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Le luci di settembre

By Carlos Ruiz Zafon

(605)

| Hardcover

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Book Description

Due giovani e un amore minacciato da una maledizione. La paura corre sul filo dell´invisibile e si nasconde tra le nebbie dell´oceano...
È l´estate del 1937 quando Simone Sauvelle, ritrovatasi d´un tratto vedova e sommersa di debiti, lascia Pari Continue

Due giovani e un amore minacciato da una maledizione. La paura corre sul filo dell´invisibile e si nasconde tra le nebbie dell´oceano...
È l´estate del 1937 quando Simone Sauvelle, ritrovatasi d´un tratto vedova e sommersa di debiti, lascia Parigi per trasferirsi insieme ai figli Irene e Dorian sulle coste della Normandia. L´occasione è allettante: un incarico come governante a Cravenmoore, principesca dimora del facoltoso inventore di giocattoli Lazarus Jann. L´atmosfera di quello strano castello, però, è quanto mai macabra. E anche se il signor Lazarus è un uomo buono e gentile, le sue creature meccaniche animate fanno paura, perché sembrano avere vita propria. Così, quando la giovane cuoca Hannah viene trovata morta nel bosco, la paura diventa terrore. Suo cugino Ismael giura di vendicarla e racconta a Irene un´antica leggenda. Tra le onde davanti all´isola del faro sarebbe scomparsa una donna bellissima il cui spirito ancora si manifesta in quelle luci misteriose che appaiono e scompaiono tra la nebbie... I due decidono di indagare insieme sulla maledizione che aleggia tra le mura di quella casa, popolata da strane presenze. Dovranno lottare contro un nemico invisibile che incarna le più profonde inquietudini dell´animo umano. Come spesso accade nei romanzi di Zafón, meravigliosamente tenebrosi.

La seconda parte della trilogia iniziata con Il palazzo della Mezzanotte!

401 Reviews

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    "Credo che, se conto questa, sono ormai cento le lettere che ti ho spedito all'ultimo tuo indirizzo di Parigi che sono riuscito a procurarmi. A volte mi chiedo se ne hai ricevuta qualcuna, se ti ricordi ancora di me e di quell'alba sulla Spiaggia del ...(continue)

    "Credo che, se conto questa, sono ormai cento le lettere che ti ho spedito all'ultimo tuo indirizzo di Parigi che sono riuscito a procurarmi. A volte mi chiedo se ne hai ricevuta qualcuna, se ti ricordi ancora di me e di quell'alba sulla Spiaggia dell'Inglese. Forse è così, o forse la vita ti ha portato lontano da qui, lontano da tutti i ricordi della guerra.
    La vita era molto più semplice allora, ricordi? Cosa dico? Certo che no. Comincio a pensare che sono soltanto io, povero stupido, a vivere ancora del ricordo di ciascuno di quei giorni del 1937, quando eri ancora qui, accanto a me."

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    Dream said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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    In un mondo di luci e ombre, ciascuno di noi doveva trovare la propria strada.

    E' in un piccolo e un po' tetro paesino sulla costa spagnola che avrà inizio questa storia.
    E' appena calata la sera, e quanti ricordano la morte di Armand Sauvelle giurano che un lampo purpureo abbia attraversato la volta celeste, tracciando una sc ...(continue)

