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Le memorie di Barry Lyndon

Di

Editore: Fazi

3.9
(408)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8881124246 | Isbn-13: 9788881124244 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Tommaso Giartosio

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrizione del libro
Pietra miliare del romanzo narrato in prima persona, opera considerata divolta in volta affascinante o immorale, fonte di viva ispirazionedell'immaginario moderno (celebre la rilettura cinematografica di StanleyKubrik), "Le memorie di Barry Lyndon", pubblicate in una prima versione nel1844 e quindi in edizione definitiva nel 1856, danno la parola a unastraordinaria figura di avventuriero il cui sguardo innocente e crudelepercorre un Settecento rimpianto o solo immaginato. La vita dell'eroe diThackeray è interamente immersa nella spirale di un sogno che attraversa conlui mezza Europa e mezzo secolo, un sogno destinato a sperimentare infine lapropria nuda fragilità: il suo destino sarà quello di una conquistaimpossibile.
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  • 3

    Conosciuto più per il romanzo che gli diede la fama, La fiera della vanità, nel 1844 Thackeray scrisse questo libro, a cui è ispirato il film cult del 1975 di Stanley Kubrik, il cui titolo integrale è "Le memorie del gentiluomo Barry Lyndon, del regno d'Irlanda. Comprendenti un resoconto dell ...continua

    Conosciuto più per il romanzo che gli diede la fama, La fiera della vanità, nel 1844 Thackeray scrisse questo libro, a cui è ispirato il film cult del 1975 di Stanley Kubrik, il cui titolo integrale è "Le memorie del gentiluomo Barry Lyndon, del regno d'Irlanda. Comprendenti un resoconto delle sue straordinarie avventure e sventure; le sue sofferenze al servizio di Sua Maestà il defunto Re di Prussia; le sue visite a numerose corti d'Europa; il suo matrimonio e le sue splendide dimore in Inghilterra e Irlanda; e le molte e crudeli persecuzioni, cospirazioni, e calunnie di cui egli è stato vittima.".

    Originariamente pubblicato a puntate, si tratta di un romanzo picaresco, scritto in prima persona, in cui il protagonista ci racconta la sua vita alla continua ricerca di una posizione sociale, Barry si dilunga a raccontare avventure, disgrazie e fortune che incontra nel suo percorso di maturità; è chiaramente un romanzo ironico che punta alla critica di una società egoista e corrotta. Temi assoluti sono il gioco e la truffa che ripercorrono interamente il romanzo, la critica alla scalata sociale attraverso personaggi spregiudicati e la condanna alla ricerca facile di denaro.
    Fastidioso il fatto che la narrazione anticipi molte volte gli eventi che susseguiranno e assolutamente detestabile il protagonista: Barry è il personaggio più arrogante ed egoista che abbia incontrato, si da troppe arie e si atteggia da "so-tutto-io", estremamente vanitoso si considera un uomo di bell'aspetto, colto e intelligente quando, ovviamente, la maggior parte delle doti e dei pregi che vanta non gli appartengono.

    Non stento a credere però che Barry Lyndon sia considerato un capolavoro dell'ironia perchè effettivamente è così: per tutto il corso del romanzo non c'è parola che esca dalla bocca dei personaggi a cui l'autore non dia un senso ironico, tutto è impregnato da questa vena umoristica che all'inizio colpisce e diverte il lettore ma piano piano inizia a stancare.
    Il romanzo purtroppo è solamente un elenco stancante di avventure roccambolesche che capitano al protagonista, Barry sembra essere sempre un passo avanti al destino a giocargli brutti scherzi, è sempre lui che sceglie la sua strada, è lui che si crea il suo destino.
    Purtroppo, come dice il mio voto, il romanzo se all'inizio può colpire per "l'originalità" alla fine stanca, diventando lento e prolisso, il fatto di anticipare gli eventi non è una cosa che apprezzo e il protagonista è veramente insopportabile.

