Le irregolari

Buenos Aires horror tour

Di

Editore: E/O

4.2
(1589)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8876413820 | Isbn-13: 9788876413827 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Un romanzo basato su fatti e personaggi assolutamente veri che racconta inmodo completo la storia della guerra sporca della dittatura argentina: lametodologia della "desaparicion", i campi di concentramento clandestini, ibambini trattati come bottino di guerra, la persecuzione degli ebreiargentini, un incubo nell'incubo, la verità sul ruolo della chiesa cattolica,le connessioni e le coperture internazionali. E racconta anche la battagliadelle nonne e delle madri di Plaza de Mayo: una storia al femminile, fatta diamore, dolore e coraggio.
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  • 4

    Ho sempre odiato la hit parade del male, chi ha fatto più morti Hitler o Stalin? vuoi mettere l'attaco alle torri gemelle con i morti che fanno ogni giorno gli yankee in Afghanistan? tuttavia devo amm ...continua

    Ho sempre odiato la hit parade del male, chi ha fatto più morti Hitler o Stalin? vuoi mettere l'attaco alle torri gemelle con i morti che fanno ogni giorno gli yankee in Afghanistan? tuttavia devo ammettere che pur avendo una vaga idea sul significato di "desaparecidos" non avrei mai pensato che Videla & co fossero così alti in classifica

    ha scritto il 

  • 5

    una iniezione di rabbia e passione civile

    una pagina di storia mai abbastanza conosciuta raccontata con apparente leggerezza (un horror tour sui generis) che fa pulsare le vene di rabbia, voglia di giustizia e di gridare in piazza. Non è un n ...continua

    una pagina di storia mai abbastanza conosciuta raccontata con apparente leggerezza (un horror tour sui generis) che fa pulsare le vene di rabbia, voglia di giustizia e di gridare in piazza. Non è un noir di Carlotto ma qualcosa che mixa insieme resoconto storico e narrazione con ricordi personali che emergono ma non prendono mai il sopravvento. Molto, molto bravo Carlotto, ora lo leggano tutti i ragazzi alle scuole superiori con buona pace del barone rampante....

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: uno scrittore-viaggiatore sulle tracce argentine del proprio nonno, migliaia di figli e nipoti spariti nel nulla qualche decennio fa, un gruppo di nonne e mamme determinate a ricordarli e ...continua

    Ingredienti: uno scrittore-viaggiatore sulle tracce argentine del proprio nonno, migliaia di figli e nipoti spariti nel nulla qualche decennio fa, un gruppo di nonne e mamme determinate a ricordarli e ricercarli, le ipocrisie di politici-militari-religiosi di fronte ad uno degli eccidi silenziosi della storia.
    Consigliato: a chi lotta a mani nude contro ogni ingiustizia armata, a chi coltiva l’albero della memoria con cura e ostinazione.

    ha scritto il 

  • 4

    anime migranti

    Le madri e le nonne di Plaza de Majo sono un esempio che non esiste un tempo per la resistenza e la ribellione contro il sopruso e l'ingiustizia, ma ogni momento è quel momento per chi è libero. Carl ...continua

    Le madri e le nonne di Plaza de Majo sono un esempio che non esiste un tempo per la resistenza e la ribellione contro il sopruso e l'ingiustizia, ma ogni momento è quel momento per chi è libero. Carlotto ci porta dentro la macchina tritauomini che è stata la dittatura sudamericana: 30 mila giovani argentini quasi 2000 cileni e chissà quanti altri desaparecidos hanno pagato complici gli altri stati e la chiesa. Dovere della memoria che ridà nomi, cognomi, storia e vita a queste persone, dovere del sopravvissuto che faticosamente si fa testimone e fiaccola di verità, dovere nostro di ricordare e tenere ben presente che se è stato puo' essere di nuovo.

    ha scritto il 

  • 2

    Un argomento non basta a rendere bello un libro. I desaparecidos argentini hanno bisogno di una voce per non essere dimenticati per non lasciare impuniti i colpevoli, perchè non accada più. Certamente ...continua

