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Le intermittenze della morte

Di

Editore: Einaudi

4.0
(3174)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Inglese , Catalano , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8806179373 | Isbn-13: 9788806179373 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In un non meglio identificato Paese, allo scoccare della mezzanotte di un 31dicembre, s'instaura l'eternità, perché nessuno muore più. L'avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e ,soprattutto, nella chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa...Dopo sette mesi di " tregua unilaterale", con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo "sciopero" e di riprendere il proprio impegno con l'umanità.
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  • 1

    Questo libro proprio non riesco a finirlo. Sarà che sono sempre scrittori iberici, e io non ho affinità con loro, però boh. Mi aspettavo un bel libro, soprattutto per il modo in cui è presentato Saram ...continua

    Questo libro proprio non riesco a finirlo. Sarà che sono sempre scrittori iberici, e io non ho affinità con loro, però boh. Mi aspettavo un bel libro, soprattutto per il modo in cui è presentato Saramago.
    Eppure...eppure non ho trovato alcuna bravura. Certo, la trama era molto originale ed era anche una bella idea da sviluppare. Ma scrivere in totale assenza di punteggiatura, senza alcuna indicazione dei discorsi diretti, di dove finisce una frase e dove comincia l'altra. Estremamente difficile da seguire, ti porta a concentrarti troppo su quello che stai leggendo da perdere la visione complessiva, e alla fine non si capisce nulla. Magari si è ispirato a Joyce e al suo stream of consciusness, però a me proprio non piace. Ed è per questo che lo abbandono a poche pagine dalla fine, perché non proprio non sono riuscita a entrarci, perché è un mattone che non fa venire voglia di continuare e perché no, Saramago decisamente non mi piace. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia impossibile in cui in un Paese non bene identificato all'improvviso la gente smette di morire con tutte le conseguenze che lo straordinario caso comporta perché, se di primo acchito può sembrar ...continua

    Storia impossibile in cui in un Paese non bene identificato all'improvviso la gente smette di morire con tutte le conseguenze che lo straordinario caso comporta perché, se di primo acchito può sembrare meraviglioso, anche vivere per sempre può essere terribile. Nel complesso mi è piaciuto molto, premio la fervida fantasia e l'ottima scrittura tra cui la splendida ironia con cui Saramago sa prendere in giro la morte con eleganza.

    ha scritto il 

  • 5

    Lo chiamano "libro esperienza". E lo è, come pochi. Si impone, decide lui quanto e quando leggerlo. Del resto, non si può dettare legge alla morte!

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea alla base del romanzo è molto affascinante. L'opera in sé è però francamente deludente. Nelle pagine del libro non si ritrova la magia che Saramago è stato capace di evocare in altri racconti: ...continua

    L'idea alla base del romanzo è molto affascinante. L'opera in sé è però francamente deludente. Nelle pagine del libro non si ritrova la magia che Saramago è stato capace di evocare in altri racconti: la scrittura appare stanca e di conseguenza la lettura finisce per appesantirsi. Le ultime pagine le ho voltate a fatica, distratto e senza interesse o curiosità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    A parte per il collegamento tra l'inizio e la fine, sembra di leggere due libri diversi: da un lato le conseguenze all'interno di un Paese in cui si smette di morire, dall'altro le conseguenze per la ...continua

    A parte per il collegamento tra l'inizio e la fine, sembra di leggere due libri diversi: da un lato le conseguenze all'interno di un Paese in cui si smette di morire, dall'altro le conseguenze per la morte in persona che non riesce a uccidere un musicista; da un lato un caso generale e pieno di ironia, dall'altro un caso particolare che oltre a incuriosire riesce a emozionare.
    Forse è per il brusco cambiamento di storia che non sono riuscito ad apprezzarlo quanto Il Vangelo secondo Gesù Cristo, ma anche così è stato bello seguire le premesse e lo stile di Saramago.

    (Impossibile non pensare a Death Becomes Her, per il titolo e non per il film in sé, e a Mort di Pratchett, dove — anche se per circostanze diverse — si crea una situazione analoga).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    …così è la vita, con una mano dà finché arriva il giorno in cui toglie tutto con l’altra….

    Tempo fa:
    La morte un bel giorno si fa capricciosa e decide di smettere di fare il suo dovere, non fa morire più nessuno per alcuni mesi, creando un caos terribile, nel paese di non si sa dove. E qu ...continua

    Tempo fa:
    La morte un bel giorno si fa capricciosa e decide di smettere di fare il suo dovere, non fa morire più nessuno per alcuni mesi, creando un caos terribile, nel paese di non si sa dove. E quando la morte - rigorosamente con la lettera minuscola, perché la Morte con la lettera maiuscola,” è una cosa che a voi non può passare neanche lontanamente cosa sia ……” - decide di ritornare, si fa anche compassionevole, notificando, con una lettera di colore viola, la data dell’imminente dipartita, concedendo quindi ai destinatari il tempo di fare testamento, di riconciliarsi coi familiari e gli amici e di chiedere perdono a Dio dei propri peccati. Ma sul finale accade l’imprevedibile. L’incontro con il virtuoso violoncellista rende la morte vulnerabile ai sentimenti , all’amore, trasformandola in una donna affascinante, misteriosa e desiderabile. Bellissimo il finale, con l’ultima frase uguale alla prima : “il giorno seguente non morì nessuno”, a chiudere il cerchio, a testimoniare come tutto si ripete e si rinnova, perché non può esserci vita senza la morte, poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare. (Kahlil Gibran)

    http://youtu.be/baZGdj0xLYg

    ha scritto il 

  • 5

    E dire che l'analisi del periodo a scuola mi faceva sudare.

