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Le luci di Atlantide

Di ,

Editore: Tea (Tea Due; 229)

3.8
(743)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 448 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8878195820 | Isbn-13: 9788878195820 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angela Ragusa

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In un tempo lontano, la Luce regnava sovrana nella splendente Città del Serpente Ricurvo e uomini e donne vivevano in quieta armonia. Ma un oscuro labirinto senza fine corre sotto la città, una ragnatela di tenebre da cui sorge una minaccia nera come ala di corvo, imprevedibile come il buio della notte più lunga, agghiacciante come un fuoco inestinguibile. Grandi sono i poteri che le forze del Male promettono a chi è disposto a rinunciare al benefico afflato della Luce, a chi non si appaga della vivificante energia positiva del Bene: il potere assoluto della Magia, il dominio delle forze della natura, l'asservimento totale della mente dell'uomo... Un richiamo cui la giovane Deoris - dagli occhi simili a violette e dalla limpida voce - non sa resistere, sedotta dal gelido sorriso e dalla mente fervida di Riveda, il Mago che non esita a infrangere ogni limite imposto dagli uomini e dagli dèi per soddisfare la propria smisurata sete di conoscenza. Per la conquista dello spirito ribelle di Deoris, le forze della Luce - incarnate in sua sorella Domaris e nel misterioso, tormentato, affascinante Micon di Atlantide - e quelle dell'Oscurità si scontrano in una battaglia disperata che rischia di sovvertire l'ordine della natura e del mondo intero, trascinando l'umanità verso l'apocalittica Notte del Caos. Allora solo l'eterno, ciclico riproporsi della ruota del karma, riuscirà a ricomporre ombre e luci in un perfetto, immateriale mosaico, dove ogni gesto e ogni palpito del cuore troveranno spiegazioni al di là delle semplici - troppo semplici? - categorie del Bene e del Male... Marion Zimmer Bradley, Signora e Sacerdotessa del 'fantasy', ci fa dono, con "Le Luci di Atlantide" di un nuovo, straordinario romanzo, in cui amore e morte, giustiza e menzogna, natura e magia si intersecano in un gioco vorticoso ed emozionante, avvolgendoci ancora una volta nell'incantesimo di una storia in cui il mito rivela il suo volto eterno e quindi sorprendentemente moderno.
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  • 2

    no

    Qualcuno ritiene sia il secondo volume del ciclo di Avalon, qualcun altro ritiene sia il primo, qualcun altro ancora ritiene che non faccia parte di alcun ciclo.....ma sulla sua bellezza e la sua importanza tutti concordano! Speravo di essere tra
    questi, ma no, non lo sono!


    Non mi è piaci ...continua

    Qualcuno ritiene sia il secondo volume del ciclo di Avalon, qualcun altro ritiene sia il primo, qualcun altro ancora ritiene che non faccia parte di alcun ciclo.....ma sulla sua bellezza e la sua importanza tutti concordano! Speravo di essere tra questi, ma no, non lo sono!

    Non mi è piaciuto!

    in pochissime parole, l'ho trovato noioso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Dio mio, sono passati più di dieci anni da quando lessi questo romanzo per la prima volta... Ricordo che a quel tempo Le luci di Atlantide era considerata una storia a sé, quindi slegata dal ciclo di Avalon (che si componeva ancora di circa la metà dei volumi attuali).
    Riprendendolo in man ...continua

    Dio mio, sono passati più di dieci anni da quando lessi questo romanzo per la prima volta... Ricordo che a quel tempo Le luci di Atlantide era considerata una storia a sé, quindi slegata dal ciclo di Avalon (che si componeva ancora di circa la metà dei volumi attuali). Riprendendolo in mano adesso, con una maturità diversa, mi sono sinceramente chiesta cosa ci avessi trovato, all'epoca, di così meraviglioso (perché ne avevo un ricordo molto, molto positivo). Poi ho compreso. Uscito di scena Micon (grazie al cielo), la storia ha subito un'impennata senza pari: non credo di aver ancora trovato, fra i romanzi di Marion Zimmer Bradley (almeno fra quelli da me letti), un personaggio tanto irritante, noioso, patetico e (a mio avviso) inutile. Tolto di mezzo lui, nonostante la fastidiosa presenza della perfetta Domaris (che è riuscita a suscitarmi una vaga e stentata simpatia solo nel libro di Riveda), finalmente la lettura si è fatta davvero interessante, perché si è focalizzata su personaggi più contorti e sfaccettati, così imperfetti, contraddittori e umani da attirare tutta la mia attenzione. Ho amato e odiato Deoris e Riveda, che più di dieci anni fa erano stati i miei preferiti, e tali sono rimasti anche adesso (soprattutto Riveda). A dispetto dell'inizio un po' lento, riconfermo le cinque stelle, perché questo romanzo è pregno di tutta la solennità e di tutto l'affascinante misticismo indefinito di Marion Zimmer Bradley.

    ha scritto il 

  • 1

    Onestamente inutile. Un libro formalmente scorrevole quanto monocorde e superficiale dal punto di vista contenutistico.
    Personalmente, andando avanti nella lettura, ho avuto costantemente la sgradevole sensazione che tutte le parti che potevano potenzialmente divenire interessanti fossero state o ...continua

