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Le lettere da Capri

Di

Editore: Mondadori

3.8
(142)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8804136537 | Isbn-13: 9788804136538 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    "Mi ero comportato bene. La guerra, al contrario, di quanto si crede, ingentilisce gli animi. Gli orrori che ci circondano, le stragi, le morti, producono reazioni benefiche; impediscono le confusioni dei sentimenti; rimettono ogni cosa a posto nel cuore dell’uomo.”

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo d'arrivo di Mario Soldati perché mette insieme i temi degli altri e li porta all'esasperazione: copia/ incolla da L'attore per Io narrante regista che si chiama Mario e amico di vecchia data che chiede aiuto cinematografico-economico; da La Confessione la devozione ...continua

    Il romanzo d'arrivo di Mario Soldati perché mette insieme i temi degli altri e li porta all'esasperazione: copia/ incolla da L'attore per Io narrante regista che si chiama Mario e amico di vecchia data che chiede aiuto cinematografico-economico; da La Confessione la devozione alla fede religiosa che manda all'irrazionale. Trama ottocentesca prolissa come poche: le stelle erano due prima che le lettere di cui il titolo mostrassero un feticismo sadomasochista bizzarro per gli anni '50.

    ha scritto il 

  • 4

    Vicenda interessante, a tratti ( soprattutto a meta' del libro) avvincente. La mano del famoso simpatico autore, e' felice, anche se lo stile ha fatto i suoi anni,e trattandosi di un autore italiano, non si puo' dare la colpa al traduttore.C'era chi gia' in quegli anni scriveva in maniera molto p ...continua

    Vicenda interessante, a tratti ( soprattutto a meta' del libro) avvincente. La mano del famoso simpatico autore, e' felice, anche se lo stile ha fatto i suoi anni,e trattandosi di un autore italiano, non si puo' dare la colpa al traduttore.C'era chi gia' in quegli anni scriveva in maniera molto piu' moderna.

    ha scritto il 

  • 3

    " (...) porta al parossismo le contraddizioni, siano sentimentali o morali, affondando (...) in situazioni sostanzialmente torbide, melmose, nelle quali ciascuno esprime il peggio di sé. Perché conta, a questo proposito, il desiderio profondo, quasi vitale di affondare, di sporcarsi, di cedere, d ...continua

    " (...) porta al parossismo le contraddizioni, siano sentimentali o morali, affondando (...) in situazioni sostanzialmente torbide, melmose, nelle quali ciascuno esprime il peggio di sé. Perché conta, a questo proposito, il desiderio profondo, quasi vitale di affondare, di sporcarsi, di cedere, di rivoltarsi nel fango di se stessi. Desiderio che nasconde un'aspirazione di grandezza negativa (...). Mentre gli altri, i naifs, i 'nature', i vitalisti, mostrano alla resa dei conti una loro ben più solida, ben più autentica sanità."

    ha scritto il 

  • 4

    "La Ronde"

    Mario Soldati, Autore eclettico (e prolifico) in letteratura, cinema, giornalismo e giornalismo televisivo:


    http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Soldati


    racconta una storia intrigante, con tessuto narrativo originale (l'Io narrante a cui si sovrappone il racconto/memoria dell'amico, i ...continua

    Mario Soldati, Autore eclettico (e prolifico) in letteratura, cinema, giornalismo e giornalismo televisivo:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Soldati

    racconta una storia intrigante, con tessuto narrativo originale (l'Io narrante a cui si sovrappone il racconto/memoria dell'amico, in una "ronde" di personaggi che si intrecciano).

    Sull sfondo l'Italia, Roma, Capri ed Usa a cavallo della fine della Seconda Guerra Mondiale.

    Trama da non rivelare, toglierebbe la necessaria suspense narrativa, nel crescendo della storia.
    Letto in e-book, senza risvolti di copertina che anticipano la storia ed i personaggi.

