Le mas des alouettes

Il était une fois en Arménie

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Editeur: Points

4.0
(1925)

Language: Français | Number of pages: 245 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian

Isbn-10: 2757804359 | Isbn-13: 9782757804353 | Publish date: 

Translator: Nathalie Bauer

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 4

    Attingendo a memorie familiari, dolorose e pertanto accantonate per due generazioni, Antonia Arslan riporta alla luce una tragedia altrettanto rimossa dalla memoria storica collettiva, quella dell’eli ...continuer

    Attingendo a memorie familiari, dolorose e pertanto accantonate per due generazioni, Antonia Arslan riporta alla luce una tragedia altrettanto rimossa dalla memoria storica collettiva, quella dell’eliminazione sistematica degli Armeni, progettata a tavolino e freddamente eseguita dal governo nazionalista turco, sotto gli occhi, distratti, dell’Europa nel primo anno della Grande Guerra. Del primo olocausto del Novecento – alla cui riscoperta da parte del grande pubblico questo romanzo, assieme al film dei fratelli Taviani che ne è stato tratto, ha fortemente contribuito – la Arslan rivela con grande pudore gli orrori, perché la sua denuncia avviene soprattutto attraverso la contrapposizione tra prima e dopo, tra la vita pacifica e serena della buona borghesia armena e il crollo repentino di un mondo.
    Le partite a tavlì, i sogni ingenuamente borghesi con cui Sempad, il capofamiglia, vorrebbe trasformare la masseria tra le montagne dell’Armenia in un villino all’europea per far colpo sul fratello che ha fatto fortuna in Italia, il fruscio di sete e broccati di Aleppo, gli amori nascenti, tutto diventa improvvisamente passato in una notte, quello che serve per organizzare il massacro degli uomini e la deportazione delle donne, quella marcia nel deserto che, si scoprirà, non è altro che una condanna a morte. A questo punto la prospettiva si fa tutta femminile: donne spogliate di tutto, ridotte all’istinto basilare di sfamare se stesse e i propri figli; ma anche donne capaci di resistenza. Attiva, come la fedele Ismene, la greca, che con la sua improvvisata banda di straccioni riuscirà nell’impresa di mettere in salvo quei pochi della famiglia di Sempad che sopravviveranno; o passiva, come la bella Azniv che, in un ultimo moto di fierezza, offre se stessa per far vivere i suoi.
    Il filtro della memoria conferisce al romanzo toni pacati ma capaci di nominare cose e situazioni con una precisione e un nitore che sono quelli dei racconti che si tramandano di bocca in bocca e di generazione in generazione. Tocca ora al lettore far sì che questo filo di memoria non si interrompa.

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  • 5

    Me ne hanno parlato amici che andavano in viaggio in Turchia, non immaginavo assolutamente gli eventi storici.
    Struggente e ben scritto, ho pianto molto.

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  • 5

    Non so, l'argomento che tratta è molto duro, ma leggendolo ho respirato la stessa dolcezza che trasmetteva la scrittrice quando a fine anni ottanta era professoressa presso l' università di Padova e t ...continuer

    Non so, l'argomento che tratta è molto duro, ma leggendolo ho respirato la stessa dolcezza che trasmetteva la scrittrice quando a fine anni ottanta era professoressa presso l' università di Padova e teneva le sue lezioni di letteratura italiana a noi laureandi...grazie per questa bella testimonianza vista attraverso i suoi occhi di bambina.

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  • 3

    Storia di una famiglia

    La storia di una famiglia armena sparsa per il mondo all'inizio di una guerra. Come accade ancora oggi spesso le realtà sono peggiori delle informazioni che ci arrivano

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  • 5

    L'autrice narra la vicenda della propria famiglia armena, vittima del genocidio del 1915-16: dal massacro dei componenti maschi, all'esodo forzato delle donne tra angherie, violenze, fame. Solo per ci ...continuer

    L'autrice narra la vicenda della propria famiglia armena, vittima del genocidio del 1915-16: dal massacro dei componenti maschi, all'esodo forzato delle donne tra angherie, violenze, fame. Solo per circostanze fortunate alcuni riusciranno a salvarsi, raggiungendo i parenti sparsi per il mondo. Utile memoria storica in un periodo di nuovo attraversato da nazionalismi e intolleranze (religiose e non).

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