Le lacrime del Lago Tai

Di

Editore: Marsilio (Farfalle)

3.5
(93)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8831716727 | Isbn-13: 9788831716727 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabio Zucchella

Disponibile anche come: Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
L'ispettore capo Chen Cao è finalmente in vacanza, ospitato in una residenza di lusso sulle rive dell'idilliaco lago Tai. Spento il cellulare, per una settimana vuole solo godersi la natura, passeggiare e dedicarsi al buon cibo. Ma l'incanto che avvolge il paesaggio è un'illusione: le acque del lago, da sempre rinomate per la loro purezza, sono devastate da alghe tossiche e fetide. L'economia intorno fiorisce, e le fabbriche scaricano da decenni veleni senza curarsi delle conseguenze. Quando il direttore di una delle più importanti industrie chimiche della zona viene assassinato, i sospetti convergono su Shanshan, giovane donna attiva in un movimento ambientalista, pronta a denunciare lo scempio che si nasconde dietro a quel miracolo economico. Affascinato dalla determinazione e dalla bellezza di Shanshan, e spinto dal suo caparbio senso del dovere, a Chen non resta che prendere in mano le indagini e avventurarsi nella giungla di un vero e proprio scandalo ecologico. In una realtà dove il denaro sembra essere l'unico parametro per misurare il successo, ognuno cerca di sopravvivere come può: adattandosi, oppure inseguendo sogni di un mondo migliore, a proprio rischio e pericolo. Ripercorrendo mutamenti e traumi di un paese in cui molti credono che la cupidigia sia un male necessario per lo sviluppo, il poliziesco di Qiu è una critica implacabile al malfunzionamento della nuova Cina, e un omaggio a chi è ancora capace di opporvisi con fermezza, in nome della giustizia.
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  • 3

    Tour in Noir - 05 mar 17

    Continuo ad avere un rapporto ambiguo verso Qiu e verso il suo ispettore Chen Cao. Che continuo a leggere (e questo è il settimo episodio), continuando ad ondivagare tra momenti di interesse e momenti ...continua

