Le mappe dei miei sogni

Di

Editore: Mondadori (Strade blu. Fiction)

3.6
(264)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8804597968 | Isbn-13: 9788804597964 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Gozzi

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
T.S. Spivet è un genio dodicenne che disegna mappe. Vive in un ranch del Montana con il padre, un cowboy silenzioso, e con la madre, una studiosa di coleotteri che da vent'anni è alla ricerca di una mitica specie di scarafaggio. Il fratello è morto e la sorella è apparentemente normale. T.S. cerca di dare un ordine alle cose tracciando su un taccuino mappe bellissime e meticolose. Mappe di tutto: del comportamento della famiglia, di animali, di piante, di posti, di cose. La sua avventura comincia quando si mette in viaggio per andare a ricevere un importantissimo premio conferitogli dallo Smithsonian Institution. Scappa nel cuore della notte e su un treno merci attraversa l'America per oltre 2000 miglia incontro alla fama. Ma è proprio questo ciò che vuole? Le mappe e le liste sono davvero capaci di spiegare il mondo, il suo confuso affastellarsi di dolori, silenzi, misteri? E l'enigma che sono gli adulti? Le illustrazioni di Ben Gibson e Reif Larsen accompagnano e arricchiscono tutta la storia.
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  • 2

    Il motivo per cui ho comprato questo libro è il suo formato: è grande quasi il doppio di un libro normale, le pagine sono enormi, quasi a leggere un libro di favole, e sui bordi ci sono note scritte f ...continua

    Il motivo per cui ho comprato questo libro è il suo formato: è grande quasi il doppio di un libro normale, le pagine sono enormi, quasi a leggere un libro di favole, e sui bordi ci sono note scritte fitte fitte e disegni. L’inchiostro non è solo nero, ma ha anche i toni del marrone (specie per i disegni) e fa quasi pensare che la stampa sia vintage...insomma, affascina. Tutti mi guardavano sul treno mentre lo leggevo in viaggio (scema io, perchè pesa un sacco) e mi sembrava quasi una coperta di Linus. Il contenuto però non mi ha altrettanto soddisfatto. La storia è quella di TS Spivet (dove le iniziali stanno per Tecumseh Sparrow), un dodicenne geniale e strambo, figlio di una ricercatrice e di un cowboy, con una sorella e un fratello, Layton, morto di recente. TS viene contattato dallo Smithsonian Institute di Washington per ritirare un premio che gli hanno assegnato per i suoi disegni (che un suo professore ha inviato senza dire l’età del disegnatore) e lui decide di partire da solo per andare a ritirarlo...Lo so che quando si legge c’è da tenere presente la sospensione della realtà su diversi aspetti e passi che sale sui treni merci e viaggi da solo, ma che entri in varco spazio temporale (così alla cavolo, senza dare seguito alla cosa), sia aggredito (con tutte le conseguenze del caso) e sembri normale...insomma, mi pare un bel po’ tirato via. I personaggi potevano essere anche interessanti, specie la bisnonna, la prima donna geologa, che occupa gran parte del libro con la sua storia (per altro anche quella inserita alla bell’è meglio), o i genitori, così distanti tra loro, ma sono troppe le incongruenze e la noia per questo viaggio… peccato perché da vedere è veramente bello.
    PS. Mi è venuto in mente anche una cosa che mi ha irritato: il fratello muore per un “incidente”, a 10 anni, con un fucile. Li collezionava. Devo dire altro?

    ha scritto il 

  • 3

    Gli ingredienti ci sono tutti.
    Prendi un dodicenne bambino prodigio, un genio della cartografia; metti che questo bambino viva in uno sperduto ranch del Montana con una famiglia quantomeno bizzarra: i ...continua