    E' in un piccolo e un po' tetro paesino sulla costa spagnola che avrà inizio questa storia.
    E' appena calata la sera, e quanti ricordano la morte di Armand Sauvelle giurano che un lampo purpureo abbia attraversato la volta celeste, tracciando una scia di cenere ardente che poi si perse all'orizzonte.
    E' in una fredda mattina d'inverno in cui, con i vetri di una stanza d'ospedale fredda e anonima, ricoperti da una sottile patina di ghiaccio, il ricco e vezzoso mercantiere esalò l'ultimo respiro. Si spense in silenzio, quasi con un sospiro, abbandonando la moglie Simone e i suoi due figli ai numerosi debiti che lo accompagnarono nei suoi ultimi viaggi.
    Era l'inizio della vertiginosa discesa dei Sauvelle nel mondo reale. La fine di un epoca in cui ci si poteva permettere abiti impeccabili e sontuosi o scuole raffinate e di prestigio. Da ogni angolo spuntavano nuovi documenti, fatture da pagare firmate da Armand, una nuova cambiale non pagata, un nuovo buco nero senza fondo in cui questa disgraziata famiglia sembrava essere precipitata. Così oscuro e profondo impossibile da scorgerne persino uno spiraglio di luce. In quest'ambiente infinito di luoghi e persone, con il tempo scandito dal regolare tic tac dell'orologio della vita e della morte e in sottofondo, vecchi suoni e vecchie voci, strani automi che sembrano avere vita propria, un uomo gentile e dall'aria affabile sarà colui che permetterà alla famiglia Sauvelle di risollevarsi dal fastidioso fardello delle responsabilità del poco dignitoso Armand. Indirizzarli lungo l'ignoto, ma risollevarli a tal punto di riuscire ad appagarli del tutto...
    Ci sono molti autori per il quale il mondo della finzione rappresenta un'occasione per scalare montagne invisibili e descrivere gli infiniti regni della fantasia. Ci sono molti miei autori preferiti che, lontani da me da lingue o luoghi diversi, in tanti momenti della mia vita, ho sempre considerato come amici di lunga data. Scialuppe di salvataggio dinanzi a un mare in tempesta. Lo spiraglio di luce che illumina un intero mondo di tenebre e ombre. Il cui incontro / scontro avvenne, qualche anno fa, in un labirinto che odorava di carta vecchia, polvere e magia. Tra pile di libri disposte in lunghe file, ancora da leggere e vivere.
    Per Carlos Ruiz Zafon, e per pochi altri narratori contemporanei, il terreno più fertile e affidabile per la propria ispirazione fu la letteratura moderna / vittoriana. I romanzi e le storie scritte nei pochi anni della sua carriera sono legati da un invisibile filo rosso: Zafon è inequivocabilmente un uomo <<contemporaneo>>, che trova respiro, rifugio e, verso la fine, anche senso di conforto nella letteratura.
    Sono pochi gli scrittori che riescono a fare della propria passione uno scopo narrativo, come ha fatto questo giovane autore spagnolo nei suoi romanzi. Eppure, ancor prima di quest'ennesimo straordinario romanzo, le storie che dipana con perizia di particolari - teatro di azioni di alcuni personaggi misteriosi e imperscrutabili dall'animo tormentato, accomunati dall'insaziabile sete della lettura - in maniera piuttosto semplice e che però non perdono mai il loro smalto, contribuirono certamente a fare di Zafon l'uomo che un giorno sarebbe diventato. Il Charles Dickens contemporaneo, come sono solita chiamarlo io.
    Inerpicarsi dunque sulla ripida salita di una gigantesca tenuta chiamata Cravenmoore, leggere la storia di una famiglia sfortunata e di un uomo: la cui figura è un ombra proiettata sul grigio cemento che fanno sorgere le riflessioni più intense sull'animo oscuro dell'uomo, di cuori infranti e strani e macabri eventi è stato davvero bello e entusiasmante. Insieme, sembravano avere un piano. Come se contenessero una forza vitale che non può essere rinchiusa nel senso comune, afferrando il mio cuore senza mollare la presa, e trasudando una vitalità eccessiva molto più delle innumerevoli persone senza volto che spesso incontro per strada.
    Scrivendo quest'ennesima recensione mi viene solo da pensare che i romanzi di Zafon mi hanno sempre dato un po' alla testa predisponendomi a pensieri fantasiosi. Forse, la vera ragione è dovuta dal fatto che, in questi giorni - con l'estate ormai nel pieno della stagione e un'immensa voglia d'imbarcarmi verso luoghi ancora per me sconosciuti - mi sentivo strana, diversa. Addirittura intrepida e eccitata, un avventuriera sfuggita al proprio tempo e ai propri luoghi alla conquista... alla conquista di qualcosa. Qualcosa che non riesca ancora ad appagarmi del tutto, che avrebbe spezzato in due il filo della routine e, specialmente, permesso di prolungare per qualche altro giorno l'ennesima intensissima lettura di Murakami. Poco importa se l'impresa era destinata a concludersi con due intrepidi ragazzini e la visita di un maniero costiero e, con un po' di fortuna, forse anche una mancata storia d'amore.
    Questa mia visita inaspettata a Cravenmoore, con le sue antiche rovine che si intravedono oltre gli alberi del bosco, come sentinelle avvolte nell'oscurità, insieme con il sole che entra dalla finestra e l'odore di chiuso della stanza, mi evocò una sensazione famigliare: la nostalgia delle mie spericolate immersioni nel mondo zafoniano durante il liceo, quando quest'autore spagnolo era ancora per me una figura avvolta nel mistero. Uno dei tanti in una sfilata di figure pubbliche che fa parte di un paesaggio confuso a cui non prestavo particolare attenzione, nonostante sia sempre stato li.