    Continuo ad avere un rapporto ambiguo verso Qiu e verso il suo ispettore Chen Cao. Che continuo a leggere (e questo è il settimo episodio), continuando ad ondivagare tra momenti di interesse e momenti di pura insofferenza. Sappiamo ormai bene che l’autore è un docente di poesia cinese da anni rifugiatosi in America, dove insegna a Saint Louis. E le poesie continuano ad essere un elemento importante nel dorsale delle storie. Peccato che, nel puro stile cinese, non se ne capisca il senso, il capo o la coda. Solo gli ultimi versi dell’ultima poesia, che riporto in finale, si riescono a decrittare, anche perché sarà difficile scordarsi la luce. Tra l’altro, proprio intorno ad una poesia legata al Lago Tai si costruisce la storia, che da poesia diventa racconto che contiene la poesia. Per fortuna, almeno per me, le poesie, che potrebbero dare sensi e modi alla trama, possono essere accantonate, restando la descrizione di una settimana di vita cinese nella nuova era capitalistica. Questa è forse la forza maggiore degli scritti di Qiu, che ci descrivono l’evolversi della società cinese, l’allargamento di alcuni concetti democratici, ma anche le storture che il nuovo corso incominciato a suo tempo da Deng Xiaoping sta portando al tessuto cinese. Che percorre a velocità stratosferica i grandi passi del capitalismo avanzato, avanzando di corsa verso mafia, corruzione ed altre degenerazioni a noi ben note. Se il profitto diventa la bandiera che guida, per accumulare tutto è lecito anche inquinare un lago le cui acque erano talmente pure un dì che la gente andava in gita per prendere il tè fatto con l’acqua di lago. Per questo, c’è una grande scuola di partito sulle rive dello stesso. Per caso, Chen vi viene inviato dal suo mentore, il dirigente Zhao. Per combinazione, ma spesso il caso diventa necessità, Chen si imbatte in un omicidio. Ma lui starebbe lì in vacanza, non si vuole immischiare. Tuttavia si imbatte nella bella Shanshan, abbastanza più giovane del tuttora giovane Chen (ah ah), e da cui Chen è subito attratto. Shanshan, attivista ambientalista, lavora nella fabbrica dove viene ucciso il direttore poco prima che la fabbrica stessa si privatizzi. Operazione che avrebbe reso Liu, il morto, un Riccone (ricordo che con questo termine per noi goliardico si indicano i capitalisti cinesi che fanno fortuna in poco tempo). Shanshan è sospettata per prima dell’omicidio, e Chen la fa scagionare subito agendo nell’ombra. Poi è indicato Jing, un altro ambientalista di lunga data, che, probabilmente, è anche in stretti rapporti con Shanshan. La quale, tuttavia, è anche attratta da Chen (ah ah), che sa parlare, che sa di letteratura, che ascolta i tormenti ambientalisti, che è potente (a suo modo, e soprattutto per i successi delle indagini). Noi vediamo anche un intorno di altri possibili colpevoli. La moglie di Liu, spesso e volentieri assente, che frequenta una chiesa protestante a Shangai, e che sarebbe colpita economicamente da un possibile futuro divorzio. La segretaria Mi, sempre a stretto contatto con Liu, anche non solo di lavoro, che vorrebbe scalzare la signora Liu, ma capisce che non ci riuscirà mai, e potrebbe aver cercato di ottenere qualcosa scalzando direttamente Liu. Il nuovo dirigente emergente Fu che non ha grandi appoggi, che potrebbe essere estromesso dalla riorganizzazione di Liu, imminente in vista dell’OPA, e che potrebbe aver deciso di far comunella (con Mi? Con la signora Liu? Con altri?) per ottenere i suoi scopi. Il lavoro combinato degli interrogatori di Chen (che sembra ripercorrere alla cinese le strade del nostro simpatico Maigret) e del lavoro sul campo a Shangai del suo aiutante Yu, consento di trovare la giusta soluzione al non tanto intrigato mistero. Ci rimane il sospeso (che Qiu scioglie, ma che non vi dico io) sul rapporto tra Shanshan e Chen. Shanshan sa che il suo impegno non potrà mai venire meno, e sa anche che potrebbe nuocere alla carriera di Chen. Chen stesso sa che, mettersi con Shanshan implicherebbe buttare via una parte della sua vita, per costruirne una nuova, su basi incerte, ma, probabilmente, con nuovamente un sorriso sul viso (e non più una lacrima alla Bobby Solo, ah ah). Quale sarà la soluzione scelta da Qiu? E quale quella che sceglieremo noi? Se lo sapessimo lo avremmo già indicato. Rimaniamo allora con in mente i problemi ambientali cinesi, che sono enormi, e che, incidendo su larga scala, hanno ovviamente un peso nella gestione ambientale di tutto il pianeta di certo non irrilevante. Speriamo che dopo il Lago Tai, anche noi non si debba piangere troppo.
    “Confucio: certe persone possono anche non conoscersi veramente, pur essendo state insieme fino a che i capelli si sono imbiancati, ma certe altre possono essere veri amici dal momento in cui si incontrano.” (47)
    “A volte passeggiare lo aiutava a pensare, specialmente se lo faceva in una stradina tranquilla.” (130)
    “Gli uomini sono tutti uguali! Una volta raggiunto il successo si cercano ragazze che potrebbero avere l’età delle loro figlie.” (255)
    “Il mondo ha un significato soltanto in ciò che ha un significato per te.” (268)
    “Ci incontriamo sul mare coperto dalla notte; / Tu hai la tua meta, e io la mia. / Se tu ricorderai, bene, / ma faresti meglio a dimenticare / la luce scaturita dal nostro incontro.” (324)

    ha scritto il 

  • 3

    Indubbiamente è, come gli altri, un libro leggero e piacevole. Avrei evitato gli inserti di poesia che francamente non mi sembrano di grande qualità e poco utili alla scorrevolezza della lettura o all ...continua

