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Le mas des alouettes

Il était une fois en Arménie

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Editeur: Points

4.0
(1866)

Language:Français | Number of pages: 245 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian

Isbn-10: 2757804359 | Isbn-13: 9782757804353 | Publish date: 

Translator: Nathalie Bauer

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 5

    L'autrice narra la vicenda della propria famiglia armena, vittima del genocidio del 1915-16: dal massacro dei componenti maschi, all'esodo forzato delle donne tra angherie, violenze, fame. Solo per ci ...continuer

    L'autrice narra la vicenda della propria famiglia armena, vittima del genocidio del 1915-16: dal massacro dei componenti maschi, all'esodo forzato delle donne tra angherie, violenze, fame. Solo per circostanze fortunate alcuni riusciranno a salvarsi, raggiungendo i parenti sparsi per il mondo. Utile memoria storica in un periodo di nuovo attraversato da nazionalismi e intolleranze (religiose e non).

    dit le 

  • 0

    Un libro che non ha senso valutare-

    Secondo me non ha molto senso valutare questo libro nella sua qualità letteraria. Il lettore, se appena è dotato di un poco di empatia, si lascerà travolgere dalla tragedia, e lascierà perdere la form ...continuer

    Secondo me non ha molto senso valutare questo libro nella sua qualità letteraria. Il lettore, se appena è dotato di un poco di empatia, si lascerà travolgere dalla tragedia, e lascierà perdere la forma.
    Di buono ha sicuramente che è scritto in maniera asciutta e non ci sono descrizioni particolarmente cruente delle violenze perpetrate su questo popolo. Proprio per questo risulta efficace: la violenza e la crudeltà le immagini e il loro mpatto è maggiore, e più profondo.
    Purtroppo non ha nulla di storico: rimane il racconto della tragedia di una famiglia più che di un popolo. Emblematica, sicuramente, ma non esaustiva sui motivi politici e economici che stanno dietro a questo genocidio di cui non si parla mai.
    Nel mio caso, che sono lettrice che si affeziona ai personaggi, la lettura ha lasciato poco: sono, secondo me, tutti poco approfonditi e mancano di personalità. Del resto la Arslan trascrive i racconti del nonno e degli altri familiari, ascoltati da bambina, e aggiunge poco di suo, non so se per scelta stilistica o perchè riteneva che fosse meglio così. In questo modo il romanzo resta asciutto nella forma, ma manca secondo me di quel qualcosa in più che lo avrebbe reso vivo e indimenticabile.

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  • 4

    Dopo le recenti parole del Papa è tornato sotto gli occhi dei media il genocidio armeno, ancora non riconosciuto dalla Turchia. Io credo che, colpevolmente, non se ne parli abbastanza. L'opinione pubb ...continuer

    Dopo le recenti parole del Papa è tornato sotto gli occhi dei media il genocidio armeno, ancora non riconosciuto dalla Turchia. Io credo che, colpevolmente, non se ne parli abbastanza. L'opinione pubblica conosce poco o niente di quello che è accaduto a questo popolo. La masseria delle allodole è prima di tutto un libro bello e doloroso ma è anche portatore di interesse di una pagina di storia poco raccontata. La Arslan racconta magistralmente pagine di una violenza inaudita, di eventi accaduti alla sua famiglia, coprendoli con un manto di poesia che non nasconde l'orrore ma lo trasfigura.

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  • 4

    La rilettura mi ha vista evidentemente più fredda rispetto a ciò che andavo leggendo. Se la prima volta la crudezza della storia aveva nascosto tutto il resto, stavolta mi sono resa conto di alcune po ...continuer

    La rilettura mi ha vista evidentemente più fredda rispetto a ciò che andavo leggendo. Se la prima volta la crudezza della storia aveva nascosto tutto il resto, stavolta mi sono resa conto di alcune povertà nel linguaggio e anche di alcuni difetti di forma, soprattutto nella parte finale del libro.
    Resta comunque un ottimo romanzo che racconta, senza approfondire dal punto di vista storico, una delle pagine più tragiche della storia del 20° secolo vista dal punto di vista di una famiglia armena che vive tranquillamente in una piccola cittadina dell'Anatolia.
    Tre stelle e mezzo

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  • 4

    storia vera di un genocidio non ancora riconosciuto

    Non è scritto magnificamente ma la forza di questo romanzo c'è tutta. Sta nell'aver acceso un grande riflettore su questo popolo martoriato e sulla testimonianza delle sue donne, sopravvissute a prezz ...continuer

    Non è scritto magnificamente ma la forza di questo romanzo c'è tutta. Sta nell'aver acceso un grande riflettore su questo popolo martoriato e sulla testimonianza delle sue donne, sopravvissute a prezzo di sofferenze strazianti. Il libro non scorre benissimo, ma si legge per sapere, per avvicinarsi a un pezzo di storia misconosciuto, sulla quale il Papa ha lanciato recentemente il suo grido al mondo.

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  • 0

    Il viaggio senza meta

    Quello armeno è un popolo pacifico. Vive tra i monti dell'Asia Occidentale ed è una minoranza etnica e religiosa in territorio turco.

    Le famiglie descritte da Antonia Arslan sono spesso ricche e colte ...continuer

    Quello armeno è un popolo pacifico. Vive tra i monti dell'Asia Occidentale ed è una minoranza etnica e religiosa in territorio turco.

    Le famiglie descritte da Antonia Arslan sono spesso ricche e colte, con antiche tradizioni. All'inizio del Novecento i Turchi iniziano la deportazione di questo popolo. Molti uomini sono uccisi immediatamente, mentre donne, bambini, vecchi cominciano una lunga marcia forzata verso il nulla. Sì, perchè non esistono campi di concentramento da raggiungere, in cui sostare, in cui riposare almeno per un po': i campi di concentramento sono una "mera illusione": vero scopo degli oppressori è quello di causare la morte degli Armeni per sfiancamento.
    E così sarà. Ne moriranno circa 1.500.000.

    Un bel libro, per non dimenticare un altro inutile genocidio.

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