Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Le mas des alouettes

Il était une fois en Arménie

By Antonia Arslan

(0)

| 9782757804353

Like Le mas des alouettes ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

343 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    é un libro che ho letto un po' di tempo fa (quasi un anno) e consigliato dalla mia splendida professoressa di italiano. ricordo pochissimo della trama e ancor meno della struttura narrativa del romanzo, quindi queste sono mie considerazioni a posteri ...(continue)

    é un libro che ho letto un po' di tempo fa (quasi un anno) e consigliato dalla mia splendida professoressa di italiano. ricordo pochissimo della trama e ancor meno della struttura narrativa del romanzo, quindi queste sono mie considerazioni a posteriori e quindi poco precise. Non mancano incredibili momenti lirici (che sicuramente rallentano la lettura, ma che allo stesso tempo costituiscono un valore aggiunto alla narrazione, ed è un caso particolare sopratutto nel novecento con tutto questo postmoderno. il romanzo è narrato dal punto di vista di una bambina, che vede le cose per come sono, nude e crude, senza pathos che in questo libro sarebbe inutilmente ridondante. Scrivo a proposito di questo avendo letto delle recensioni negative su anobii che accusano la Arslan di non aver utilizzato abbastanza climax e pathos nella narrazione di una storia che è stata sprecata proprio per la mancanza di queste caratteristiche. Ma secondo me un pathos eccessivo avrebbe ridicolizzato la storia, che è, diciamocelo, uno dei più grandi abomini della storia. Trovo quindi sapiente la scelta dell'autrice di raccontare la storia sotto la lente dei ricordi di quella che al tempo del genocidio era solamente una bambina (una parente della Arslan), che essendo tale, non ricorda certamente le più dettagliate emozioni, ma semplicemente i fatti per come si sono svolti. Meraviglioso il prologo (che già preannuncia con triste prolessi ai fatti che verrano narrati nel libro) ricco di un lessico meravigliosamente/macabramente connotativo. Sicuramente il libro non vi commuoverà proprio per il modo in cui la storia è giustamente narrata, senza giri di parole e inutili fronzoli. Buona lettura ;)

    Is this helpful?

    Ivan Ciolli said on Jun 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo, per il tema trattato: lo sterminio e la deportazione del popolo armeno,da parte del governo turco, primo genocidio del novecento. Ma, malgrado racconti la storia e la tragedia della sua famiglia, l'autrice non trasmette e non fa trasparir ...(continue)

    Bellissimo, per il tema trattato: lo sterminio e la deportazione del popolo armeno,da parte del governo turco, primo genocidio del novecento. Ma, malgrado racconti la storia e la tragedia della sua famiglia, l'autrice non trasmette e non fa trasparire nessuna emozione da questa terribile vicenda. Sembra un reportage giornalistico, fatti nudi e crudi, ma pathos ed empatia zero. Peccato, perché la storia meritava molto di più, soprattutto quelle donne straordinarie.

    Is this helpful?

    Mauro Torquati57 said on Apr 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Storia di una famiglia armena

    Seguire nel 1915 una famiglia armena, con nomi, volti e ricordi di persone reali, vederne il cammino segnato da privazioni, violenze e umiliazioni, percepire quella struggente malinconia e nostalgia per qualcosa che non sarà più, è questo quello che ...(continue)

    Seguire nel 1915 una famiglia armena, con nomi, volti e ricordi di persone reali, vederne il cammino segnato da privazioni, violenze e umiliazioni, percepire quella struggente malinconia e nostalgia per qualcosa che non sarà più, è questo quello che ci offre Antonia Arslan con "La masseria delle allodole".
    Un racconto crudo, una testimonianza di alcuni sopravvissuti al genocidio del popolo armeno.

    Non mi capitava da anni di voltare la testa dalle pagine per l'incapacità di andare avanti, e non per demerito dell'autore o per della bruttezza del racconto. Da leggere.

    Is this helpful?

    darkstormynight said on Apr 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prima di parlare del libro è doverosa una premessa di carattere storico:
    Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Il ...(continue)

    Prima di parlare del libro è doverosa una premessa di carattere storico:
    Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Il governo dei Giovani Turchi, preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal 7° secolo a.C.
    Dalla memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, circa 1.500.000 di persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 vennero preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo dei Giovani Turchi.
    L’obiettivo era di risolvere alla radice la questione degli armeni, popolazione cristiana che guardava all’occidente. L’obiettivo degli ottomani era la cancellazione della comunità armena come soggetto storico, culturale e soprattutto politico. Non secondaria fu la rapina dei beni e delle terre degli armeni. Il governo e la maggior parte degli storici turchi ancora oggi rifiutano di ammettere che nel 1915 è stato commesso un genocidio ai danni del popolo armeno.
    Il 24 aprile del 1915 tutti i notabili armeni di Costantinopoli vennero arrestati, deportati e massacrati. A partire dal gennaio del 1915 i turchi intrapresero un’opera di sistematica deportazione della popolazione armena verso il deserto di Der-Es-Zor.
    Sempre agghiacciante leggere del sentimento di prevaricazione che l'uomo ha su un suo simile, e ancor peggio su una intera popolazione quali gli Armeni. Cancellare, perché? Dietro ad un ingiusto agire c'è sempre l'interesse, che offusca e domina la ragione umana. Quello che mi ha fatto pensare a me è il sentimento della "viltà", questi uomini, che forse è troppo degno chiamarli così, sono dei vili, degli sporchi burattinai comandati dalla sete di potere.

    Is this helpful?

    Jack said on Mar 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un buon ricordo

    Ho letto questo libro anni fa e, a onor del vero, non lo ricordo in tutte le sue parti. La sensazione però che mi è rimasta è decisamente positiva: ho ancora ben presenti le ambientazioni, le immagini crude del genocidio e di come la vita di un'inter ...(continue)

    Ho letto questo libro anni fa e, a onor del vero, non lo ricordo in tutte le sue parti. La sensazione però che mi è rimasta è decisamente positiva: ho ancora ben presenti le ambientazioni, le immagini crude del genocidio e di come la vita di un'intera famiglia è cambiata in modo repentino. Ancora una volta mi rendo conto di quanto poco si sappia sulla storia, quella che non abbiamo studiato sui libri scolastici e che pure ha stravolto l'esistenza di tanta gente comune, pagando a caro prezzo per le più catastrofiche follie umane.

    Is this helpful?

    CR 55 said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellino, ma noiosetto.. Nel senso che la trama è bellissima (poi sapendo anche che sono fatti veri, che la storia della famiglia dell'autrice è davvero questa) ma la scrittura mi ha annoiato un po..

    Is this helpful?

    Elisa Raverta said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book