    Indubbiamente è, come gli altri, un libro leggero e piacevole. Avrei evitato gli inserti di poesia che francamente non mi sembrano di grande qualità e poco utili alla scorrevolezza della lettura o allo spessore del testo complessivo. Gestire il successo non è semplice, tra le spinte degli editor e l'ambizione personale. Si può leggere questo libro, non certo uno dei migliori dell'autore, che ormai gira un po' su se stesso.

    ha scritto il 

  • 2

    Così. Avevo letto "Quando il rosso è nero" e avevo ammollato due stelline. E mo' decido di dare un'altra chance al cinese. Ma tocca riammollargli due stelline…

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni cosa finisce in un istante

    "Quindi, siano i suoi versi a dire ciò che io non sono in grado di dire. Dopo tutto, tu hai la tua meta e io ho la mia, come nella poesia.

    Una nuvola in cielo, distratta, getta
    un’ombra sull’onda del ...continua

    "Quindi, siano i suoi versi a dire ciò che io non sono in grado di dire. Dopo tutto, tu hai la tua meta e io ho la mia, come nella poesia.

    Una nuvola in cielo, distratta, getta
    un’ombra sull’onda del tuo cuore.
    Non essere così sorpreso,
    e neppure così pieno di gioia –
    ogni cosa finisce in un istante.
    Ci incontriamo sul mare coperto dalla notte;
    Tu hai la tua meta, e io la mia.
    Se tu ricorderai, bene,
    ma faresti meglio a dimenticare
    la luce scaturita dal nostro incontro.

    (...)
    La poesia citata alla fine della lettera si intitolava Distratto ed era stata scritta da Xu Zhimo, un celebre poeta cinese moderno."

    ha scritto il 

  • 3

    Del 2012.
    Preferisco le indagini a Shangai, dove è maggiore la presenza di Yu e Peiqin. Il problema, però, è che qui è troppo didascalico nel parlare dei problemi ambientali della Cina contemporanea ( ...continua

    Del 2012.
    Preferisco le indagini a Shangai, dove è maggiore la presenza di Yu e Peiqin. Il problema, però, è che qui è troppo didascalico nel parlare dei problemi ambientali della Cina contemporanea (o forse il tema mi è già troppo noto?). Comunque piacevole.

    ha scritto il 

  • 0

    Scritto con maestria come sempre, eppure meno convincente di altri episodi della serie che vede protagonista l'ispettore capo di Shangai Chen Cao.
    L'indagine sull'omicidio, durante una vacanza di luss ...continua

    Scritto con maestria come sempre, eppure meno convincente di altri episodi della serie che vede protagonista l'ispettore capo di Shangai Chen Cao.
    L'indagine sull'omicidio, durante una vacanza di lusso di Chen, ha risvolti ecologisti, ma c'è qualcosa che suona fasullo.
    Azzardo un'ipotesi: seppur ancora lontano dai vertici della nomenclatura del Partito, Chen è ormai abbastanza in alto sul trampolino di lancio del potere: è poco credibile che possa ancora permettersi una simile autonomia di giudizio e comportamento.

    ha scritto il 

  • 3

    comincia a stufarmi

    questa serie all'inizio era interessante, descriveva un po' di spaccato di società cinese nel bene e nel male. adesso è diventata un po' stereotipata, senza riflessioni più interessanti di quelle che ...continua

    questa serie all'inizio era interessante, descriveva un po' di spaccato di società cinese nel bene e nel male. adesso è diventata un po' stereotipata, senza riflessioni più interessanti di quelle che si possono trovare ovunque sulla Cina moderna. la poesia era una buona idea, nelle dosi omeopatiche dei primi libri, ma ormai dilaga e infastidisce

    ha scritto il