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Le mappe dei miei sogni

Di

Editore: Mondadori (Strade blu. Fiction)

3.6
(243)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8804597968 | Isbn-13: 9788804597964 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Gozzi

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
T.S. Spivet è un genio dodicenne che disegna mappe. Vive in un ranch del Montana con il padre, un cowboy silenzioso, e con la madre, una studiosa di coleotteri che da vent'anni è alla ricerca di una mitica specie di scarafaggio. Il fratello è morto e la sorella è apparentemente normale. T.S. cerca di dare un ordine alle cose tracciando su un taccuino mappe bellissime e meticolose. Mappe di tutto: del comportamento della famiglia, di animali, di piante, di posti, di cose. La sua avventura comincia quando si mette in viaggio per andare a ricevere un importantissimo premio conferitogli dallo Smithsonian Institution. Scappa nel cuore della notte e su un treno merci attraversa l'America per oltre 2000 miglia incontro alla fama. Ma è proprio questo ciò che vuole? Le mappe e le liste sono davvero capaci di spiegare il mondo, il suo confuso affastellarsi di dolori, silenzi, misteri? E l'enigma che sono gli adulti? Le illustrazioni di Ben Gibson e Reif Larsen accompagnano e arricchiscono tutta la storia.
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  • 4

    El mapa de mi vida

    Lo primero que llama la atención es el cuidado formato del libro, la mayor parte de los márgenes contienen dibujos del protagonista que forman parte de la historia y no se pueden obviar. Una beca ...continua

    Lo primero que llama la atención es el cuidado formato del libro, la mayor parte de los márgenes contienen dibujos del protagonista que forman parte de la historia y no se pueden obviar. Una beca provoca el viaje de T.S. a través de varios estados de los U.S. y de sus recuerdos y pensamientos, fundamentalmente sobre su familia y sobretodo sobre su recientemente fallecido hermano. Muy interesante.

    ha scritto il 

  • 4

    Per chi ama tabelle, grafici, disegni

    Simpatica storia di un ragazzo che, rispondendo ad una impellente passione, vede il mondo attorno a se come tabelle, grafici e mappe. Molta fantasia nei particolari, un poco di meno nella storia in ...continua

    Simpatica storia di un ragazzo che, rispondendo ad una impellente passione, vede il mondo attorno a se come tabelle, grafici e mappe. Molta fantasia nei particolari, un poco di meno nella storia in sé.

    ha scritto il 

  • 5

    quello

    che ci manca ce lo abbiamo sempre sotto gli occhi e forse, come TS Spivet non ci accorgiamo di questo. un libro stupendo, curioso e scritto benissimo con gli occhi di un bambino.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo

    Perchè questo libro non si deve per forza leggere come trama e basta. Questo è un capolavoro perchè costruito con mezzi non convenzionali: sembra che tutto il libro stia in piedi grazie al ...continua

    Perchè questo libro non si deve per forza leggere come trama e basta. Questo è un capolavoro perchè costruito con mezzi non convenzionali: sembra che tutto il libro stia in piedi grazie al concetto delle mappe. La fine stessa è una mappa non tracciabile.

    L'ho molto adorato. Alcune mappe, poi, sono geniali.

    ha scritto il 

  • 3

    mapboy on adventure!

    I tried to read this book few years ago, I thought it was the kind of original book I would have loved. The first attempt was a failure: it was so boring! But a book made with such effort, with such ...continua

    I tried to read this book few years ago, I thought it was the kind of original book I would have loved. The first attempt was a failure: it was so boring! But a book made with such effort, with such a cool cover and sketchs didn't deserve another possibility? So I read it again, must say: this book is actually cool! I think its problem is the first part, that is quite boring, but if you resist the first 70-80 pages, the rest is actually original and worth reading. Go on Montana boy!

    ha scritto il 

  • 4

    Divertente romanzo su un ragazzino che attraversa gli stati uniti per ritirare un premio. La trama è tutta qui, ma ciò che interessa e diverte di questa storia è quello che ci sta attorno (i ...continua

    Divertente romanzo su un ragazzino che attraversa gli stati uniti per ritirare un premio. La trama è tutta qui, ma ciò che interessa e diverte di questa storia è quello che ci sta attorno (i disegni, le mappe, gli inserti e le divagazioni) e quello che non c'è, ma che riesce ad evocare (che so, l'indagine da parte della FBI, i wormhole...). Insomma, non un page turining, non un capolavoro, ma un viaggio spassoso tra reale e fantasia.

    ha scritto il 

  • 5

    «I grandi libri sono un dono per i lettori che hanno la fortuna di scovarli. Questo libro è un dono enorme». Firmata da Stephen King, una frase del genere suona come un lascia passare per il ...continua

