grande pregio (che a me sicuramente difetta) ci si mantiene in allenamento nel seguire un discorso così "latino", così ciceroniano, vorrei dire.
    Detto questo, il tema è filosoficamente serio, ma c'è anche tanta ironia, che rimane sottintesa la maggior parte del tempo per poi emergere più decisamente a tratti (la lettera di protesta della morte, e lo studio grafologico delle suemissive!). Di più non posso dire, perché ancora sono lontana dal terminare la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccoli eventi conclusivi

    “Perché le parole, se non lo sa, si muovono molto, cambiano da un giorno all'altro, sono instabili come le ombre, ombre di se stesse, che tanto ci sono quanto non ci sono più, bolle di sapone, conchig ...continua

    “Perché le parole, se non lo sa, si muovono molto, cambiano da un giorno all'altro, sono instabili come le ombre, ombre di se stesse, che tanto ci sono quanto non ci sono più, bolle di sapone, conchiglie di cui a stento si sente il respiro, tronchi tagliati”.

    Saramago immagina una favola dell'impossibilità nella quale arriva un giorno in cui non muore nessuno. La morte scompare, sparisce, realizza per l'uomo il sempre e eternamente. Ma è un'inganno, possono stare tranquilli filosofi e religiosi, non resta che aspettare il ritorno alla normalità, che avviene dopo pochi mesi, perché le speranze nascono sempre una dall'altra. Con una novità di rilievo che svela una eloquente debolezza: la morte si annuncia con una lettera viola per dare il tempo al vivo di sistemare le cose terrene prima della dipartita. Ecco che la narrazione rivela un piano, un'inattesa evoluzione romantica, uno sviluppo teatrale e romanzesco, che seduce come un fiammifero acceso, incanta come un sonno profondo, disorienta come un sorriso spietato: il labirinto apre la strada all'innamoramento e alla rivelazione. Dentro un mistero privo di risposte, il lettore diviene protagonista di una restituzione, un senso ricongiunto alla coerenza, una storia di superstiti dentro cui perdersi, e così riconosce un confine rassicurante, per breve tempo. In una prosa deliziosamente complessa e magistralmente articolata, l'autore tratta un soggetto paradossale e surreale con ironia intellettuale, originalità verbale e frammenti di autentica poesia, in una trama espressa in una lingua leggera e mutevole, a più dimensioni, sempre sul punto di dissolversi in una forma rapsodica. Nell'immaginare la conclusione dell'esistenza come un orizzonte di assenza e di indeterminatezza, Saramago delinea una scrittura scettica, inquieta e curiosa, aperta su un piano di meditazione e di interrogazione, mai soddisfatta, perturbata, amorosa testimone di un profonda comprensione dell'essere umano e di una lucida e incontentabile trascendenza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tre stelle e mezzo

    Due parti molto diverse e poco amalgamate tra di loro formano questo romanzo. La prima è quasi una storia di fantascienza sociologica con forti venature satiriche, sviluppata a partire da una premessa ...continua

    Due parti molto diverse e poco amalgamate tra di loro formano questo romanzo. La prima è quasi una storia di fantascienza sociologica con forti venature satiriche, sviluppata a partire da una premessa paradossale (che la morte un bel giorno si metta in sciopero e nessuno muoia più) che genera, a cascata, una serie di situazioni grottesche, da "mondo alla rovescia". Di tutt'altro tono, lirico e intimista, la seconda parte, in cui l'attenzione dell'autore si sposta dalla società al singolo individuo. E' questa, a mio avviso, la parte migliore del libro, nella quale viene narrata, attraverso una struggente storia d'amore, una verità eterna, eppure non banale: amor vincit omnia, perfino la...Morte. Una parola ancora sullo stile di Saramago: all'inizio è davvero pesante seguire quei dialoghi non segnalati dall'interpunzione, quelle minuscole onnipresenti, quelle pagine stampate in cui non s'incontra uno stacco grafico tra un capoverso e l'altro neanche a pagarlo oro. Ma, passato il primo momento di disorientamento, lo stile confidenziale dell'autore (mi ricorda un amico che ti parla, seduto al bar, raccontandoti una storia che ha sentito) riesce perfino gradevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo

    L'approccio a questo scrittore è traumatico proprio per la particolarità di scrittura già descritta dai più: l'assenza di punteggiatura. Se dopo una quarantina di pagine inizia a farcisi l'abitudine, ...continua