    Thackeray ci rincontreremo più in là.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/12/recensione-barry-lyndon-di-william-m.html

    ha scritto il 

  • 3

    Capolavoro dell'ironia, la storia di Barry (poi Lyndon) non è altro che un susseguirsi di tonfi e trionfi, di spregiudicatezza e cattiveria, che fanno di lui un antieroe per eccellenza. Non si può non odiarlo. Tre stelle perché dopo un po' diventa monotono e ripetitivo.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sento di affermare che in amore tutto è lecito, e gli uomini poveri come me non si possono permettere di essere schizzinosi circa i mezzi per far strada nella vita. I ricchi e i potenti vengono accolti con sorrisi su per il grande scalone del mondo; i poveri, non possedendo altro se non le ...continua

    Mi sento di affermare che in amore tutto è lecito, e gli uomini poveri come me non si possono permettere di essere schizzinosi circa i mezzi per far strada nella vita. I ricchi e i potenti vengono accolti con sorrisi su per il grande scalone del mondo; i poveri, non possedendo altro se non le proprie aspirazioni, sono costretti ad arrampicarsi su per i muri, o a fare a spintoni e a lottare per aprirsi un varco su per le scale di servizio, o, addirittura, a trascinarsi verso l'alto lungo qualsiasi conduttura della casa, senza badare a quanto tali passaggi siano immondi e angusti, purché portino verso la sommità. (pag. 166)

    ha scritto il 

  • 4

    Redmond Barry è l'arrivista che spesso si trova in molti di noi: spontaneo ma egoista, sensibile e spudorato, nasconde in realtà una tremenda fragilità. Il suo ostentare ciò che in realtà non possiede rivela l'incontenibile desiderio di questo campagnolo irlandese di essere qualcuno.
    Non mi ...continua

    Redmond Barry è l'arrivista che spesso si trova in molti di noi: spontaneo ma egoista, sensibile e spudorato, nasconde in realtà una tremenda fragilità. Il suo ostentare ciò che in realtà non possiede rivela l'incontenibile desiderio di questo campagnolo irlandese di essere qualcuno.
    Non mi sento di biasimarlo del tutto, nonostante il suo essere spaccone e arrogante, perché Barry è un personaggio a cui ci si affeziona davvero!

    ha scritto il 

  • 5

    Non scrivo una recensione perché ne ho lette alcune bellissime qui su anobi e non potrei fare di meglio. Dico solo che Barry Lindon è davvero un bel libro, consigliato a tutti coloro che, come me, amano gli antieroi. Il film non regge assolutamente il paragone.

    ha scritto il 

  • 4

    Per quanto questo tipo di paragoni sia valido a un grado molto limitato, pure in questo caso è forse adatto a dimostrar la tesi.
    Una volta ero abbagliato (ed è la parola giusta) dal film che Kubrick n’ha tratto, e anzi ho letto il libro proprio per questo (anche se preferisco il contrario!) ...continua

    Per quanto questo tipo di paragoni sia valido a un grado molto limitato, pure in questo caso è forse adatto a dimostrar la tesi.
    Una volta ero abbagliato (ed è la parola giusta) dal film che Kubrick n’ha tratto, e anzi ho letto il libro proprio per questo (anche se preferisco il contrario!) – –
    Ora è trascorso qualche anno e non solo il mio gusto cinematografico è un poco maturato – soprattutto direi che a pensarci troppo finirei per perdere anche quei brandelli che ancora mi fanno –non ostante tutto– piacere il film... e dunque, per contrasto, cosí posso evidenziare, fuori d’ogni supponenza fittizia, tutta la superiorità dell’originale!
    Barry Lyndon è la storia d’un furfante che cerca di prendere l’ascensore sociale, come si direbbe oggi, e lo fa usando le scorciatoie che l’epoca sua gli mette a disposizione: di questo parla il romanzo – ma la sua particolarità è d’esser narrato in prima persona, con tutta la finezza ironica che questo comporta.
    L’apologia d’un carcerato che cerca in tutti i modi, scrivendo le sue memorie, di giustificare le proprie azioni – e la sua è un’unilateralità menzognera che è le dieci volte più forte e sincera d’un blando narratore d’eventi ineluttabili (che è poi una cosa che odio in un film!) –
    Il protagonista è vivo e interessante, come i suoi vani tentativi, di venire a capo della sua nascita «sfortunata» (sempre come si dice oggi) – e cosí la sua storia: assai piú settecentesca nello spirito e simile ai quadri di Gainsborough, che non usando le lenti della Nasa...

    Comunque questo è un romanzo che un giorno dovrò rileggere perché credo di non averlo lo stesso apprezzato abbastanza!

    ha scritto il 

  • 2

    Non fa per me.