    << Non devi credere a tutto ciò che vedi. L'immagine della realtà che ci offrono i nostri occhi è solo un illusione, un effetto ottico >> disse. << La luce è una gran bugiarda. >>

    Quella di Le luci di settembre è la più bella celebrazione del racconto gotico odierno che, nella sua semplicità e ordinarietà disarmante, cela del potenziale. E' come sognare ad occhi aperti, tornare bambini e trovarsi davanti alla cancellata di questo impotente maniero. In meno di un giorno non ero più sdraiata comodamente sul mio comodissimo letto. Ovviamente, ero ancora li, circondata dalle vecchie mura della mia stanza, ma in un certo senso non c'ero più. Ero molto lontana, in un oscuro e severo castello spagnolo, con una famiglia, il loro ingombrante padre e le rivelazioni scottanti di un uomo solo e incompreso che nei primissimi giorni di luglio all'insegna del tedio e della quiete sentì come miei.
    Le loro voci, uscendo dal romanzo, risuonavano nella luce accecante della mia camera. Presero vita nel momento in cui il ricco Armand esalò l'ultimo respiro. Durante il corso della lettura mi sembravano così famigliari, perché di lui e di questa stramba storia, che si ammanta di gotico e un pizzico di malinconia, si avvale di un linguaggio semplice, impeccabile e scorrevole, zeppo di minuziose e dettagliate descrizioni, avevo letto alcuni anni fa. Ragione per cui leggere la loro storia è stato come rivedere vecchi amici.
    Racconto di uomini forti e allo stesso tempo fragili, timorosi del senso della vita e del tempo, che non sanno cosa aspettarsi dal futuro, trascinante, gotico e piuttosto semplice, Le luci di settembre non è solo un affresco per gli amanti del romanzo gotico. Piuttosto un affascinante intreccio di segreti, follia, passione, amori e misteri, ma anche un piccolo miracolo per il semplice fatto di aver permesso sia a Lazarus sia ai protagonisti di quest'affascinante storia, di trovare la propria identità. Cercare una strada, quando non avevano la certezza di arrivare a una meta.

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    Gresi said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sin duda alguna, Carlos Ruiz Zafón sabe cómo tensar todos y cada uno de los músculos del lector.

    Ha sido un libro intenso, donde el amor ha tenido su parte protagonista, pero la intriga, el dolor, la mentira, la soledad... han jugado los papeles má ...(continue)

    Sin duda alguna, Carlos Ruiz Zafón sabe cómo tensar todos y cada uno de los músculos del lector.

    Ha sido un libro intenso, donde el amor ha tenido su parte protagonista, pero la intriga, el dolor, la mentira, la soledad... han jugado los papeles más importantes.

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    Amne said on Jun 18, 2014 | Add your feedback

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    Dopo il primo romanzo, L’ombra del vento, pubblicato nel 2001 e divenuto subito un best-seller di successo internazionale che lo ha consacrato come autore di assoluto talento, C. R. Záfon ha scritto una serie di grandi successi come questo del 2011, ...(continue)

