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Le lettere di Babbo Natale

Di

Editore: Bompiani

4.1
(270)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 111 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Francese

Isbn-10: 8845232956 | Isbn-13: 9788845232954 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il 25 dicembre 1920 J.R.R. Tolkien cominciò ad inviare ai propri figli letterefirmate Babbo Natale. Infilate in buste bianche di neve, ornate di disegni,affrancate con francobolli delle Poste Polari e contenenti narrazioniillustrate e poesie, esse continuarono ad arrivare a casa Tolkien per oltretrent'anni, portate dal postino o da altri misteriosi ambasciatori. Una sceltadi questi messaggi annuali, trascritti a volte in forma di colorati logogrifi,formano questa fiaba intitolata "Le lettere di Natale", scritta a puntate daun Tolkien non tanto in vena di paterna e didattica allegria, quanto in groppaall'ippogrifo della sua fantasia filologica e ironica.
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  • 4

    Molto, molto carino! Le lettere non sono nulla di speciale: buffe e un po' ripetitive avventure (o meglio, disavventure! xD) di Babbo Natale e dell'Orso Polare; ma i disegni sono molto belli e pensare a questo papà speciale che ogni Natale si impegnava tanto al solo scopo di divertire e far passa ...continua

    Molto, molto carino! Le lettere non sono nulla di speciale: buffe e un po' ripetitive avventure (o meglio, disavventure! xD) di Babbo Natale e dell'Orso Polare; ma i disegni sono molto belli e pensare a questo papà speciale che ogni Natale si impegnava tanto al solo scopo di divertire e far passare un momento magico ai suoi figli mette tanta gioia e fa venire voglia di fare lo stesso per i propri bambini ^^ Una chicca!

    ha scritto il 

  • 4

    Fiabesco

    Nonostante non ami Tolkien, questa raccolta di lettere scritte da Babbo Natale ai suoi figli è davvero meraviglioso, storie e disegni inclusi.
    Il personaggio di Orso Polare il mio preferito

    ha scritto il 

  • 5

    Buffissime e tenerissime lettere dal Polo Nord, condite delle disastrose avventure di un Orso Polare pasticcione e degli auguri in Quenya degli elfi aiutanti, che Tolkien inventava per i suoi figli e faceva loro arrivare ogni Natale da parte di “Babbo Natale” – si badi bene, non Santa Claus, ma n ...continua

    Buffissime e tenerissime lettere dal Polo Nord, condite delle disastrose avventure di un Orso Polare pasticcione e degli auguri in Quenya degli elfi aiutanti, che Tolkien inventava per i suoi figli e faceva loro arrivare ogni Natale da parte di “Babbo Natale” – si badi bene, non Santa Claus, ma nel titolo originale “The Father Christmas Letters”.
    Ora io non mi dilungo sui rapporti tra Santa Claus e Father Christmas, né su tutta l’annosa questione della valutazione “cattolica” di Babbo Natale, anche perché c’è già chi l’ha fatto molto bene; ma m’interessa far notare la posizione che implicitamente assume Tolkien nella vicenda, e che secondo me è strettamente legata alla sua concezione dello speciale rapporto tra paganesimo e cristianesimo: il primo rivalutato in positivo e visto non come opponente del secondo, ma come antecedente logico oltre che cronologico, veicolo di semina Verbi, propedeutico al messaggio cristiano.
    Ecco allora che Babbo Natale, il quale ormai non è più il vecchio San Nicola bensì un personaggio ormai decristianizzato e paganeggiante, un mito per esprimere dei generici valori positivi di calore familiare, non viene da Tolkien semplicemente negato; viene piuttosto “ri-cristianizzato” nella figura di ¬ Father Nicholas Christmas, che ha millenovecentoventi anni nel 1920 e ne ha millenovecentotrenta nel 1930 (cioè nasce con il cristianesimo) e che in un passaggio delle sue lettere accenna all’esistenza di suo padre… “Nonno Yule”.
    Yule, capite?
    Come sempre in Tolkien, una semplice parola basta per implicare concetti, epoche storiche, mondi lontani: il simbolo pagano che si fa da parte per far posto al simbolo cristiano, non già come Saturno che viene scalzato da Zeus, bensì come il padre che lascia serenamente in gestione al figlio “l’attività di famiglia” del portare regali all’umanità; il cristianesimo come successione del paganesimo, non per rigettarne in toto il passato, ma per ereditarne i contenuti positivi.

    Grazie, professore.

    ha scritto il 

  • 5

    Edizione in cofanetto da collezione

    Edizione molto carina, tre volumetti rilegati in cofanetto contenenti alcune delle lettere che Tolkien scrisse ai suoi figli da parte di Babbo Natale con illustrazioni dell'autore
    Cofanetto e sovracoperte con sfondo bianco di Rusconi,questa in rosso è l'edizione Bompiani

    ha scritto il 

  • 4

    Una splendida raccolta di letterina che Babbo Natale scriveva ai figli di Tolkien con illustrazioni colorate e divertenti. Una simpatica idea che molti genitori dovrebbero sollecitare, per non perdere la magia del Natale.

    ha scritto il 

  • 4

    Tolkien & Sons.

