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Le maitre du haut chateau

By Philip K. Dick

(14)

| Paperback | 9782290302484

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Book Description

541 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Di certo non il suo miglior libro

    Considerato da alcuni come apice della sua carriera per me non si avvicina minimamente a quel capolavoro che è Un oscuro scrutare

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    Rustyjamesrumblefish08 said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    è incredibile come tutto sia ribaltato. i vinti sono i vincitori, la Storia, ma soprattutto le storie delle singole persone e le loro relazioni girano in modo opposto.
    cosa rimane immutato? la possibilità di vedere e farsi un'opinione sulle azioni e ...(continue)

    è incredibile come tutto sia ribaltato. i vinti sono i vincitori, la Storia, ma soprattutto le storie delle singole persone e le loro relazioni girano in modo opposto.
    cosa rimane immutato? la possibilità di vedere e farsi un'opinione sulle azioni e motivazioni dei singoli: buoni ci provano davvero a esser sinceri e coraggiosi, e ci riescono, e i cattivi persistono in avidità e morte.

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    Pirex said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un'ottima rappresentazione ucronica, una scrittura pulita e ordinata, forse fin troppo. Una serie di storie che a stento si sfiorano penalizza un'ambientazione che avrebbe meritato una trama più compiuta e corposa.

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    Mottola said on Jun 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Strani tempi, quelli in cui viviamo. Possiamo viaggiare dovunque ci piace, anche sugli altri pianeti. Ma per che cosa? Per starcene seduti un giorno dopo l'altro, mentre il nostro morale e la nostra speranza ci abbandonano."

    La seconda guerra mondiale è stata vinta dall'Asse. Gli Stati Uniti sono divisi in tre zone: orientale sotto i nazisti, occidentale sotto i giapponesi e centrale, una sorta di zona di cuscinetto tra le due.
    Nel libro si trova: un piccolo accenno all' ...(continue)

    La seconda guerra mondiale è stata vinta dall'Asse. Gli Stati Uniti sono divisi in tre zone: orientale sotto i nazisti, occidentale sotto i giapponesi e centrale, una sorta di zona di cuscinetto tra le due.
    Nel libro si trova: un piccolo accenno all'Italia, una visione in sottofondo della solita efficienza teutonica e la descrizione di un mondo nipponico pulito e ordinato.
    E’ in quest’ultimo mondo che si muovono i protagonisti della storia che pur essendo molto diversi tra loro sono accomunati da un senso di insoddisfazione e dalla necessità di fare un bilancio delle proprie esistenze.
    Per conoscere le risposte alle loro inquietudini molti si rivolgono all’I Ching, il millenario libro del mutamento, che genera risposte grazie ad un sistema di linee fisse e mobili come se tutto l’opera dell’uomo fosse riconducibile a una mera casualità.
    Qualcosa iniziare a scricchiolare in questa società pulita e ordinata...

    In conclusione un classico dell’universo distopico, non proprio facilissimo...
    Molto interessante è la parte relativa a “La cavalletta non si rialzerà più”, libro nel libro.

    Assolutamente da leggere (con attenzione).

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    Atticus said on Jun 20, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Un mondo a scatole cinesi, dove alla realtà storica (ucronica) dove nazisti e giapponesi, vinta la guerra, si sono spartiti gli Stati Uniti, si contrappone la realtà finzionale del romanzo nel quale un misterioso scrittore narra di un universo dove l ...(continue)

    Un mondo a scatole cinesi, dove alla realtà storica (ucronica) dove nazisti e giapponesi, vinta la guerra, si sono spartiti gli Stati Uniti, si contrappone la realtà finzionale del romanzo nel quale un misterioso scrittore narra di un universo dove l'Asse ha perso la guerra, ucronia nell'ucronia che però si sovrappone solo parzialmente alla nostra realtà, o almeno a quella di Dick. Ma i piani di realtà non si esauriscono qui e si sovrappongono e intrecciano e creano soprattutto grazie alla percezione soggettiva dei protagonisti. Accanto a questo tema centrale, muovono altri filoni che attengono più ai possibili, diversi, modelli di sviluppo: mentre i nazisti proseguono in piani folli di sterminio, portano avanti progetti tecnologici e spaziali all'avanguardia; di contro, i giapponesi basano la loro stessa predominanza sul profondo legame con una spiritualità antica orientale, incarnata soprattutto nell'onnipresenza delle profezie dell'I Chin. Nessuno dei due modelli è di per sé migliore, come forse non lo è nemmeno quello economicistico adombrato nel romanzo che racconta la vittoria degli Alleati. C'è, insomma, anche nella linea narrativa più 'politica' una forma di resa alla complessità e sfaccettatura di ogni aspetto della vita e della realtà. Ma non si tratta di relativismo: Dick ha chiari quali siano i valori da perseguire, che sono quelli minimi espressi dai suoi protagonisti. Uomini comuni alla periferia della storia, alla disperata ricerca dell'empatia, della comprensione, dell'armonia del mondo e di sé. Anche a costo di perdersi.

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    Chicca said on Jun 18, 2014 | 3 feedbacks

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