Le libere donne di Magliano

Di

Editore: Mondadori ( Oscar classici moderni 35)

3.8
(621)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804340894 | Isbn-13: 9788804340898 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo , Medicina

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Descrizione del libro
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  • 4

    “Questi matti sono ombre con le radici al di fuori della realtà, ma hanno la nostra immagine (anche se non precisa), mia e tua, o lettore. Ma quello che è più misterioso domani potranno avere, guariti ...continua

    “Questi matti sono ombre con le radici al di fuori della realtà, ma hanno la nostra immagine (anche se non precisa), mia e tua, o lettore. Ma quello che è più misterioso domani potranno avere, guariti, la perfetta immagine, poi di nuovo tornare astratti, solo parole, soltanto deliri. Dunque è il nostro incerto equilibrio che pencola, e insuperbiamoci e insieme siamo umilissimi, che siamo soltanto uomini capaci delle opposte cose, uguali, nel corso delle generazioni, alla rosa dei venti.”
    Mario Tobino ha lavorato come psichiatra in manicomio e vissuto per 35 anni dentro il manicomio di Maggiano (divenuto Magliano nel romanzo), ne ha respirato l’aria e ha raccolto le voci, le urla, i sospiri e i deliri dell’umanità femminile che vi trascorreva l’esistenza, a volte mesi, più spesso anni, qualcuna fino alla vecchiaia e la morte. Con questo romanzo ha lasciato brevi ed intensi ritratti di Baccanti in preda alla frenesia, espressione di una femminilità esplosiva, prede di una “follia” che per ognuna di loro non è altro che la “libertà” di ribellarsi alle costrizioni del mondo esterno “sano”, conformista ed ipocrita: alcuni personaggi sono raccontati in modo commovente e bellissimo, come la Lella, “vergine della verginità”, rimasta sconvolta da bambina da una visione della madre, da lei ritenuta la più santa delle donne, mentre faceva sesso col padre e da ciò segnata per sempre, la Lella generosa e dolce, che riempie il reparto dei medici di fiori, di gatti e di gesti di gentilezza; o la signora Gabi, costretta al manicomio dopo che l’amore della sua vita si uccise e lei fu destinata ad una casa d’appuntamenti. Accanto a queste donne “malate di mente” ci sono altre donne, espressione di una femminilità completamente diversa, le infermiere, che fino all’epoca fascista erano costrette a rimanere zitelle per poter lavorare nel manicomio, e le suore, femmine incomplete. Accanto a loro e tra loro, con uno sguardo ricco di comprensione e di pietas, con occhi quasi incantati di fronte ad “una delle divine e misteriose manifestazioni dell’uomo” c’è il dottore Tobino, che con tono pacato ed incredibilmente dolce, senza mai condannare, ci pone di fronte e ammonisce a riconsiderare la nostra “normalità”.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto anni fa, durante il liceo su suggerimento del prof di lettere, questo romanzo di Tobino, scrittore e psichiatra, dipinge vividamente la vita di alcune donne rinchiuse in un ospedale pscihiatrico ...continua

    Letto anni fa, durante il liceo su suggerimento del prof di lettere, questo romanzo di Tobino, scrittore e psichiatra, dipinge vividamente la vita di alcune donne rinchiuse in un ospedale pscihiatrico. Una lettura interessante e affatto noiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Documentarmi sui manicomi è la mia grande passione.
    Questo di Tobino è un diario su come si svolge la vita in manicomio:persone,patologie,attività...
    Ed ogni volta mi sembra di leggere qualcosa di div ...continua

    Documentarmi sui manicomi è la mia grande passione.
    Questo di Tobino è un diario su come si svolge la vita in manicomio:persone,patologie,attività...
    Ed ogni volta mi sembra di leggere qualcosa di diverso...
    Ho altri due libri suoi in wish, Tobino è stato medico ed ha lavorato in diversi istituti psichiatrici italiani. Quello qui descritto è Magliano, un luogo casuale scelto in quanto lui è nativo di Lucca.

    ha scritto il 

  • 4

    Ritratti di Madonne futuriste, espressioniste, cubiste, secessioniste.
    Ritratti di Madonne cariche di pietas cristiana e fuggite dal mondo.
    Stile impeccabile tra la scorrevolezza della prosa e la deli ...continua

    Ritratti di Madonne futuriste, espressioniste, cubiste, secessioniste.
    Ritratti di Madonne cariche di pietas cristiana e fuggite dal mondo.
    Stile impeccabile tra la scorrevolezza della prosa e la delicatezza della poesia.

    ha scritto il 

  • 3

    Io so che è Maggiano.