    Dopo il primo romanzo, L’ombra del vento, pubblicato nel 2001 e divenuto subito un best-seller di successo internazionale che lo ha consacrato come autore di assoluto talento, C. R. Záfon ha scritto una serie di grandi successi come questo del 2011, Le luci di Settembre. C’è qualcosa di magico, di prorompente nel modo in cui l’autore crea le sue creature letterarie, gli infonde vita e costruisce il mondo in cui queste vivono e si muovono, qualcosa che prende il lettore in maniera talmente coinvolgente da farlo perdere completamente nella narrazione degli eventi, del tutto avviluppato da fatti e avvenimenti che si intrecciano vorticosamente. Se poi aggiungiamo gli imprevedibili colpi di scena che così magistralmente sa inscenare, la ricetta per un racconto di sicuro successo è completa. Tra i personaggi, le vicissitudini che li coinvolgono e il contesto nel quale si sviluppa la loro trama esistenziale c’è una profonda compenetrazione, un legame stupefacente. Tutto quanto ci viene descritto si innesca con gli accadimenti in un meccanismo di irresistibile causa ed effetto a cui lo scrittore sa conferire con straordinaria abilità una realtà tangibile e concreta. Questo è sicuramente uno degli aspetti più sconcertanti della potenza narrativa di Záfon.
    La vicenda è ambientata nell’estate del 1937. Simone Sauvelle, rimasta all’improvviso vedova e in considerevoli difficoltà economiche a causa dei debiti accumulati dal marito, è costretta a lasciare Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, per trasferirsi in un piccolo paese lungo la costa. Qui le viene offerto un lavoro come governante presso il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jahn in un gigantesco, inquietante maniero dal nome sinistro - Cravenmoore - dove l’uomo vive con la moglie malata. Dapprincipio le cose sembrano girare per il verso giusto: Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, ai quali mostra gli strani esseri meccanici che ha costruito, mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgeranno l’armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa presenza malefica si impossessa della tenuta. Saranno Irene e Ismael a dover affrontare innumerevoli difficoltà, prima fra tutte la lotta contro un nemico invisibile ma straordinariamente concreto e malvagio, per salvare Simone e svelare l’oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli. L’avventura emozionante che travolge i due giovani protagonisti persi in quel mondo labirintico di luci, ombre e oggetti inquietanti dove increduli osservano l’impossibile prendere vita, coinvolge fortemente anche il lettore nella spasmodica ricerca della soluzione di un enigma che alla fine lascia tutti senza fiato.

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    Roxy said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

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    Continuo a non capire cosa ci si trovi di così entusiasmante in questo scrittore. È la seconda volta che gli do una possibilità ma tutto quello che mi viene da dire è: harmony scritti bene. La lettura scorre veloce, ma a distanza di qualche giorno no ...(continue)

    Continuo a non capire cosa ci si trovi di così entusiasmante in questo scrittore. È la seconda volta che gli do una possibilità ma tutto quello che mi viene da dire è: harmony scritti bene. La lettura scorre veloce, ma a distanza di qualche giorno non ricordo più quasi nulla.

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    Milla said on May 27, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Luci, ombre, demoni, odio, amore

    Sono gli ingredienti che compongono questo racconto noir di Zafon.
    Le mani del lettore rimangono incollate alle pagine del libro come le zampe di una mosca alla carta moschicida! Tanto che 5 stelle mi sembrano pochine.
    Come si può pretendere di priva ...(continue)

    Sono gli ingredienti che compongono questo racconto noir di Zafon.
    Le mani del lettore rimangono incollate alle pagine del libro come le zampe di una mosca alla carta moschicida! Tanto che 5 stelle mi sembrano pochine.
    Come si può pretendere di privare un bambino di 7 anni del proprio cuore?
    Com'é possibile fargli vivere una vita senza amore?
    Chi è quell'essere malvagio che si appropria dell'amore altrui?
    Ciò che un cuore racchiude dentro di sé non ha limiti né barriere, l'amore è il nutrimento dell'anima. È passione desiderio speranza illusione sogno fantasia mistero ... luce!
    La dimora di Cravenmore racchiude segreti e magie, un luogo incantato e soprattutto abitato da strani esseri meccanici che si animano all'improvviso. Il rancore e l'odio prendono possesso di ombre assassine, ecco che la forza dell'amore deve lottare contro questo insidioso nemico.
    Chi riuscirà ad uscire vincente da quel labirintico e spettrale maniero?!
    Da quella notte ho saputo che un giorno, non importava quando, sarebbe giunto il nostro momento. .....che, stavolta, non ci sarebbero più state ombre sulla nostra strada. Stavolta sarebbe stato per sempre.

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    Fairy said on May 5, 2014 | Add your feedback

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