    L'approccio a questo scrittore è traumatico proprio per la particolarità di scrittura già descritta dai più: l'assenza di punteggiatura. Se dopo una quarantina di pagine inizia a farcisi l'abitudine, la cosa diventa limitante per la storia quando i dialoghi si fanno serrati: in particolare nella parte finale. E' davvero difficile seguire bene il "botta e risposta" che dovrebbe essere frizzante, e lo è anche, ma richiede una strettissima attenzione per non confondere un dialogo con l'altro. La trama è originale. A volte pesante nei riscontri socio-economici dell'eternità conquistata e ho trovato particolarmente interessante la teoria secondo la quale ci sarebbero più "morti" che si susseguono nel tempo e più "morti" per il regno animale e quello umano. Capisco chi ci ha ritrovato qualcosa de "Il maestro e Margherita", non tanto nella trama( che è decisamente più monumentale in Bulgakov) ma nelle atmosfere della parte finale. Quest'ultima l'ho trovata molto bella. Peccato che duri decisamente poco rispetto al resto del libro. 150 pagine di premessa( più o meno) e 50/60 scarsi di svolgimento serrato non mi hanno soddisfatta in pieno.

    ha scritto il 

  • 4

    La morte si può sconfiggere solo con l'amore. Saramago non è mai banale, ma io sì e questo è ciò che banalmente ho raccolto dal finale di questo incredibile romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Angosciante attesa per la lettera viola

    Tra le innumerevoli domande che si pone l’essere umano sin dai tempi remoti, emerge in maniera mastodontica il perché del senso della vita; una miriade di filosofi, religiosi e, attualmente, opinionis ...continua

    Tra le innumerevoli domande che si pone l’essere umano sin dai tempi remoti, emerge in maniera mastodontica il perché del senso della vita; una miriade di filosofi, religiosi e, attualmente, opinionisti, nell’accezione più vasta, si sono avvicendati nell’esprimere il proprio pensiero in proposito inducendo, e spesso convincendo, la popolazione sulle risultanze delle proprie personali convinzioni frutto di mero ragionamento su tale massimo sistema altrimenti difficilmente comprensibile.

    José Saramago ci mette di fronte a una utopistica possibilità di vita eterna; in un Paese, non meglio identificato, al rintocco della mezzanotte di un qualsiasi giorno non si muore più; gli esseri umani rimangono nel loro stato senza aver alcun miglioramento o peggioramento della propria condizione di vita, per cui gli invalidi rimangono tali, i moribondi sono sospesi in una situazione di sopravvivenza, gli incidenti di qualsivoglia natura non provocano nessuna vittima. Sembrerebbe, di primo acchito, il sogno che tutti, indistintamente, hanno sempre bramato e che si avvera; l’euforia è dilagante, la felicità è ai massi mi livelli , tutto appare roseo con un futuro in cui non ci saranno più lutti che è ammantato da un inimmaginabile splendore…ma non si è tenuto conto degli effetti collaterali: nel tempo le strutture assistenziali non riescono a sopportare e a gestire il continuo arrivo di persone non più autosufficienti che non moriranno più, il sistema pensionistico arriva ben presto al collasso, la popolazione aumenta in maniera spropositata e non si è in grado di trovare adeguata sistemazione per tutti, la chiesa perde il suo carisma in quanto sprofonda il suo principale pilastro della sua dottrina basato sulla resurrezione; anche le agenzie di pompe funebri sono destinate al fallimento. Insomma un vero e proprio caos! Il governo pro-tempore cerca rimedi per arginare l’enorme marasma fino a quando, “per fortuna”, la morte riprende il suo lavoro consueto.

    Un romanzo che, al di là del suo stile, invita il lettore a riflettere sulla necessaria dualità vita-morte che è sempre stata presente sul nostro pianeta sin dall’apparizione/creazione dell’essere vivente; osservando attentamente la natura e l’immanente è facile rendersi conto che tutto è in continua trasformazione ancorchè in modo impercettibile; il ciclo nascita-vita-morte è precipuo per l’equilibrio del mondo. Nel sistema a noi conosciuto sarebbe assurdo non morire in quanto provocherebbe un complesso di circostanze che porterebbe alla follia più sfrenata e a un capovolgimento del futuro di non prevedibile catastrofe. E’ vero che tendiamo a non accettare la morte; speriamo che il nostro turno arrivi il più tardi possibile, a meno di eccezionali casi di sofferenza estrema, e per nostra fortuna non conosciamo il nostro destino pur nella consapevolezza della fine del nostro essere.

    Quindi la morte è una normalità che è parte della vita; è questo il messaggio che José Saramago vuol indirizzare ai suoi lettori; le nostre elucubrazioni su cosa potrebbe succedere dopo rimangono genuine ipotesi per placare l’angoscia del vivere in attesa di una prossima fine la cui data è, per il singolo, sconosciuta.

    Un eccellente scrittore che riesce a scrutare le profondità del nostro animo. Sicuramente da leggere.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per