    Io so che Magliano è Maggiano.
    Da piccola, ogni volta che vedevo il grande edificio affacciarsi sull'autostrada che portava al mare, mio padre mi diceva che lì c'erano i matti.
    Ho letto questo libro ...continua

    Io so che Magliano è Maggiano.
    Da piccola, ogni volta che vedevo il grande edificio affacciarsi sull'autostrada che portava al mare, mio padre mi diceva che lì c'erano i matti.
    Ho letto questo libro incuriosita molto dalla vicinanza del luogo in cui è ambientato ai miei ricordi d'infanzia, i posti di cui si parla sono a me familiari essendo lucchese da parte di padre e vivendo comunque in una zona relativamente vicina; l'ho letto anche perchè di Tobino ho già apprezzato Il Clandestino e La ladra, e forse mi ero fatta delle aspettative diverse.
    Di fatto questo viene definito un romanzo ma sembra più che altro un diario di bordo dove vengono annotate le storie di ordinaria follia che si susseguono nel manicomio in cui l'autore lavorava come medico; a nulla valgono le precisazioni finali in cui Tobino afferma che tutto ciò che racconta è solamente ispirato a fatti e persone reali, è un'affermazione politicamente corretta a cui è impossibile credere, le donne di "Magliano" di cui ci parla sono sicuramente esistite.
    A livello umano il libro è interessante perché si viene a conoscenza di come funzionava un manicomio, di come erano le cure prima dell'avvento degli psicofarmaci e soprattutto di come fosse facile, soprattutto per le donne, finire rinchiuse per un semplice anelito di libertà o per il semplice capriccio del marito; alcune donne paradossalmente potevano essere libere solo in manicomio.
    Da un punto di vista letterario invece non mi è piaciuto molto, la storia ha proprio la forma di un diario nonostante l'uso del linguaggio poetico, un po' frammentata e spesso ripetitiva, un susseguirsi di fatti e pensieri in cui non sono riuscita a trovare però ciò che mi ha innamorata negli altri due libri dello stesso autore.

    ha scritto il 

  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Medico da sempre, ma anche poeta e poi scrittore. Che fosse viareggino si sente, e, per alcune splendide pennellate, pure poeta.

    Non ha struttura di romanzo, ma di diario, di appunti, ritratti di matt ...continua

    Medico da sempre, ma anche poeta e poi scrittore. Che fosse viareggino si sente, e, per alcune splendide pennellate, pure poeta.

    Non ha struttura di romanzo, ma di diario, di appunti, ritratti di matte (e qualche matto) incontrati nel corso del suo lavoro e collocati in un solo manicomio, quello di Maggiano, qui divenuto Magliano.

    Perché libere? In realtà erano tutte ben rinchiuse. La loro libertà consisteva nella manifestazione della follia. L’era degli psicofarmaci doveva ancora venire. Per Tobino il farmaco spesso era un ulteriore giro di sbarre.
    Amava il suo lavoro e i suoi ritratti cercano, con dolcezza e umano interesse, di portare alla luce un mondo di buio, dove anche la più folle di queste donne susciti pietà e non ribrezzo.

    rilettura 02.12.2014

    ha scritto il 

  • 0

    prosa lirica

    a tratti, commovente nel complesso.
    difficile capire se siano i matti, come vengono chiamati prima del politically correct, in prigione o i sani.

    fa ricordare quanto sia sottile la linea rossa che sep ...continua

    a tratti, commovente nel complesso.
    difficile capire se siano i matti, come vengono chiamati prima del politically correct, in prigione o i sani.

    fa ricordare quanto sia sottile la linea rossa che separa l'eretico dal santo e l'indemoniato dal veggente.

    ha scritto il 

  • 2

    M'aspettavo molto da questo libro, e invece: lo stile di Tobino non mi piace, antichissimo e polveroso (siamo nei Cinquanta, eh, non nell'800), poco o niente "lirico", o tale soltanto quando per poco ...continua

    M'aspettavo molto da questo libro, e invece: lo stile di Tobino non mi piace, antichissimo e polveroso (siamo nei Cinquanta, eh, non nell'800), poco o niente "lirico", o tale soltanto quando per poco si dimentica di volerlo parere a tutti i costi.
    Belli e commoventi due o tre "casi" di pazzia (le due sorelle cucitrici di vele...), gli altri invece francamente ripugnanti: donne che gridano picchiano stracciano in un inferno di puzza urla umori e grandissimo, incolmabile vuoto.
    Certo Tobino è immune da ipocrisia, e ciò gli fa onore: descrive la pazzia così com'è, cioè brutta; ma l'intento dichiaratamente "nobilitante" dell'opera, tutto considerato, mi è completamente sfuggito. E il dipingere la Donna, in generale, come essere sistematicamente incline all'isteria e alla ninfomania, ecco, non m'ha precisamente entusiasmato.

    «... ed ha forse imparato che non ci si deve lasciar turbinare, è prudente impedire che gli affetti latrino, è prudente siano soltanto uditi dalla persona che li ha generati.»

    ha scritto il 

  • 0

    "Ogni creatura umana ha la sua legge; se non la sappiamo distinguere chiniamo il capo invece di alzarlo nella superbia; è stolto crederci superiori perché una persona si muove percossa da leggi a noi ...continua

    "Ogni creatura umana ha la sua legge; se non la sappiamo distinguere chiniamo il capo invece di alzarlo nella superbia; è stolto crederci superiori perché una persona si muove percossa da leggi a noi ignote"

    ha scritto il 

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