    Un classico, niente da dire su questo, ma non non fa per me. L'ironia e l'avventura picaresca insistono su temi e situazioni che non riesco a trovare interessanti, né ad attualizzare. Baso il voto sul gradimento personale, non me ne vogliano gli estimatori del romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Esco esasperata ma contenta dalla lettura di questo romanzo. Esasperata perché il protagonista mi ha infastidito, innervosito, fino a farsi odiare, per cui il finale che gli spetta mi ha soddisfatto. Però….
    La duplicità di sensazioni sopra descritta mi ha accompagnato fino alla fine, con pr ...continua

    Esco esasperata ma contenta dalla lettura di questo romanzo. Esasperata perché il protagonista mi ha infastidito, innervosito, fino a farsi odiare, per cui il finale che gli spetta mi ha soddisfatto. Però….
    La duplicità di sensazioni sopra descritta mi ha accompagnato fino alla fine, con prevalenza a momenti dell’una e a momenti dell’altra. Thackeray si è divertito a creare un Barry Lindon tronfio, bugiardo, vanesio, giocatore incallito, ubriacone, spendaccione, manesco, ignorante, un immorale insomma, che si racconta come il più angelico e candido individuo che ci sia sulla faccia della terra, l’ultimo gentiluomo in circolazione dopo il tramonto di quel buon tempo antico in Europa, “prima che la vigliaccheria dell’aristocrazia francese, in quella vergognosa Rivoluzione che l’ha servita a dovere, portasse discredito e rovina” sulla classe nobile cui lui si fregia (proditoriamente) di appartenere. Non è però la negatività dell’eroe al contrario Barry Lindon a dare fastidio; ciò che mi ha esasperato è il suo continuo autogiustificarsi, il costante attribuire ad altri le colpe di come lui si comporta (perché mi ha ricordato il comportamento infantile degli alunni che sono sempre pronti ad autogiustificare le loro mancanze e ad accusare gli altri, inventandosi una catena di responsabilità che fa risalire il non aver fatto i compiti assegnati alla mela che Eva porse ad Adamo nel paradiso terrestre, e che mi fa letteralmente perdere il lume della ragione). Il gioco riesce benissimo, perché la lettura è, nonostante tutto -o meglio proprio grazie alla scelta di Thackeray di far raccontare in prima persona al ribaldo le sue malefatte sempre accompagnate da idonea giustificazione-, spassosa e coinvolgente a tal punto che anche se lo odi ti capita di guardarlo con occhio indulgente in certi momenti , fino a riflettere, alla fine, sul fatto che chi ha trasformato quel giovane contadinello irlandese in un mostro di perfidia è quella società dissoluta e corrotta in cui ognuno mente, “mente il povero per avere una mancia dal ricco, mente chi è nel giusto, perché anche lui deve tenere discorsi arzigogolati”, in cui “chiamate onorevole il dottore, il cerusico pretenzioso, che non crede nelle ricette che prescrive e prende le vostre ghinee per dirvi all’orecchio che è proprio una bella giornata” e “chiamate onorevole la professione legale in cui un uomo mente per qualsiasi offerta”, che è invece pronta a condannare un gentiluomo pieno di coraggio la cui esistenza è costellata di sfide affidate al Destino.

    ha scritto il 

  • 0

    Manuale per stalker...

    Caro Thackeray io capisco che stai facendo il ritratto a una determinata società bazzicata da nullafacenti e sfruttatori, capisco che Redmond Barry deve essere canaglia, tronfio e imbroglione ma è un cattivaccio che non affascina, stizzisce. Oltre a non avere il minimo senso morale in alcuni capi ...continua

    Caro Thackeray io capisco che stai facendo il ritratto a una determinata società bazzicata da nullafacenti e sfruttatori, capisco che Redmond Barry deve essere canaglia, tronfio e imbroglione ma è un cattivaccio che non affascina, stizzisce. Oltre a non avere il minimo senso morale in alcuni capitoli si trasforma in una sorta di stalker ante litteram, tra l'altro, ai danni di donne che sembrano avere le capacità intellettive di una zucchina. Fossi stata contemporanea dell'autore mi sa che non avrei atteso "la prossima puntata" con troppa ansia...

    ha scritto il 

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