    Bellissimo, nello stile tipico di Mario Soldati.
    Premio Strega 1954.

    ha scritto il 

  • 4

    Un piccolo capolavoro questo romanzo che non è d'amore ma di vita. Mario Soldati riesce a calarci nell'atmosfera del dopoguerra italiano in modo splendido. Bellissimi i diversi punti di vista che permettono di immedesimarsi in personaggi estremamente diversi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo complesso, maturo. Giustamente premiato con uno Strega direi. Un autore che sto riscoprendo e che mi pare dimenticato. Con un'eleganza naturale che affascina.

    ha scritto il 

  • 0

    Parte bene ma è troppo legato a stilemi ottocenteschi.

    Parte bene perché all'inizio la storia sembra molto moderna e legata a canoni neorealistici. Con interessanti freschezze sul piano stilistico e dei contenuti. Però quasi subito è come se l'autore stesso si fosse spaventato di quello che stava facendo e organizza un precipitoso rientro nei ranghi ...continua

    Parte bene perché all'inizio la storia sembra molto moderna e legata a canoni neorealistici. Con interessanti freschezze sul piano stilistico e dei contenuti. Però quasi subito è come se l'autore stesso si fosse spaventato di quello che stava facendo e organizza un precipitoso rientro nei ranghi della narrativa di serie B. La cifra stilistica di questo rientro è il ricorso a un racconto del racconto, cosa che subito fredda ogni immediatezza. Poi, addirittura abbiamo un racconto del racconto del racconto, sia pure solo per un breve intermezzo. E lì è chiaro che ogni possibilità di innovazione è andata a farsi benedire.
    Invece di trovarci di fronte a un romanzo che rompe i canoni e propone aria nuova, ecco che siamo in una specie di Harmony ante litteram, nel telefoni bianchi della letteratura, potrei dire, se non fosse per il sesso presente in forma estranea a quel tipo di cinema.
    Rimane, appunto, una presenza della passione letta nel trionfo degli istinti sessuali, ancorché biasimati.
    Da segnalare infine sacche di una morale maschilista di stampo anteguerra. Ancora più strana un un autore che vantava frequentazioni progressiste.
    Peccato. I presupposti c'erano tutti, ma altrove si stava facendo di meglio. E non sarà un caso che proprio questo romanzo, e non gli altri, viene premiato dallo Strega.

    ha scritto il 

  • 4

    Obnubilamento mentale

    Mi sono accostata a questo libro degli anni sessanta, dall’aspetto molto vissuto, senza sapere cosa aspettarmi. Sciupacchiato ,come quelli che si trovano sulle bancarelle dei mercatini, sdemanializzato da una biblioteca (chissà quante mani e quanti occhi lo hanno avuto!), si è fatto leggere con c ...continua

    Mi sono accostata a questo libro degli anni sessanta, dall’aspetto molto vissuto, senza sapere cosa aspettarmi. Sciupacchiato ,come quelli che si trovano sulle bancarelle dei mercatini, sdemanializzato da una biblioteca (chissà quante mani e quanti occhi lo hanno avuto!), si è fatto leggere con curiosità e mi ha davvero stupita.
    Mario soldati scrive bene, non so per quale motivo mi è venuto da raffrontarlo con Franzen, in fin dei conti la storia può avere qualche minuscola similitudine con Libertà ma non così tante da potervi essere paragonata. Ad ogni modo per tutta la durata del libro ho continuato a fare comparazioni e Soldati ne è uscito vincitore alla grande.
    La storia l’ho trovata abbastanza delirante, paradossale e pure crudele per certi versi. Alcuni passaggi sono stati un po’ prolissi, troppo insistenti sugli stessi concetti ma rendono l’idea dell’esaltazione dell io narrante. A dire il vero gli “io narrante” sono tre, e forse, come ha fatto notare un altro lettore qui su anobii, hanno uno stile di scrittura troppo simile tra loro che li contraddistingue poco...tuttavia ognuno di loro in fin dei conti è preda del vaneggiamento amoroso e questo li accomuna in un modo di ragionare universale, quello dei sensi.

    ha scritto il 

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