    Onestamente inutile. Un libro formalmente scorrevole quanto monocorde e superficiale dal punto di vista contenutistico. Personalmente, andando avanti nella lettura, ho avuto costantemente la sgradevole sensazione che tutte le parti che potevano potenzialmente divenire interessanti fossero state omesse, talvolta brutalmente, al punto da rendere difficile seguire razionalmente le azione e le motivazioni dei personaggi, che appaiono qui come pallide figurine senza spessore, le protagoniste femminili su tutti: esse sono sbatacchiate qua e là sullo sfondo di una Atlantide dominata da un fantomatico "culto della Luce" i cui elementi caratterizzanti vengono accennati in maniera sì confusa, contraddittoria e semplicistica da essere "poco credibile" persino all'interno di un contesto fantasy. Insomma ad essere debole è l'intera trama del libro, una storia talmente vacua ed inutile da essere quasi irritante, vista la lunghezza, al punto da non potersi credere opera della stessa Zimmer Bradley delle Nebbie di Avalon.

    ha scritto il 

  • 1

    Luuuuuuungo, luuuuuuungo! una interminabile e ripetitiva storia di gravidanze e di parti atlantidei, di maghi e di sacerdotesse di "Non si sa bene chi", che non fanno altro che trombare e partorire. Noia assoluta. Poteva essere concentrato in una cinquantina di pagine. Nulla lascia presagire che ...continua

    Luuuuuuungo, luuuuuuungo! una interminabile e ripetitiva storia di gravidanze e di parti atlantidei, di maghi e di sacerdotesse di "Non si sa bene chi", che non fanno altro che trombare e partorire. Noia assoluta. Poteva essere concentrato in una cinquantina di pagine. Nulla lascia presagire che questa scrittrice produrrà poi un romanzo come "Le nebbie di Avalon".

    ha scritto il 

  • 5

    Terza o quarta rilettura...ho comprato questo libro nel 2000. Adesso ho deciso di completare questa meravigliosa saga che mi ha iniziata al genere fantasy e rileggere ovviamente i libri che ho amato.
    "Le luci di Atlantide" in effetti si colloca leggermente al di fuori del cosiddetto Ciclo di Ava ...continua

    Terza o quarta rilettura...ho comprato questo libro nel 2000. Adesso ho deciso di completare questa meravigliosa saga che mi ha iniziata al genere fantasy e rileggere ovviamente i libri che ho amato. "Le luci di Atlantide" in effetti si colloca leggermente al di fuori del cosiddetto Ciclo di Avalon, ma di fatto ne è il prequel. I nomi di Isarma e Adsartha ricorrono spesso nelle pagine del Ciclo, rievocando le protagoniste di questo volume. E come sempre ci troviamo di fronte ad una storia dominata dal punto di vista delle donne, e mai donne qualsiasi, ma figure sulle quali pesano importanti destini (ed effettivamente è in questo romanzo che i complicati cicli di reincarnazione in cui si troveranno invischiate le future eroine britanniche hanno inizio). Personalmente amo e odio le eroine della Bradley: le odio per la loro innata capacità di farsi del male, ma quella stessa caparbietà e - al contempo - capacità di sopportazione le rende dei fari nella tempesta, incarnazioni perfette di quello spirito materno e guerriero della Dea, la cui figura genera in me (e penso in molte lettrici) un senso di appartenenza e di nostalgia fortissimi. E l'ambientazione nelle terre perdute di Atlantide (più precisamente, le terre vicine, anche loro destinate allo sfacelo) dona all'intera saga quel senso di profondità che tanto si ama in Tolkien, ad esempio, e che, secondo me, solo pochi autori fantasy sanno donare ai loro scritti. Insomma, un volume indispensabile al Ciclo di Avalon, che si legge benissimo anche da solo...e che sul triste e bellissimo finale lascia comunque una porta aperta a chi vuole ritrovarsi nelle atmosfere della Bradley.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho faticato moltissimo a leggerlo. Un po' perché neanche lontanamente vicino a Le Nebbie di Avalon, stilisticamente parlando, un po' perché una volta interrotta la lettura per dare spazio ad un altro romanzo più "veloce",si fatica molto a riprenderlo in mano.

    ha scritto il 

  • 2

    ronf...

    Amo la Bradley quando non indulge troppo nel mortificare le sue eroine con ogni tipo di soppruso fisico e morale... qui indulge, purtroppo, e la narrazione, nel complesso, tocca quelle vette di noia che talvolta la Marion riesce a percorrere.

    ha scritto il 

  • 2

    Più che deludente direi noioso

    Mentre lo leggevo mi sono resa conto che la mia era una ri-lettura, probabilmente dei tempi del liceo, ed averlo completamente rimosso mi ha fatto capire che non era un libro degno di grosse attenzioni.
    Infatti la storia procede lenta in un alternarsi di protagonisti debolucci e pure un poco anti ...continua

    Mentre lo leggevo mi sono resa conto che la mia era una ri-lettura, probabilmente dei tempi del liceo, ed averlo completamente rimosso mi ha fatto capire che non era un libro degno di grosse attenzioni. Infatti la storia procede lenta in un alternarsi di protagonisti debolucci e pure un poco antipatici, di riti e misteri che non stupiscono nè ammaliano, dato che sono appena accennati; continui riferimenti ad un simbolismo mai spiegato e un susseguirsi di azioni determinate dal karma che, forse, si possono comprendere solo leggendo la saga al completo. Cosa che non farò....

    ha scritto il 

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