    Il casus è noto: dal 1920, quando il primogenito John aveva tre anni, e fino al 1942, quando Priscilla, l’ultima dei suoi quattro figli, ne aveva tredici, Tolkien scrisse alle lettere natalizie dei figli delle vere e proprie risposte, a firma di Babbo Natale. Per oltre vent’anni, quindi, i ...continua

    Il casus è noto: dal 1920, quando il primogenito John aveva tre anni, e fino al 1942, quando Priscilla, l’ultima dei suoi quattro figli, ne aveva tredici, Tolkien scrisse alle lettere natalizie dei figli delle vere e proprie risposte, a firma di Babbo Natale. Per oltre vent’anni, quindi, i piccoli di casa Tolkien ebbero il privilegio esclusivo di una corrispondenza ininterrotta e regolare con il Polo Nord.
    Perseverare con tale costanza in una consuetudine familiare fino a farne una vera tradizione sarebbe già di per sé ammirevole; ma, trattandosi di Tolkien, le lettere in questione sono piccole meraviglie di calligrafia, stilate in vari inchiostri colorati (con una predilezione, com’è ovvio, per il verde e il rosso) e corredate sempre da bellissimi disegni a pastello o a inchiostro.
    In questi divertissement domestici, Tolkien indulge nelle proprie passioni: come nel caso dei numerosi giochi di parole, che purtroppo in traduzione vanno spesso perduti, inevitabilmente; ad es. dato che “pole” in inglese significa tanto polo quanto palo (pertica, asta, albero di una nave…) nei disegni di Tolkien il North Pole è sempre rappresentato come uno spuntone roccioso—che ad un certo punto finirà perfino spezzato, e dovrà essere riparato. Questa semplice trovata mi fa sorridere ora che ho trent’anni; se ne avessi cinque o sei immagino che lo troverei molto divertente.
    Non solo. Trattandosi di Tolkien, le lettere, inizialmente semplici biglietti, diventano più lunghe, si riempiono di comprimari (!) e di vicende sempre più articolate. Father Nicholas Christmas viene affiancato prima dal North Polar Bear, aiutante maldestro ma irresistibile, autentico co-protagonista; poi dai nipoti di quest’ultimo, Paksu e Valkotukka; quindi da altri polar cubs, dagli snowboys, da elfi rossi ed elfi verdi… fino alla missiva del 1933, una short story con tutte le carte in regola, in cui il NPB si smarrisce nelle grotte dei goblins (!) e viene salvato da una spedizione di elfi; ma non prima di aver appreso le rune dalle iscrizioni sulle pareti delle caverne.
    Chi ha familiarità con Tolkien, i suoi personaggi e la sua terminologia ritroverà in queste pagine l’autore amato, e scoprirà sorprendenti anticipazioni delle sue opere più celebri: l’immagine del NPB che combatte i goblins non può non richiamare alla mente Beorn nella Battaglia dei Cinque Eserciti.
    E non dovrebbe stupire, considerando che anche The Hobbit ebbe origine come favola della buona notte per i figli di Tolkien—salvo, trattandosi di Tolkien, svilupparsi e diventare quello che sappiamo (recentemente una operazione commerciale piuttosto ridicola mascherata da trilogia cinematografica annacquata).

    Fa tenerezza vedere che con il passare degli anni le lettere sono indirizzate ai figli mano a mano più piccoli, mentre prendono commiato dai figli ormai cresciuti, e troppo grandi per continuare a corrispondere con Babbo Natale; le ultime sono scritte alla sola Priscilla.
    Non mancano tuttavia, in questa dimensione fantastica ed infantile, dei riferimenti alla situazione mondiale di quegli anni: FNC, che per lavoro gira il mondo (e ha corrispondenze così numerose, non scordiamolo!), accenna spesso alle condizioni difficili in cui la crisi del ’29 prima e la guerra mondiale poi hanno ridotto così tanti bambini e adulti.
    Tolkien si conferma grande affabulatore e padre affettuoso e premuroso. Non mancano del resto nemmeno riferimenti al Natale come ricorrenza cristiana, come quando Father Nicholas Christmas menziona esplicitamente suo padre, il Nonno Yule; e non è un caso che Tolkien usi per esteso il nome di San Nicola, anziché la più diffusa storpiatura Santa Klaus.

    Questa edizione, di grande formato e su carta lucida, riproduce (spero tutti!) i disegni di Tolkien e una selezione dei suoi fogli manoscritti, che poco hanno da invidiare alle miniature medioevali. Nota negativa per la traduzione: nei casi in cui ho potuto confrontarla con l’originale mi è parsa spesso approssimativa e non di rado arbitraria; e questo deve aver influito inevitabilmente sul godimento del testo.

    ha scritto il 

  • 4

    Carino!

    Per essere una serie di lettere a firma di Babbo Natale, sono sorprendentemente ricche di trama. Certo, una trama banalotta e ripetitiva fatta apposta per i bimbi piccoli (se non siete proprio dei fan sfegatati di Tolkien, non vi consiglio di spendere soldi per questi libri); però, c'è pur sempre ...continua

    Per essere una serie di lettere a firma di Babbo Natale, sono sorprendentemente ricche di trama. Certo, una trama banalotta e ripetitiva fatta apposta per i bimbi piccoli (se non siete proprio dei fan sfegatati di Tolkien, non vi consiglio di spendere soldi per questi libri); però, c'è pur sempre una trama. Un Orso pasticcione, un elfo laborioso, peripezie varie al Polo Nord che intrattengono il (piccolo) lettore, di anno in anno.
    Insomma: molto letteraria, per essere una banale raccolta di letterine.
    Carina poi la scelta editoriale di chiudere l'antologia con la lettera di un elfo di Babbo Natale che fa gli auguri in elfico: molto tolkieniano, una bella sorpresa per i fan ;-)

    ha scritto il