    Avevo dimenticato lo stile di Saramago, con questi periodi lunghissimi che costringono a una lettura lenta e a frequenti fermate per ritornare sui propri passi, per rileggere e capire e riprendere il ...continua

    Avevo dimenticato lo stile di Saramago, con questi periodi lunghissimi che costringono a una lettura lenta e a frequenti fermate per ritornare sui propri passi, per rileggere e capire e riprendere il filo della lettura che continua a rompersi.
    L'avevo dimenticato ma mi piace, anche se è faticoso, con il discorso indiretto che diventa un discorso diretto in cui l'alternanza di frasi si deve intuire grazie alle maiuscole, mi piace perché in fondo ci riporta a un modo di usare il linguaggio che è anche un modo di usare il cervello, e anche se la chiarezza nell'esprimersi è un grande pregio (che a me sicuramente difetta) ci si mantiene in allenamento nel seguire un discorso così "latino", così ciceroniano, vorrei dire.
    Detto questo, il tema è filosoficamente serio, ma c'è anche tanta ironia, che rimane sottintesa la maggior parte del tempo per poi emergere più decisamente a tratti (la lettera di protesta della morte, e lo studio grafologico delle sue missive!). Nel finale invece l'ironia lascia il posto ad un tono più romantico e malinconico, e la narrazione, che da un punto di vista generale si era già focalizzata sulla morte, si sposta per le ultime pagine sul violoncellista, di cui seguiamo tutte le emozioni (incredulità, interesse, speranza, delusione) fino al finale.
    Il romanzo poi si chiude con la stessa frase di apertura, ma il tono è molto diverso e il percorso è stato decisamente vario.
    P.S.: La lettura di questo romanzo non poteva non ricordarmi, fin dall'inizio, il n° 125 di Dylan Dog , intitolato Tre per zero (soggetto e sceneggiatura di Sclavi), dove una morte di terza classe causa un sacco di problemi nel paesino di Bellybutton prendendosi una vacanza...

    ha scritto il 

  • 4

    Piccoli eventi conclusivi

    “Perché le parole, se non lo sa, si muovono molto, cambiano da un giorno all'altro, sono instabili come le ombre, ombre di se stesse, che tanto ci sono quanto non ci sono più, bolle di sapone, conchig ...continua

    “Perché le parole, se non lo sa, si muovono molto, cambiano da un giorno all'altro, sono instabili come le ombre, ombre di se stesse, che tanto ci sono quanto non ci sono più, bolle di sapone, conchiglie di cui a stento si sente il respiro, tronchi tagliati”.

    Saramago immagina una favola dell'impossibilità nella quale arriva un giorno in cui non muore nessuno. La morte scompare, sparisce, realizza per l'uomo il sempre e eternamente. Ma è un'inganno, possono stare tranquilli filosofi e religiosi, non resta che aspettare il ritorno alla normalità, che avviene dopo pochi mesi, perché le speranze nascono sempre una dall'altra. Con una novità di rilievo che svela una eloquente debolezza: la morte si annuncia con una lettera viola per dare il tempo al vivo di sistemare le cose terrene prima della dipartita. Ecco che la narrazione rivela un piano, un'inattesa evoluzione romantica, uno sviluppo teatrale e romanzesco, che seduce come un fiammifero acceso, incanta come un sonno profondo, disorienta come un sorriso spietato: il labirinto apre la strada all'innamoramento e alla rivelazione. Dentro un mistero privo di risposte, il lettore diviene protagonista di una restituzione, un senso ricongiunto alla coerenza, una storia di superstiti dentro cui perdersi, e così riconosce un confine rassicurante, per breve tempo. In una prosa deliziosamente complessa e magistralmente articolata, l'autore tratta un soggetto paradossale e surreale con ironia intellettuale, originalità verbale e frammenti di autentica poesia, in una trama espressa in una lingua leggera e mutevole, a più dimensioni, sempre sul punto di dissolversi in una forma rapsodica. Nell'immaginare la conclusione dell'esistenza come un orizzonte di assenza e di indeterminatezza, Saramago delinea una scrittura scettica, inquieta e curiosa, aperta su un piano di meditazione e di interrogazione, mai soddisfatta, perturbata, amorosa testimone di un profonda comprensione dell'essere umano e di una lucida e incontentabile trascendenza.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tre stelle e mezzo

    Due parti molto diverse e poco amalgamate tra di loro formano questo romanzo. La prima è quasi una storia di fantascienza sociologica con forti venature satiriche, sviluppata a partire da una premessa ...continua

    Due parti molto diverse e poco amalgamate tra di loro formano questo romanzo. La prima è quasi una storia di fantascienza sociologica con forti venature satiriche, sviluppata a partire da una premessa paradossale (che la morte un bel giorno si metta in sciopero e nessuno muoia più) che genera, a cascata, una serie di situazioni grottesche, da "mondo alla rovescia". Di tutt'altro tono, lirico e intimista, la seconda parte, in cui l'attenzione dell'autore si sposta dalla società al singolo individuo. E' questa, a mio avviso, la parte migliore del libro, nella quale viene narrata, attraverso una struggente storia d'amore, una verità eterna, eppure non banale: amor vincit omnia, perfino la...Morte. Una parola ancora sullo stile di Saramago: all'inizio è davvero pesante seguire quei dialoghi non segnalati dall'interpunzione, quelle minuscole onnipresenti, quelle pagine stampate in cui non s'incontra uno stacco grafico tra un capoverso e l'altro neanche a pagarlo oro. Ma, passato il primo momento di disorientamento, lo stile confidenziale dell'autore (mi ricorda un amico che ti parla, seduto al bar, raccontandoti una storia che ha sentito) riesce perfino gradevole.

    ha scritto il 

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