    Gli ingredienti ci sono tutti.
    Prendi un dodicenne bambino prodigio, un genio della cartografia; metti che questo bambino viva in uno sperduto ranch del Montana con una famiglia quantomeno bizzarra: il padre che sembra uscito da un film western di Sergio Leone; la madre che è una scienziata fallita che sta sprecando la sua bravura nel cercare un insetto il cui nome - coleottero dai denti a sciabola - sembra già tradire la sua inesistenza; una sorella, Gracie, una popgirl adolescente che considera ogni cosa una palla, ma di quelle pesanti. Metti anche che il genio dodicenne, che si chiama TS Spivet, avesse un fratello più piccolo, Layton, morto drammaticamente dopo essersi sparato, accidentalmente, un colpo in testa. Metti anche che TS fosse lì in quel momento e che, inconsciamente, si incolpi della morte del fratellino amato e che veda, nella lontananza affettiva del padre, il chiaro segno della sua colpa. Metti anche che un giorno il telefono del ranch squilli e, dall'altra parte, chiami il signor Jibsen, il capo dello Smithsonian Institute, la più alta sfera in fatto di scienza e che questo Jibsen, ignaro dell'età di TS, lo voglia a Washington per ritirare il prestigioso premio Baird a conferma dell'appassionato genio del ragazzino. TS accetterà, senza rivelare la sua età a Jibsen e senza dire nulla ai suoi genitori: salirà clandestinamente su un treno merci e inizierà un lungo e difficoltoso viaggio verso Washington.
    La storia è graziosa e, non c'è che dire, originale, soprattutto per la veste con cui è presentata. Basta infatti sfogliare qualche pagina per accorgersi che Le mappe dei miei sogni non è un libro comune: a margine del testo sono presenti infatti mappe, disegni, annotazioni, un apparato che vuole presentare al lettore la storia esattamente come l'ha vissuta TS. Questo "apparato" è indubbiamente molto ben fatto ed è affascinante accorgersi come, di disegno in disegno, TS diventi un personaggio reale: vedere le sue creazioni lo rende indubbiamente vivo. Proprio per questo però, paradossalmente, sconsiglio questo libro a coloro che non gradiscono interrompere ogni tre per due la lettura: le note a margine infatti costringono a farlo, per integrare il testo con i pensieri di TS.
    Il romanzo ha un grande difetto: le premesse sono ottime, ma la narrazione è quasi pessima. Innanzitutto, il narratore è TS, in prima persona, ma in pochissime sezioni si avverte che il narratore è un dodicenne. Il narratore sembra avere l'eta di Reif Larsen e che cerchi di ricordare, con l'esperienza di un trentenne, le vicende vissute quando di anni ne aveva dodici. Quando si decide di far narrare in prima persona un personaggio del romanzo, lo scrittore deve sparire: come per le marionette, non si devono vedere le mani che muovono le fila.
    Ancora, i personaggi principali sono, nelle loro descrizioni, estremamente diversi tra loro, ma, non appena prendono la parola o entrano direttamente in scena sembrano fatti tutti con lo stampino. Nessuno ha una personalità che lo fa emergere o che lo distingua dagli altri. Questo allontana molto il romanzo dall'essere un buon romanzo.
    Ci sono poi alcun difetti specifici. Prima di scappare di casa TS prende, come riflesso involontario, un quaderno di appunti di sua madre. Sul treno merci però si accorge che non contiene appunti scientifici, ma il racconto della vita di Emma Osterville, una antenata di famiglia nonché una delle prime scienziate donna. Ecco, gli appunti della madre vengono riportati riga per riga e, per distinguerli dalla narrazione di TS, viene usato un altro carattere tipografico: buona idea. Da pag. 187 però questa scelta viene bruscamente interrotta: se è una scelta volontaria non ha alcun senso, se è un errore dell'edizione dell'opera allora va rivisto.
    Sempre relativamente alla narrazione delle vicende di Emma Osterville, risalta agli occhi un altro problema: la faccenda non viene risolta. Quando TS infatti scopre che la madre negli anni non ha condotto studi scientifici, ma ha narrato la biografia di un'antenata, se ne domanda il motivo. Perchè nascondere quell'attività coprendola con falsi studi sul coleottero dai denti a sciabola? Mistero della fede.
    Ancora, facendo del dodicenne un cartografo, uno scienziato che si interroga sul mondo fisico, il romanzo sembra pervaso da una certa scientificità: la narrazione è molto rigorosa, si parla spesso di fenomeni naturali, di insetti e animali, di tutto ciò che alle medie ciascuno di noi ha studiato durante le ore di Scienze. Per questo motivo non ho capito perchè diavolo Reif Larsen ha messo in mezzo al romanzo, da pag. 229, la faccenda dei cunicoli spazio-temporali. Mentre è sul treno merci, infatti, TS viene risucchiato in uno di questi cunicoli, una sorta di triangolo delle Bermuda solo che non è un triangolo, è una lunga galleria. Tutto questo non ha alcun significato nella storia e non c'entra assolutamente niente, serve solo per allungare la papina per dieci pagine. Non potevamo fare che TS si era addormentato e basta senza tirar fuori questioni alla Mistero? Senza le spiegazioni di Enrico Ruggieri, poi, 'sti misteri non attraggono manco un po'.
    Ancora, a Chicago TS scende dal merci per salire su un altro treno che lo porti a Washington. Si imbatte però in un pazzo psicopatico che pensa che il ragazzino sia invaso dal demonio: il pazzo tira perciò fuori un coltellaccio e inizia letteralmente a squartare il ventre di TS con l'intenzione di sacrificarlo al Signore - per cui, il primo che si lamenta dei Testimoni di Geova che citofonano alla domenica mattina si ricordi di questa scena. TS però non ha alcuna intenzione di morire: riesce a tirare fuori dalla tasca un coltellino svizzero e ferisce il pazzo che finisce in un torrente, non sapendo nuotare. TS è scosso da questa cosa, ma continua comunque il suo viaggio verso Washington. Quando ci arriva, ferito, rivela la sua identità allo Smithsonian Institute, e viene portato immediatamente in ospedale. Una volta ripreso, TS racconta l'avvenuto ma "tralasciai la parte in cui avevo preso a pugnalate Josiah Merrymore e lui era finito nel canale, nè accennai al fatto che forse probabilmente era morto. Certe cose è meglio lasciarle fuori dalle mappe". Ma come??? Innanzitutto una lucidità del genere non appartiene ad un bambino di dodici anni comprensibilmente scosso, anche se è uno scienziato. In secondo luogo, questa affermazione cozza enormemente con il personaggio di TS, un ragazzino traumatizzato dalla morte del fratellino e terribilmente fragile e sensibile. Questa è una gaffe che rende Reif Larsen uno scrittore davvero mediocre. Ma d'altra parte il libro è un prodotto mediocre, il suo creatore non poteva di certo essere meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Belle premesse, sviluppo (purtroppo) mediocre

