Le mas des alouettes

Il était une fois en Arménie

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Editeur: Points

4.0
(1998)

Language: Français | Number of pages: 245 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian

Isbn-10: 2757804359 | Isbn-13: 9782757804353 | Publish date: 

Translator: Nathalie Bauer

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 5

    non uomini che uccidono, trucidano altri Uomini e Bambini, in nome di una violenza inarrestabile, un potere esercitato malamente, storia che ti fa inorridire, sdegnare, sconvolgere. Il primo genocidio ...continuer

    non uomini che uccidono, trucidano altri Uomini e Bambini, in nome di una violenza inarrestabile, un potere esercitato malamente, storia che ti fa inorridire, sdegnare, sconvolgere. Il primo genocidio del ventesimo secolo da parte dei turchi e per le donne inizia un'odissea con marce forzate, umiliazioni e crudeltà.
    Il popolo armeno si disperderà nel mondo, corservando nel cuore la struggente nostalgia per una patria e una felicità perdute. Un popolo in parte sopravvissuto grazie al coraggio delle sue donne straordinarie.

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  • 3

    L'autrice, padovana di ascendenza armena, a partire dai ricordi di famiglia racconta il genocidio di quel popolo ad opera dei turchi nel 1915-1916: un contributo letterario interessante e importante, ...continuer

    L'autrice, padovana di ascendenza armena, a partire dai ricordi di famiglia racconta il genocidio di quel popolo ad opera dei turchi nel 1915-1916: un contributo letterario interessante e importante, considerato anche il negazionismo ufficiale del governo turco che perdura a distanza di un secolo, come pure il fatto che parte della storia si svolge ad Aleppo, tuttora scenario di un'immane tragedia. Ma il punto debole del romanzo sta nella scrittura della Arslan, macchinosa e carente nel trasmettere le emozioni suscitate dai terribili eventi.

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  • 4

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più ...continuer

    Onori e tragedia di un popolo senza Storia che ha fatto la Storia. Il lettore è spinto da un vortice potente ad entrare nel racconto e a trascinarsi affianco a chi prega di morire per non soffrire più.

    dit le 

  • 5

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene ...continuer

    un libro coraggioso che mette, senza sconti , di fronte ad una tragedia umana . In nome del razzismo , si descrimina un popolo e si cerca di annientare una cultura ed una tradizione come quelle armene . Rimane ;con questa ed altre testimonianze; la memoria ed un indelebile monito per l'umanità

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  • 4

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni ...continuer

    Dopo i "Quaranta giorni del Mussa Dagh", insieme ai "Quaranta giorni del Mussa Dagh", ancora più intimo e crudele dei "Quaranta giorni del Mussa Dagh": evidenze di macchie indelebili causate da azioni "umane" quando si smette di essere "umani".

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  • 3

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto suc ...continuer

    Molto interessante perché ti dà la possibilità di conoscere, almeno parzialmente, la tragedia armena e di comprendere come la parola genocidio sia proprio la parola adeguata per descrivere quanto successo.
    In sé il libro non è però scritto in modo particolarmente eccelso

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  • 3

    Libro intenso, a momenti disperato, crudo, forte e prepotente. Il dolore vissuto dagli armeni, come chiunque e sempre si trovi in mezzo a tragedie, deve essere stato immenso e duro, difficile da super ...continuer

    Libro intenso, a momenti disperato, crudo, forte e prepotente. Il dolore vissuto dagli armeni, come chiunque e sempre si trovi in mezzo a tragedie, deve essere stato immenso e duro, difficile da superare e sopportare. Ogni tanto qua e là, speranza e spiragli di un futuro migliore appaiono e aiutano il cuore ad alleggerirsi un po', si ritrova a fatica la forza di sorridere e di credere. Restando strettamente al testo non mi ha particolarmente affascinata la scrittura, a volte troppo ricca di virgole e sottotesto. Buona difficile lettura.

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  • 5

    Questo è un libro eccezionale per la storia che narra e per il coraggio di Antonia Arslan di averla scritta. Ho fatto fatica a leggere e non perché la scrittura non sia scorrevole e avvincente, ma sol ...continuer

    Questo è un libro eccezionale per la storia che narra e per il coraggio di Antonia Arslan di averla scritta. Ho fatto fatica a leggere e non perché la scrittura non sia scorrevole e avvincente, ma solo perché sapere che quanto narrato è tutto realmente accaduto gela il sangue e affanna il respiro. E il pensiero non può non andare ad altri genocidi, stragi, deportazioni e alla tragedia immane che stanno vivendo migliaia di migranti in fuga dalle guerre. E Aleppo, Aleppo senza pace, allora come oggi. E noi, impietriti, a guardare.

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  • 4

    Genocidio "quasi" sconosciuto

    La lettura di questo romanzo mi ha lasciato lo stesso sgomento che ho provato davanti agli scalini di un blocco di Auschwitz. Erano consumati, scalini di pietra erosi dai piedi di quelle povere person ...continuer

    La lettura di questo romanzo mi ha lasciato lo stesso sgomento che ho provato davanti agli scalini di un blocco di Auschwitz. Erano consumati, scalini di pietra erosi dai piedi di quelle povere persone. Com'è stato possibile? Nel 1915 si sono uccisi più di un milione di armeni, dell'olocausto non sappiamo ancora il numero preciso. Questa è la cronaca di una salvezza, tra sofferenze e atrocità raccontata con pudore. Da leggere anche perchè la storia si ripete e continuano gli orrori.

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