    «I grandi libri sono un dono per i lettori che hanno la fortuna di scovarli. Questo libro è un dono enorme». Firmata da Stephen King, una frase del genere suona come un lascia passare per il successo. E in effetti il romanzo di Reif Larsen Le mappe dei miei sogni ha tutti gli ingredienti per riscuoterlo, a cominciare da TS, il suo protagonista. Egli è infatti un ragazzo, in questo caso dodicenne, segnato da un talento che lo porta a concepire il mondo sotto una luce diversa dai suoi simili. Qui non si tratta di una malattia , né di una dote speciale, bensì di una caratteristica piuttosto specifica, che viene proclamata a chiare lettere quando un folle barbone, scambiatolo per il Maligno, si accinge a accoltellarlo: «No, no, no, piagnucolai. Non c'è nessun Demonio, qui. Solo io, TS. Disegno mappe». Scopriamo allora che al mondo ci sono innumerevoli cose da mappare, molte delle quali effettivamente realizzate dall'eroe: illustrazioni di colonie di formiche tagliafoglie, tavole anatomiche con viste esplose del sistema circolatorio dei granchi reali, cartine del sistema fognario della capitale nel 1959, proiezioni della linea costiera degli Stati Uniti fra trecento anni, grafici della rete delle strade interstatali del Montana, o una raffigurazione lunga due metri di un coleottero bombardiere. TS inizia a schematizzare questi e mille altri fenomeni dall'età di otto anni, quando l'intelligenza e il buon senso erano sbocciati in lui «tanto da vedere le cose dal punto di vista di un cartografo». Ma ci sono anche infiniti progetti di diagrammi mai eseguiti: il numero pro capite di automobili in ogni isolato, il variare delle specie di alberi a seconda delle città, il numero medio di parole scambiate fra sconosciuti nei diversi quartieri... Siamo di fronte a un tema che avrebbe affascinato lo scrittore francese Georges Perec, ma che l'americano Larsen risolve tutto nel segno dell'avventura, anche se punteggiando la trama di acute considerazioni, come quando TS annota: «I confini chiusi delle tavole mi davano soddisfazione, poiché nulla avrebbe potuto penetrare l'insularità di quel mondo». Oppure: «Credo che questa fosse, in generale, la ragione stessa per cui disegnavo mappe: per ricondurre l'ignoto, cioè, entro confini familiari ». E ancora: «Una mappa non si limita a fotografare l'esistente, ma formula e dischiude proposte di senso». Ora, questa passione darà luogo a tre precise opzioni narrative: sul piano psicologico, la presa d'atto di un irrimediabile disadattamento rispetto alla vita da cowboy della propria famiglia; sul piano della trama, la vincita di un premio allo Smithsonian Institute; sul piano della grafica, una strepitosa fioritura di immagini. Se al disadattamento aggiungiamo la morte di un fratello minore, di cui TS si sente almeno in parte responsabile, se al prestigioso Premio Baird per il disegno associamo l'idea di un viaggio in treno a Washington compiuto come un qualsiasi vagabondo squattrinato, se alla fioritura di immagini sommiamo un'inverosimile quantità di note e trascrizioni di documenti vari - ebbene avremo una vaga idea del libro, che si presenta come una via di mezzo fra un album e una mappa del tesoro. Purtroppo tutto ciò si perde a volte per via di alcuni inconsulti rallentamenti, come la storia di un'antenata, Emma Osterville, o per qualche deviazione immotivata, come nel caso di quel Club del Megaterio che per certi versi ricorda le atmosfere complottistiche alla Thomas Pynchon. Possiamo dunque definire questo libro, insieme a King, come "un dono enorme"? Direi proprio di no. Meglio parlare piuttosto di un regalo gradito per l'ingegnosità e la brillantezza. Forse l'errore di Larsen è stato quello di venir meno proprio a uno dei suoi più cari imperativi: «Alcune cose è meglio lasciarle fuori dalle mappe». Ma sarebbe ingeneroso negare al romanzo un suo fascino e una sua arguzia indiscutibili, come in questa toccante osservazione paesaggistica : «Com'erano belli, quei monti violetti! Peccato che fossero così belli perché i pini lodgepole stavano morendo o erano morti a causa di un'infestazione di scarabei del pino (Dendroctonus ponderosae)».

    ha scritto il 

  • 3

    Libro senz'altro originale, per via delle illustrazioni e disegni a margine delle pagine, fatti dall'autore. Il protagonista T.S. Spivet, è un genietto dodicenne con il pallino delle mappe, che ...continua

    Libro senz'altro originale, per via delle illustrazioni e disegni a margine delle pagine, fatti dall'autore. Il protagonista T.S. Spivet, è un genietto dodicenne con il pallino delle mappe, che disegna talmente bene da vincere il prestigioso Baird award dello Smithsonian di Washington, che è per lui un mito. Parte per un viaggio da "hobo", clandestino sui treni merci a lunga percorrenza, per andare dal suo ranch in Montana fino a Washington a ritirare il premio. Il libro si legge bene ma alla fine non mi ha conquistato come pensavo. Non so individuare un motivo preciso, semplicemente non è scattato quel qualcosa in più che avrebbe fatto meritare la quarta stellina...

    ha scritto il 

  • 5

    Perdetevi in quest'avventura, ne vale ampiamente la pena.

    Il "prolisso" e il "pesantuccio" (tali sono gli aggettivi usati da altri utenti) non mi sono mai sembrati tanto gradevoli. Comprate questo libro e innamoratevene: ha una voce tutta sua e vi potrà ...continua

    Il "prolisso" e il "pesantuccio" (tali sono gli aggettivi usati da altri utenti) non mi sono mai sembrati tanto gradevoli. Comprate questo libro e innamoratevene: ha una voce tutta sua e vi potrà capitare di fare cose mai viste come inclinarlo, girarlo o metterlo a testa in giù per seguire i disegni fantastici disseminati qua e là e vi potrà capitare anche, garantito, di commuovervi e ridere al tempo stesso delle avventure del ragazzo che, come quello di Twain, vive in un mondo che nessun'altro (fortunatamente) può penetrare.

    ha scritto il 

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