    Il libro si presenta accattivante: di grande formato, è' pieno di mappe, grafici, illustrazioni e note a bordo pagina. Anche la vicenda parte bene: un giovane "genio" della cartografia viene invitato ...continua

    Il libro si presenta accattivante: di grande formato, è' pieno di mappe, grafici, illustrazioni e note a bordo pagina. Anche la vicenda parte bene: un giovane "genio" della cartografia viene invitato a ritirare un premio dalla parte opposta degli Stati Uniti, ed intraprende il coast-to-coast passando da un treno merci all'altro.
    Purtroppo la faccenda viene sviluppata piuttosto male e superficialmente, apre brevissime parentesi nel fantastico (senza poi spiegarle...), lascia molti punti di domanda e finisce in modo troppo veloce, tanto che mi sono sorpreso che il libro finisse proprio in quel modo e ho girato la pagina come se fosse solo un "fine capitolo", per trovare solo i ringraziamenti.
    Un'occasione persa, da 2 stelle e mezzo (arrotondate a 3).

    ha scritto il 

  • 5

    Lo straordinario Viaggio di T.S Spivet

    Penso che il titolo che hanno utilizzato per il film è molto adatto a descrivere la storia di questo superdotato ragazzino, che lotta per uscire dai confini in cui si sente rinchiuso, e dai quali sent ...continua

    Penso che il titolo che hanno utilizzato per il film è molto adatto a descrivere la storia di questo superdotato ragazzino, che lotta per uscire dai confini in cui si sente rinchiuso, e dai quali sente di non appartenere.
    Un viaggio, che all'apparenza sembra solo fisico, materiale...ma che in realtà nasconde qualcosa di più, un percorso interiore del piccolo Spivet, un riscatto dal peso che lo attanaglia. Alla ricerca del suo posto nel mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Il protagonista TS è un bambino di dodicenne dotato di una immensa capacità grafica e un'ottima conoscenza scientifica che gli permettono di mappare qualunque cosa. Proprio così, TS disegna continuame ...continua

    Il protagonista TS è un bambino di dodicenne dotato di una immensa capacità grafica e un'ottima conoscenza scientifica che gli permettono di mappare qualunque cosa. Proprio così, TS disegna continuamente mappe e grafici con il fine di mettere ordine nella realtà che vive. I suoi schemi sono così perfetti che lui collabora con diverse riviste scientifiche (che ovviamente non conoscono la sua età) e la sua vita subisce una radicale svolta quando lo Smithsonian Institution gli conferisce il prestigioso premio Baird. TS dovrà quindi decidere se accettare o meno il premio allontanandosi dalla sua famiglia che vive in un ranch del Montana cominciando il suo avventuroso viaggio.
    Il libro è splendido perchè a fianco della narrazione numerose frecce collegano i disegni, le mappe e gli schemi di TS a quello di cui si sta parlando. È sottinteso che il libro avendo un apparato grafico così importante e così connaturato con il testo può essere letto solo in formato cartaceo.
    Bellissima anche l'attenzione ai particolari e a tutte le sfumature che si possono trovare nel mondo, rendendo il libro davvero un'ottima opera sperimentale che unisce la parola al disegno.
    Quel che invece ho trovato debole è proprio la trama in sé, che rimane povera e con tante vicende a mio parere non sviluppate pienamente. Da questo punto di vista pensavo decisamente meglio, ma è stato molto interessante leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Per chi ama tabelle, grafici, disegni

    Simpatica storia di un ragazzo che, rispondendo ad una impellente passione, vede il mondo attorno a se come tabelle, grafici e mappe. Molta fantasia nei particolari, un poco di meno nella storia in sé ...continua

    Simpatica storia di un ragazzo che, rispondendo ad una impellente passione, vede il mondo attorno a se come tabelle, grafici e mappe. Molta fantasia nei particolari, un poco di meno nella storia in sé.

    ha scritto il 

  • 5

    quello

    che ci manca ce lo abbiamo sempre sotto gli occhi e forse, come TS Spivet non ci accorgiamo di questo. un libro stupendo, curioso e scritto benissimo con gli occhi di un bambino.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo

    Perchè questo libro non si deve per forza leggere come trama e basta.
    Questo è un capolavoro perchè costruito con mezzi non convenzionali: sembra che tutto il libro stia in piedi grazie al concetto de ...continua

    Perchè questo libro non si deve per forza leggere come trama e basta.
    Questo è un capolavoro perchè costruito con mezzi non convenzionali: sembra che tutto il libro stia in piedi grazie al concetto delle mappe. La fine stessa è una mappa non tracciabile.

    L'ho molto adorato.
    Alcune mappe, poi, sono geniali.

    ha scritto il 

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