    Un argomento non basta a rendere bello un libro. I desaparecidos argentini hanno bisogno di una voce per non essere dimenticati per non lasciare impuniti i colpevoli, perchè non accada più. Certamente.
    Ma il libro (romanzo? mah..) risulta un lungo e triste elenco di nomi e di violenze da report giornalistico e nulla più.
    Totalmente fuori contesto la parentesi dell'amico guerrigliero Torito.

    ha scritto il 

  • 3

    E' destino che in questo 2016 le soddisfazioni più vere mi pervengano dai saggi. Conoscevo e ho apprezzato Massimo Carlotto per il suo "Arrivederci amore ciao". Questo reportage anche è molto effica ...continua

    E' destino che in questo 2016 le soddisfazioni più vere mi pervengano dai saggi. Conoscevo e ho apprezzato Massimo Carlotto per il suo "Arrivederci amore ciao". Questo reportage anche è molto efficace. Scritto con uno stile diretto e che va subito al punto, mi piace proprio perché senza fronzoli, con poche concessioni al lirismo, come pure poteva risultare giustificato se si pensa che la vicenda nasce con l'intento di recuperare e strappare all'oblio la memoria familiare dei Carlotto trasferitisi in Argentina. Tuttavia è l'aspetto di denuncia della barbarie e di testimonianza di una fede politica che prende il sopravvento nelle pagine di Massino Carlotto. Ora ciascuno di noi può stare da che parte vuole, oppure può illudersi di essere neutrale, ma quando si fa un'operazione così scardinante ed eversiva sbattendo la verità in faccia a chi la vuole negare non c'è parzialità che tenga e una parte di storia patria e di storia minore viene definitivamente ridescritta per appartenere e imprimersi nel Dna del genere umano.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto tra le lacrime ... di rabbia.

    "I nostri figli non sono cadaveri: sono sogni, utopia, speranza ... Sono quello che furono, che pensarono, che cantarono, che scrissero, che soffrirono. Non si può seppellire tutto questo!"

    Ci ho mess ...continua

    "I nostri figli non sono cadaveri: sono sogni, utopia, speranza ... Sono quello che furono, che pensarono, che cantarono, che scrissero, che soffrirono. Non si può seppellire tutto questo!"

    Ci ho messo molto più tempo di quello che le relativamente poche pagine richiedessero. E non perché si tratti di un libro noioso, tuttaltro. Ma alla fine di ogni capitolo, dopo aver letto un nuovo "capitolo" della barbarie che la "guerra sucia" (guerra sporca) ha lasciato dietro se nella mia cara Argentina, avevo come bisogno di fermarmi, perché quello che leggevo non scivolasse via come un'informazione ma sedimentasse come un urlo di solidarietà e un bisogno di trovare un perché ... che non c'è. Un libro che, lo confesso, ho letto "innaffiando" il mio kindle di lacrime, più e più volte.
    L'assurdità di un vero e prorio sterminio di massa, consumatosi nel silenzio e nell'indifferenza di chi pur sapendo non è intervenuto. Un modo di agire che ha "fatto scuola" e continua a farlo ancora oggi (in Turchia, ad esempio, non sta accadendo nulla di diverso) e Carlotto lo racconta con una partecipazione che non può non coinvolgere chi, come me, ha amato e ama quella terra. Una lettura che consiglio, perché il passato, se dimenticato ... ritorna.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che sono molti libri, che sono troppe storie difficili da ascoltare, un libro che esce fuori dal libro e prosegue su wikipedia, su altri libri, su musica e sinestesie di viaggio, un libro di ...continua

    Un libro che sono molti libri, che sono troppe storie difficili da ascoltare, un libro che esce fuori dal libro e prosegue su wikipedia, su altri libri, su musica e sinestesie di viaggio, un libro di vero dramma e di dramma vero, un libro per capire un po' meglio quel che è successo e smettere, per un attimo, di leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    interessante dossier sui desaparecidos.... il protagonista si reca a Buenos Aires a cercare Estella che porta il suo stesso cognome e entra a vivo contatto con la storia di molti scomparsi sotto la di ...continua

    interessante dossier sui desaparecidos.... il protagonista si reca a Buenos Aires a cercare Estella che porta il suo stesso cognome e entra a vivo contatto con la storia di molti scomparsi sotto la dittatura.... interessantissimo

    ha scritto il 

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